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Autore Discussione: Il processo a The Pirate Bay  (Letto 24997 volte)
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« Risposta #20 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:00:38 »

L'accusa ha ammesso di non sapere che esistesse il DHT e che, quindi, non necessariamente il tracker viene usato.
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una volta mi chiamavo "maleducatista", poi...


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« Risposta #21 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:01:00 »

mi iscrivo. Grazie  Beer to beer
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« Risposta #22 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:07:47 »

mi iscrivo. Grazie  Beer to beer
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« Risposta #23 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:10:10 »

Per chi conosce l'inglese, c'è qualcuno che vi tiene informati molto meglio di me:

- TPBeng blog - un blog nato apposta: http://tpbeng.blogspot.com/
- TorrentFreak - fa un resoconto giornaliero: http://torrentfreak.com

Mo' vi traduco da tpbeng.blogspot.com. Nel frattempo, se qualcuno volesse tradurre da http://torrentfreak.com/g-defense-090218/ sarebbe il benvenuto ^_^
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Claudio


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« Risposta #24 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:10:32 »

http://trial.thepiratebay.org/
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« Risposta #25 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:14:38 »

No, come non detto, tpbeng non è ancora aggiornato.
Procedo con la traduzione di Torrentfreak.
A fra poco.
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« Risposta #26 inserita: 19 Febbraio, 2009, 10:25:08 »

In pausa pranzo se posso vedo se ci sono update da tradurre.. nel frattempo grassssie mille Wink
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« Risposta #27 inserita: 19 Febbraio, 2009, 11:31:28 »

Il processo a The Pirate Bay procede speditamente e ancora una volta la Corte ha finito prima del previsto. Durante il terzo giorno l'avvocato dell'Accusa ha presentato le imputazioni modificate. I difensori hanno chiesto tutti l'assoluzione mentre il difensore di Carl Lundström ha guadagnato punti con la leggendaria "difesa King Kong".

Il terzo giorno del processo è cominciato con l'avvocato dell'accusa, Håkan Roswall, che ha presentato alla Corte le modifiche ai capi di imputazione, prendendo in considerazione gli sviluppi di ieri (il 50% delle accuse era stato ritirato). Ha descritto questi emendamenti come "piccole variazioni".

I difensori hanno risposto: "Non siamo d'accordo che si tratti solo di piccole variazioni delle accuse, ma ritorneremo più tardi su questo argomento".

Secondo Peter Danowsky della IFPI, i danni fatti da The Pirate Bay sono equiparabili all'aver ottenuto "legalmente" licenze per distribuire musica in tutto il mondo, indipendentemente dal fatto che i downloader avessero poi deciso di comprare o meno la musica. In sostanza, la IFPI cerca di convincere la Corte dell'equazione "un download = una vendita persa". Parlano di imporre a TPB una "licenza di distribuzione globale".

Per la canzone "Let it be" dei Beatles, IFPI sta chiedendo dieci volte i danni, in quanto la musica dei Beatles non è ufficialmente disponibile online. Questa è una logica interessante - forse se la musica dei Beatles fosse stata resa disponibile, la gente non avrebbe avuto bisogno di piratarla. Lo stesso "moltiplicatore 10" viene chiesto per tutto il materiale "reso disponibile" prima dell'uscita ufficiale, riferendosi a questa richiesta come una speciale "licenza d'anteprima".

Peter Danowsky contesta gli argomenti della difesa per cui TPB non avrebbe fondi e non potrebbe pagare i danni. Chiama TPB "crimine organizzato su larga scala" che dispone al netto di "significanti entrate".

"Se ho tutti i soldi che dicono, allora mi sa che qualcuno me li ha rubati", ha commentato Peter Sunde su Twitter durante una pausa.

"Forse <non riescono a pagare> tutti i soldi richiesti, ma comunque una buona parte" ha detto Danowsky. I danni richiesti alla difesa ammontano a 117 milioni di corone (10,7 milioni di Euro).

Sony ha lamentato alla Corte che The Pirate Bay non rimuove mai i torrent anche dopo la richiesta di rimozione da parte del detentore dei diritti, ma che ne ha la possibilità tecnica, in quanto The Pirate Bay rimuove i torrent il cui nome non corrisponde al contenuto. Sony ricorda che The Pirate Bay ha un brutto atteggiamento nei confronti delle lamentele e che ridicolizza i protestatari. Sony sostiene di aver sofferto ingenti perdite, danni d'immagine e altri danni al loro mercato.

Henrik Pontén della Svenska Antipiratbyrån (la Società Anti-pirateria svedese) dice che la loro posizione è molto simile a quella di IFPI. I danni da loro chiesti ammontano a quanto sarebbe costato a The Pirate Bay ad acquisire una licenza di distribuzione globale, raddoppiati a causa di una presunta "perdita di immagine".

Poi è il turno di Monique Wadsted dell'industria cinematografica. Ha parlato di varie presunte infrazioni, incluse quelle relative al telefilm "Prison Break". Anch'essa sostiene che, in quanto le infrazioni hanno preso luogo prima del lancio ufficiale, i danni vanno calcolati in base al costo di una speciale "licenza di anteprima globale".

Durante la sessione della seconda metà della mattinata gli avvocati della difesa hanno avuto la possibilità di rispondere. A causa della riduzione delle imputazioni, i quattro difensori sostengono di non avere alcuna responsabilità per le accuse rimaste.

L'avvocato che rappresenta tutti e quattro gli imputati chiede alla Corte l'assoluzione degli assistiti.

L'avvocato di Fredrik Neij ha specificato che i grafici di download riportati dal sito sono tutt'altro che accurati e che non possono essere usati come prove. È stato fatto anche notare che caricare un torrent non significa che i file coperti da copyright sono "disponibili", in quanto debbono essere "seeded". Oltetutto, i file torrent non stanno esclusivamente su The Pirate Bay, e possono essere trovati attraverso moltissimi altri motori di ricerca, incluso Google.

L'avvocato di Gottfrid Svartholm ha affermato che sono gli utenti a generare i contenuti di The Pirate Bay, e che il suo cliente non ha alcun controllo su di essi. L'avvocato di Peter Sunde ha fatto notare che il suo cliente è meramente il portavoce del sito, e che non è responsabile di alcun'altra cosa. È stato inoltre affermato che non esiste alcuna relazione tra il numero di download e i danni sofferti dai detentori.

Per E Samuelsson, avvocato di Carl Lundström, prende la parola e fa notare la debolezza dell'accusa. La difesa ha sostenuto che gli avvocati dell'accusa hanno fallito nel provare che Lundström sia implicato in alcun trasferimento di alcun materiale protetto. Ha usato la "difesa King Kong":

"La direttiva UE 2000/31/EG dice che chiunque fornisca un servizio di informazioni non è responsabile delle informazioni trasferite. Per essere responsabile, il provider del servizio deve promuovere, avviare esplicitamente il trasferimento. Ma gli amministratori di The Pirate Bay non hanno mai avviato un solo trasferimento. Sono gli utenti che lo fanno, e sono persone identificabili personalmente. Si fanno chiamare con nomi tipo King Kong", ha detto Samuelsson alla Corte.

"Secondo il Codice di Procedura, l'accusa dev'essere contro un individuo fisico e ci dev'essere un legame stretto tra chi perpetra il crimine e coloro che vi collaborano. Questo legame non è stato mostrato. L'avvocato dell'accusa deve mostrare che Carl Lundström ha interagito personalmente con l'utente King Kong, che si trova presumibilmente nella giungla della Cambogia", ha aggiunto l'avvocato.

Dopo la difesa King Kong, la Corte ha deciso di aggiornare il caso, che continuerà domani, nel quarto giorno. Finora, il processo è in anticipo sul programma.

Peter ha detto che dopo il processo di oggi sono andati tutti a mangiare in pizzeria, dove hanno trovato tutti quella della parte avversa. Peter si è offerto di pagare loro il conto. "Hanno rifiutato", ha detto.

==================

Oggi sul sito di The Pirate Bay era visibile questo:

« Ultima modifica: 19 Febbraio, 2009, 11:36:32 da Senbee » Registrato

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« Risposta #28 inserita: 19 Febbraio, 2009, 11:46:18 »

dehehe questo pete suona abbastanza ironicamente strafottente... ad ogni modo, pur parteggiando per TPB per vari motivi, cerco di mettermi anche dalla parte dell'accusa, senza prese di posizione fideistiche o che altro...

Se io sono il sig.Sony che ho pagato ( poco) dei diritti che rivendo ( a troppo) sui mercati con cd e quant'altro, un po' mi incacchierei che ci fosse gente che se li passa sottobanco. Almeno con la normativa vigente, per cui il diritto d'autore è riconosciuto, il copyright blablabla ... ovviamente il punto della questione (e anche del processo) è sviscerare quel "se li passa" e le modalità con cui viene attuato.

In sostanza se ho capito bene, si dice che passarsi creazioni ( film, musica) coperti da diritto d'autore è certamente illegale, ma il servizio offerto da TPB non è responsabile dell'uso che ne fanno gli utenti ?
C'è un sito che parli in maniera più imparziale possibile di queste questioni?
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« Risposta #29 inserita: 19 Febbraio, 2009, 11:59:14 »

A parte il processo in sé, il punto è un altro: Sony e gli altri devono rendersi conto che con Internet il ruolo dell'editore e del distributore diventano obsoleti. Sono i tempi che cambiano: oggi i diritti sono esigibili ovunque ci sia grosso scambio di denaro e media estremamente complessi, come TV, concerti eccetera. Ma fra utenti privati al giorno d'oggi il ruolo dell'editore/distributore (edizione, copia, distribuzione, stream, eccetera) non è più necessario, si fa in casa. Tutto questo va al di là del fatto che sia giusto o sbagliato: semplicemente ora è così e nessuno potrà mai impedirlo.

È come quando è nato il frigorifero: chi vendeva ghiaccio o ha cambiato mestiere, o ha diversificato e specializzato la sua produzione (per esmepio: produzione di ghiaccio secco o gradi quantità per industrie). Non ha invocato una legge che vietasse l'uso del frigorifero per la creazione di ghiaccio o la vendita delle vaschette per i cubetti.
Oggi the Pirate Bay è nelle condizioni di chi regala vaschette per cubetti: non solo la relazione di complicità tra loro e chi si fa il ghiaccio in casa è tutta da dimostrare (e relativi danni all'industria del ghiaccio), ma è del tutto RIDICOLA e FUORI DAL TEMPO.
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« Risposta #30 inserita: 19 Febbraio, 2009, 12:04:51 »

Pensiero perfettamente espresso e condivisibile dal mio punto di vista ... il processo appunto pero' c'è perchè le leggi sono vecchie ... e secondo le leggi attuali (o meglio per quel poco che so), non mi sento cosi sicuro per la sorte di TPB ( nonostante l'incompetenza dell'accusa).
Speriamo bene !!
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« Risposta #31 inserita: 19 Febbraio, 2009, 12:14:52 »

Ringrazio Sembee per gli accurati resconti e appoggio in pieno la sua visione.

Penso che incriminare TPB perché i suoi utenti usano il servizio per compiere azioni illegali, sia come incriminare un produttore di mazze da hockey perché i ragazzini in america le usano per pestarsi. TPB offre un servizio, non può controllare tutto ciò che ne viene fatto da milioni di utenti in tutto il mondo, e la difesa ha mostrato bene come TPB abbia a tutti gli effetti le mani pulite.
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« Risposta #32 inserita: 19 Febbraio, 2009, 12:15:22 »

In questo caso la "difesa King Kong" imho è perfetta.
Continuando nell'esempio di prima: per essere dichiarati complici in un reato bisogna dimostrare un legame certo tra l'imputato e una persona fisica che ha compiuto il delitto. Se io lascio a disposizione vaschette per cubetti gratuitamente a chiunque, cadono completamente i tre pilastri dell'accusa:
- la gratuità esclude il movente, e quindi l'interesse nella complicità
- il mettere a disposizione non significa consegnare personalmente. Chi prende la vaschetta può farne ciò che vuole, non necessariamente metterci dell'acqua per poi ghiacciarla nel frigorifero. Cade il nesso di causalità tra imputazione e crimine.
- l'anonimità della donazione fa sì che non ci sia il legame con la persona fisica che compirebbe il delitto. Non posso essere accusato di complicità in un crimine se il criminale è anonimo o addirittura non è nemmeno una persona fisica.
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« Risposta #33 inserita: 20 Febbraio, 2009, 11:18:33 »

Tradotto da
http://torrentfreak.com/day-4-pirate-bay-defense-calls-foul-over-evidence-090219/

Giorno 4 - La difesa di Pirate Bay reclama l'invalidità delle prove

Il quarto giorno del processo a Pirate bay è stato incentrato sull'interrogatorio a Fredrik. Quando è stato il turno dell'avvocato dell'industria cinematografica, Monique Wadsted, questa non ha perso tempo e ha introdotto inaspettatamente delle nuove prove. Sia la Corte sia la difesa hanno protestato a questo punto, mentre la Wadsted cercava di far tacere la giuria urlando.

L'avvocato dell'accusa, Håkan Roswall, ha cominciato la giornata riferendosi ancora al caso in Finlandia contro gli amministatori di Finreactor. Il legale di Fredrik, Jonas Nilsson, ha chiesto una copia delle carte sul caso, per la difesa. Pare che il paragone fra i due casi sarà tracciato più tardi dall'accusa.

L'avvocato di Carl Lundström, Per E Samuelsson, ha continuato la difesa del suo cliente, ribadendo la debolezza della connessione tra lui e gli altri accusati, a l'operazione Pirate Bay in generale. Samuelsson ha anche fatto riferimento alle email di Lundström nel 2005 tra lui e Gottfrid e Fredrik, in cui si discuteva della possibilità di trasferire il sito in un altro paese. Questa, ha detto, è l'indicazione che il suo cliente ha sempre tenuto d'occhio il cambio di legislazione e ci ha sempre tenuto a operare nella legalità.

Nel frattempo, è stato fatto notare alla corte che Tobias Andersson, un testimone che dovrà essere ascoltato in futuro, era seduto in aula. Gli è stato chiesto di abbandonare l'aula, col permesso di continuare ad ascoltare il processo in audio diffusione nella stanza accanto. Testimonierà nei prossimi giorni.

Dopo una pausa. l'attenzione della Corte è passata a Fredrik Nij (TiAMO). La Corte s'è sentita dire che Fredrik non è mai stato membro di Piratbyran e che non ha mai avuto una motivazione ideologica per far parte di TPB. Al contrario, Fredrik era attratto dal sito a causa della tecnologia BitTorrent. Ha aderito a The Pirate Bay per "...giocare un po' con Pirate Bay, perché mi andava", ha detto.

La difesa ha detto che Fredrik è sempre stato ben attento alla legge e che è sempre stato suo desiderio operare all'interno di essa, consultando avvocati per assicurarsi che le sue attività fossero legali.

In riferimento ad aziende come MediaDefender, Fredrik ha fatto notare che "le aziende anti-p2p accedono al nostro tracker e manipolano le statistiche". Ha detto che anche se un torrent può essere stato caricato una sola volta, queste attività anti-p2p ingigantiscono le statistiche del tracker per suggerire che ci siano stati più trasferimenti che nella realtà.

Fredrik è stato sentito anche a proposito della sua relazione con il pubblicitario Oded Daniel. Quando l'accusa ha chiesto se Oded sia mai stato implicato in aspetti tecnici di TPB, Fredrik ha risposto: "No, non sa fare. Usa Windows, quindi..." A questo punto nella diretta audio si sono sentite delle risate, ma non provenivano dall'aula, bensì dal lounge di ascolto, nella porta accanto, dove sono alloggiati i blogger.

Fredrik è stato sentito anche sul significato del nome del sito, ma ha scosso le spalle e ha ripetuto che il suo interesse è meramente tecnologico.

Fredrik è stato interrogato ulteriormente da Håkan Roswall (l'accusa). L'accusa ha detto che durante l'interrogatorio della polizia, Fredrik aveva ammesso che ci potevano essere delle connessioni tra le opere coperte da copyright e TPB. Fredrik ha risposto che lui sapeva di questo, a causa delle proteste legali che riceveva il sito, ma che sapeva anche che queste proteste si riferivano a leggi applicabili solo negli Stati Uniti. Ha continuato negando di aver mai ricevuto personalmente alcuna protesta, ma mentre ha ammesso di averle viste ha comunque negato di aver mai scritto una delle famigerate risposte.
(NdT: si riferisce alle esilaranti risposte che potete leggere qui: http://thepiratebay.org/legal ATTENZIONE c'è da PIEGARSI dal ridere!)

Roswall ha chiesto a Fredrik se sia mai stato un seeder nel sito. Fredrik ha ammesso di aver fatto il seed di alcuni torrent ma ha specificato che si trattava di materiale non coperto da diritti d'autore.

Quando è stata chiesta la situazione di alcuni torrent che erano stati rimossi dal sito per questioni di falsità del titolo, la difesa ha detto alla corte che il sito TPB è senza censure, in quanto le migliaia di torrent che vengono uppati ogni giorno rende impossibile la moderazione. Il tracker è totalmente aperto e chiunque può usarlo, assolutamente senza alcuna corrispondenza o incentivo da parte dello staff di TPB.

Dopo la pausa pranzo, è stato il turno di Monique Wadsted dell'industria cinematografica per interrogare Fredrik. Dopo una discussione su come Pirate Bay gestisca le email, all'improvviso ha cominciato a introdurre nuove prove che non erano state precedentemente mostrate alla difesa, il che è stato visto come un tentativo di destabilizzare Fredrik.

Ha chiesto delle relazioni tra Fredrik e altri siti di torrent, chiamati OscarTorrents ed EurovisionTorrents. Fredrik ha negato di essere mai stato personalmente coinvolto in alcuni di essi. Notando l'infrazione del protocollo, la giuria ha chiesto se per la corte ciò fosse accettabile, visto che tali prove non erano state presentate alla difesa prima del processo. Monique Wadsted si è messa a urlare, cercando di zittire la giuria, ma questo non le è stato di molto aiuto. A questo punto la corte ha chiesto una pausa.

Dopo la pausa, l'avvocato della IFPI, Peter Danowsky, ha continuato a sentire Fredrik. Ha cercato di inchiodarlo leggendo un'email di Fredrik, ma quest'ultimo ha fatto notare che l'email era un reply, e che il testo citato dall'avvocato era quotato, il che significa che tale testo non era la parte dell'email scritta da Fredrik.

L'avvocato di Fredrik ha poi spiegato all'accusa come funziona tutta la questione dei tracker open di BitTorrent, della moltitudine di dati che si accavalla nel protocollo BitTorrent, e del fatto che la distribuzione dei file torrent non è esclusiva di TPB, i quali possono essere distribuiti con qualsiasi altro mezzo, come l'email o l'FTP.

Poi l'accusa ha mostrato un foglio stampato di una pagina di TPB e ha detto: "Questa è una stampata di una parte di ua pagina di The Pirate Bay. La chiamate screenshot, giusto?". Fredrik ha risposto: "Quello non è uno screenshot, è solo una pagina stampata". Fredrik ha quindi spiegato cosa c'era su quel foglio (il torrent di "La Pantera Rosa"), e come funziona il processo di upload su The Pirate Bay.

Poi è stato il turno di Gottfrid. L'accusa ha enfatizzato la parte finanziaria, in particolare la connessione con Oded. Quando ha chiesto se Gottfrid è a capo delle vendite della pubblicità, Gottfrid ha risposto: "No, ho provato ad andarmene per problemi di tempo. Avevo un affare da condurre, prima che veniste a portarmi via tutto".

L'accusa ha proseguito interrogando Gottfrid sulla questione della moderazione e delle risposte ai detentori dei diritti e del coinvolgimento nello sviluppo del sito. L'accusa ha spinto parecchio sulla domanda se Peter Sunde fosse coinvolto nel layout e nella grafica del sito. "Che io sappia, lui non è né un disegnatore né un artista grafico", ha risposto Gottfrid.

La Wadsted poi ha chiesto a Gottfrid come gestiscono i torrent che linkano a materiale sospetto di pedopornografia. Gottfrid ha risposto che in quel caso informano la polizia. La Wadsted quindi ha chiesto se hanno mai rimosso tali torrent. Gottfrid ha risposto "qualcuno". "Non tutti?" ha chiesto la Wadsted. Gottfrid ha spiegato che non è loro compito investigare i crimini, ma che comunque informano la polizia. "Noi non possiamo svolgere attività investigativa per nostro conto. E se la polizia ci dice di rimuovere un torrent, lo facciamo", ha detto.
(NdT: questa risposta è stata intelligentissima. Ha decisamente ribaltato le accuse, confermando perfettamente la linea difensiva.)

Gottfrid inoltre ha detto che Peter Sunde non ha nulla a che fare con l'amministrazione tecnica, con il design, con il layout, con la vendita e con qualsiasi altra cosa pratica relativa al sito. È soltanto un portavoce del sito. "Né io né Neij lavoriamo bene in stanze arredate. Peter invece era migliore nelle questioni verbali e coi media", ha detto.

Verso le 16, l'accusa ha annunciato di voler introdurre prove ulteriori, qualche torrent vero e proprio su un dischetto (forse intendeva dire CD). L'accusa ha chiesto una dichiarazione ufficiale su ciò alle 9 di domani. La difesa non è stata molto contenta, e Gottfrid ha chiesto tutti i torrent invece di soli quattro file.
« Ultima modifica: 20 Febbraio, 2009, 11:30:35 da Senbee » Registrato

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« Risposta #34 inserita: 20 Febbraio, 2009, 11:22:26 »

-edit-

(scusate, doppio post)
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« Risposta #35 inserita: 20 Febbraio, 2009, 11:25:25 »

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« Risposta #36 inserita: 20 Febbraio, 2009, 14:28:28 »

Ma...Sebbene ci sia il processo sbaglio o The Pirate Bay continua ad avere torrent etc...etc.. ?
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« Risposta #37 inserita: 20 Febbraio, 2009, 14:35:24 »

La Svezia è un paese civile e non si fanno sequestri preventivi. Una cosa si sequestra solo se è illegale, non se è sospetta di illegalità.

Una nota: con l'accenno a Linux di Fredrik, e le risatone annesse nella diretta radio, The Pirate Bay entra ufficialmente nella leggenda.
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« Risposta #38 inserita: 20 Febbraio, 2009, 15:11:17 »

Concretamente c'è la possibilità che i "capi" di TPB facciano carcere? o multe ingenti?

per me la faccenda al massimo culminerà come con il caso napster ovvero TPB verrà inglobato dagli stessi colossi con cui ha avuto battaglie in tribunale.

comunque mi pare di capire che la situazione sia abbastanza equilibrata tenendo conto che il server di tpb risiede in un microscopico principato(quindi stato indipendente a tutti gli effetti) ,al largo delle coste dell'inghilterra molto transigente in fatto di normativa fiscale e di copyright  se non sbaglio,una piccola nazione su una piattaforma petrolifera,che la stessa tpb ha tentato di acquistare.
« Ultima modifica: 20 Febbraio, 2009, 15:14:02 da UBUNTU-F3SG » Registrato

saluti
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« Risposta #39 inserita: 20 Febbraio, 2009, 15:25:31 »

Come spiegavo prima, è più probabile che siano condannati in primo grado per dare modo alla difesa di andare davanti alla Corte Suprema, vincendo e facendola finita per sempre.

IFPI ---> EPIC FAIL
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