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http://torrentfreak.com/pirate-bay-trial-day-5-peters-political-trial-090220/È il quinto giorno del processo a Pirate Bay. Riuscirà Peter Sunde, il portavoce del colorito sito, a resistere alle pressioni dell'accusa? Non sembrano esserci molti dubbi, ma l'avvocato dell'accusa sta cercando di rendere lo scontro il più duro possibile, introducendo nuove prove non preventivate. Peter chiede all'Accusa: "È un processo politico?"Venerdì, il quinto giorno del processo. Peter Sunde, alias "BrokeP", è stato sotto torchio da parte dell'Accusa. Håkan Roswall ha cominciato col chiedere a Peter se avesse mai avuto a che fare con il sistema informatico alla base di TPB. Peter ha detto di sì, ma solo in una maniera del tutto limitata.
Roswall quindi ha chiesto del presunto coinvolgimento di Peter nella questione della vendita di pubblicità, in particolare in relazione all'azienda Random Media, per la quale Peter aveva firmato un contratto come "Fondatore" del sito. Peter ha detto che questa cosa era connessa al progetto del nuovo sito, che avrebbe preso dei fondi dalle entrate pubblicitarie di TPB.
Roswall ha poi portato all'attenzione Piratbyran - un'organizzazione per la pirateria - e ha chiesto a Peter se tale organizzazione è critica per il copyright. "Non direttamente critica", ha risposto Peter, "ci sono molte opinioni discordanti".
Roswall poi ha spostato l'attenzione sull'opinione di Peter sul copyright. "È una domanda difficile", ha detto Peter, "mi piace tutto ciò che non è coperto da copyright, ma questa questione è irrilevante".
È stato chiesto a Peter se fosse a conoscenza della famigerata pagina "legale" di TPB (
http://thepiratebay.org/legal.php). Peter ha detto di conoscerla.
Roswall, cercando probabilmente di parlare nello stesso "linguaggio" in qualche modo tecnico dei difensori, si è un po' bloccato. "Quando ha incontrato Gottfrid per la prima volta IRL?", ha chiesto. "Non usiamo l'espressione «IRL»", ha detto Peter, "usiamo AFK." "IRL?", ha chiesto la giuria. "In Real Life (nella vita reale)", ha spiegato l'Accusa alla giuria.
"Non usiamo questa espressione", ha fatto notare Peter. "
Tutto avviene nella vita reale. Usiamo AFK - Away From Keyboard (lontano dalla tastiera)." "Beh", ha detto Roswall, "a quanto pare non sto molto al passo coi tempi".
Uno dei temi principali su cui l'Accusa si è sforzata finora, è il tentativo di definire chiaramente i ruoli e la struttura di TPB, che appaiono invece alquanto caotici. Cercando di incastrare Peter a una responsabilità precisa, gli ha chiesto del suo ruolo di "portavoce" di The Pirate Bay. Peter ha risposto di essersi preso quella posizione non ufficiale in quanto nessun altro la voleva. Era arrivata una richiesta da parte di un giornalista o chissà chi di commentare, ha detto Peter, e Peter se n'è occupato.
Quindi l'attenzione si è spostata sulla relazione tra Peter e il pubblicitario Oded Daniel, e sul fatto se Peter avesse mai ricevuto denaro da Oded. "Si è mai chiesto perché ricevesse queste ricevute di compensi? Non è il genere di cose che va un po' oltre il suo ruolo di portavoce?" ha chiesto Roswall.
"Credo che sia il modo che ha Oded Daniel di motivare la gente. Manda un mucchio di email strambe, di cui non leggo neanche la metà. Potrebbe essersi servito di me per avere maggiori contatti con Fredrik e Gottfrid", ha detto Peter. L'Accusa poi ha continuato a concentrarsi sull'apparente mancanza di una struttura decisionale all'interno di TPB, riferendosi in continuazione a TPB come a un'"azienda".
È stato mostrato che Peter e Gottfrid hanno incontrato Oded Daniel nel 2005/2006. Carl Lundström e Peter Sunde lo hanno incontrato solo una manciata di volte.
"È vero che lei è andato a Israele per incontrare Oded nel 2006?" ha chiesto Roswall. "Sì", ha risposto Peter.
"Perché è andato a incontrarlo?" ha chiesto Roswell. "Perché mi ha chiesto di andarci come suo ospite", ha detto Peter. "Non c'è andato per andare in spiaggia?" "Sì, ci sono andato, molto spesso".
Roswall ha poi chiesto a Peter a proposito delle molte email da e verso Oded Daniel a TPB, molte incentrate sul progetto secondario simil-YouTube di TPB per lo stream video, chiamato VideoBay. Riferendosi allo sviluppo del motore di ricerca interno di TPB, l'Accusa è sembrata cercare di suggerire che Peter avesse lavorato su questioni tecniche di TPB, in una risposta alle email di Oded Daniel, ma Peter ha confermato che di questo lavoro si sono occupate altre persone.
A un certo punto Peter ha detto che gli era venuta in mente l'idea di vendere le statistiche di TPB, pensando che alla gente sarebbe potuto interessare il leggerle sui giornali e cose del genere. Quando Roswall ha chiesto a Peter se si fosse mai aspettato di ricevere denaro da TPB, la risposta è stata "no".
Dopo la pausa, è stato il turno di Peter Danowsky della IFPI a interrogare Peter, cominciando con il suo percorso scolastico. Peter ha detto di aver lasciato la scuola ma di aver imparato l'inglese e la programmazione successivamente, grazie a Internet. Danowsky è poi tornato sulle email a Random Media.
Poi, ripetendo l'esibizione di ieri, l'Accusa è tornata a introdurre nuove prove che non erano state presentate prima del processo. Si tratta di alcuni articoli di giornale che contraddirebbero la testimonianza di Peter.
Secondo la cronaca di molti testimoni, non si è infastidita solo la difesa per le inaccettabili azioni dell'accusa, ma anche la giuria. La giuria ha rimproverato Danowsky e la difesa gli ha detto di piantarla con questa strategia all'americana. La Corte ha quindi chiesto una pausa di 10 minuti per discutere di questo.
Dopo la pausa, la giuria ha detto che qualsiasi materiale nuovo che l'Accusa avesse in mente di proporre avrebbe dovuto essere messo all'attenzione di tutti prima dell'interrogatorio, come da procedura. L'Accusa ha quindi chiesto di consegnare tutto il materiale "a sorpresa" di cui era in possesso, e la Corte ha chiesto un'altra pausa durante la quale Peter ha potuto leggere tutto il materiale. Si trattava di 9 documenti.
Dopo la pausa Danowsky ha chiesto a Peter: "Allora, ha letto l'articolo intitolato «Come smantellare un'industria da un miliardo di dollari»?" "Sì, l'ho letto", ha risposto Peter.
Danowsky ha cominciato a leggere alcuni stralci del blog di Peter (
http://blog.brokep.com/). Peter quindi ha sostenuto che tutto quello che scrive sul suo blog non si riferisce a TPB "anche se l'Accusa vorrebbe che fosse così..."
Ulteriormente pressato sulle sue opinioni sul copyright, Peter ha chiesto a Danowsky: "Questa è una questione politica. È un processo civile o politico?". Danowsky ha continuato ignorando la domanda di Peter. Quindi Peter ha detto: "Voglio una risposta dall'Avvocato Danowsky. Questo è un processo politico, sì o no? Posso avere una risposta?"
"Come può la legge sul copyright essere una questione politica?" ha risposto Danowsky, senza aggiungere altro. Peter si è sorpreso: "Beh? Nient'altro? Tutto qui? Allora, mi faccia approfondire..." e ha contestualizzato politicamente tutte le domande che Danowsky gli aveva fatto fino a quel momento.
Danowsky ha chiesto a Peter di quando Peter dichiarò che i detentori dei diritti avevano agito illegalmente. Peter ha detto che era un riferimento alla Warner Brothers che aveva attaccato alcuni siti di file sharing con alcuni hack, detti "attività anti-p2p".
Danowsky ha poi chiesto a Peter quale sia lo scopo di TPB. "Ha lo scopo di permettere agli utenti di condividere materiale", ha detto Peter. "Anche se protetto da copyright?" ha chiesto Danowsky. "Questo può talvolta esserne la triste conseguenza" ha risposto Peter.
Dopo una breve apparizione dell'Avvocato Wadsted dell'industria cinematografica, c'è stata la pausa pranzo.
Alla ripresa dell'udienza, Peter Altin ha interrogato il suo cliente, Peter Sunde. Gli ha chiesto se si ritenesse responsabile di TPB o se fosse responsabile dei commenti per il sito. In entrambi i casi la risposta è stata negativa.
Altin ha detto a Peter che avrebbe potuto fare un mucchio di soldi con TPB. "No, non ho il milioncino nascosto da qualche parte. Purtroppo".
Quando Altin ha chiesto della quantità di materiale protetto di cui TPB fa da tracker, Peter ha spiegato di aver fatto un sondaggio su un campione casuale di 1000 torrent del tracker e che l'80% del materiale linkato dal sito non era protetto da copyright. Peter ha fatto notare che c'è molto più materiale protetto su YouTube.
Quindi Altin ha interrogato Lundström. Ha detto alla Corte di come avesse conosciuto Fredrik a un evento chiamato Dreamhack, a Jönköping in Svezia, nel 2004. Altin ha detto alla Corte che Lundström ha sempre creduto che TPB agisse in perfetta legalità e che il sito avesse bisogno di risorse. Questa situazione lo portò a firmare un accordo con Fredrik per cui avrebbero potuto avere due computer alla Rix Telecom di Gothenburg, con lui come tecnico. L'accordo avrebbe permesso a TPB di sviluppare con un piccolo supporto finanziario da Lundström, e quindi una volta che il sito fosse cresciuto e avesse avuto successo, TPB sarebbe dovuta restare con la Rix Telecom e pagarle il dovuto come cliente regolare.
Poi, Roswall ha interrogato Lundström. Lundström ha ammesso che sapeva dell'esistenza di pirateria collegata a TPB, e che di capire benissimo che TPB è "un sito di file sharing, un sito di torrent".
Parlando della pubblicità, si è preso la responsabilità del progetto, pensando che fosse un modo per coprire le spese del sito in futuro. Ha continuato dicendo di non avere mai avuto idea di alcuna motivazione politica del sito e che ciò che gli interessava era il mero desiderio di costruire insieme agli altri accusati il sito BitTorrent più grande del mondo. "È mi è piaciuto molto", ha detto.
"Lo posso capire", ha detto Roswall.
Poi c'è stata una discussione sulla strumentazione data da Lundström a TPB. Il costo dell'equipaggiamento era di 18.000 corone (NdT: circa 1.600€) e il conto è stato pagato da Lundström. Lundström ha subito messo in chiaro che non voleva diventare socio, ma che si è sempre interessato al progetto, e che qualche volta ha contribuito a dare qualche consiglio al team di TPB.
Dopo una breve pausa Lundström è stato ulteriormente sentito dall'Accusa. Gli è stato chiesto del suo contatto con Oded Daniel, che gestisce la pubblicità su TPB, e Lundström ha ammesso di conoscerlo molto bene.
Quando la Wadsted, l'avvocato dell'industria cinematografica, ha chiesto a Lundström come mai un uomo d'affari di 48 anni si intrattenesse con le persone di TPB, l'avvocato di Lundström si è precipitato in scena e ha chiesto al suo cliente di non rispondere.
Alle 15 la Corte ha terminato l'udienza.