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Autore Discussione: Il processo a The Pirate Bay  (Letto 24996 volte)
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Novello Novizio

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« Risposta #40 inserita: 20 Febbraio, 2009, 15:29:00 »

ah è vero l'avevi pure scritto,comunque ingegnosa la strategia difensiva di tpb.

possibile che tutti questi colossi mandino ai processi avvocati strracioni con qualche vetusto pc?
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« Risposta #41 inserita: 20 Febbraio, 2009, 15:35:07 »

Voglio ricordare che questo processo è anche importante per l'alto valore di "geek pride" che ha.

I commenti sui blog e su Twitter in tempo reale, Sunde che parla di difesa Chewbacca e vuole pagare il conto all'accusa in pizzeria, Feij che sostiene in aula che un tecnico non sia competente perché usa Windows, l'avvocato della difesa che "gioca la carta della leggendaria difesa King Kong", l'accusa che usa Vista e Powerpoint ma gli crasha tutto, Feij che spiega all'accusa che nelle email il testo dopo il segno ">" non è scritto dal mittente...
È spassosissimo, ma è tutto quell'umorismo geek che capisce solo la parte accusata e ovviamente noi informatici. Sono i "ragazzini terribili" contro i dinosauri del vergognoso cartello internazionale. Lunga vita a Peter Sunde e soci.
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❤ è arrivata Gioia ❤


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« Risposta #42 inserita: 20 Febbraio, 2009, 15:37:15 »

Ci si dovrebbe fare un film, ovviamente poi rilasciarlo sotto CC, minimo.
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« Risposta #43 inserita: 20 Febbraio, 2009, 16:22:32 »

Questa storia mi sta divertendo un casino  Grin

A prescindere da come andrà a finire il primo grado, ci si ricorderà per parecchio tempo di come siano state ridicolizzate l'accusa e le major
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« Risposta #44 inserita: 20 Febbraio, 2009, 17:54:20 »

Feij che sostiene in aula che un tecnico non sia competente perché usa Windows
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« Risposta #45 inserita: 20 Febbraio, 2009, 21:31:55 »

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« Risposta #46 inserita: 20 Febbraio, 2009, 21:38:01 »

iscritto...ora inizio a leggere il topic con calma... Grin
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« Risposta #47 inserita: 20 Febbraio, 2009, 22:15:28 »

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« Risposta #48 inserita: 21 Febbraio, 2009, 13:10:57 »

Tradotto da http://torrentfreak.com/pirate-bay-trial-day-5-peters-political-trial-090220/

È il quinto giorno del processo a Pirate Bay. Riuscirà Peter Sunde, il portavoce del colorito sito, a resistere alle pressioni dell'accusa? Non sembrano esserci molti dubbi, ma l'avvocato dell'accusa sta cercando di rendere lo scontro il più duro possibile, introducendo nuove prove non preventivate. Peter chiede all'Accusa: "È un processo politico?"

Venerdì, il quinto giorno del processo. Peter Sunde, alias "BrokeP", è stato sotto torchio da parte dell'Accusa. Håkan Roswall ha cominciato col chiedere a Peter se avesse mai avuto a che fare con il sistema informatico alla base di TPB. Peter ha detto di sì, ma solo in una maniera del tutto limitata.

Roswall quindi ha chiesto del presunto coinvolgimento di Peter nella questione della vendita di pubblicità, in particolare in relazione all'azienda Random Media, per la quale Peter aveva firmato un contratto come "Fondatore" del sito. Peter ha detto che questa cosa era connessa al progetto del nuovo sito, che avrebbe preso dei fondi dalle entrate pubblicitarie di TPB.

Roswall ha poi portato all'attenzione Piratbyran - un'organizzazione per la pirateria - e ha chiesto a Peter se tale organizzazione è critica per il copyright. "Non direttamente critica", ha risposto Peter, "ci sono molte opinioni discordanti".

Roswall poi ha spostato l'attenzione sull'opinione di Peter sul copyright. "È una domanda difficile", ha detto Peter, "mi piace tutto ciò che non è coperto da copyright, ma questa questione è irrilevante".

È stato chiesto a Peter se fosse a conoscenza della famigerata pagina "legale" di TPB (http://thepiratebay.org/legal.php). Peter ha detto di conoscerla.

Roswall, cercando probabilmente di parlare nello stesso "linguaggio" in qualche modo tecnico dei difensori, si è un po' bloccato. "Quando ha incontrato Gottfrid per la prima volta IRL?", ha chiesto. "Non usiamo l'espressione «IRL»", ha detto Peter, "usiamo AFK." "IRL?", ha chiesto la giuria. "In Real Life (nella vita reale)", ha spiegato l'Accusa alla giuria.
"Non usiamo questa espressione", ha fatto notare Peter. "Tutto avviene nella vita reale. Usiamo AFK - Away From Keyboard (lontano dalla tastiera)." "Beh", ha detto Roswall, "a quanto pare non sto molto al passo coi tempi".

Uno dei temi principali su cui l'Accusa si è sforzata finora, è il tentativo di definire chiaramente i ruoli e la struttura di TPB, che appaiono invece alquanto caotici. Cercando di incastrare Peter a una responsabilità precisa, gli ha chiesto del suo ruolo di "portavoce" di The Pirate Bay. Peter ha risposto di essersi preso quella posizione non ufficiale in quanto nessun altro la voleva. Era arrivata una richiesta da parte di un giornalista o chissà chi di commentare, ha detto Peter, e Peter se n'è occupato.

Quindi l'attenzione si è spostata sulla relazione tra Peter e il pubblicitario Oded Daniel, e sul fatto se Peter avesse mai ricevuto denaro da Oded. "Si è mai chiesto perché ricevesse queste ricevute di compensi? Non è il genere di cose che va un po' oltre il suo ruolo di portavoce?" ha chiesto Roswall.

"Credo che sia il modo che ha Oded Daniel di motivare la gente. Manda un mucchio di email strambe, di cui non leggo neanche la metà. Potrebbe essersi servito di me per avere maggiori contatti con Fredrik e Gottfrid", ha detto Peter. L'Accusa poi ha continuato a concentrarsi sull'apparente mancanza di una struttura decisionale all'interno di TPB, riferendosi in continuazione a TPB come a un'"azienda".

È stato mostrato che Peter e Gottfrid hanno incontrato Oded Daniel nel 2005/2006. Carl Lundström e Peter Sunde lo hanno incontrato solo una manciata di volte.

"È vero che lei è andato a Israele per incontrare Oded nel 2006?" ha chiesto Roswall. "Sì", ha risposto Peter.

"Perché è andato a incontrarlo?" ha chiesto Roswell. "Perché mi ha chiesto di andarci come suo ospite", ha detto Peter. "Non c'è andato per andare in spiaggia?" "Sì, ci sono andato, molto spesso".

Roswall ha poi chiesto a Peter a proposito delle molte email da e verso Oded Daniel a TPB, molte incentrate sul progetto secondario simil-YouTube di TPB per lo stream video, chiamato VideoBay. Riferendosi allo sviluppo del motore di ricerca interno di TPB, l'Accusa è sembrata cercare di suggerire che Peter avesse lavorato su questioni tecniche di TPB, in una risposta alle email di Oded Daniel, ma Peter ha confermato che di questo lavoro si sono occupate altre persone.

A un certo punto Peter ha detto che gli era venuta in mente l'idea di vendere le statistiche di TPB, pensando che alla gente sarebbe potuto interessare il leggerle sui giornali e cose del genere. Quando Roswall ha chiesto a Peter se si fosse mai aspettato di ricevere denaro da TPB, la risposta è stata "no".

Dopo la pausa, è stato il turno di Peter Danowsky della IFPI a interrogare Peter, cominciando con il suo percorso scolastico. Peter ha detto di aver lasciato la scuola ma di aver imparato l'inglese e la programmazione successivamente, grazie a Internet. Danowsky è poi tornato sulle email a Random Media.

Poi, ripetendo l'esibizione di ieri, l'Accusa è tornata a introdurre nuove prove che non erano state presentate prima del processo. Si tratta di alcuni articoli di giornale che contraddirebbero la testimonianza di Peter.

Secondo la cronaca di molti testimoni, non si è infastidita solo la difesa per le inaccettabili azioni dell'accusa, ma anche la giuria. La giuria ha rimproverato Danowsky e la difesa gli ha detto di piantarla con questa strategia all'americana. La Corte ha quindi chiesto una pausa di 10 minuti per discutere di questo.

Dopo la pausa, la giuria ha detto che qualsiasi materiale nuovo che l'Accusa avesse in mente di proporre avrebbe dovuto essere messo all'attenzione di tutti prima dell'interrogatorio, come da procedura. L'Accusa ha quindi chiesto di consegnare tutto il materiale "a sorpresa" di cui era in possesso, e la Corte ha chiesto un'altra pausa durante la quale Peter ha potuto leggere tutto il materiale. Si trattava di 9 documenti.

Dopo la pausa Danowsky ha chiesto a Peter: "Allora, ha letto l'articolo intitolato «Come smantellare un'industria da un miliardo di dollari»?" "Sì, l'ho letto", ha risposto Peter.

Danowsky ha cominciato a leggere alcuni stralci del blog di Peter (http://blog.brokep.com/). Peter quindi ha sostenuto che tutto quello che scrive sul suo blog non si riferisce a TPB "anche se l'Accusa vorrebbe che fosse così..."

Ulteriormente pressato sulle sue opinioni sul copyright, Peter ha chiesto a Danowsky: "Questa è una questione politica. È un processo civile o politico?". Danowsky ha continuato ignorando la domanda di Peter. Quindi Peter ha detto: "Voglio una risposta dall'Avvocato Danowsky. Questo è un processo politico, sì o no? Posso avere una risposta?"

"Come può la legge sul copyright essere una questione politica?" ha risposto Danowsky, senza aggiungere altro. Peter si è sorpreso: "Beh? Nient'altro? Tutto qui? Allora, mi faccia approfondire..." e ha contestualizzato politicamente tutte le domande che Danowsky gli aveva fatto fino a quel momento.

Danowsky ha chiesto a Peter di quando Peter dichiarò che i detentori dei diritti avevano agito illegalmente. Peter ha detto che era un riferimento alla Warner Brothers che aveva attaccato alcuni siti di file sharing con alcuni hack, detti "attività anti-p2p".

Danowsky ha poi chiesto a Peter quale sia lo scopo di TPB. "Ha lo scopo di permettere agli utenti di condividere materiale", ha detto Peter. "Anche se protetto da copyright?" ha chiesto Danowsky. "Questo può talvolta esserne la triste conseguenza" ha risposto Peter.

Dopo una breve apparizione dell'Avvocato Wadsted dell'industria cinematografica, c'è stata la pausa pranzo.

Alla ripresa dell'udienza, Peter Altin ha interrogato il suo cliente, Peter Sunde. Gli ha chiesto se si ritenesse responsabile di TPB o se fosse responsabile dei commenti per il sito. In entrambi i casi la risposta è stata negativa.

Altin ha detto a Peter che avrebbe potuto fare un mucchio di soldi con TPB. "No, non ho il milioncino nascosto da qualche parte. Purtroppo".

Quando Altin ha chiesto della quantità di materiale protetto di cui TPB fa da tracker, Peter ha spiegato di aver fatto un sondaggio su un campione casuale di 1000 torrent del tracker e che l'80% del materiale linkato dal sito non era protetto da copyright. Peter ha fatto notare che c'è molto più materiale protetto su YouTube.

Quindi Altin ha interrogato Lundström. Ha detto alla Corte di come avesse conosciuto Fredrik a un evento chiamato Dreamhack, a Jönköping in Svezia, nel 2004. Altin ha detto alla Corte che Lundström ha sempre creduto che TPB agisse in perfetta legalità e che il sito avesse bisogno di risorse. Questa situazione lo portò a firmare un accordo con Fredrik per cui avrebbero potuto avere due computer alla Rix Telecom di Gothenburg, con lui come tecnico. L'accordo avrebbe permesso a TPB di sviluppare con un piccolo supporto finanziario da Lundström, e quindi una volta che il sito fosse cresciuto e avesse avuto successo, TPB sarebbe dovuta restare con la Rix Telecom e pagarle il dovuto come cliente regolare.

Poi, Roswall ha interrogato Lundström. Lundström ha ammesso che sapeva dell'esistenza di pirateria collegata a TPB, e che di capire benissimo che TPB è "un sito di file sharing, un sito di torrent".

Parlando della pubblicità, si è preso la responsabilità del progetto, pensando che fosse un modo per coprire le spese del sito in futuro. Ha continuato dicendo di non avere mai avuto idea di alcuna motivazione politica del sito e che ciò che gli interessava era il mero desiderio di costruire insieme agli altri accusati il sito BitTorrent più grande del mondo. "È mi è piaciuto molto", ha detto.

"Lo posso capire", ha detto Roswall.

Poi c'è stata una discussione sulla strumentazione data da Lundström a TPB. Il costo dell'equipaggiamento era di 18.000 corone (NdT: circa 1.600€) e il conto è stato pagato da Lundström. Lundström ha subito messo in chiaro che non voleva diventare socio, ma che si è sempre interessato al progetto, e che qualche volta ha contribuito a dare qualche consiglio al team di TPB.

Dopo una breve pausa Lundström è stato ulteriormente sentito dall'Accusa. Gli è stato chiesto del suo contatto con Oded Daniel, che gestisce la pubblicità su TPB, e Lundström ha ammesso di conoscerlo molto bene.

Quando la Wadsted, l'avvocato dell'industria cinematografica, ha chiesto a Lundström come mai un uomo d'affari di 48 anni si intrattenesse con le persone di TPB, l'avvocato di Lundström si è precipitato in scena e ha chiesto al suo cliente di non rispondere.

Alle 15 la Corte ha terminato l'udienza.
« Ultima modifica: 21 Febbraio, 2009, 13:13:01 da Senbee » Registrato

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« Risposta #49 inserita: 21 Febbraio, 2009, 13:12:49 »

lavorano anche di sabato:o

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« Risposta #50 inserita: 21 Febbraio, 2009, 13:21:45 »

Citazione
Peter ha fatto notare che c'è molto più materiale protetto su YouTube.

Peccato che non accusano mai Google di questo... Angry
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« Risposta #51 inserita: 21 Febbraio, 2009, 13:39:08 »

Ulteriormente pressato sulle sue opinioni sul copyright, Peter ha chiesto a Danowsky: "Questa è una questione politica. È un processo civile o politico?". Danowsky ha continuato ignorando la domanda di Peter. Quindi Peter ha detto: "Voglio una risposta dall'Avvocato Danowsky. Questo è un processo politico, sì o no? Posso avere una risposta?"

"Come può la legge sul copyright essere una questione politica?" ha risposto Danowsky, senza aggiungere altro. Peter si è sorpreso: "Beh? Nient'altro? Tutto qui? Allora, mi faccia approfondire..." e ha contestualizzato politicamente tutte le domande che Danowsky gli aveva fatto fino a quel momento.

A me hanno colpito soprattutto queste righe qui. In particolar modo ''processo politico'' e ''questione politica''. Chissà che intrigo che ci sta dietro, chissà. Comunque sia grazie di tutto Senbee, per i link, le traduzioni e tutto il resto!
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« Risposta #52 inserita: 21 Febbraio, 2009, 13:57:52 »

 Roll Eyes  Posso dire ke sto rimanendo in fase di shock... al posto di fare il processo su TPB, che non vanno a controllare gli altri danni esistenti nella rete, bug nelle aziende, frodi bancarie e altro?  Undecided

Non sanno fare altro che rompere le scatole alla gente che scarica   Angry  ... credo che non sia questo, distruggendo un colosso ormai mondiale,, il modo giusto per eliminare il p2p.

Il p2p vive .. e vivrà sempre.   Tongue
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« Risposta #53 inserita: 22 Febbraio, 2009, 13:49:24 »

Roll Eyes  Posso dire ke sto rimanendo in fase di shock... al posto di fare il processo su TPB, che non vanno a controllare gli altri danni esistenti nella rete, bug nelle aziende, frodi bancarie e altro?  Undecided

Non sanno fare altro che rompere le scatole alla gente che scarica   Angry  ... credo che non sia questo, distruggendo un colosso ormai mondiale,, il modo giusto per eliminare il p2p.

Il p2p vive .. e vivrà sempre.   Tongue

a giudicare dalla parabola che stanno prendendo i server di emule non si direbbe,poi certo si trova sempre un metodo per praticare p2p

concordo con l'utente che tira in ballo google..perchè i loro risultati si e tpb no? o è solo una battaglia simbolica per dire al mondo: lo vedete cosa succede a mettersi contro i nostri cartelli?
« Ultima modifica: 22 Febbraio, 2009, 13:51:05 da UBUNTU-F3SG » Registrato

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« Risposta #54 inserita: 22 Febbraio, 2009, 13:59:57 »

Il quinto giorno del processo è stato venerdì. Ieri (sabato) c'è stato il grande party di The Pirate Bay, le cui foto potete vedere qui:
http://picasaweb.google.se/Kingkong.in.kambodja/PirateParty#

Il processo ricomincia martedì. Mercoledì mattina o martedì notte vi aggiorno.
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« Risposta #55 inserita: 22 Febbraio, 2009, 14:59:22 »

vorrei dire solamente una cosa ...
GOOGOLANDO QUI E LI si trovano anke le liste di rapidshare .. una di loro è rapidsearch ... ma dai ...   No no
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« Risposta #56 inserita: 24 Febbraio, 2009, 09:42:36 »

Oggi sulla home page di The Pirate Bay campeggia questa vignetta:

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« Risposta #57 inserita: 25 Febbraio, 2009, 09:56:24 »

Tradotto da:
http://torrentfreak.com/pirate-bay-prosecution-hires-hypocrite-pirate-author-for-pr-090223/

L'Accusa a Pirate Bay assolda un'autrice per l'arringa finale, ma si scopre che era una supporter di Pirate Bay.

In un disperato tentativo di amplificare il caso contro Pirate Bay, l'avvocato dell'accusa Monique Wadsted ha chiesto agli autori dichiarazioni e supporto per la preparazione della sua arringa finale il prossimo lunedì. Sfortunatamente per lei, la gentile richiesta si è ritorta contro, con le sembianze di un'autrice che si è rivelata essere una fan accanita di Pirate Bay.

L'avvocato delle major cinematografiche, Monique Wadsted, ha pensato che avrebbe imparato dal meccanismo di condivisione collettiva dei fan di Pirate Bay, attraverso i siti di social network, e ha deciso che avrebbe ottenuto ciò che voleva per smontare tale solidarietà tra "pirati". Così ha chiesto aiuto a una sua amica, la scrittrice Carina Rydberg, che ha pubblicato una chiamata alle armi su un gruppo di FaceBook di autori svedesi.

"La mia amica Monique Wadsted, che rappresenta l'industria del cinema e dei videogame nel processo contro The Pirate Bay, ha bisogno di commenti dai creatori e autori di film e giochi. Sta preparando la sua arringa finale e le piacerebbe concluderla con un messaggio da parte degli autori svedesi. Non dev'essere troppo lunga - solo 30 secondi, quindi scrivete pure qui".

"In quanto so che noi autori siamo danneggiati dal file-sharing, credo che questa sia un'ottima occasione per prendere posizione. [...] Proverò a scrivere qualcosa e mi piacerebbe incoraggiare i membri a fare lo stesso. [...] Inoltre, Monique gradirebbe vederci andare al processo di persona. Da quel che sembra, al momento infatti la situazione è dominata dai pirati", ha aggiunto Carina.

Ora, questo forse non è affatto strano. Man mano che la società digitale progredisce, non tutti gli autori hanno ancora riconosciuto le opportunità di marketing del file sharing. Quello che interessa, però, è che la vera opinione di Carina Rydberg sul file sharing differisce tremendamente dal suo messaggio su FaceBook. Il blogger svedese projO ha pubblicato dei post di Carina Rydberg presi da vecchie discussioni sullo stesso gruppo di FaceBook, in cui Carina confessava di essere un utente registrato di Pirate Bay. E perché si era registrata su Pirate Bay?

"Perché voglio vedere film che non sono più noleggiabili o acquistabili su Internet. Voglio leggere libri che sono fuori stampa e ti costano 750 sterline su eBay. Per questo motivo, voglio che Pirate Bay rimanga. In questo momento, sto scaricando «Il giorno della locusta» di John Schlesinger; ci mette un po', e non sono nemmeno certa che la copia sarà leggibile - ma allo stesso tempo non ho idea di come procurarmi quel c*** di libro in un'altra maniera..."

Più avanti nello stesso thread, non risparmia elogi:

"The Pirate Bay è un'inestimabile fonte di contenuti che gli editori, le etichette musicali e gli studios cinematografici per qualche ragione non possono o non vogliono offrire. Se qualcuno su Pirate Bay decidesse di scaricare il libro che ho scritto nel 1989 non avrei obiezione alcuna. Quel romanzo è praticamente introvabile, e come autrice io voglio essere letta."

Questo post è di tre mesi fa:



Panico: Carina ha immediatamente cancellato quei post su FaceBook. Purtroppo per lei però, aveva fatto gli stessi identici commenti a un torrent su Pirate Bay in novembre, incoraggiando lo scaricamento dei suoi romanzi fuori stampa.

In alcuni post recenti di quel gruppo su FaceBook, parecchi membri arrabbiati hanno chiesto che il responsabile della diffusione di queste notizie fosse espulso. Ma il fondatore del gruppo ha ribadito che non c'è alcuna regola che dica che i contenuti che si scrivono sui gruppi di FaceBook vadano tenuti privati, e che tali diffusioni di informazioni sono sempre da mettere in conto quando ci si iscrive a un gruppo su FaceBook.

Ha aggiunto: "Penso che il post di Carina sia in qualche modo offensivo in quanto presuppone che tutti gli autori siano d'accordo con quella che è chiaramente un'opinione soggettiva."

Nel frattempo, Carina Rydberg ha dismesso le armi e ha chiesto ad altri di aiutare la sua amica Monique. Nonostante il suo primo appoggio a The Pirate Bay ha inoltrato la richiesta all'Unione Scrittori Svedesi. "Loro non vogliono assolutamente appoggiare i pirati", ha scritto in un altro post su FaceBook.

A questo punto, non è chiaro se gli autori stavano per essere pagati per il loro lavoro, o se Monique Wadsted si aspettava contenuti gratis generati dagli autori. Una cosa è certa: un messaggio anti pirateria da Carina e dai suoi amici ora non varrà molto in tribunale.
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« Risposta #58 inserita: 25 Febbraio, 2009, 10:45:23 »

senbee veramente grazie del lavoro di traduzione e informazione

resto sintonizzato!
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« Risposta #59 inserita: 25 Febbraio, 2009, 10:56:20 »

Tradotto da http://torrentfreak.com/pirate-bay-trial-day-7-screenshots-for-evidence-090224/

Il processo a The Pirate Bay - Settimo giorno

Dopo una lunga pausa per il weekend, entrambe le parti sono tornate in aula a Stoccolma. Il sesto giorno del processo è stato un giorno di riposo, quindi passiamo al settimo giorno, in cui si è visto che l'avvocato incaricato di raccogliere le prove ha basato tutto il suo lavoro su degli screenshot e ha ammesso di non essere un esperto di BitTorrent. Inoltre, l'Accusa ha ammesso di non essere più in grado di trovare un loro teste importante, il poliziotto Jim Keyzer.

I testi previsti per oggi erano Magnus Mårtensson, un avvocato di ISPI, Anders Nilsson di Antipiratbyrån (associazione contro il Partito Pirata) e John Stéenmark.

L'avvocato dell'Accusa, Håkan Roswall, ha cominciato dicendo che Tobias Andersson del Partito Pirata Svedese e l'ufficiale di polizia Jim Keyzer non avrebbero più dovuto testimoniare. Il Giudice ha chiesto di Jim Keyzer, ma gli avvocati dell'Accusa hanno risposto che non erano più riusciti a rintracciarlo, e che gli avevano appena spedito un'email per trovarlo. La difesa ha detto che ascolterà Tobias Andersson domani.

[NdT: Jim Keyzer è un poliziotto che la Corte aveva incaricato per investigare su The Pirate Bay. In Italia diremmo che è un perito esterno, di nessuna delle due parti. Ma qualche giorno fa è venuto fuori che Jim Kayzer si è "dimenticato", quando gli hanno dato il lavoro, di dire alla Corte che lavora nel frattempo anche per la Warner Bros. Qui l'articolo che spiega i dettagli di quest'altra mitica EPIC FAILURE: http://torrentfreak.com/piratebay-cop-not-to-be-investigated-080708/]

L'avvocato dell'Accusa poi ha modificato ancora le accuse contro gli imputati. Non si sostiene più che tutte le componenti di Pirate Bay siano necessarie per condividere file. Ha aggiunto alle accuse che TPB permette ai suoi utenti di fare upload dei torrent e che TPB poi custodisce i torrent sul proprio server. Non ci sono state obiezioni immediate all'ennesimo cambio di accuse. L'avvocato di IFPI Peter Danowsky ha quindi introdotto ulteriori prove, ma la difesa ha detto che non le commenterà finché non le avranno esaminate con cura.

Il primo a testimoniare è stato Magnus Mårtensson, un avvocato di IFPI. Mårtensson ha detto di lavorare per IFPI da 15 anni, specializzandosi nel contrastare la pirateria. Ha spiegato di aver lavorato alla raccolta di prove contro The Pirate Bay scaricando vari album attraverso i file .torrent che ha ottenuto dal sito usando il client Azureus.

È risultato subito evidente che tutto l'equipaggiamento di raccolta prove di Mårtensson consisteva soltanto nel fare degli screenshot. Così, l'abilità tecnica di Mårtensson è stata messa in discussione e Mårtensson ha risposto che effettivamente non è assolutamente semplice per lui rispondere ad alcune domande tecniche.

Quando gli è stato chiesto che tipo di apparecchiatura di rete avesse utilizzato per loggare esattamente ciò che accadeva "dietro le quinte" dei download, Mårtensson ha ammesso di non averne alcuna. Quando gli è stato chiesto se avesse mai verificato se ci fosse mai stato un contatto diretto con il tracker di The Pirate Bay durante il download, ha risposto di no.

Il difensore Gottfrid Svartholm ha chiesto a Mårtensson spiegazioni sulle tecniche usate per raccogliere prove. Le risposte sono state particolarmente interessanti perché si è visto chiaramente che l'Accusa non ha alcuna prova che siano mai stati usati effettivamente i tracker di The Pirate Bay.

    Gottfrid: Prima di fare gli screenshot, ha disattivato il DHT e il Peer Exchange?
    Mårtensson: Il DHT ovviamente era abilitato. Volevo essere esattamente come un utente normale.
    Gottfrid: Quindi, in altre parole, non può controllare se sia stato usato il tracker?
    Mårtensson: L'indirizzo del tracker era visibile sullo schermo. Da questo ho dedotto che in qualche modo lo stessi usando.
    Gottfrid: Ma avendo attivato il DHT, lei non ha alcuna possibilità di dimostrare alla Corte che sia stato usato effettivamente il tracker di The Pirate Bay?
    Mårtensson: No.

Sembra impensabile che l'Accusa abbia raccolto "prove" in questo modo. A Mårtensson è poi stato chiesto se fosse a conoscenza del fatto che anche Google può essere usato come motore di ricerca dei torrent. L'avvocato di IFPI è apparso all'oscuro di ciò, e ha affermato di non aver mai avuto alcun problema con Google.

Dopo una breve pausa è stato il turno del poliziotto Magnus Nilsson, del Dipartimento Anti-pirateria. Ha detto di aver scaricato diversi file .torrent da The Pirate Bay per raccogliere prove, e ha spiegato in dettaglio come si fa a scaricare i file con BitTorrent. Nilsson ha detto di aver scaricato parecchi giochi e film, tutti con µTorrent.

Poi, all'improvviso Nilsson ha detto di essere sicuro che la maggior parte del contenuto di Pirate Bay sia coperto da copyright. Però, ha detto di non avere prove di questo. Gli avvocati della difesa l'hanno pressato parecchio, fino a fargli ammettere: "Non ho documentazione sull'affermazione che gran parte del materiale sia protetto da copyright. È solo una mia opinione personale."

Uno degli avvocati della difesa (quello di Carl Lundtröm) ha usato con Nilsson la stessa tecnica con cui aveva appena interrogato Magnus Mårtensson. Gli ha chiesto quale programma avesse usato. Quindi gli ha chiesto se l'avesse scaricato da The Pirate Bay. Dopo la risposta negativa, gli ha chiesto un paio di domande sul processo di download per dimostrare che TPB non è implicata nel trasferimento effettivo dei file.

"Quindi il download vero e proprio [dei contenuti e dei file pirata] accade fuori da TPB?" ha chiesto l'avvocato di Carl Lundström. "Sì", ha replicato Nilsson.

Gottfrid Svartholm, uno degli avvocati difensori, ha chiesto a Nilsson di confermare di essere un investigatore che lavora per la lobby dell'industria cinematografica, e che tale lobby gli abbia dato istruzioni su quali file e contenuti investigare. Tutto questo, ovviamente, per mettere in chiaro alla Corte che Anders Nilsson non è un investigatore super partes.

Dopo sole due ore, la Corte ha deciso di terminare l'ascolto dei testimoni per oggi. Tobias Andersson del Partito Pirata Svedese a John Kennedy di IFPI saranno sentiti domani.
« Ultima modifica: 25 Febbraio, 2009, 11:00:51 da Senbee » Registrato

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