SCHERMO NERO & Co.
Recuperare il desktop dopo un'errata installazione di driver, software, o un'errata configurazione di monitor o XOrg. Introduzione
Quella che segue è semplicemente una raccolta di procedure già descritte nel forum di Ubuntu-it.org.
Non garantisco che funzioneranno per tutti.
Alcune delle procedure qui descritte causeranno la
perdita certa di pochi o molti dati di configurazione.
Lo scopo principale di questa guida
non è di individuare il problema specifico che causa una "schermata nera" all'accesso (login), o dalla grafica confusa, o un desktop comunque inaccessibile, ma di ripristinare la
Scrivania di Ubuntu affinchè sia utilizzabile. Provvederete poi a cercare soluzioni più efficaci utilizzando l'apposita
documentazione o chiedendo aiuto nel
forum.
Altre pagine utili:
Sezione schede video del wiki di Ubuntu-it.org
Hardware/VideoPagina schede video ATI
/Hardware/Video/AtiRisoluzione problemi schede ATI con driver proprietari FGLRX Catalyst
Hardware/Video/Ati/Catalyst/RisoluzioneProblemiPagina schede video nvidia
/Hardware/Video/NvidiaAl momento della prima stesura la guida è stata basata sulle mie esperienze personali e su casi già riportati in questo forum, riguardanti Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope e i driver AMD/ATI. Per disinstallare driver diversi, modificate il nome dei pacchetti dei driver con quelli che avete installato (vedi Capitolo 1, paragrafi 4 e 5).
Alcuni paragrafi non sono stati ancora aggiornati a Ubuntu 10.04. Notizie aggiornate e altre
pagine utili al post
Risposta #5.
Ogni suggerimento per
integrare questa guida sarà benvenuto.
Indice sintetico
Capitolo I. Introduzione agli strumenti utili. È indirizzato a coloro che si sono avvicinati ad Ubuntu da poco tempo e non ne conoscono i mezzi di ripristino. Le applicazioni pratiche vengono svolte ai capitoli II, III e IV.
- Allegati. Ubuntu-comandi-utili.txt. Comandi, combinazioni di tasti, e programmi attinenti questa guida, l'hardware, e Ubuntu. Per vederlo occorre effettuare il login nel forum.
Capitolo II. Casi pratici. Descrizioni di
possibili azioni che hanno preceduto il malfunzionamento. Ad ogni "caso" corrispondono una o più soluzioni. Cercate il caso che fa per voi.
Capitolo III. Casi particolari. Descrizioni dei
possibili problemi riscontrati su un certo componente hardware o software. Ad ogni "caso" corrispondono una o più soluzioni. Cercate il caso che fa per voi.
Capitolo IV. Configurare risoluzione e refresh di un monitor con XRandR (Traduzione). In merito a questa procedura v. anche Capitolo III, paragrafo
Caso particolare 4.
Capitolo I
GLI STRUMENTI DEL SISTEMA A NOSTRA DISPOSIZIONE
1. Accesso e comandi di Consolle, Recovery Mode, Terminale, e xterm.Caratteristiche comuni.- Possono visualizzare file di testo, manuali, registri di sistema, installare e disinstallare programmi (da CD o via rete), utilizzare i programmi in modalità testo, in rete, modificare file di configurazione, copiare, rinominare, rimuovere o spostare file da una cartella all'altra o da una partizione all'altra, e le altre operazioni tipiche di un sistema operativo con desktop.
Caratteristiche specifiche.Il terminale.
- Richiede che il desktop sia funzionante;
- Sono utilizzabili in numero pressochè illimitato;
- Dispone di preferenze, profili utente e plugins (funzioni aggiuntive installabili).
Avvio del terminale.
Percorso da desktop Gnome: Applicazioni > Accessori > Terminale.
Suggerimenti.
Per aumentare la capacità di visualizzazione degli output: Terminale > Modifica > Preferenze del profilo > Scorrimento.
xterm.
- Non richiede che il desktop sia funzionante;
- funziona come un terminale;
- Ha una sua sessione separata che richiede il comando exit ogni volta che si vuole chiuderla per ritornare al login, o riavviare il sistema.
- Avvio di xterm.
Selezionare l'utente desiderato alla schermata di login. Appare in basso la barra delle opzioni di sessione. Al rigo Sessioni selezionare xterm dal menu.
- Uscita e chiusura di una sessione xterm.
Ricordate che al termine di una sessione xterm dovrete digitare il comando
exit. Se omesso ritroverete la sessione xterm anche al prossimo riavvio del sistema.
La Consolle.- Non necessita che il desktop funzioni;
- È solitamente disponibile poco dopo il caricamento del sistema e prima della schermata di login (autenticazione dell'utente e accesso al desktop);
- Richiede nome utente e password (Login);
- Sono sei e sono utilizzabili contemporaneamente.
- Avvio della consolle:
1. Premere contemporaneamente i tasti Ctrl+Alt+F1.
2. Inserire nome utente, seguito da tasto
↵Invio, e password, seguita da tasto
↵Invio. La password rimarrà invisibile mentre la digitate.
3. Dopo aver premuto CTRL+ALT, i tasti da F1 ad F6, vi daranno accesso a sei distinte consolle
- Uscita e chiusura di una consolle:
Digitare
exit e premete
↵Invio per uscire.
Premere contemporaneamente Ctrl+Alt+F7 per tornare alla Scrivania.
Recovery ModeÈ uno dei più potenti centri di controllo di Ubuntu ed è utilissimo quando il sistema non avvia il desktop e otteniamo solo una
schermata nera. Infatti nella maggioranza dei casi, anche quando il desktop non appare, il resto del sistema continua funzionare ed è utilizzabile. Quasi sempre i dati contenuti nelle varie partizioni sono ancora raggiungibili e manipolabili.
Recovery Mode presenta una riga di comando spartana, su uno sfondo nero. Quando vi accediamo come
utente root (amministratore), abbiamo subito tutti i
diritti di amministrazione e quindi non necessita del comando
sudo. C'è di più: Recovery Mode può collegarsi ad Internet ed eseguire operazioni on-line come, ad esempio, scaricare ed installare programmi e aggiornamenti.
- Avvio di Recovery Mode:
1. Riavviare il sistema.
2. Usando i tasti freccia, selezionare all'avvio, nella lista dei sistemi da avviare, il
kernel chiamato a fine rigo
Recovery mode.
Nota. Se non comparisse il menu di Grub, che propone la lista dei sistemi da avviare, allora riavviate e tenete premuto il tasto
Esc.
- 3A. Modalità locale. Nel menu che appare, selezionate "root drop to root shell prompt". Si avvierà la modalità senza connessione ad Internet.
- 3B. Modalità rete. Nel menu che appare, selezionare "netroot Drop to root shell with networkig". Si avvierà la modalità con connessione ad Internet, se è stata configurata (vedi Caso pratico 2, introduzione e metodo 1).
4. Appare il nome dell'utente root (amministratore). Significa che siete entrati nella modalità testo e che potete scrivere comandi di
amministrazione.
5. Digitare i comandi necessari.
- Uscita e chiusura della sessione Recovery Mode.
6. Riavviare il sistema, scrivendo il comando:
reboot
Fino ad Ubuntu 9.04, il menu di Recovery Mode propone anche l'opzione
xfix. È lo strumento più semplice per tentare di risolvere subito i problemi più comuni di visualizzazione del desktop.
NotaSe ricevete il messaggio "Give root password for maintenance (or type Control-D to continue):", e non riuscite ad effettuare l'accesso, consultate il paragrafo
Caso particolare 6.
GLI STRUMENTI ESTERNI A NOSTRA DISPOSIZIONE
2. Live CD e Alternate CD.Il
CD Live è chiamato solitamente
ubuntu-versione-desktop-32 o 64 bit, ed è distribuito come file
.iso. Oltre a poter installare Ubuntu dispone di una sessione detta
Live. Questa sessione può essere avviata senza installare nulla sul computer: risiederà nella memoria RAM e scomparirà al successivo riavvio.
Avviare una sessione Live da CD:
1. Assicuratevi che il CD
ubuntu-numero-versione-desktop.iso sia stato
correttamente scaricato, e
masterizzato;
2. Assicurativi che il vostro lettore CD sia il primo nella lista dei dischi da avviare (
boot da CD);
3. Inserite il CD e riavviate il sistema;
4. Nel menu del Live CD selezionare la lingua in cui volete visualizzare il menu (eventualmente premere F2), e poi
Prova Ubuntu senza modificare il computer. Attendere il caricamento del sistema in modalità Live;
5. Una volta caricato il Desktop Live potrete aprire le partizioni, le cartelle e i file contenuti nell'hard disk del vostro computer. Per farlo come amministratori digitate nel
terminale:
sudo nautilus
All'interno di Nautilus potrete aprire, modificare, spostare, copiare e salvare le modifiche ai file.
Nota Bene. Questi interventi avranno effetti sul sistema intallato sul vostro computer solo se avrete aperto la partizione che lo contiene. Nautilus segnalerà un percorso simile a questo:
/media/disk/etc/X11/xorg.conf
Invece il percorso:
/media/etc/X11/xorg.conf
...si riferisce al file
xorg.conf del Live CD stesso. Le modifiche ai file del Live CD hanno effetto solo fino alla fine della
sessione Live. Non riguardano il sistema operativo installato sul computer.
Se avete appena installato Ubuntu 9.04, o 9.10, il file xorg.conf probabilmente non esisterà ancora (v. seguito).
Il
CD Alternate non dispone di una sessione Live. Contiene però i pacchetti del sistema in un formato adatto, oltre che all'installazione, anche alla reinstallazione manuale. È dunque utilissimo per reinstallare pacchetti accidentalmente rimossi, danneggiati, o mal configurati (vedi Caso pratico 2, metodo 2).
COME E QUANDO È SUCCESSO?
3. Investigare e raccogliere informazioni sul problema.Se prima dell'installazione di un certo software, o delle modifiche a un file di configurazione, il computer funzionava correttamente, ci sono ottime probabilità che abbiate già trovato la fonte del problema: un danno viene spesso causato dalle ultime azioni che abbiamo svolto (per cause diverse vedi paragrafo Caso pratico 7 e capitolo Casi particolari).
Ubuntu conserva i
registri degli eventi svoltisi sul sistema, e sono chiamati
log. Solitamente la forma del file è:
nome-file.log
Il nome del file rimanda spesso al nome del programma che viene monitorato.
Visualizzare i log dal desktop in Ubuntu:
Sistema > Amministrazione Gestore pacchetti Synaptic > File > Cronologia.
Strumenti > Amministrazione >
Visualizzatore di file di registro.
Visualizzare i log dal desktop in Kubuntu:
Kmenu > Sistema > Visore dei registri di sistema (KSystemLog).
Fra i file di registro più interessanti:
- auth. Registro delle operazioni, anche automatiche, svolte con privilegi di amministrazione;
- dmesg.log e dmsg.0. Registro dell'avvio del kernel;
- dpkg.log. Registro dei software installati tramite repositories, Ubuntu software center, e apt;
- Messages. Registro generico di più sessioni.
- pm-powersave.log. Registro risparmio energetico.
- pm-suspend.log. Registro ibernazione della sessione.
- user.log. Registro dedicato all'utente senza diritti di amministrazione.
- Xorg.0.log. Registro dell'avvio di X.Org.
I file si trovano per la maggior parte nella cartella /var/log/ ma non solo. È possibile visualizzarli anche in assenza del desktop, da Consolle e Recovery Mode.
Esempi:
cat /var/log/pm-suspend.log
cat /var/log/dpkg.log
cat /var/log/Xorg.0.log
cat $HOME/.xsession-errors
Per filtrare gli output di questi comandi è possibile individuare ed usare una frase significativa, usando l'opzione
|grep. Per esempio:
cat /var/log/dpkg.log |grep 'status installed'
cat /var/log/dpkg.log |grep 'upgrade'
Le opzioni appena utilizzate corrispondono allo stato dei pacchetti che viene registrato nel file di log. Solitamente un processo di installazione corretto lascia come traccia i seguenti stati:
0. upgrade (opzionale). Compare se esisteva una versione del pacchetto che viene ora aggiornato.
1. status unpacked. Il pacchetto è stato estratto.
2. status half-configured. Il pacchetto è in fase di configurazione.
3. status installed. Il pacchetto è stato installato.
4. configure. Il pacchetto è stato configurato.
Anche il file Xor.0.log ha le sue convenzioni. Per esempio:
cat /var/log/Xorg.0.log |grep EE
cat /var/log/Xorg.0.log |grep WW
...dove
EE e
WW sono i simboli usati nel file stesso per indicare errori (EE, errors) e avvertimenti (WW, warnings.)
Suggerimenti.
Nei vari output vengono segnalati gli errori occorsi utilizzando termini quali error, failed, unable, warning, error occurred, e simili. Molto probabilmente qualche altro utente prima di voi ha riscontrato, segnalato, e risolto lo stesso problema. Non sarà difficile trovare i suoi post o le sue guide, in questo stesso forum o sul WEB. Inserite l'errore segnalato nel log in un motore di ricerca. Alcuni consigli utili disponibili
qui.
Per creare una copia del file di log nella cartella home, nel formato testo (.txt), digitare:
cp /var/log/Xorg.0.log mio-Xorg.0.log.txt
I file in formato
.txt possono essere allegati ai post del forum cliccando su
Opzioni aggiuntive.
Reperire il nome di un pacchetto .deb installato con
GDebi - installatore pacchetto:
cat /var/log/auth.log |grep gdebi
cat /var/log/auth.log.1 |grep gdebi
Visualizzare i file di log più datati e archiviati automaticamente (file.gz):
sudo gzip -cd /var/log/auth.log.2.gz
sudo gzip -cd /var/log/auth.log.3.gz
sudo gzip -cd /var/log/nome.numero-archiviazione.gz
Localizzare un file o una cartella qualunque:
locate nome-file
Per salvare i messaggi della consolle (tty) si usa il comando:
sudo screendump N > logterminale.txt
Quando si accede a una consolle viene mostrato al primo rigo il numero della consolle in uso: tty1, o tty2, o tty3, ecc. Sostituire ad "N" il numero della consolle e premere invio. Il file "logterminale.txt" verrà salvato nella cartella home. Ovviamente si può cambiare nome al file.txt.
NB. Il fatto che un certo file o un driver siano presenti sull' hard disk non vuol dire che siano correntemente utilizzati dal sistema.
Vedi anche l'allegato a questo post,
ubuntu-comandi-utili.
Uno dei più importanti file di configurazione è
xorg.conf. Contiene le impostazioni della scheda video e delle
periferiche del computer.
Questo file potrebbe anche non essere stato creato durante l'installazione. Le più recenti versioni di Ubuntu (da 8.10 in poi) cercano infatti di rilevare automaticamente i dati necessari. Il file xorg.conf potrà comunque essere generato e in seguito personalizzato da voi, con gli appositi comandi (v. Caso pratico 3 e
Domande frequenti). Tra le periferiche configurate tramite
xorg.conf ci sono il monitor, il mouse, le tavolette grafiche, ecc. Ognuno potrà inserire dati di configurazione personalizzati per periferiche dalle diverse caratteristiche. Questo aspetto è particolarmente importante nei casi in cui una periferica non venisse riconosciuta automaticamente (ad esempio il monitor).
I driver delle schede video possono modificare profondamente questo file, a volte sbagliando configurazione. Questi possibili errori possono portare facilmente a uno
schermo nero, o comunque inaccessibile.
4. Rimuovere un programma installato o comunque residente nel sistema.Se credete che il problema sia dovuto a un certo software appena installato, la soluzione potrebbe essere rimuoverlo (per i driver vedi anche seguito).
Per individuarlo, anche quando non ricordate il nome del pacchetto che avete installato, utilizzate comandi e strumenti sopra descritti.
Per disinstallare un pacchetto digitare:
sudo apt-get remove nome-pacchetto
Questo comando avvia il programma
Apt per la gestione dei pacchetti. Apt è un programma a riga di comando.
Rimarranno però installati i file di configurazione del programma rimosso. Possono essere rimossi:
sudo apt-get --purge remove nome-pacchetto
In questo esempio l'opzione "--purge" serve ad eliminare anche i file di configurazione creati dal software ed eventualmete modificati da voi. Se omessa quando reinstallerete il software saranno riutilizzati quegli stessi file, anche se mal configurati.
Solitamente i file di configurazione si trovano nelle sottocartelle nascoste della cartella
/home/nome_utente, e nella cartella
/etc/. La cartella
/home può contenere i dati di più utenti. Per esempio i file di configurazione di MPlayer si trovano nella cartella:
/home/nome_utente/.mplayer
...il "." (punto) prima del nome della cartella indica che è una cartella nascosta. Per visualizzarla:
Home > nome utente > menu Visualizza >
Mostra file nascosti. Stesso risultato con la combinazione di tasti
Ctrl + hEsempio. Per rimuovere il programma di configurazione dei driver ATI, Catalyst, e i relativi file di configurazione, il comando sarà:
sudo apt-get --purge remove fglrx-amdcccle
Per rimuovere interamente i driver proprietari ATI, FGLRX, vedi
Caso pratico 1.
NB. Se alla fine delle vostre ricerche non siete certi del nome del software da disinstallare, preferite sempre chiedere aiuto nel forum.
Il rischio è di rimuovere file indispensabili al funzionamento del sistema.
E' possibile che un pacchetto appena rimosso avesse delle "
dipendenze", cioè altri pacchetti software installati per farlo funzionare correttamente. Questi altri pacchetti non serviranno più. Per rimuovere i pacchetti inutilizzati si usa il comando:
sudo apt-get autoremove
Per una ricerca più generica di file di configurazione inutilizzati, un comando utile è:
sudo dpkg --purge `COLUMNS=300 dpkg -l "*" | egrep "^rc" | cut -d\ -f3`
5. Individuare il tipo di driver che è stato installato.In ambiente Linux si possono trovare due generi di driver per far funzionare la medesima scheda video. Si distingue tra driver "
proprietari" e driver "
open source".
- I driver open source. Recentemente è stata introdotta in Ubuntu la possibilità di selezionare automaticamente i driver
liberi ed utilizzarli da subito. Vengono selezionati automaticamente durante l'intallazione del sistema.
Nel caso delle schede video ATI, questi driver sono solitamente i
Radeon, o i più recenti
RadeonHD (in fase di sviluppo).
Stato dei driver open source sulle varie versioni di Ubuntu.
- I driver proprietari. Vengono solitamente realizzati dall'azienda produttrice della
GPU (il componente principale della
scheda video). Installare questi driver richiede che siate voi a svolgere determinate operazioni, di vostra iniziativa.
I driver proprietari ATI vengono installati solitamente seguendo quattro possibili strade:
1.
Abilitazione. Il driver è stato installato da Sistema -> Amministrazione -> Driver Hardware;
2. Installazione manuale dai repositories, e inizializzazione con apposito comando: Avete eseguito il comando "sudo apt-get nome-dei-pacchetti";
3.
Installazione manuale del file scaricato dal
sito del produttore: Avete scaricato un file dal sito del produttore della
GPU e lo avete installato avviando il suo
installer (programma di installazione, un file solitamente chiamato
nome-driver-versione.run) o seguendo una guida per l'installazione manuale;
4. Installazione tramite il programma
EnvyNG, di Alberto Milone: Avete installato il programma EnvyNG che vi ha poi installato i driver automaticamente. EnvyNG può provvedere anche alla rimozione dei driver che ha installato. Si può lanciare da Recovery Mode col comando:
envyng -t
Per sapere quali driver stia utilizzando il sistema digitate nel
terminale, o Recovery mode, il comando:
lshw -c display | grep driver
Per sapere se l'accellerazione 3D funziona correttamente:
glxinfo | grep render
Se funziona otterrete una risposta simile a questa:
direct rendering: Yes
OpenGL renderer string: ATI Radeon HD 3850 AGP
GL_NV_conditional_render, GL_NV_copy_depth_to_color,
...mentre una risposta simile a questa:
OpenGL renderer string: Software Rasterizer
...significa che il driver non funziona correttamente.
Potete anche controllare direttamente il file xorg.conf, se fosse già stato creato e configurato. Da Ubuntu 8.10 in poi un sistema appena installato probabilmente non mostrerà informazioni dettagliate. Se invece aveste
riconfigurato il server grafico, vedrete il driver in uso nella sezione
Device, digitando:
cat /etc/X11/xorg.conf
...otterrete...
Section "Device"
Identifier "Configured Video Device"
Driver "radeon"
... che potrà riportare ati, fglrx, r128, nvidia, nv, mga, e così via, secondo la scheda video installata.
Se risultasse che state utilizzando i driver VESA avrete solo funzioni 2D. Sono driver pressochè universali, utilizzati come standard condiviso dalle aziende produttrici di hardware, per consentire l'avviamento del sistema in assenza del driver specifico. Comodissimo utilizzarli quando altri driver sembrano non poter avviare il desktop e lo schermo rimane nero o confuso.
I driver open source, inclusi nel sistema, risulteranno giacenti sull'hard disk anche consultanto la lista del Gestore pacchetti Synaptic, dove saranno marcati con un segno di spunta verde. Per esempio il pacchetto dei driver nvidia open source, chiamati
NV, è:
xserver-xorg-video-nv
...quello dei Radeon è:
xserver-xorg-video-radeon
Il fatto che molti driver diversi risiedano sul vostro disco rigido non vuol dire che siano tutti attivi. L'installazione del sistema ha scelto per voi quali abilitare e come configurarli. Se necessario potrete personalizzare manualmente la loro configurazione modificando il file xorg.conf, secondo
le relative guide. Utile anche consultare il manuale preinstallato in Ubuntu. Per consultarli digitate:
man nome-del-driver
6. State utilizzando i driver giusti?Il driver deve supportare gli elementi hardware, software, e il vostro sistema.
- Per poter funzionare i driver devono supportare la vostra versione di Ubuntu (9.10, 9.04, 8.10, 8.04, ecc.)
I driver proprietari vengono distribuiti insieme alle
note di rilascio, con un elenco dei sistema operativi supportati. In particolare i driver devono poter sfruttare la vostra versione del
kernel e di
XOrg.
I driver open source sono già presenti nel CD di installazione di Ubuntu. I loro aggiornamenti si troveranno fra agli altri
updates del sistema. Percorso:
Sistema > Amministrazione >
Gestore aggiornamenti.
- Anche l'hardware deve essere supportato, e deve poter essere riconosciuto. Fra gli elementi di particolare importanza, qui trattati, ci sono il monitor, con le sue caratteristiche tecniche (vedi manuale del produttore), e la scheda video. Non sono stati trattati problemi legati alla
scheda madre e suo
Bios, e al ripristino di
Grub-legacy, utilizzato fino a Ubuntu 9.04, e
Grub2, opzionale da Ubuntu 9.10.
I dati del monitor possono essere impostati anche manualmente, nel file xorg.conf (v. Caso particolare 4), come altrove (vedi Cap. IV.)
Le schede video necessitano invece dei driver perché hanno un funzionamento più complesso.
Bisogna tener presente che i driver proprietari hanno un
ciclo di vita, cioè un termine entro il quale il loro sviluppo e l'aggiornamento verranno interrotti. Dopo qualche anno l'azienda produttrice può decidere di smettere di produrre driver aggiornati per una certa scheda. Da quel momento in poi i driver senza più sviluppo sono denominati solitamente
legacy. Nuovi sistemi operativi
potrebbero avere più problemi nell'utilizzo di queste schede (per es. rallentamenti e funzioni mancanti), o non funzionare affatto.
Per un esempio recente rimando a un
elenco di schede video ATI. Non sono più supportate dai driver proprietari sui sistemi Linux che usano
kernel e
XOrg usciti dopo febbraio 2009. In particolare non sono più supportati XOrg versione 1.6.0, come quello di Jaunty Jackalope, rilasciato nell'aprile 2009, e successivi.
Per queste schede, con Ubuntu 9.04 e successivi, si drovranno usare i driver
open source. L'alternativa è utilizzare una versione di Ubuntu precedente a Jaunty Jackalope 9.04 (8.10 o 8.04 LTS) con i driver proprietari versione
9.3 o precedenti.
Notate la differenza nelle liste di schede e sistemi supportati dai successivi
9.4, che introducono il supporto a Jaunty, fino ai
9.10, che introducono il supporto a Karmic Koala.
Non è raro riscontrare che una versione dei driver più recente non si comporta meglio di una versione precedente. Fate i vostri test per individuare la versione che più vi soddisfa. I driver ATI sono numerati secondo la data di rilascio: 9.11 significa "rilasciati nel 200
9, nel mese
11 (novembre). Il numero di versione viene mostrato durante l'installazione e nei file di log. I 9.11 sono la versione 8.67.x, i 9.12 la versione 8.68.x, ecc.. Recentemente più di un utente nVIDIA ha riportato di essersi trovato meglio con una versione del driver diversa da quella consigliata tramite sistema > Amministrazione > Driver hardware.
Per sapere quale versione di Ubuntu state utilizzando digitate il comando:
lsb_release -a
Per conoscere la vostra versione di XOrg digitate il comando:
Xorg -version
Altre informazioni e links utili sui driver per schede ATI, versioni e numero di rilascio, schede video, guide e videoguide varie a
questo indirizzoPer individuare la scheda video che state utilizzando, e verificare la compatibilità fra il suo chip (GPU), la versione driver (numerata dal produttore), e il sistema operativo, digitate il comando:
lspci | grep -i vga
Otterrete un output simile a questo:
03:00.0 VGA compatible controller: ATI Technologies Inc RV670 AGP [Radeon HD 3850]
....dove gli elementi riportati sono:
- Identificativo del Bus: 3:0:0. Questo numero, viene riportato alla voce BusID del file xorg.conf. Notate che l'output "03:00.0" sarà scritto nel file xorg.conf nella forma "3:0:0". Questo dato è solitamente riconosciuto automaticamente durante l'installazione del sistema operativo;
- Compatibilità con lo standard VGA, pressochè universale;
- Nome del produttore della GPU: ATI Technologies Inc (Incorporation);
- Versione del chip: RV670;
- Tipo di alloggiamento, o slot, nella scheda madre: AGP;
- Nome della GPU: Radeon HD 3850.
Notate che non è stato restiuito il nome del produttore della
scheda video. In questo esempio si trattava di una scheda video della Sapphire.
In base a questi dati, specialmente alla
versione del chip, o il
nome della GPU, si potrà verificare la compatibilità del driver, per scegliere quello più adatto al sistema operativo. Verificate consultando il sito del produttore e le note di rilascio.