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  • Rilasciata Ubuntu 14.04 LTS Trusty Tahr. Per ottenerla, visitate questa pagina oppure visualizzate la dimostrazione.
  • È uscito il numero 26 della Newsletter italiana di Ubuntu. Lo trovate a questo indirizzo.
  • È uscito il numero 80 di Full Circle Magazine in italiano. Lo trovate a questo indirizzo.

[Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Il ritrovo della comunità dove confrontarsi e discutere sulle notizie dal mondo dell'informatica, di Ubuntu e di tutto quello che la riguarda, novità, pettegolezzi e quant'altro.

[Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » lunedì 26 marzo 2012, 9:40

deb per AMD64 o istruzioni per fare il build dell' ultima release gst 3.2.4



"Fight Features. ...the only way to make software secure,
reliable, and fast is to make it small".

Andrew S.Tanenbaum

Smalltalk is certainly designed by scientists with this mentality in mind.




[Readme's cit]

  GNU Smalltalk is an implementation that closely follows the
Smalltalk-80 language as described in the book `Smalltalk-80: the
Language and its Implementation' by Adele Goldberg and David Robson.

  The Smalltalk programming language is an object oriented
programming language.  This means, for one thing, that when
programming you are thinking of not only the data that an object
contains, but also of the operations available on that object.  The
object's data representation capabilities and the operations available
on the object are "inseparable"; the set of things that you can do
with an object is defined precisely by the set of operations, which
Smalltalk calls "methods", that are available for that object.  You
cannot even examine the contents of an object from the outside.  To an
outsider, the object is a black box that has some state and some
operations available, but that's all you know.

  In the Smalltalk language, everything is an object.  This includes
numbers, executable procedures (methods), stack frames (called method
contexts or block contexts), etc.  Each object is an "instance" of a
"class".  A class can be thought of as a datatype and the set of
functions that operate on that datatype.  An instance is a particular
variable of that datatype. When you want to perform an operation on an
object, you send it a "message", and the object performs an operation
that corresponds to that message.

  Unlike other Smalltalks (including Smalltalk-80), GNU Smalltalk
emphasizes Smalltalk's rapid prototyping features rather than the
graphical and easy-to-use nature of the programming environment (did
you know that the first GUIs ran under Smalltalk?).  The availability
of a large body of system classes, once you learn them, makes it
pretty easy to write complex programs which are usually a task for the
so called "scripting languages".  Therefore, even though we have a
nice GUI environment including a class browser, the goal of the GNU
Smalltalk project is currently to produce a complete system to be used
to write your scripts in a clear, aesthetically pleasing, and
philosophically appealing programming language.

  An example of what can be obtained with Smalltalk in this novel way
can be found in the manual's class reference.  That part of the manual
is entirely generated by a Smalltalk program, starting from the source
code for the system classes as distributed together with the system.


Per chi non ha una Ubuntu recente(io ho una lucid) e vorrebbe l' ultima
versione del pacchetto gst(GNU Smalltalk) (imlementazione GNU di smalltalk)
ecco qui il deb per arch AMD64(fatto da me per chi è pigro) o meglio le
istruzioni per fa da se il build . Ci sono parecchie dipendenze ma il build è banale e
fila liscio gia dal primo tentativo(a parte in lucid qualche errore nei pacchetti
libreadline,libgnutls,libgtk2.0 ma quel che serve sono i pacchetti *.dev che
fortunatamente ci sono).

Codice: Seleziona tutto
harrykar@harrysas:~$ sudo apt-get install build-essential texinfo gawk libreadline libreadline-dev libgnutls libgnutls-dev libgtk2.0 libgtk2.0-dev libcairo2 libcairo2-dev tcl tcl-dev tk tk-dev
Reading package lists... Done
Building dependency tree      
Reading state information... Done
texinfo is already the newest version.
gawk is already the newest version.
E: Couldn't find package libreadline

harrykar@harrysas:~$ sudo apt-get install texinfo gawk libgnutls libgnutls-dev libgtk2.0 libgtk2.0-dev libcairo2 libcairo2-dev tcl tcl-dev tk tk-devReading package lists... Done
Building dependency tree      
Reading state information... Done
texinfo is already the newest version.
gawk is already the newest version.
E: Couldn't find package libgnutls

harrykar@harrysas:~$ sudo apt-get install texinfo gawk libgtk2.0 libgtk2.0-dev libcairo2 libcairo2-dev tcl tcl-dev tk tk-dev
Reading package lists... Done
Building dependency tree      
Reading state information... Done
texinfo is already the newest version.
gawk is already the newest version.
E: Couldn't find package libgtk2.0


(video installazione per chi ama il MM: http://www.youtube.com/watch?v=Lhd9XhUEeyk)

Tutto ciò a causa di un processo update da repo un po sfigato


PS: Ci sono anche altre implementazioni FOSS come Pharo che è un fork di un'
altra implementazione FOSS che è Squeak
Ultima modifica di harrykar il mercoledì 28 marzo 2012, 22:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » lunedì 26 marzo 2012, 12:39

Ultima modifica di harrykar il martedì 24 aprile 2012, 18:49, modificato 2 volte in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda Zoff » lunedì 26 marzo 2012, 13:28

La discussione è stata spostata al Bar dalla sezione Programmazione, perché è una guida, in quella sezione si fornisce supporto tecnico.
Il posto per le guide è il wiki, nel forum vengono perse ed è difficile aggiornarle.

Nel caso vorrai riscriverla interamente in italiano sei caldamente invitato a pubblicarla sul wiki perché può essere sicuramente utile a qualcuno.
Ultima modifica di Zoff il lunedì 26 marzo 2012, 13:31, modificato 1 volta in totale.
Prima di aprire una discussione leggi le Guide, poi vedi se c'è un HowTo nel Wiki e fai una ricerca nel Forum!
Vuoi applicare il [Risolto] semplicemente alle tue discussioni? Prova: viewtopic.php?f=70&t=548821
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda Manaphy91 » lunedì 26 marzo 2012, 14:53

Visto che siamo nella sezione Bar ed è il topic corretto ne approfitto per porre i seguenti quesiti a cui da tempo non trovo risposte chiare:
- che utilità ha, ad oggi, imparare un linguaggio come Smalltalk?
- in che ambiti è stato usato e soprattutto è ancora usato?
(Badate bene che non sono fatte con un intento fazioso o simili ma solo per capire se può essere un valore aggiunto o meno nelle skill programmative di una qualsiasi persona... (b2b))
Grazie in anticipo!!
Il test di un programma può essere usato per mostrare la presenza di bug, ma mai per mostrare la loro assenza(cit. Edsger Dijkstra)
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda Zoff » lunedì 26 marzo 2012, 15:19

A parte applicazioni di nicchia la vera utilità di Smalltalk secondo me arriva dal punto di vista didattico.
È il primo linguaggio completamente orientato ad oggetti, dove cioè ogni variabile è rigorosamente un oggetto ed OGNI operazione è mappata su uno scambio di messaggi.
Questo approccio immerge completamente lo sviluppatore nel mondo ad oggetti e lo spinge a ragionare nel modo più object-oriented possibile.

A livello di ambiti di utilizzo sono piuttosto ignorante.
Prima di aprire una discussione leggi le Guide, poi vedi se c'è un HowTo nel Wiki e fai una ricerca nel Forum!
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » lunedì 26 marzo 2012, 17:51

Manaphy91 ha scritto:Visto che siamo nella sezione Bar ed è il topic corretto ne approfitto per porre i seguenti quesiti a cui da tempo non trovo risposte chiare:
- che utilità ha, ad oggi, imparare un linguaggio come Smalltalk?
- in che ambiti è stato usato e soprattutto è ancora usato?
(Badate bene che non sono fatte con un intento fazioso o simili ma solo per capire se può essere un valore aggiunto o meno nelle skill programmative di una qualsiasi persona... (b2b))
Grazie in anticipo!!


Quoto quanto detto da @Zoff (per cio che mi riguarda oltre che per ragioni storiche anche perchè la maggior parte di testi che mi sono passati per le mani si faceva prima o poi riferimento al modello procedurale; qui invece si comincia con gli oggetti e si finisce con gli oggetti; il concetto di tipo non è contemplato. Smalltalk è un linguaggio ad oggetti puro a differenza di diciamo C++ che è un linguaggio ad oggetti ibrido ossia procedurale che con opportune estensioni diventa un ling ad oggetti --i ling multiparadigma(ibridi) tipo C++ sono più flessibili nella vita di ogni giorno ma d' altro canto tentano lo sviluppatore a pensare ed usare procedure e dati anzichè oggetti--)

Many language designers have taken the hybrid approach. That is, object oriented constructs have either been grafted on to, or intermixed with, the language. In some cases the idea has been to enable a developer to take advantage of object orientation when it appears appropriate. In other situations it has been to ease the transition from one approach to another.

The result has often been a less than satisfactory state of affairs. Not only does it mean that many software developers have moved to their new object oriented language believing that it is just a matter of learning the new syntax, (it isn’t), they have proceeded to write procedural programs in which the use of objects is limited to holding data, believing that this will be sufficient (it won’t).
It is really only safe to move to a hybrid language once you have learnt about object technology using a pure object oriented language.


ma riguardo il suo uso malgrado non di moda oggi nella massa non si può dire (alla stregua pure del Fortran/Lisp ecc) che sia un lingo trascurabile/morto nella babel dei linguaggi esistenti(di cui vedi solo una particina nel screenshot --incentrato solo nell' intorno di smalltalk--)

Credo Questa risposta --tratta da  http://damirhorvat.wordpress.com/2009/02/07/smalltalk-is-primarily-used-by-blue-chip-professionals/ -- cade all' uopo alla tua domanda:
Smalltalk was presented as right choice for demanding and complex environments where high flexibility, robustness and speed of development are main requirements.

dai pure un occhio qui:
http://stackoverflow.com/questions/1490 ... -smalltalk
http://stackoverflow.com/questions/7111 ... lk-popular

Alla fine sono profondamente convinto che uno studio della babel dei linguaggi o meglio della teoria dei linguaggi sia indispensabile o se vuoi ad ogni modo di valor aggiunto allo skill di qualsiasi developer. Tutto cio non tanto per sapere a menadito ogni virgola di ogni linguaggio ma per individuare punti forti e deboli di ognuno per poter poi decidere quale  va meglio per una data applicazione.

Per tua comodità eccoti una carellata di alcuni dei OOP(scusa l' inglesismo, non è gratuito  ma tendo a non reinventare la ruota quando la trovo):
Simula
Based on Algol 60, Simula was the first object–oriented language. It introduced
the concepts of class, inheritance and polymorphism .

Smalltalk
The Smalltalk language and programming environment was developed at Xerox
Palo Alto Research Center in the 1970’s and early 1980’s. The graphical
programming environment greatly influenced the development of the Apple
Macintosh and later windowing systems such as X11 and Microsoft Windows.

When first developed, Smalltalk broke new ground as the first uniformly object–
oriented language (every data item is an object).
Today, over 30 years later, there
are still few languages or environments that match the sophistication of its
incremental compiler and the extensibility of both its language and
environment.

Nowadays, there are several implementations of Smalltalk available.
The ParcPlace Systems implementation is a direct descendant of earlier Xerox
versions, whereas others have arrived on the scene more recently.

Eiffel
Eiffel builds on the concepts of Simula by adding multiple inheritance and semi–
formal class specifications
in an attempt to produce a pure object–oriented
language compatible with current approaches to software engineering.
Class invariants and operation pre– and post–conditions may be expressed
algebraically in a class specification. Consequently this allows a large degree of
compile–time and run–time correctness checking.
The Eiffel library contains numerous classes for common data structures, parsing
and scanning libraries, and an interface with the X11 window system.

C++
An extension to C designed by Bjarne Stroustrup of AT&T Bell Laboratories —
the home of the C language. The AT&T product is a translator that converts C++
into C, which you then compile with a compiler of your choice, other vendors
provide products that compile C++ directly.
Its main influence was Simula, rather than Smalltalk, and so it remains a
strongly–typed language
.

There is no “standard” library of classes to compare with that of Smalltalk–80,
although there are libraries for different application areas.

Objective–C
Objective–C extends the C language by the introduction of classes and a new data
type, id, which is a reference to any object. Objective–C is modelled on
Smalltalk–80 and has the same typeless nature, although simple data items, such
as integers and reals, remain in C.

It is a pre–processor that translates the object–oriented extensions into
conventional C code, which is then fed to a standard C compiler. Objective–C
comes with a class library in source form which is a useful aid to learning the
basics. It initially achieved popularity through its use on the NeXT machine,
bundled with Interface Builder (also written in Objective–C).

C+@
C+@ (pronounced ‘cat’) is another language based on C by AT&T Bell Labs,
derived from their Calico language. It is closer to Smalltalk than C++ since it is a
true object–based language in which all data items are objects, although it retains
the language syntax of C.
Again, like Smalltalk, it provides a graphical programming environment and a
large class library, written in C+@ and available in source.

Object Pascal
An extension to Pascal developed as a systems programming tool at Apple.
Object Pascal is a simple object–oriented language, but lacks some of the more
complex ideas present in Smalltalk–80.
It has been used to produce a large variety of Macintosh applications. The
language is in the Simula mould, and (like C++) it uses an extension of the
existing record structure to implement classes. Microsoft’s Quick Pascal is based
closely on Object Pascal, with nearly identical syntax.


CLOS
The Common Lisp Object System is an extension to Common Lisp, itself a
standardised version of Lisp. An object in CLOS is an instance of a class and a
class may inherit from many other classes (multiple inheritance). However,
CLOS does not have any notion of message–sending.

SELF
SELF is an object–based language whose syntax is similar to Smalltalk. One
difference is that SELF doesn’t have the notion of a class. An object is derived
from another (its prototype) by copying and refinement.
Another difference is
that no distinction is made between instance variables and methods — they are
both called slots.
On the face of it, SELF is an immensely powerful language;
however, its disadvantages shouldn’t be overlooked: it’s still a research project
and requires a large amount of memory and a big machine to run (in 2000 a Sparc–10 &
64MB, preferably).

Dylan
Dylan (which stands for “DYnamic LANguage”) is a new object–oriented
language originally developed by the Eastern Research and Technology Labs of
Apple Computer. It most closely resembles CLOS and Scheme, but has been
influenced by Smalltalk and SELF. At present its design is still fluid, and there are
no commercial implementations.


Bene che si evince finora?
1. che Apple ha un ruolo attivo nel mondo degli oggetti; Non aspetterei diversamente da quel geniaccio di Steve Jobs(riposi in pace)
2. che se non conosci un minimo tutto il filo che porta da simula/smalltalk --o anche prima se vuoi estendere la tua conoscenza-- ai giorni nostri è normale che si avrà una visione tronca degli strumenti a tua disposizione.

A differenza di altri linguaggi la famiglia di implementazioni(non ultima quella di GNU) smalltalk è parecchio nutrita dai un occhio a http://en.wikipedia.org/wiki/Smalltalk

NB: L' OOP non ha a che fare con la programmazione in small ma con quella in large(è uno strumento da Ingegneria del software).
Insomma teoricamente il tutto si potrebbe benissimo fare pure in linguaggio macchina(dai per non essere masocchisti allo stato puro diciamo in assembly) se non ci fosse nient' altro --Ci vorrebbero parecchi eoni uomo in più--. Ma l' astrazione(l' OO eleva il livello dell' astrazione gia esistente) si dimostra essere uno strumento indispensabile per arrivare dove siamo adesso ;)

Ripassiamo un po :
The Advantages of Object–Oriented Programming
It is worth reiterating the main points concerning
object–oriented programming:

• An object is a combination of some local state (represented as internal
variables) and the operations by which that state may be accessed and
manipulated — this is called encapsulation.
• The state of an object is not directly accessible from outside that object —
this is called information hiding.
Message–sending is the only means of performing operations.
• A message specifies which operation is requested, the corresponding
method contains the expressions to be evaluated.
• Every object is an instance of a class.
• Classes are arranged in a hierarchy.
• Every class has a superclass (except the root class Object in Smalltalk–80).
• A subclass inherits the behaviour of its superclass.
• Message–sending is a polymorphic operation.

These properties provide the programmer with the following useful features:

• An object encapsulates state and methods, and consequently the use of
objects provides data protection without excessive specification.
• By separating the user of an object from the implementer, the user is no
longer aware of how an object is implemented. Users, then, can only
manipulate an object by using those messages provided by the
implementer. This has the benefit that the programmer can change the
internal implementation of an object and, keeping the message interface
constant, have no detrimental effect on the applications using that object.
This in turn promotes a modular programming style.
• Similarly, separating what happens from how it happens promotes the
reuse of code.
• The use of inheritance and polymorphism promotes differential
programming, or programming by modification.
• The description of a system in terms of objects, and of objects in terms of
possible behaviour (as defined by messages), permits modular design.
Object–oriented programming minimises the number of assumptions that
different parts of a program make about each other, therefore reusing
some components of a program written for one application in another
application is easy.



@Zoff: scusa per l' incasinamento del post  
Allegati
screenshot_001.png
Ultima modifica di harrykar il mercoledì 28 marzo 2012, 9:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » lunedì 26 marzo 2012, 20:33

Zoff ha scritto:Il posto per le guide è il wiki, nel forum vengono perse ed è difficile aggiornarle.

Nel caso vorrai riscriverla interamente in italiano sei caldamente invitato a pubblicarla sul wiki perché può essere sicuramente utile a qualcuno.


Dovrei aver ancora un account li dai tempi dell' iscrizione nel ubuntu-it ma ricordo che un articolo che volevo fare su samba dopo un bel po di scrivere andò perso causa la non compiacenza dei "relatori". Stesso problemuccio incontrai pure su wikipedia(li dopo un po vedevi cancellato quanto scritto non si sa bene per quale criterio). Quindi promisi a me stesso di non perdere più tempo per burocrazia o altro.

Ad ogni modo ricordami come si fa (link) per scrivere l' articolo nel qualcaso decidessi (comunque già mettere la lingua come vincolo è limitante --non posso pensare qualcuno in campo tech che non conosca(a livello di capire il contesto(di argomenti che gia conosce nella sua lingua natia) e non filologico si intende) la lingua standard de facto nel settore ossia l' inglese--; dovrebbe importare l' informazione di per sè a prescindere dalla fiilologia)
Ultima modifica di harrykar il martedì 27 marzo 2012, 12:54, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda Zoff » lunedì 26 marzo 2012, 20:38

La guida per scrivere sul wiki: GuidaWiki

Per quanto riguarda la lingua, cito il regolamento:
http://forum.ubuntu-it.org/index.php?action=regolamento ha scritto:8. Cercate di comunicare nel miglior modo possibile.
a. La lingua ufficiale del forum è l'italiano. Cercate di scrivere in forma corretta al fine di rendere i vostri messaggi comprensibili a tutti.

Lo stesso vale per il wiki.

Capisco che chi non sa l'inglese ha le ali tarpate in questi ambiti, ma noi siamo il riferimento italiano per cui siamo tenuti ad utilizzare questa lingua.
Prima di aprire una discussione leggi le Guide, poi vedi se c'è un HowTo nel Wiki e fai una ricerca nel Forum!
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » martedì 27 marzo 2012, 12:47

Smalltalk An Introduction to Application Development using VisualWorks, in http://stephane.ducasse.free.fr/FreeBooks.html oppure in http://ftp.sunet.se/pub/lang/smalltalk/books/ (ove si trova pure il testo delle soluzione agli esercizi) fa un' ottima intro al linguaggio/ambiente oltre che riuscire a non essere noisoso  (yes)
Ultima modifica di harrykar il martedì 27 marzo 2012, 13:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » mercoledì 28 marzo 2012, 22:11

Ottimo pure (è più formale del testo di Hopkins-Horan di sopra)SmallTalk and Object Orientation: An Introduction (almeno i primi 3 capitoli in cui parla di OO)

PS:
E' curioso. In 3 testi che ho aperto sinora riguardanti Smalltalk incontro per la prima volta tanta informazione --altrimenti trovata solo in testi specifici di OO, Ingegn del sw-- riguardo gli oggetti
Ultima modifica di harrykar il mercoledì 28 marzo 2012, 22:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda Zoff » mercoledì 28 marzo 2012, 23:41

Non credi che sarebbero segnalazioni da fare in: http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?t=20300 ?
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » giovedì 29 marzo 2012, 11:17

Zoff ha scritto:Non credi che sarebbero segnalazioni da fare in: http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?t=20300 ?


Grazie dell' osservazione Zoff  :)
F(Y/all)I Li --in 5nta pag.-- tengo un post "Indice testi free" che aggiorno regolarmente ad occorrenza(serve anche a me come promemoria) ll'rima di scrivere altrove ;) . In particolare riguardo Smalltalk prima di scriver qui avevo messo tutto nella sez [OOP/Smalltalk]
Ultima modifica di harrykar il giovedì 29 marzo 2012, 11:37, modificato 1 volta in totale.
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Re: [Smalltalk's thread] Il prodromo dell' OOP

Messaggioda harrykar » martedì 24 aprile 2012, 15:24

Correva l'anno 1981 quando apparse Il primo articolo(in realtà più papers) su smalltalk 80 nella rivista Byte http://www.em.net/portfolio/2010/08/sma ... azine.html. Consiglio caldamente la sua lettura :)
Allegati
bytebloon.jpg
About the Smalltalk Balloon: http://st-www.cs.illinois.edu/balloon.html
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