



Ubuntu will always be free of charge, along with its regular enterprise releases and security updates
Ubuntu comes with full commercial support from Canonical and hundreds of companies from across the world


Massimo S. ha scritto:
Comunque la prima promessa di Ubuntu che si può leggere sul sito ubuntu.com èUbuntu will always be free of charge, along with its regular enterprise releases and security updates
Quindi, versione commerciale o meno, l'importante è che rimanga "free of charge"
Poi che si paghi il supporto, se lo si vuole, è un altro discorso, ed è comunque previsto dalla seconda promessaUbuntu comes with full commercial support from Canonical and hundreds of companies from across the world



kico ha scritto:
e se non sono open.... open suse e centOS i sorgenti di suse e red hat dove li hanno presi?




CentOS sarebbe rhel senza loghi redhat ne assistenza. quindi è basata su redhat.
viceversa, opensuse è la base sulla quale novell costruisce sle*. ovvio, con pacchetti meno aggiornati. quindi l'esempio non vale.
andrebbe fatto con opensuse/sled - fedora/rhel
ma non avrebbe senso. quindi direi che sarebbe stato meglio limitarlo a centos.


chi può saperlo
Nesnàju ha scritto:C'è una cosa che non ho capito, e per me è fondamentale nella scelta se continuare ad usare Ubuntu o dirigermi su altre distribuzioni (anche se più difficili da usare e configurare): ci sono segnali di un possibile futuro abbandono o contrasto, da parte di Ubuntu, della filosofia "Free Software" o no?

Free Software significa software gratuito, Closed Source significa software il cui codice sorgente non e' visibile a tutti, Open Source significa software il cui codice sorgente e' visibile a tutti.




Visualizzano questa pagina: Darren, luca1202, pinco78, THeK3nger, ububuntu, Ubuntello e 12 ospiti