Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da wilecoyote »

;) Salve,
frapox ha scritto:
mercoledì 6 agosto 2025, 22:37
che due maroni sti thread...

Magari codesto và dritto al nocciolo dell'argomento disquisito e discettato, un eccezione all'andare storto ad anni luce del nocciolo può sempre esserci.

Ad ogni modo sul fatto che le regioni sono urlii od un impiccio, dimessamente attiro l'attenzione sul fatto che in Europa gli stati federali funzionano meglio rispetto alla centralista Italia.

:ciao: Ciao
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da silencedark »

wilecoyote ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 11:02
;) Salve,
frapox ha scritto:
mercoledì 6 agosto 2025, 22:37
che due maroni sti thread...

Magari codesto và dritto al nocciolo dell'argomento disquisito e discettato, un eccezione all'andare storto ad anni luce del nocciolo può sempre esserci.

Ad ogni modo sul fatto che le regioni sono urlii od un impiccio, dimessamente attiro l'attenzione sul fatto che in Europa gli stati federali funzionano meglio rispetto alla centralista Italia.

:ciao: Ciao
Funzionano meglio perché gli Stati federali hanno scelto di far parte di un'unica entità statale, essendo il risultato di un processo storico. Inoltre, questi Stati o hanno una maggiore autonomia o godono di maggiori poteri, compreso quello giudiziario. L'unico Paese con un sistema politico simile all'Italia è la Francia, ma lì le politiche sono molto più centraliste: le regioni esistono solo a livello simbolico.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

Allora visto che si può parlare di politica intervengo anche io.

Primo: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, i quali hanno di solito più fattori causali che col tempo si intrecciano tra loro, ne creano altri, e così via.

Il problema dello stallo italiano, anzitutto bisogna dire che non è per tutti uguale, né per suddivisione sociale né geografica. Detto in altri termini ci sono porzioni di società ("ceti", se vogliamo dirla in maniera novecentesca) che stanno meglio di altri, e porzioni di territorio che sono messe meglio di altre. Pero sì, la tendenza è quella di un declino socio-economico-demografico.

Le ragioni sono innumerevoli e alcune risalgono persino a prima dell'unificazione. Non c'è un unico fattore.

Inoltre non sono neanche tutti fattori endogeni, ma tanti sono esogeni: arrivano da fuori, perché l'Italia non è un isoletta in mezzo al Pacifico, e anche qualora lo fosse sarebbe comunque influenzata dall'economia e politica globali.

Economia che da 25 anni (almeno) è globalizzata e globalista, ovvero interagisce come un unico sistema su scala planetaria attraverso scambi di natura commerciale (oltre che culturale e umana). Linux è un progetto globalista e globalizzato, non dimentichiamocelo.

Se non ci fosse l'Unione Europea con il suo mercato unico, il suo scudo legislativo-giudiziario (manca purtroppo quello militare), e il suo potere contrattuale saremmo già stati spazzati via dalle cartine, o avremmo fatto la fine del Lesotho.

Quindi? Ancora a pensare alle beghe regioni vs stato centrale? Che, siamo negli anni 90? C'era un partito (che non nominerò cosi siamo tutti felici) che voleva la secessione, gli è andata male. Nemmeno la gente del nord (la maggioranza) vuole diventare uno stato sovrano separato. Il risultato è un decentramento pastrocchiato che non fa altro che aumentare le disuguaglianze tra un mezzogiorno arretrato da 2 secoli, un settentrione dove comunque non sono tutte rose e fiori e in gran parte si gode ancora della rendita prodotta dalla rivoluzione industriale e un centro che sta lentamente scivolando a sud.

Ho amici e conoscenti in tutta Italia e non è vero che è tutto uguale, ci sono differenze anche consistenti tra varie regioni. Ma la sensazione è di un paese che ha perso la bussola, che sta tornando a frammentarsi e dove gli interessi particolari di certe categorie riescono a imporsi su quelli della maggioranza (di individui atomizzati e incattiviti).

E vorrei concludere comunque che la classe politica non è altro che il riflesso della popolazione (locale, nazionale).

Ho letto che "negli anni 60 c'era più onesta". :lol: :lol: :lol: :lol: Peccato che il limite di emoticons è 5. Era il periodo post bellico di cementificazione incontrollata, che fa sembrare l'attuale inchiesta sulle torri a Milano una barzelletta.

Vabbe, il mio pippone condito di qualunquismo l'ho fatto, accattatevillo. :asd:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Come si nota che anche l'Ai dice un tumulto di scemenze. :lol:
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frapox
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

OMBRA_Linux ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 12:43
Come si nota che anche l'Ai dice un tumulto di scemenze. :lol:
Gia, infatti i tuoi post e quelli dei tuoi cloni ne son pieni.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Questo è un esempio di come si fa a smontare le scemenze che dice l'AI e chi la pensa come lui, con una semplice domanda:
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Ora potrei scegliere di dirgli: Ma con chi c'è l'hanno il debito, con don Antonio lo strozzino? :lol:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da corradoventu »

Certo, anche con don Antonio se ha comprato BOT. I BOT sono un debito che lo stato ha con chi li ha comprati.
Con o senza religione, i buoni si comportano bene e i cattivi male, ma ci vuole la religione per far comportare male i buoni.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

corradoventu ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 13:10
Certo, anche con don Antonio se ha comprato BOT. I BOT sono un debito che lo stato ha con chi li ha comprati.
Aggiungici pure Btb e Cct, ma tanto non ci arriva :asd: . Ricordo di aver sentito la prima volta parlare di titoli di stato alle scuole medie. Certo, uno deve averle fatte...

Che poi il problema non è neanche il debito pubblico ma semmai il rapporto tra debito e PIL. Certo se uno è andato alla scuola di Paolo Barnard (noto propagatore di bufale di tutti i tipi) poi certe cose non se le spiega...

Che poi, un alto rapporto tra debito e PIL comporta varie conseguenze ulteriori, come impossibilità di effettuare investimenti pubblici a lungo termine, aumento delle imposte, perdita fiducia dei mercati finanziari... e in parte questo sì impatta sicuramente sullo sviluppo (economico) del paese, in parte.

Ma poi ci sono molti alti fattori, come già detto. Tra i quali: incertezza normativa, eccesso di burocrazia, giustizia lenta, bassa produttività, corruzione, mancanza di senso civico... solo per citarne alcuni di endogeni. credo che quello delle regioni sia proprio l'ultimo dei problemi se guardiamo il quadro generale senza campanilismo e con un minimo di cognizione. Che poi è quella che manca a chi sappiamo...
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Quando l'AI continua con le scemenze portate avanti da altrettanti soggetti che le rincorrono.
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Da notare le risposte dell'AI che sono uguali a quelle di chi prima critica l'Ai senza rendersi conto che ha la sua stessa mentalità. :lol:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da wilecoyote »

;) Salve,
frapox ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 12:23
E vorrei concludere comunque che la classe politica non è altro che il riflesso della popolazione (locale, nazionale).

Questa affermazione mi provoca una reminiscenza scolastica, oramai di decenni fà… :sospiro:

Il concetto era che la qualità e quantità d'una democrazia è pari a quella della rappresentanza popolare.

Ovvero quanto più la rappresentanza popolare è una democrazia specchiata ed adamantina, quanto più è una democrazia sana e forte il paese che rappresenta.

Considerando che la rappresentanza italiana è pressoché tutta composta da satrapie, tiranneggiate da svariati padri padroni, e qualche sparuta madre madrone, il risultato logico ed ineludibile è il declino del paese.
silencedark ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 11:32
L'unico Paese con un sistema politico simile all'Italia è la Francia, ma lì le politiche sono molto più centraliste: le regioni esistono solo a livello simbolico.

No, il modello francese non è minimamente paragonabile, esso è basato sui dipartimenti, in teoria molto alla lontana corrispondenti alle ex nostre province, con talora perfino più poteri delle nostre regioni.

C'è stato un tentativo di rinforzare le regioni ai danni dei dipartimenti, ma la reazione elettorale dei francesi è stata dolorosissima pei propugnatori, lasciando le cose a poco più che abbozzate.

Inoltre tutti i ruoli apicali delle istituzioni amministrative sono elette dal popolo, e gli eletti incarnano il comune, il dipartimento, la regione che rappresentano, tanto che il presidente della repubblica è la Francia.

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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

wilecoyote ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 16:12
;) Salve,
frapox ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 12:23
E vorrei concludere comunque che la classe politica non è altro che il riflesso della popolazione (locale, nazionale).

Questa affermazione mi provoca una reminiscenza scolastica, oramai di decenni fà… :sospiro:

Il concetto era che la qualità e quantità d'una democrazia è pari a quella della rappresentanza popolare.

Ovvero quanto più la rappresentanza popolare è una democrazia specchiata ed adamantina, quanto più è una democrazia sana e forte il paese che rappresenta.

Considerando che la rappresentanza italiana è pressoché tutta composta da satrapie, tiranneggiate da svariati padri padroni, e qualche sparuta madre madrone, il risultato logico ed ineludibile è il declino del paese.
Il senso di quanto da me scritto e da te quotato era un altro: se chi vota, vota chi poi viene eletto, e chi viene eletto è comunque parte dello stesso contesto sociale/culturale dell'elettore... allora le differenze tra eletto ed elettore non possono che essere minime e marginali. Che poi, sempre meno vanno a votare, e poi comunque si lamentano che le cose non vanno e non funzionano.

Quindi non c'è una distinzione netta tra "chi va su" e chi invece resta "giu" (sopratutto a livello locale), perché uno legittima l'altro e l'altro a sua volta ha bisogno di legittimazione. Pertanto la responsabilità è condivisa e spalmata su tutti (che è un po il concetto alla base della democrazia, cioè che il potere venga dal basso e non sia qualcosa che si sono auto-assegnati determinati soggetti per influenza divina).

Quindi in conclusione: i declino non è "colpa" né di chi sta in basso né di chi sta in alto. Ma di entrambi. Entrambi contribuiscono su vari livelli e con vari gradi di responsabilità (proporzionale a quanto possono fare/non fare).

Questo solo per badare al discorso politico che, ripeto, non è comunque l'unico in quanto esistono molti altri fattori da tenere in considerazione.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da Non_Dormo_Mai »

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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Non_Dormo_Mai ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 19:26
@OMBRA_Linux non risponderlo virgola è soltanto uno scrivano,poi del resto è zero

Ma no, anzi, io vado anche oltre, evidenziando che prima di Paolo Barnard — che sicuramente ha studiato, a differenza di qualcuno — c’era già stato qualcuno che aveva capito come funziona il sistema e lo aveva evidenziato con una metafora che persino un somaro capirebbe, ma non un ottuso.


Inoltre, se chiedi all’AI il significato di quella scena, guarda un po’ se non ti dice le stesse cose.

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Ma potrei andare ancora oltre.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da Non_Dormo_Mai »

Meglio un AI che uno scrivano

Saluti
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

:ot:
Riguardo al già citato P. Barnard, che qualcuno prende come luminare, non è in realtà uno studioso di economia ma un giornalista che si fa portavoce della strampalata e sconclusionata teoria di complotto sul signoraggio bancario.
https://stradeonline.it/8-istituzioni-e ... d-e-la-mmt
questo se ci fermiamo all'economia, perché altrimenti apriti cielo (basta un minimo di ricerca)
https://www.open.online/?s=paolo+barnard
non servono ulteriori commenti.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Ma pensa te: ora, per capire un concetto base, bisogna essere degli studiosi!
Se questo principio valesse davvero, allora nessuno qui dovrebbe scrivere. Questa è idiozia pura.
Vado a intuito: quelli evidenziati devono essere i supereroi di qualcuno! :lol:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da PC ZERO »

frapox ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 12:23
Quindi? Ancora a pensare alle beghe regioni vs stato centrale? Che, siamo negli anni 90? C'era un partito (che non nominerò cosi siamo tutti felici) che voleva la secessione, gli è andata male. Nemmeno la gente del nord (la maggioranza) vuole diventare uno stato sovrano separato.
Aspetta: ti riferisci in Trentino che volevano prima diventare autonomi e poi andare sotto l'Austria?
O in Veneto che volevano fare un piccolo stato comprendendo Veneto - Friuli e mi pare parte del Trentino?
O qui in Friuli che volevano far riemergere lo Stato del Friuli che è realmente esistito dal 1077 al 1420?
Ah senza contare quelli che hanno porconato fino a l'altro ieri per far tornare Trieste austriaca... :lol:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da frapox »

PC ZERO ha scritto:
domenica 10 agosto 2025, 17:01
frapox ha scritto:
venerdì 8 agosto 2025, 12:23
Quindi? Ancora a pensare alle beghe regioni vs stato centrale? Che, siamo negli anni 90? C'era un partito (che non nominerò cosi siamo tutti felici) che voleva la secessione, gli è andata male. Nemmeno la gente del nord (la maggioranza) vuole diventare uno stato sovrano separato.
Aspetta: ti riferisci in Trentino che volevano prima diventare autonomi e poi andare sotto l'Austria?
O in Veneto che volevano fare un piccolo stato comprendendo Veneto - Friuli e mi pare parte del Trentino?
O qui in Friuli che volevano far riemergere lo Stato del Friuli che è realmente esistito dal 1077 al 1420?
Ah senza contare quelli che hanno porconato fino a l'altro ieri per far tornare Trieste austriaca... :lol:
Ho citato il caso più famoso ma ovviamente ce ne sono quanti ne vuoi.. pure i monarchici o i secessionisti del sud. :asd:
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da OMBRA_Linux »

Infatti, siamo andati oltre: abbiamo consegnato l’Italia intera all’Europa, che a sua volta prende ordini dagli USA.
Pensa un po’ che salto in avanti abbiamo fatto!
Quindi, facendo due calcoli, se prima si poteva concentrare la responsabilità su pochi, ora l’abbiamo distribuita a molti — che non fanno altro che curare i propri interessi e sono più complicati da contrastare.
Direi che meglio di così non si possa fare, se non aspettare qualche altro luminare.
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Re: Il regionalismo è un'ostacolo allo sviluppo economico dell'IItalia?

Messaggio da tokijin »

OMBRA_Linux ha scritto:
domenica 10 agosto 2025, 18:17
Direi che meglio di così non si possa fare
Già, fermiamo qui questa discussione con tesi più o meno strampalate, messaggi più o meno rispettosi e derive politiche.
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