Dai rifiuti al carburante.

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OMBRA_Linux
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Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da OMBRA_Linux »

Un team di ricercatori ha usato rifiuti costieri al posto del gasolio in Louisiana: ecco come hanno fatto a trasformare gusci d’ostrica e alghe in carburante sostenibile.
Potrebbe essere una svolta incredibile e garantire biodiesel a basso costo accessibile a tutti:
Immagine

Mi ricorda tanto questa scena:
Magari un giorno sarà possibile.
Immagine
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basic
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da basic »

Questo pomeriggio sul canale turbo c'era il programma Sogni a quattro ruote con Richard Hammond, dove lui andava su una Bugatti spinta da un carburante sintetico, (se non ricordo male) un etanolo fatto con l'idrogeno preso dall'acqua unita all anidride carbonica presa dall'aria.

E se serve altra energia ricordo la geotermica, incollo da Wikipedia: ...uno studio[3] pubblicato nel 2011 dal Massachusetts Institute of Technology afferma che la potenziale energia geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12 600 000 ZJoule e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne solamente 2 000 ZJ e, dato che il consumo mondiale di energia ammonta a un totale di 0,5 ZJ all'anno...
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corradoventu
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da corradoventu »

@OMBRA_Linux come hanno fattto? non lo vedo, vedo solo 2 foto che non spiegano.
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da OMBRA_Linux »

corradoventu ha scritto:
sabato 18 aprile 2026, 7:40
@OMBRA_Linux come hanno fattto? non lo vedo, vedo solo 2 foto che non spiegano.

Ecco qua:
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frapox
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

Vi smonto subito l'entusiasmo. Intanto dalla scoperta alla messa in produzione di un impianto passano anni se non decenni. I biocarburanti ottenuti in questo modo (da scarti vegetali) possono soddisfare se va bene il fabbisogno locale di alcune piccole comunità, ma non il fabbisogno nazionale o globale. Il biodisel poi non è certo una novità: si produceva già 25 anni fa dalla colza (qui in prov Varese abbiamo un impianto che ne produceva 200.000 tonnellate/anno, dato 2012, uno dei più grandi di Italia).

Per quanto riguarda i carburanti sintetici, ci sono processi che ottengono benzina a partire dalla CO2 (e dalla successiva conversione del metanolo in benzina) ma anche qualora l'idrogeno necessario sia prodotto da idrolisi "pulita" (energia ottenuta dal sole o da altra fonte rinnovabile) è comunque un processo con forti perdite (attorno al 50% di efficienza). Poi il carburante prodotto va nel motore e anche qui la resa della combustione nel migliore dei casi si attesta al 30-40%... Sommando le varie perdite, molta dell'energia impiegata nel processo di produzione viene dispersa. Quelli di Ingegneria Italia ci hanno fatto un video breve e chiaro, recentemente,

E poi c'è un grosso limite di tutte queste tecnologie: non servono a ridurre le emissioni carboniche in atmosfera. Nella migliore delle ipotesi andranno in pari, o andranno leggermente ad aumentarle (meno comunque dei fossili).

Percorrere lo stesso tratto con una BEV richiede 6 volte meno energia rinnovabile. Le BEV hanno un impatto ambientale complesivo in tutto il loro ciclo di vita (produzione-uso-smaltimento) che è di un ordine di grandezza inferiore delle auto tradizionali, e hanno costi di manutenzione più bassi. Tutte cose già dette a suo tempo nel thread sulle elettriche, non sto a ripetermi ulteriormente. La soluzione sul lungo temine, per contrastare il cambiamento climatico, è sotto gli occhi di tutti...
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da wilecoyote »

:) Salve, sperimentazioni ed applicazioni polidecennali hanno dimostrato che il modo più efficiente d'ottenere energia dalla rumenta è il termovalorizzatore per produrre energia elettrica abbinato ad un ampio impianto di utilizzatori elettrici.

Nello specifico, nelle città europee più evolute il termovalorizzatore viene attentamente dimensionato e posto il più possibilmente nell'epicentro della produzione della rumenta, mentre l'utilizzatore viene posto il più possibilmente intorno al medesimo ed abitualmente è una vasta rete di trasporto pubblico, in primis il tram seguito da metropolitane ed altri impianti speciali, nonché in funzione dell'energia disponibile l'illuminazione pubblica, gli edifici pubblici, ecc.

Il concetto è ch'è più efficiente gestire 1 combustione centralizzata, mantenendola nelle condizioni migliori possibili, e filtrando e recuperando quanto più possibile dai fumi e dai residui solidi di combustione.

Cosa impossibile col trasporto pubblico basato sul Diesel, soggetto con'è ad un funzionamento discontinuo ed irregolare, oltre alla mancanza di spazi a bordo adeguati per installare i sistemi di filtraggio e stoccaggio del fumi di combustione.

I vantaggi ambientali sono tali che ad esempio le acque del lago di Zurigo, su cui s'affaccia l'omonima città, sono classificate potabili, ovvero oltre la balneabilità.

E la stessa cosa avviene in altre città europee.

(Ovviamente non basta la lungimirante gestione della rumenta come fonte d'energia, però concorre notevolmente al risultato insieme ad una altrettanto assennata gestione delle acquee reflue.)

@basic in realtà la geotermia ha dei limiti abbastanza seri che stanno cominciando ad apparire solo ora colla sua forsennata diffusione.

Tra questi il più delicato è il raffreddamento localizzato del terreno, ovvero la Terra ha sì un sesquipedale potenziale termico, però se lo catturi in grandi quantità in pochi km² otterai un gradiente termico del terreno anomalo.

G²li effetti sono 1 contrazione dimensionale del terreno localizzata, che al momento provoca avvallamenti millimetrici per km² ma in futuro chissà, raffreddamento della temperatura naturale delle acque termali nelle zone termali, qui finora alla peggio pochi decimi di grado e poche centinaia di Pascal alla pressione, ma anche qui in futuro chissà.

La questione è che su questa tecnologia non abbiamo nessuno storico nell'impiegarla massivamente, su quali saranno gli effetti collaterali e di quali dimensioni al momento non c'è certezza alcuna.

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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da PC ZERO »

Oltre a quanto già detto sopra, qualsiasi conchiglia va lasciata sulla spiaggia perché non è un rifiuto e ci sono un sacco di animali marini che le usano, tipo paguri e granchi.
Anche le alghe hanno il loro scopo da decomposte...

Ste idee solo in USA potevano inventarsele...
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da corradoventu »

I gusci delle ostriche vanno calcinati ad altissima temperatura, quanta energia ci vuole?
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da basic »

Articolo fresco, metanolo in un lampo ^_^' https://scenarieconomici.it/fulmini-in- ... -ambiente/
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

basic ha scritto:
domenica 19 aprile 2026, 1:22
Articolo fresco, metanolo in un lampo ^_^' https://scenarieconomici.it/fulmini-in- ... -ambiente/
Interessante. E cosa ci dovremmo fare col metanolo esattamente?
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da OMBRA_Linux »

Presto tutti noi diventeremo come Emmett Brown e faremo il pieno con un sacchetto della monnezza. :D
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da basic »

@frapox. Da Wikipedia:

combustibile per motori (ad es. viene usato nei motori automobilistici per le gare di formula IndyCar e nelle gare dei dragster); nei micromotori per il modellismo dinamico (aeromodellismo, RC auto e navale), miscelato con olio vegetale di ricino (in percentuali 5%-20%), oppure olii a base sintetica (in percentuale 2%-10%), eventualmente anche con una piccola percentuale di nitrometano (in percentuale 1%-25% al max.);

in Islanda viene anche utilizzato come mezzo di stoccaggio per l'energia elettrica geotermica,[19] sintetizzanmdolo a partire da idrogeno ottenuto per idrolisi e da anidride carbonica;

viene impiegato per la produzione di energia elettrica attraverso le fuel-cell.[20]
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

basic ha scritto:
domenica 19 aprile 2026, 13:40
@frapox. Da Wikipedia:

combustibile per motori (ad es. viene usato nei motori automobilistici per le gare di formula IndyCar e nelle gare dei dragster); nei micromotori per il modellismo dinamico (aeromodellismo, RC auto e navale), miscelato con olio vegetale di ricino (in percentuali 5%-20%), oppure olii a base sintetica (in percentuale 2%-10%), eventualmente anche con una piccola percentuale di nitrometano (in percentuale 1%-25% al max.);
VAbe ok, avrà degli usi di nicchia, esattamente come quel biodiesel ottenuto dalle alghe e dai gusci di ostriche. Non può certo soddisfare neanche lontanamente le esigenze mondiali, o risolvere il problema del footprint carbonico.
in Islanda viene anche utilizzato come mezzo di stoccaggio per l'energia elettrica geotermica,[19] sintetizzanmdolo a partire da idrogeno ottenuto per idrolisi e da anidride carbonica;
E questo c'entra niente con il procedimento che hai linkato prima, che si riferiva alla produzione di metanolo a partire dal metano. Il metano lo prendi dai giacimenti, ma non è certo un procedimento green. L'unica cosa positiva è che è più efficiente dello steam reforming classico e puoi recuperare il gas dei pozzi petroliferi (sempre se questa tecnologia andrà in produzione, è tutto da vedere).
viene impiegato per la produzione di energia elettrica attraverso le fuel-cell.[20]
E questo sarebbe già piu interessante, ma non ecologico se l'idrocarburo di partenza è il metano. Bisogna vedere anche quanto sia conveniente dal pdv energetico (e quindi economico). I processi devono rendere affinché siano adottabili su larga scala, se no è solo bella teoria, per farci degli articoletti, ma la realtà è un altra.
Ultima modifica di frapox il domenica 19 aprile 2026, 21:10, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da basic »

C'è chi guarda il dito e chi la luna.
È di nicchia adesso, si sperimenta, il bello dei miei due esempi, come la Bugatti di Hammond, è che questi carburanti possono essere usati su attuali motori con degli accorgimenti.
Il fatto che questi possono essere prodotti dovunque e stoccatti (per giunta l'Italia ha una produzione di metano) non mi sembra cosa da poco visto i tempi.
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

basic ha scritto:
domenica 19 aprile 2026, 16:02
C'è chi guarda il dito e chi la luna.
È di nicchia adesso, si sperimenta, il bello dei miei due esempi, come la Bugatti di Hammond, è che questi carburanti possono essere usati su attuali motori con degli accorgimenti.
Il punto non è se puoi fare, il punto è se conviene fare. Poi oltre alla convenienza termodinamica dei processi, serve pure una catena distributiva, tanto per dire. Dove le vedi le colonnine di metanolo? Servono sistemi di stoccaggio e distribuzione capillare. Chi cazzo è che investirebbe in sta roba se ormai è chiaro che con l'elettrico fai 6 volte la strada che con e-fuel? E inquini 10 volte meno sull intero ciclo di vita. solo gli sveglioni non si sono accorti che l'industria ormai ha preso questa direzione e ha investito già massicci capitali sull'elettrificazione del sistema... e pure l'idrogeno per autotrazione è stato accantonato.

Il fatto che questi possono essere prodotti dovunque e stoccatti (per giunta l'Italia ha una produzione di metano) non mi sembra cosa da poco visto i tempi.
Mi spieghi che senso ha convertire il metano in metanolo, processo che consuma energia, per poi bruciarlo, disperdendo altra energia, quando il metano lo puoi direttamente impiegare nei motori a scoppio appositamente modificati senza doverlo trasformare in metanolo?

Per giunta l'Italia importa la stragrande maggioranza del metano di cui necessita dall'estero, e anche sfruttando maggiormente i nostri giacimenti non si arriverebbe oltre il 10-15% del fabbisogno.

Il metano dei pozzi petroliferi che oggi viene bruciato per evitare di disperderlo in atmosfera lo puoi convertire in metanolo, quello è l'unico utilizzo sensato, sempre se c'è convenienza (e finché non vedo un utilizzo pratico e reale, sono solo belle parole). E convenienza vuol dire: da dove pesco l'energia necessaria per produrre il plasma? Perché anche quello ha un costo (termodinamico ed economico). come faccio a separare e purificare i gas che escono dai pozzi, e quanta energia mi richiede? Perché non esce mica solo metano da lì. L'articolo non lo dice.
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da basic »

Non ho mai scritto di fare tutto così o tutto cosà, ho solo evidenziato delle nuove possibilità.
Ma che è sta livore?
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

basic ha scritto:
domenica 19 aprile 2026, 17:02
Non ho mai scritto di fare tutto così o tutto cosà, ho solo evidenziato delle nuove possibilità.
Nuove possibilità?? Le celle a combustibile si usavano pure sulle missioni lunari degli anni 60, e forse anche prima. :lol: Ma, a meno che tu voglia spostarti con il rover lunare in città, non esistono automezzi a propulsione elettrica da celle al metanolo (e anche qui bisogna vedere l'efficienza). Nei motori già esistenti il metanolo va prima convertito in benzina per farli andare (processo MTG) e questo è sconveniente dal pdv energetico (come spiega il video di ingegneria Italia). Già OGGI abbiamo in commercio auto a batteria che sono molto piu efficienti e ecologiche delle auto con motore a scoppio.

Le auto a bioetanolo ci sono in Brasile almeno dagli anni 70, anche qui niente di nuovo sotto al sole. bioetanolo derivante dalla fermentazione degli scarti di lavorazione agricola di migliaia di ettari di canna da zucchero, quindi una produzione sostenibile. In Europa questo è impensabile. Poi sono partiti mezzo secolo fa, e hanno una filiera di produzione e approvvigionamento già in atto da decenni.
Ah, comunque anche in Brasile le BEV sono più convenienti del bioetanolo, dati alla mano.
https://it.motor1.com/news/660066/bioet ... o-brasile/
Ultima modifica di frapox il martedì 21 aprile 2026, 6:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da wilecoyote »

:) Salve, giusto per completezza, il metanolo, come tutti gli alcoli, può essere prodotto anche dalla fermentazione delle biomasse, ovvero il principio alla base della vinificazione del mosto d'uva, ch'è anch'ello 1 biomassa.

In pratica si torna alla produzione all'antica, quando il metanolo veniva chiamato spirito di legna.

:ciao: Ciao
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da frapox »

wilecoyote ha scritto:
lunedì 20 aprile 2026, 22:48
:) Salve, giusto per completezza, il metanolo, come tutti gli alcoli, può essere prodotto anche dalla fermentazione delle biomasse, ovvero il principio alla base della vinificazione del mosto d'uva, ch'è anch'ello 1 biomassa.

In pratica si torna alla produzione all'antica, quando il metanolo veniva chiamato spirito di legna.

:ciao: Ciao
no zio, il processo di ottenimento del metanolo dalla legna è la pirolisi (degradazione prodotta dal calore), non la fermentazione (digestione batterica degli zuccheri):
Distillazione secca (pirolisi) della legna. Si tratta del processo più antico tra quelli conosciuti, risalente al XVIII secolo, quando il metanolo veniva chiamato, appunto, spirito di legno. La resa della pirolisi è molto bassa, 16 chilogrammi di metanolo per tonnellata di legna essiccata all'aria (ii).
https://agronotizie.imagelinenetwork.co ... -c-e/66032

Purtroppo ha una resa molto bassa (1,6%), quindi servirebbero quantità immense di scarti lignei per produrre quantità apprezzabili di metanolo "green".
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Re: Dai rifiuti al carburante.

Messaggio da mito60 »

https://forum.ecomotori.net/topic/8916- ... pazzatura/

dal "ricco" e operoso Nord Est agricolo.

(SUI PIRO-GASSIFICATORI "Agricoli")

Si tratta anche di usare i residui legnosi (vite, siepi, ma anche industriali) per produrre energia, senza bruciarli come si faceva in modo incontrollato.

Che dire? Credo sia stata una buona idea, usando una tecnica già in uso nelle guerre per far andare con il legname i carri, usando il SINGAS, un sistema di quando eravamo molto poveri. Da noi l'auto a legna la usavano durante le guerre che hanno causato povertà e carenze di energia del secolo scorso. Ma hanno anche aguzzato l'ingegno, come tutte le crisi e la fame ha sempre fatto.

(FONTI e spunti: da Walter Bianco - e il SITAB - ma PURTROPPO molte FOTO e i collegamenti ai vari produttori non sono più in rete!)
https://walterbianco.wordpress.com/2020 ... -petrolio/

https://www.salute.gov.it/portale/temi/ ... TTPROD.jsp
i vari stabilimenti autorizzati
https://www.salute.gov.it/consultazione ... ategoria=6
teoria: si sa’ tutto ma niente funziona; pratica: quando tutto funziona e nessuno sa’ il perché.  Abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’ è niente che funziona … e nessuno sa’ il perché. (A. Einstein)
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