I giovani d'oggi

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missingscientist
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

in primis, la prima risposta alla prima citazione è esattamente quello che ho detto io  :D
Solo che io ritengo non dipenda tutto esclusivamente dall'educazione. Ho sotto agli occhi quotidianamente nelle mie attività degli esempi lampanti che dimostrano questo; un'altra dimostrazione è il fatto che (per fortuna) i figli non sono sempre le copie sputate dei genitori, sia in meglio che in peggio. Cioè: c'è gente che riceve un'educazione come si deve e diventa un emerito cretino, gente che ha avuto situazioni educazionali disastrate e diventa una "bella persona". Inoltre, la stessa impronta educativa ha effetti diversi a seconda delle persone, proprio perchè ognuno è diverso e ognuno è comunque in grado di prendere le proprie scelte. Io posso anche essere stato educato a pensare ocn la mia testa, ma posso anche scegliere proprio perchè sono in grado di pensare (addirittura, Cartesio sosteneva che il pensiero fosse l'unica certezza dell'uomo, pensa un po') e quindi di agire di conseguenza di vivere seguendo le mode. Io SCELGO di seguire quello che mi dice un altro come SCELGO di non seguirlo, è sempre questione di SCELTA, presumendo che una sostanziosa fetta di nostri coetanei non sia costituita da babbuini sottoposti ad un intervento di chirurgia plastica.
Io in passato ho fatto le mie scelte, sono rimasto isolato, la cosa ha influito sul mio modo di vedere la vita e sul mio carattere, poi pian piano sono riuscito a ricrearmi un giro con della gente diversa. Ho fatto una scelta -non dico sia facile- sapendo quali conseguenze avrebbe avuto in quel particolare contesto. Io POSSO SCEGLIERE di non voler essere integrato nel gruppo se le istanze di quel gruppo non le condivido, esattamente come scelgo di comprare il prosciutto crudo invece del cotto. Anche perchè essere forzati a vivere secondo tendenze che non si condividono è psicologicamente pesante, molto più dell'apparente isolamento, perchè ti costringe a mantenere dei rapporti falsi.
Che poi anche non voler avere responsabilità è in un certo senso una responsabilità, perchè si tratta di fare una scelta che poi ti porta a pagare delle conseguenze.

Anch'io credo in ciò che faccio, e sai perchè ci riesco? Perchè le mie SCELTE sono dettate da quello che sento veramente, non dalle mode o dal non voler essere emarginato. Sostenere le mie convinzioni e i miei "impegni sociali", incontrare dei compagni alla mattina che ti dicono con tono da pseudosfida di aver letto una tua intervista su un giornale in cui fai determinate dichiarazioni politiche e in cui sostieni determinate idee non è facile. Ho la forza di sopportare perchè sono davvero convinto e alle spalle so che c'è un gruppo di persone che la pensa come me. Ho passato due anni d'inferno, in prima e in seconda liceo, perchè avevo perso il mio giro di amicizie "vecchie" e non riuscivo a crearmene di nuove, e la cosa era strettamente correlata alle mie scelte. Non ho ceduto, pian piano ho trovato la forza di reagire, ed ora eccomi qua...


E comunque, non è che una persona se è stata educata in un certo modo si prende delle responsabilità ed effettua delle scelte, menter se è stata educata in modo diverso no. Ognuno fa comunque sempre delle scelte, diverse, ma sempre di scelte si tratta. Le scelte cambieranno a seconda di com'è chi le fa, e su questo l'educazione influiscema non è tutto...
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Daniele90BO
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Daniele90BO »

Credevo che avessimo pensieri diversi, ma alla fine gira e rigira torniamo entrambi nello stesso discorso, quindi alla fine possiamo dire che posso condividere, piu' o meno il tuo pensiero.

L'unica cosa che mi viene da dire e' che normalmente ci sono eccezioni, come d'appertutto e che continuo a credere che l'educazione te la insegnano e che difficilmente la impari da solo, poi ti riporto al punto di prima: eccezioni, ma come da significato della parola, normalmente sono la minoranza di un contesto. Come dire che io e te siamo eccezioni tra gli adolescienti della nostra generazione.

Comunque voglio fare un appunto che reputo "importante": e' un piacere discutere con un ragazzo della mia eta' che sa essere critico e autocritico senza alzare i toni. Non se ne trovano molti di questi tempi.  (b2b)

Per riprendere la discussione:
c'è gente che riceve un'educazione come si deve e diventa un emerito cretino, gente che ha avuto situazioni educazionali disastrate e diventa una "bella persona". Inoltre, la stessa impronta educativa ha effetti diversi a seconda delle persone, proprio perchè ognuno è diverso e ognuno è comunque in grado di prendere le proprie scelte. Io posso anche essere stato educato a pensare ocn la mia testa, ma posso anche scegliere proprio perchè sono in grado di pensare (addirittura, Cartesio sosteneva che il pensiero fosse l'unica certezza dell'uomo, pensa un po') e quindi di agire di conseguenza di vivere seguendo le mode.
Qui riprendo il discorso fatto in precendeza: E' possibile che se riceva una giusta educazione e poi diventi un cretino, magari e' perche' non ha forgiato il proprio carattere (ed anche qua secondo me la famiglia ne ha una grossa fetta, ma qui incidono anche fattori esterni come la propria autostima, le proprie sicurezze, i propri obiettivi e le persone che ti circondato) e si e' lasciato trasciare. Chi ha avuto un educazione disastrata, invece, puo' aver trovato in una persona un punto di riferimento che lo ha aiutato a capire (e in questo caso si vede come lo sbaglio dei genitori puo' essere corretto con l'aiuto di qualcuno, difficilmente da soli si riesce. Posso dire che qualcosa del genere e' successa a me; magari la raccontero' ma non ora che non voglio spezzare la discussione). Non condivido la frase di Cartesio, le mie certezze vanno oltre il pensiero. Credo che quello che intenda lui e' che ti puoi fidare solo di te stesso, o sbaglio? Su questo posso anche darti ragione, ma resta il fatto che se ti affidi solo al te stesso o al tuo pensiero non si va da nessuna parte. L'uomo e' un essere che vive in una societa' e come tale deve interagire con l'esterno e altri individui simili a lui: un uomo emarginato non vive la sua vita e prova dolore. Ogni persona vede condividere, criticare e trovare qualcosa, oltre te stesso, che possa darti una sicurezza, aprirti una via diversa, un punto di vista alternativo. (spero di aver interpretato bene quello che volevi dire, senno' correggimi :p).
Io in passato ho fatto le mie scelte, sono rimasto isolato, la cosa ha influito sul mio modo di vedere la vita e sul mio carattere, poi pian piano sono riuscito a ricrearmi un giro con della gente diversa. Ho fatto una scelta -non dico sia facile- sapendo quali conseguenze avrebbe avuto in quel particolare contesto. Io POSSO SCEGLIERE di non voler essere integrato nel gruppo se le istanze di quel gruppo non le condivido, esattamente come scelgo di comprare il prosciutto crudo invece del cotto. Anche perchè essere forzati a vivere secondo tendenze che non si condividono è psicologicamente pesante, molto più dell'apparente isolamento, perchè ti costringe a mantenere dei rapporti falsi.
Tu sei stato coraggioso, lasciatelo dire, perche' restare isolati (come hai ben detto) incide sulla propria vita. Sei cresciuto su questo e ora, forse, ringrazi di non aver seguito altre strade e aver passato quel periodo ti ha fatto maturare, in qualche modo. Concordo quello che dici nelle ultime righe, precisamente Anche perchè essere forzati a vivere secondo tendenze che non si condividono è psicologicamente pesante, molto più dell'apparente isolamento, perchè ti costringe a mantenere dei rapporti falsi. ma qui devo ammettere, personalmente, che moltissimi ragazzi lo fanno per sentirsi apprezzati dal gruppo considerato "figo" o da quello dei "duri" o piu' semplicemente per sentirsi grandi agli occhi degli altri, mentre dentro si e' deboli e molto fragili. Normalmente la tua frase rappresenza il classico ragazzo che o sceglie una strada o verra' sempre denigrato da quelli che lo volevano plagiare (e, dalla mia esperienza, questi ragazzi sono veramente tanti).
Che poi anche non voler avere responsabilità è in un certo senso una responsabilità, perchè si tratta di fare una scelta che poi ti porta a pagare delle conseguenze.
Qui non condivido. Chi non vuole avere responsabilita' non sa, secondo me, le conseguenze. Chi sceglie questo vede la sua vita senza ostacoli e vede la liberta', senza pensare a quello che puo' arrivare.
Anch'io credo in ciò che faccio, e sai perchè ci riesco? Perchè le mie SCELTE sono dettate da quello che sento veramente, non dalle mode o dal non voler essere emarginato. Sostenere le mie convinzioni e i miei "impegni sociali", incontrare dei compagni alla mattina che ti dicono con tono da pseudosfida di aver letto una tua intervista su un giornale in cui fai determinate dichiarazioni politiche e in cui sostieni determinate idee non è facile. Ho la forza di sopportare perchè sono davvero convinto e alle spalle so che c'è un gruppo di persone che la pensa come me. Ho passato due anni d'inferno, in prima e in seconda liceo, perchè avevo perso il mio giro di amicizie "vecchie" e non riuscivo a crearmene di nuove, e la cosa era strettamente correlata alle mie scelte. Non ho ceduto, pian piano ho trovato la forza di reagire, ed ora eccomi qua...
Ho avuto la fortuna di non trovarmi mai solo e non conosco quello che hai passato quindi non so come ci si sente e non mi permetto di criticare nulla delle tue parole, mi esprimo solo dicendo che hai scritto veramente delle belle parole e che, da quello che leggo, hai passato un esperienza dura e che ti ha fatto crescere.

P.s: ti sei accorto che questo topic e' diventato un botta e risposta fra me e te? :p
Ultima modifica di Daniele90BO il mercoledì 19 dicembre 2007, 0:27, modificato 1 volta in totale.
"In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù"
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Incastro
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Incastro »

Si parva licet, come scriveva "quello", qualcuno qui, come è normale, non è in grado di discernere nella pluralità di argomenti toccati in questa discussione, sin dall'inizio.
Le religioni offrono un modello ideale di comportamento tramite degli insegnamenti quanto una educazione affidata in primo luogo alla "parte" genitoriale non condizionata dai precetti di una religione (la mia famiglia era cattolica e sono stato perfino cresimato, sono un miles Christi, ma a quel punto lo feci soltanto per i regali).
L'assecondare o meno gli insegnamenti è una decisione che tutti gli uomini prendono. L'età, nella quale tale scelta è operata, è decisa dall'ambiente sociale nel quale l'uomo cresce, comprese le informazioni ricevute ed elaborate dal cervello in modo sia consapevole sia inconsapevole - Tizianub, la formazione, come credo che tu sappia bene, passa per dei canali spesso anche "sotterranei" :).
Tizianub, fa davvero piacere anche a me leggere qualche giovane, come si suol dire, con del sale in zucca.
Mi dispiace però non aver ancora letto l'opinione di qualcuno che non si appoggi nelle proprie convinzioni a delle "vulgate" prive di fondamenti.

Le bambine che fanno sesso in età pre- o protoadolescenziale sono effettivamente un problema sociale prima che morale.
Ma parlo come un uomo, ancorché giovane, della fine del secolo scorso e gli individui che "mi danno da mangiare" sono morti da più di sei secoli, e all'epoca non era avvertita la giovane età delle donne come problema, anzi la femmina era avvertita come necessariamente subalterna al maschio e in tale condizione le donne sono rimaste sino ad oggi*.
E poi, lo scontro generazionale è sempre stato presente nelle società umane (a me viene in mente una tavoletta sumera, ma forse ricordo male).

Per non essere estremamente prolisso, come è mio solito essere, ho scritto molte parole e la più gran parte ne ho cancellata.
Vorrei scriverne ancora, ma per via dell'ora e del tempo a mia disposizione, preferisco lasciare il post in questo modo e tornare a scrivere altro, delle cose, quelle sì veramente "noiose". ;)
_____________________
* Posso rinviare alla "grande opera" Storia delle donne in Occidente, diretta da Georges Duby e Michelle Perrot e più volte pubblicata; in più vorrei ricordare un lavoro molto interessante, solo in apparenza "centrifugo": Gabriella Piccinni, La trasmissione dei saperi delle donne, in La trasmissione dei saperi nel Medioevo, Diciannovesimo Convegno internazionale di studi (Pistoia, 16-19 maggio 2003), Pistoia, Centro Italiano di Studi di Storia e d'Arte, 2005, pp. 205-247.
Ultima modifica di Incastro il mercoledì 19 dicembre 2007, 3:32, modificato 1 volta in totale.
Linuci semper grave inhabilis. Sono un po' sconfortato dagli aggiornamenti, che invece di migliorare i software li peggiorano.
Una guida.... Dittatura_della_maggioranza; Il lettore. A voce alta: the Reader/Der Leser (da B. Schlink, Der Vorleser)
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

purtroppo ho poco tempo e una gran mole di pagine di filosofia e informatica da studiare

Comunque:  (b2b) (b2b) anche a me fa piacere discutere con un mio coetaneo che sa essere critico rispetto a ciò che lo circonda senza alzare i toni, ancor di più se penso che -così ad esempio- sono iscritto a Sinistra Giovanile della mia città da un anno e qualche mese, sono un "attivista", e fino ad un mese fa ero il più giovane, a distanza di 2 anni dall'altro più giovane (ora c'è un'altra della mia età. sembra anche simpatica ;) )

Per quanto hai detto sul piano dell'educazione, è vero, te la insegnano, sta scritto già nella radice della parola... però, prova a pensare, a parte i genitori,la chiesa, et similia, la tua educazione da cos'altro dipende? dipende dall'ambiente, dipende da una tua disponibilità mentale ad essere ricettivo in confronto all'educazione, quindi ritorna ancora il fattore "personale". ma questo fenomeno riguarda un po' tutti, perchè tutti siamo condizionati dall'ambiente in cui ci troviamo oltre che dalle persone (verò è anche che l'ambiente è dettato in parte dalle persone), quindi non dovrebbe essere confinato allo status di eccezione alla regola.

Per quanto concerne Cartesio, intendeva una cosa diversa: l'unica certezza che posso avere è il mio pensiero, perchè nello stesso atto di dubitare compio un'azione intellettuale; su tutto il resto bisognerebbe sospendere il giudizio. Cartesio poi arriva anche a dimostrare che il giudizio si può non sospendere perchè dimostrando l'esistenza di Dio, essendo Dio il sommo bene non può volermi ingannare quindi le mie capacità mentali non sono sottoposte ad inganno. In effetti, però, se penso alle volte in cui mi trovo a dover esprimere un giudizio, capita di scoprire di essersi sbagliati, anche di molto. Il senso della frase di Cartesio voleva essere questo, non il fatto di potersi fidare esclusivamente di se stessi. Io del mio cane mi fido  ;D
Il senso era più quello di riaffermare il fatto che l'uomo, avendo la capacità di pensare, ha di conseguenza la capacità di scegliere, perchè qualsiasi azione io intraprenda lo faccio in conseguenza di un pensiero e quindi di una decisione. Questo almeno è come la vedo io.

Infine, quanto dici sul ruolo che la scelta può avere nelle relazioni interpersonali sono d'accordo, e sono anche d'accordo che su questo piano intervengano una serie di variabili (come il coraggio, la volontà di affermazione...) che sono strettamente personali e strettamente legate al proprio carattere, quindi dettate dall'ambiente in cui si è cresciuti. Per scegliere la propia strada (sottolineo scegliere) bisogna guardarsi dentro e sapersi accettare, ma questa è una cosa che per conquistarla ce ne vuole... bisogna prima arrivare a capire che non basta "sentirsi grandi" per esserlo, e che per dimostrarlo bisogna avere il coraggio delle proprie idee. Fumare e tutti questi comportamenti che spesso vengono causati dal bisogno di dimostrare l'appartenenza ad un gruppo, e quindi dal bisogno di sentirsi grandi, sono proprio un indice di 'debolezza' in tal senso.

A scanso di equivoci, la mia non vuol essere una critica verso un certo tipo di persone, ognuno fa le proprie scelte, ognuno può metterci il tempo che vuole.
Chi non vuole avere responsabilita' non sa, secondo me, le conseguenze. Chi sceglie questo vede la sua vita senza ostacoli e vede la liberta', senza pensare a quello che puo' arrivare.
Anche qui sottolineo la "scelta", termine che peraltro hai usato anche tu. la scelta è sempre collegata ad una responsabilità, altrimenti di scelta non si tratterebbe. La condivisibilità e la pienezza delle ragioni che dettano una scelta poi è un altro discorso.

Ora vado davvero a studiare altrimenti finisce che domani sul signor Descartes prendo un bel 4. Non vorrei rovinarmi la media  :-\
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

@ Incastro: scusa, ma l'educazione cos'è, se non una "questione sociale"?
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Tizianub
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

ciao ragazzi vi ho letto ma non ho trovato il tempo di rispondervi... ora sono qua e rileggendo tutti i vostri post la prima frase che mi viene, e mi sembra che concordiate anche a voi, anche se con sfumature diverse è:

anche la non azione è una scelta

tutti coloro che passano la loro vita seguendo mode, capi, capetti fanno una scelta.

Dico questo perchè ho sperimentato nel tempo che l'educazione, famigliare, religiosa ecc, da' delle indicazioni ma poi ce il terreno individuale, terreno perchè se io butto dei semi di una pianta non è detto che crescano, dipende dal terreno, c'è un elemento individuale che fa si' che quello che si riceve dal punto di vista educativo attecchisca o meno.

La situazione dei giovani non è se son bravi o meno ma se hanno un indirizzo nella loro vita, se lo hanno lo danno anche alla propria. Non posso raccontare un fatto per rispetto alle persone coinvolte ma vi assicuro che ricevere un indirizzo è già molto, tanto, tanitssimo

vi ringrazio ancora una volta delle vostre testimonianze
Ultima modifica di Tizianub il mercoledì 19 dicembre 2007, 23:35, modificato 1 volta in totale.
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

missingscientist ha scritto: @ Incastro: scusa, ma l'educazione cos'è, se non una "questione sociale"?
caspita se lo è

è anche temporale perchè nel tempo cambiando il sociale cambia anch'essa

e qui l'importanza del meglio pochi che nessuno come ha scritto Daniele90, son questi pochi che permettono al sociale di evolvere...

ciao
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Semprepiuateo »

Piu' che un indirizzo...direi e' importante che ti venga insegnato un metodo.....
un metodo che puoi usare nella maniera che ritieni piu' giusta....acculturarti....
liberarti da pregiudizi e superstizioni...da timori reverenziali e da falsi profeti.....
un metodo che ti aiuti a cercare le tesserine con cui puoi comporti il mosaico della tua esistenza.....
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

abbiamo usato due termini per dire, credo, la stessa cosa, per un indirizzo è spiegare le proprie esperienze, far vedere l'altra faccia della medaglia, un metodo appunto da adattare alle proprie caratteristiche per sviluppare un pensiero indipendente.

Solo un pensiero indipendente porta ad una vera crescita, per questo motivo i dogmi, e non solo religiosi, non sono utili perchè non sono frutto della nostra esperienza diretta.

Personalmente ho insegnato, fin da piccolissima, a mia figlia che la risposta perchè no, o perchè si, non era una risposta.... e non sapete quante volte mi è costata cara non poter dire perchè no ;D
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

Tizianub ha scritto: ciao ragazzi vi ho letto ma non ho trovato il tempo di rispondervi... ora sono qua e rileggendo tutti i vostri post la prima frase che mi viene, e mi sembra che concordiate anche a voi, anche se con sfumature diverse è:

anche la non azione è una scelta

tutti coloro che passano la loro vita seguendo mode, capi, capetti fanno una scelta.

Dico questo perchè ho sperimentato nel tempo che l'educazione, famigliare, religiosa ecc, da' delle indicazioni ma poi ce il terreno individuale, terreno perchè se io butto dei semi di una pianta non è detto che crescano, dipende dal terreno, c'è un elemento individuale che fa si' che quello che si riceve dal punto di vista educativo attecchisca o meno.

La situazione dei giovani non è se son bravi o meno ma se hanno un indirizzo nella loro vita, se lo hanno lo danno anche alla propria. Non posso raccontare un fatto per rispetto alle persone coinvolte ma vi assicuro che ricevere un indirizzo è già molto, tanto, tanitssimo

vi ringrazio ancora una volta delle vostre testimonianze

Quotissimo quello che dici.

Per continuare con i problemi della gioventù d'oggi:

Premessa- posso vantare di non essermi mai ubriacato, nonostante io sbevazzi di tutto un po'

Situazione: venerdì sera sono uscito con alcuni miei compagni a cena per festeggiare il natale. Al di là dello scazzo che in pizzeria -la più cara e decisamente non una delle migliori della città, fa pagare l'atmosfera e il fatto che è in piazza Duomo ma non certo la bontà del cibo- che volevo una birra piccola e i miei amici cretini m'hanno ordinato una media, sbeffeggiando bellamente i miei problemi di stomaco, dopo abbiamo continuato la serata in un pubbb. Premessa2: Io l'alcool lo reggo sufficientemente bene, quindi anche se mi piglio 2 bayles con ghiaccio dopo una birra rimango perfettamente lucido. I miei amici hanno cominciato a ordinare superalcolici dietro superalcolici, spendendo tipo 10-15 euri a testa in alcool, fino ad essere più o meno tutti dal brillo "composto" al brillo "molesto", cominciando peraltro a dare un pessimo spettacolo alla gente seduta intorno. Che non è una cosa di cui generalmente mi preoccupo molto -la mia compagnia è abbastanza allegra, mediamente quando si va al ristorante si finisce tutti a cantare canzoni da osteria con la gente degli atlri tavoli- ma mi comincia a dar fastidio nel momento in cui è "sterile", fine a se stessa, fine al dar spettacolo e al farsi vedere. Esplicito il nesso col 3d: la maggior parte dei miei coetanei non riesce a divertirsi senza assumere alcool, altrimenti non si "scioglie" e non è in grado di mettersi in mostra in pessimo modo. E anche i dialoghi spesso riguardano il "cosa ho combinato l'ultima volta chemi son dato alla saturday night fever che ero ubriaco marcio".

Sitazione bis: Sabato dopo scuola (abbiam finito alle undici, per gentile concessione della presidenza  :D) sono andato a prendere un aperitivo con alcuni Compagni, quelli con cui condivido passioni politiche e non, dove nessuno si è ubriacato (nota: non è che con l'alcool si vada sempre per il sottile, ma non è una condizione necessaria) eppure ci siamo divertiti. ma si tratta di un divertimento non effimero, perchè dovuto al "calore umano" e non a quello alcolicamente ottenuto... poi siamo andati a pranzo: nessuno ha toccato un goccio di alcool, eppure il divertimento è continuato (non senza delle pause di accesa discussione politica).

Per evitare di scrivere un messaggio di 10mila battute, lascio ai masochisti che eventualmente leggeranno la facoltà di riprodurre i ragionamenti che questo accavallarsi di situazioni ha prodotto nella mia mente malata  ::)
Ultima modifica di missingscientist il domenica 23 dicembre 2007, 23:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

(si sente che sono incacchiato?  :))
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

non sembravi inc....

però ti scrivo le mie impressioni, appena letto il tuo post, la differenza fra le due situazioni è evidente, chi ha uno scopo, un'ideale, si diverte con le cose che ha e anche con l'alcool, ma non per forza, mentre gli altri, almeno da quello che scrivi, non hanno qualcosa che li interessa e magari spesso nella loro vita pensano ad apparire e come tutti vorrebbero essere se stessi ed ecco che l'alcool li aiuta.

non ti sembra anche a te?
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da lolz93 »

dico solo una cosa
il fatto che si faccia a questa eta  oggi giorno  è normale ma il fatto che lo facciano senza protezioni e una cosa che propio.... nn lo so nemmeno dire
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zivagho
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da zivagho »

:) ho seguito i vostri discorsi,ma che volete questa è la generazone frutto degli anni "80" il peggior decennio della storia contemporanea,forse i 50°enni di oggi dovrebbero farsi un esame di coscenza,in fondo si raccoglie ciò che si è seminato!!!!!!!!!!!!! (mad)
(Cheyenne)Il cibo che cuoce
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renderà forte me e la mia famiglia.
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ci purificherà,
rendendoci più uniti.
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MacMicos
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da MacMicos »

Vabbè... gli anni ottanta sono belli e andati.... non credo che i dodicenni facciano sesso irresponsabilmente rifacendosi agli ottanta (anche perchè credo che nessuno  a 10 anni consideri davvero importante la rivoluzione di quegli anni) (forse ho scritto troppe volte anni)............purtoppo sta andando tutto a male ed anch'io che non sono molto lontano dai dodici anni vedo questi ragazzi molto lontano dalla mia mentalità (sono uno di quelli che giocava coi lego ;D). A questo proposito vorrei fare un  (ot) dicendo che il sesso senza precauzioni è un problema (non solo per i minorenni) ma un'altro grosso problema è l'alcool....la mattina vedo ragazzini che non vanno a scuola con bottiglie da un litro e mezzo di vino che camminano spensierati nella villa comunale della mia città.....credo che questo meriti altrettanta importanza.... con questo chiudo! ciao a tutti e buon Natale
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

guarda che anche la generazione anni 90 giocava con i lego a suo tempo  :D


è vero quello che dici, qui nella provincia dove abito ha suscitato abbastanza scalpore la notizia di un 14enne che l'ultimo giorno di scuola appena uscito da scuola ha accusato un malore dovuto all'eccesso di alcool...

Sono parzialmente d'accordo anche con quanto detto da Tizianub, facendo però una specifica: le due situazioni sono differenti anche per età (i miei Compagni han mediamente dai 20-22 fino ai 33-34 anni), però non vedo cosa c'entri l'ideale con la capacità di divertirsi. Non è più un non essere in grado di lasciarsi andare, di esprimere dei sentimenti veri (mi pare sia l'alessitimia, ma non sono sicuro)? Mi sembra tanto quello che dice la Guzzanti in apertura di RepertoRaiot: "a quel tempo il l'estasi non si riusciva a raggiungere autonomamente ma andava indotta chimicamente assumendo sostanze estranee...".
In sostanza: il fatto che la mia esistenza sia mossa da degli ideali, non credo porti necessariamente alla capacità di divertirsi e viceversa. Tant'è vero che mi è capitato anche di incontrare qualche mio coetaneo che è in grado di divertirsi senza necessariamente doversi sballare chimicamente.
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Daniele90BO »

Scusatemi se avevo abbandonato il Topic, riprendo a pieno ritmo! :p

Allora, mi collego anche io a quello che state dicendo:

Nella mia realta' quotidiana vedo troppi ragazzi che considerano bere o fumare come gesti di superiorita' (lo ripetevo io o qualcun'altro in qualche post fa). Questa superiorita' spinge molti altri a compiere lo stesso gesto per sentirsi grandi e questo, secondo me, e' il primo caso.
Poi c'e' un secondo caso, quello di chi invece e' timido, ha paura, non sa sciogliersi, allora fa uso di agenti esterni per diventare "bonaccione", divertente, alla buona diciamo, anche se il piu' delle volte passa il limite e da divertente diventa pesante, offensivo, di peso o quant'altro.
Anche un terzo caso, agigungerei, che e' quello dei problemi di una persona (che puo' essere causa di tutti i casi): uno beve per non pensare, uno fa uso di stupefacenti per non pensare o quant'altro.

Per la generazione degli anni 80: non sono molto ferrato nell'argomento e quindi non mi esprimo, pero' credo che se si son fatti errori nel passato non dovremo ripeterli nel presente (non era anche questo uno dei motivi per cui si studia storia a scuola? :p)
"In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù"
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

zivagho ha scritto: :) ho seguito i vostri discorsi,ma che volete questa è la generazone frutto degli anni "80" il peggior decennio della storia contemporanea,forse i 50°enni di oggi dovrebbero farsi un esame di coscenza,in fondo si raccoglie ciò che si è seminato!!!!!!!!!!!!! (mad)
ciao Zivagho, benvenuto nel forum visto che è il tuo primo post...

poichè io sono a 47, da appena 6 giorni, perciò molto vicino ai 50enni che citi, prima di risponderti visto che mi sento tirato in ballo, vorrei che mi chiarissi cosa intendi per "frutto degli anni 80"

ciao e di nuovo benvenuto
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da Tizianub »

missingscientist ha scritto: guarda che anche la generazione anni 90 giocava con i lego a suo tempo  :D
anche io ho giocato con i lego, e quanto mi piacevano, ma un prima degli anni 90  ;)

però non vedo cosa c'entri l'ideale con la capacità di divertirsi. Non è più un non essere in grado di lasciarsi andare, di esprimere dei sentimenti veri
forse non sono stato chiaro, quello che mi è venuto in mente leggendo il tuo post si riassume così: se io nella vita ho degli ideali per cui mi batto ho qualcosa che mi rende vivo e spesso felice, se non ho qualcosa in cui credo ma solo mi adagio sulla quotidianità, sulle cose accettate da tutti ma NON mie ecco che cerco qualcosa.

A volte trovo qualcosa che mi interessa e mi coinvolge ma spesso se non la trovo voglio essere felice e disinvolto e vado sulle strade più semplici per ottenere qualcosa che mi renda vivo e felice....
In sostanza: il fatto che la mia esistenza sia mossa da degli ideali, non credo porti necessariamente alla capacità di divertirsi e viceversa. Tant'è vero che mi è capitato anche di incontrare qualche mio coetaneo che è in grado di divertirsi senza necessariamente doversi sballare chimicamente.
ovvio non è sempre così, non per forza si devono avere ideali sociali o politici, ma anche soltanto degli obiettivi personali per cui battersi, ma ciò rende vivi, diversamente no.

Per Daniele90

certo esistono anche diverse tipologie di chi beve come hai scritto... ne manca una
quella di chi beve per il gusto di bere! e che c.... anche questo può essere un piacere  ;D
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Re: I giovani d'oggi

Messaggio da missingscientist »

Tizianub ha scritto:
però non vedo cosa c'entri l'ideale con la capacità di divertirsi. Non è più un non essere in grado di lasciarsi andare, di esprimere dei sentimenti veri
forse non sono stato chiaro, quello che mi è venuto in mente leggendo il tuo post si riassume così: se io nella vita ho degli ideali per cui mi batto ho qualcosa che mi rende vivo e spesso felice, se non ho qualcosa in cui credo ma solo mi adagio sulla quotidianità, sulle cose accettate da tutti ma NON mie ecco che cerco qualcosa.

A volte trovo qualcosa che mi interessa e mi coinvolge ma spesso se non la trovo voglio essere felice e disinvolto e vado sulle strade più semplici per ottenere qualcosa che mi renda vivo e felice....
In sostanza: il fatto che la mia esistenza sia mossa da degli ideali, non credo porti necessariamente alla capacità di divertirsi e viceversa. Tant'è vero che mi è capitato anche di incontrare qualche mio coetaneo che è in grado di divertirsi senza necessariamente doversi sballare chimicamente.
ovvio non è sempre così, non per forza si devono avere ideali sociali o politici, ma anche soltanto degli obiettivi personali per cui battersi, ma ciò rende vivi, diversamente no.

Per Daniele90

certo esistono anche diverse tipologie di chi beve come hai scritto... ne manca una
quella di chi beve per il gusto di bere! e che c.... anche questo può essere un piacere

ecco, io appartengo a questa categoria  8)

Comunque, no. se ho degli ideali, qualcosa in cui credo davvero, ho un motivo in più per "tirare avanti", ma divertirsi secondo me è un'altra cosa. Se io vado, per esempio, alla festa de l'unità e sto fino alle due e mezzo al tavolo a chiacchierare del èpiù e del meno, cantando canzoni da osteria (non l'avete mai sentita quella dello "spazzacamino"? è divertentissima!  :D) non lo faccio perchè ho determinati ideali, almeno secondo me, ma perchè per me divertirsi vuol dire stare in compagnia in quel modo. Che poi nell'arco di un'ora avessimo fatto fuori 4 bottiglie di gutturnio in 12 è un'altra storia  ;D (fermo restando che eravamo tutti abbastanza sobri). Ma tutto questo potrei farlo anche avendo come unico obiettivo quello di divertirmi. Allora sorge spontanea un'altra domanda:
cosa vuol dire al giorno d'oggi divertirsi? (è in topic, in senso lato anche trombare come ricci è divertimento  :D)
la chiave di volta sta qui. Ideali o non ideali, se per la maggioranza delle persone divertirsi vuol dire sballarsi il cervello, qualche domandina bisognerebbe pure porsela. Insomma, se io esco e mi ubriaco, poi cosa mi rimane? niente, mi sa. Invece, quando sto in compagnia per il gusto di stare con gli amici, e il divertimento viene da sè, poi mi rimane dentro qualcosa, o no? Per me è così, quindi a mio modo di vedere sapersi divertire è questo. Poi, evidentemente sono in una posizione minoritaria...

[chiedo scusa se le mie parole possono sembrare un po' oscure, ma tutto il cibo che ho ingollato negli ultimi 3 giorni mi ha leggermente annebbiato il cervello.]
"Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni"
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