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Semprepiuateo ha scritto:
Si sente sapore di sale..............
questa è molto bella.
vitaliano82 ha scritto:
quando ero un adolescente ho pensato, che per essere un vero uomo si sarebbero dovute cancellare tutte le cose che erano da bambini...
quindi il puianto era una di queste.
quando sono cresciuto ho capito che nascondere parti di se stesso e vergognarsene (tra queste il pianto o il nostro lato infantile) ti rendono una persona falsa e triste.
citazione da prima di essere un uomo di daniele silvestri
[cite]
Quante lacrime mi dai
ne dimostro di meno
non avevo pianto mai
prima di essere un uomo
[/cite]
Non è che si pianga a comando (oddio, gli attori ci riescono ... complimenti a loro ::) )
Il punto è che per piangere devi essere prima di tutto "sofferente dentro". Ovvero devi lasciarti prendere da un sentimento di sofferenza tale che il pianto sia considerabile come uno sfogo.
Vale anche per il pianto di commozione : è sempre uno sfogo ad un sentimento forte che si prova.
Secondo me, chi non riesce a piangere, non sa provare sentimenti. Ed è questo che significano le parole di Silvestri in "Prima di Essere un uomo"(tanto per citare uno già menzionato in questo thread, ma se ne potrebbero fare per così di esempi).
Anzi, non saper piangere, significa aver paura prima di tutto di manifestare le proprie emozioni, aver paura di essere se stessi, per quello che siamo : deboli, fragili, emotivi.
In una parola : umani.
Ubuntu User # 19371
Fisso: P4 2533 - Nvidia 7600 GT AGP 256 Mb - 1 Gb RAM DDR - 360 Gb Hd - 1500 Gb Hd USB - Ubuntu 11.10 32bit - Fastweb Fibra Ottica
Portatile: Asus K52J - Intel i5 430 - Nvidia 310M/Intel i915 - 4 Gb RAM - 320 Gb Hd - Ubuntu 11.10 64bit
Muletto: HP Compaq dc7100 - P4 Core Duo - ATI Radeon X300 - 2gb RAM - 40 Gb HD - Ubuntu 11.10 32bit
Ehol ha scritto:
Non è che si pianga a comando (oddio, gli attori ci riescono ... complimenti a loro ::) )
Il punto è che per piangere devi essere prima di tutto "sofferente dentro". Ovvero devi lasciarti prendere da un sentimento di sofferenza tale che il pianto sia considerabile come uno sfogo.
Vale anche per il pianto di commozione : è sempre uno sfogo ad un sentimento forte che si prova.
Secondo me, chi non riesce a piangere, non sa provare sentimenti. Ed è questo che significano le parole di Silvestri in "Prima di Essere un uomo"(tanto per citare uno già menzionato in questo thread, ma se ne potrebbero fare per così di esempi).
Anzi, non saper piangere, significa aver paura prima di tutto di manifestare le proprie emozioni, aver paura di essere se stessi, per quello che siamo : deboli, fragili, emotivi.
In una parola : umani.
io non sono molto d'accordo, io ho sentimenti. Cioè, credo che sia normale avere sentimenti. Ho solo dimenticato come si fa.
mi arrabbio piuttosto, ma non con gli altri, con il mondo in genere.
A volte piango anch'io, perchè quando ci vuole ci vuole.
Ci sono però delle volte che tutti intorno a me piangono e io sinceramente non ne capisco il motivo. Tipo quest'estate l'ultimo giorno del campo estivo (50 ragazzi e ragazze insieme in montagna con la parrocchia) le ragazze hanno pianto come se si dividessero per sempre, che poi si vedono tutte le settimane, mah...
Credo che non piangere non sia grave, al massimo lo è non ridere.
Ciao
Premesse negative portano a risultati negativi.
Premesse positive portano a risultati negativi.
io ho pianto molto quando ubuntu non mi si istallava e dovevo tenermi windows ho rischiato di bruciare il pc x le lacrime
Ubuntu User number is # 17771 Utilizzatore soddisfatto di Kubuntu 18.10 Ci sono 100 motivi per non usare prodotti Microsoft ma c'è ne sono 1.000 per non usare prodotti Apple.
non riesci a piangere perché forse ti vergogni di esternare i sentimenti e allora hai un blocco e poi invece di piangere ridi per il nervoso e per la vergona.
lo so perché l'ho provato!!!! ma poi quando ho cominciato a piangere mi sono sentita libera e felice di esternare i miei sentimenti!!!!
CIAO
valeria_car ha scritto:
non riesci a piangere perché forse ti vergogni di esternare i sentimenti e allora hai un blocco e poi invece di piangere ridi per il nervoso e per la vergogna.
Concordo.
Avrai anche sentimenti, ma o ti vergogni, oppure hai paura, oppure che ne so ... in ogni caso piangere per te ha una valenza negativa e inconsciamente ti sei "costretto" a non farlo più.
Per quello penso che non sai provare sentimenti "forti" ... d'altronde, in questa stupida società, dove solo chi è forte e chi è potente viene considerato, mostrarsi debole oppure impotente (quando uno piange normalmente sono queste le sensazioni che prova) ha un valore molto negativo.
Ma non è così : mostrarsi deboli vuol dire dimostrare a tutti quello che siamo : esseri umani, vulnerabili, caduci, deboli e mortali.
E questo, checchè se ne dica, è un valore molto positivo.
Perchè si impara a soffrire, ad amare, a condividere il dolore altrui.
Basta un niente per morire e un niente per soffrire. Solo che tante volte si fa finta di nulla.
E alcuni arrivano a far tanto finta di nulla, da dimenticare che esiste la sofferenza.
E diventano incapaci di piangere ...
Ultima modifica di Ehol il giovedì 20 dicembre 2007, 10:53, modificato 1 volta in totale.
Ubuntu User # 19371
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Muletto: HP Compaq dc7100 - P4 Core Duo - ATI Radeon X300 - 2gb RAM - 40 Gb HD - Ubuntu 11.10 32bit
la persona forte e' quella che riesce ad esternare, anche con le lacrime, i propri sentimenti anche se ti hanno insegnato, sbagliando, che un uomo non piange mai!!!! :'( (nono)
Beh...non penso che nessuno di noi abbia ricevuto direttamente questo insegnamente....
solo che se a scuola piangevi come una bambina......il giorno dopo ti facevano mettere il grembiulino bianco e il fiocco rosa.......
Il pianto e' uno sfogo.....come il ridere......
io quando rido troppo per le cazz ate che dico.....mi vien da piangere.....
ho pianto ascoltando Louis Armstrong........
e sa la lacrima ti arriva alle labbra....
solito sapore di sale...
:-[
senti conosci la commedia di eduardo de filippo " filumena marturano"? perché lei, come te, per tutte le cose brutte che aveva passato non riusciva a piangere. poi alla fine si sposa con domenico soriano il protagonista maschile, e riesce a piangere (di gioia) e finisce col dire: -" che bello piangere!!! non avevo mai provato una sensazione così!!!"
Credo che il pianto sia una condizione emotiva molto personale che scaturisce da uno stress emotivo di vario tipo. Senza prendere in considerazione i lutti che universalmente sono causa di sofferenza in maniera proporzionale al rapporto di cui determinano la fine, il pianto è una delle reazioni possibili.
Piangere è una reazione che si innesca quando particolari situazioni esterne ci mettono nelle condizioni di discutere noi stessi e ci scuotono fin dalle radici. Particolari emozioni, idee, immagini o suoni che, se per alcuni magari non hanno nessuna importanza, per noi sono la chiave che sblocca ciò in cui noi crediamo profondamente e ciò che siamo.
Voglio portare uno degli esempi delle mie esperienze.
La prima risale a circa 6/7 anni fa, nella casa di campagna che mio padre sta costruendo. Mio padre è sempre stato un tipo ruvido, spesso incapace di esternare affetto come ci si aspetterebbe da un padre, una di quelle persone che anche avendo ragione, parlano in modo così scontroso ed aggressivo che passano immediatamente dalla parte del torto solo per come si pongono. Non è facile essere figlio di una persona così, il motivo è da ricercarsi nella volontà dei figli di compiacere i genitori (almeno nell'età infantile) e così, dopo tutta una vita che dai del tuo meglio per renderti all'altezza, per fargli capire che ti stai impegnando che nonostante la sua scontrosità gli vuoi bene, che lui è il tuo punto di riferimento in ogni caso, quando un giorno di pioggia il lavoro sul tetto va coperto per evitare che si bagni e si sprechi tutto ciò per cui ci si è duramente impegnati, gli porti correndo i teli che servono e ti senti inveire contro, ti senti dire che dovevi pensarci prima che ormai è perfettamente inutile il tuo aiuto e che puoi pure tornartene dove stavi.
Ecco, dopo anni passati ad aiutare, a costruire la tua vita su di lui che seppur rude era meritevole di affetto, con queste basi, una frase del genere, detta da tuo padre squarcia completamente ciò che sei e distrugge la parte più intima di te, quella che ha sempre resistito e creduto fermamente che era comunque giusto amarlo.
Ho pianto tanto, per tutta la durata del temporale, da solo al primo piano della casa vuota e ho fatto uscire tutto il dolore che potevo allontanando quelle parole togliendole ad una ad una come pezzi di vetro da una ferita. Ero arrabbiato con lui e frustrato perchè nonostante tutto il mio impegno fino ad allora non avevo ottenuto nulla più che la sua, seppur momentanea e dettata dall'ira verso il maltempo, disapprovazione. Quel giorno mi ha scosso profondamente ed avrei potuto urlare o rompere qualcosa, ma il pianto credo sia la soluzione più semplice per coloro che si trovano nel mezzo di una crisi di rabbia ma non hanno la forza o la volontà per poter prendere la vita tra le mani o semplicemente non ne hanno la possibilità.
Non c'è da vergognarsi, è un giusto momento di fragilità questo tipo di pianto e se serve a crescere, a capire, ad andare avanti, ben venga.
[center]Io sono in te, tu sei in Me. Noi siamo Uno
io sono in te, tu sei in me. Noi siamo Uno.
Tu sei in me, io sono in Te. Noi siamo Uno.
Se il pianto servisse a crescere....
ho fondate speranze che la rompi-balle della figlia del vicino....
che a piangere ha un uptime degno di alcuni server Cisco...
l'anno prossimo sara' accettata alla locale universita'...
(ora ha 3 anni)
Semprepiuateo ha scritto:
Se il pianto servisse a crescere....
ho fondate speranze che la rompi-balle della figlia del vicino....
che a piangere ha un uptime degno di alcuni server Cisco...
l'anno prossimo sara' accettata alla locale universita'...
(ora ha 3 anni)
grazie a tutti per le risposte. La prossima volta che ne avrò necessità mi sforzerò a riimparare a piangere per sentire se sa davvero di sale e se le tempeste riportano il sole. Non credo che sarà facile. Comunque grazie. ciao (b2b)
Piangevo per nulla quando ero bambino ... :'(
da adolescente mai
per malattia è defunta mia madre :'(
dopo otto mesi per incidente è defunto mio padre :'(
per malattia dopo venti anni è defunta mia moglie :'(
dopo poco per lavoro è partito via mare mio figlio
adesso piango per un nonnulla (mad)
cosa si prova? ci si sente sempre più soli.
Il mio primo PC di fronte, di lato, nel sito Attuale PC ... P-IV Prescott 2.8GHz - 1Gb RAM - ATI 1600
MultiMedia: - Dopo decenni di abbandono, ho ripreso lo studio della Fisarmonica