Presentazione al forum e chiacchiere in libertà con la comunità. È importante leggere il regolamento all'interno e sono categoricamente vietate discussioni su politica e religione.
Regole della sezione
Vietate categoricamente discussioni e messaggi riguardanti politica e religione.
Evitare l'apertura di discussioni e sondaggi del tipo "mi sta bene questo taglio di capelli?", "che dentifricio usate?" e altre banalità simili.
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Per il resto, è sempre valido il regolamento del forum.
mistermax80 ha scritto:
Però io dico che non è e non può essere solo questo, se lavorassi 12 ore al giorno per mantenere una famiglia dove troverei il tempo per dedicarmi a queste attività?
quando scegli a chi mandare il tuo curriculum stai facendo politica,
quando scegli se andare a lavorare in macchina o in bici o con il tram stai facendo politica,
quando al lavoro provi a rappresentare i tuoi colleghi per ottenere un trattamento migliore stai facendo politica...
mistermax non te la prendere, non ce l'ho con te ho pescato il tuo post ad esempio...
Io faccio politica da quando ho 15 anni, mai eletto, mai candidato, mai entrato in un partito...
associazionismo, eventi pubblici, comitato di quartiere, lavoro sociale sono i miei strumenti.
Il voto è il momento più povero della mia attività politica, e anche quello che mi da meno soddisfazione.
a volte in effetti sono tentato di non presentarmi alle urne.
sono quasi completamente d'accordo con Guiodic, però credo che la classe politica un bel po' di responsabilità ce l'abbia, è innegabile che si sia allontanata sempre più dalla società civile, perdendo di vista il proprio ruolo di rappresentanza e non autoreferenzialità
Penso che i dirigenti in generale abbiano delle responsabilità, non devono solo guadagnare una valanga di soldi, vedi finché ci fanno credere che la spesa pubblica sono :"sanità, scuole,interessi passivi ecc...", forse c'è da rivedere qualcosa, una delle voci più alte nel bilancio dello stato sono proprio gli stipendi e i vitalizi concessi(questa è la spesa pubblica che va tagliata e in modo netto). Molto probabilmente mandarli a lavorare in miniera per un anno per mille euro al mese basterebbe perché cominciassero a lavorare.
Personalmente penso che il lavoro di deputato/senatore sia duro e di grandissima responsabilità, e che quindi debba essere remunerato di conseguenza.
Diverso è il discorso sui privilegi "di casta": qui dobbiano subentrare noi come elettori (e datori di lavoro) per controllare! Come ho già espresso, il problema è il controllo: quali mezzi abbiamo?
Oggi ho fatto l'amore con Control
domani proverò con Alt e Canc
@Guiodic: concordo con quanto hai espresso al 90%, non cito le varie frasi, ma il concetto che la classe politica sia corrispondente agli italiani, e` quasi completamente vero.
La puntualizzazione sta nel fenomeno dell'ultimo quindicennio, in cui si e` puntato sulla multimedialita` e la spettacolarizzazione della politica per operare un coinvolgimento/convincimento forzoso dei cittadini, di fatto estraniandoli dal far politica in prima persona.
25-40 anni fa (anche prima, pero`) con la presenza di un forte movimento operaio-studentesco, i partiti facevano moltissimi incontri-riunioni tra i loro iscritti ed aperti al pubblico. Conferenze, dibattiti, ... comportavano un grosso coinvolgimento di persone non militanti.
Con la repressione di tale movimento, sono riusciti a spostare il dibattito in luoghi chiusi, attualmente accessibili ai soli iscritti, con la conseguenza che il cittadino, anche curioso e volenteroso, non ha piu` la possibilita` di partecipare alla discussione su scelte ed elaborazione dei programmi, tantomeno nella loro applicazione.
E` vero che chi lo vuole ancora partecipa all'attivita` politica, nelle forme e nei modi che preferisce, ma la stragrande maggiorenza ne e` esclusa.
Complice anche una massificazione-generalizzazione di comportamenti, idee, luoghi culturali portata avanti negli ultimi decenni in modo sistematico dagli strumenti di comunicazione di massa e dalle leggi di mercato.
ciao
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La conoscenza deve essere collettiva, quindi, come da regolamento (Sez. II punto 15) i messaggi personali contententi richieste di assistenza tecnica verranno ignorati.
pierba ha scritto:
@Guiodic: concordo con quanto hai espresso al 90%, non cito le varie frasi, ma il concetto che la classe politica sia corrispondente agli italiani, e` quasi completamente vero.
La puntualizzazione sta nel fenomeno dell'ultimo quindicennio, in cui si e` puntato sulla multimedialita` e la spettacolarizzazione della politica per operare un coinvolgimento/convincimento forzoso dei cittadini, di fatto estraniandoli dal far politica in prima persona.
25-40 anni fa (anche prima, pero`) con la presenza di un forte movimento operaio-studentesco, i partiti facevano moltissimi incontri-riunioni tra i loro iscritti ed aperti al pubblico. Conferenze, dibattiti, ... comportavano un grosso coinvolgimento di persone non militanti.
Con la repressione di tale movimento, sono riusciti a spostare il dibattito in luoghi chiusi, attualmente accessibili ai soli iscritti, con la conseguenza che il cittadino, anche curioso e volenteroso, non ha piu` la possibilita` di partecipare alla discussione su scelte ed elaborazione dei programmi, tantomeno nella loro applicazione.
E` vero che chi lo vuole ancora partecipa all'attivita` politica, nelle forme e nei modi che preferisce, ma la stragrande maggiorenza ne e` esclusa.
Complice anche una massificazione-generalizzazione di comportamenti, idee, luoghi culturali portata avanti negli ultimi decenni in modo sistematico dagli strumenti di comunicazione di massa e dalle leggi di mercato.
Parole sante!
Ma sin qui siamo all'analisi del problema: tutt'altro è proporre dei rimedi (lavoro in ospedale e devo ragionare così :-[ ).
Ultimamente noto un certo risveglio sociale, magari confuso e un po' forcaiolo, ma meglio che niente. Vi sembra anche a voi?
Edit - ricito
Complice anche una massificazione-generalizzazione di comportamenti, idee, luoghi culturali portata avanti negli ultimi decenni in modo sistematico dagli strumenti di comunicazione di massa e dalle leggi di mercato.
perchè è un po' l'essenza di uno dei miei libri preferiti "Avere o essere" di E. Fromm, del 1975 e più attuale che mai!
Ultima modifica di fabiopon il venerdì 21 marzo 2008, 9:53, modificato 1 volta in totale.
Oggi ho fatto l'amore con Control
domani proverò con Alt e Canc
UZ ha scritto:
.... senza entrare troppo nel merito (il regolamento del forum lo vieta), vorrei solo fare un paio di raccomandazioni, soprattutto per i più giovani:
1 - andate a votare!
il voto e' una cosa troppo importante per non essere utilizzato. e' vero, ognuno di noi e' una goccia nel mare ma tante gocce cambiano le cose.
2 - votate con la testa.
non date il vostro voto cosi', tanto per fare. valutate bene le possibilita' e poi scegliete con ponderazione su quale simbolo apporre la vostra crocetta.
proviamo a sistemare un po' l'italia .... l'unico strumento che abbiamo noi per fare qualcosa e' il voto, facciamolo con la testa, non con i piedi!
grazie
Andrea
non sono assolutamente d'accordo con il dire che il voto è l'unico strumento che abbiamo:
in questo momento in Italia lo strumento più inutile credo sia proprio il voto!
qualcuno, qualche post fa, ha usato il termine "partecipazione": è esattamente come vedo io la politica.
la partecipazione ognuno la interpreta a suo modo, ogni giorno nella sua vita.
Ritengo che il non voto sia comunque un modo di manifestare il malessere verso uno stato che non tutela più i cittadini, ma solo se stesso. Non so se vi rendete conto che in questo paese, non c'è nulla di sano. Tutti coloro che potevano, hanno usato la cosa pubblica come un bancomat per arricchirsi e per far entrare i figli degli amici ecc... L'evasione fiscale indegna, i nepotismi, l'evasione sulle macchine da gioco d'azzardo di oltre 98.000 mld di € gestite da società in cui partecipano i parititi o chi per loro (Servizio di Striscia la Notizia) . Poi ancora l'indecente situazione dei rifiuti in Campania in cui i campani sono solo vittime e non responsabili . Per cui è giusto avere un proprio modo di pensare e di intendere la società, ma non vuol dire che questi partiti esistenti siano in grado di dare voce seriamente al popolo. Io ad esempio -spero di non violare il regolamento - sono sempre stato orientato a sinistra, ma non mi sento rappresentato per cui non vale la regola di votare il meno peggio. Preferisco non votare per non essere complice di un sistema pachidermico buono solo a fare i suoi interessi.
E' una vecchia questione quella dei "non voti" che sono "voti alla maggioranza": molti sono convinti che sia proprio così, cioè che fisicamente i voti non dati siano accumulati nel computo dei voti per chi vince.
In realtà è una questione "filosofica": la maggioranza è quella che prende ha preso più voti alla fine del calcolo. Se io voto per la maggioranza questo cambia poco, se voto l'opposizione invece quel voto è anche un punto in meno per la maggioranza, oltre a essere un punto in più per gli altri.
Se invece non voto, non aiuto l'opposizione (che essendo minoranza avrebbe bisogno del mio voto) e quindi favorisco la maggioranza (che ha già la maggior parte dei voti, quindi al massimo può temere i votanti contro di lei).
Uhm, a rileggerlo mi pare ancora meno chiaro
Ciao a tutti
Mario Overhill
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Se non volete votare, forse è meglio che agiate così:
Scritto da www.riforme.info
sabato 08 marzo 2008 17:22
Ultimo aggiornamento: 14/03/2008
Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, ha segnalato al Legislatore "gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
Di fronte ad un simile allarme, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre l'immediato approfondimento delle questioni sollevate. Percorso che avrebbe dovuto necessariamente concludersi con un pronunciamento di legittimità costituzionale da parte della Consulta.
Ad oggi, invece, di tutto ciò non è avvenuto nulla.
Ma non solo. Causa i limitati modi di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, è oggi impedito agli elettori di poter in qualche modo sollevare la questione presso la Consulta. Si vedano anche l'ultima sentenza del Tar del Lazio N.1855/2008 e il successivo appello al Consiglio di Stato che hanno dichiarato inammissibile un ricorso sulla legge elettorale per "difetto di giurisdizione".
A conferma del preoccupante quadro d'illegalità costituzionale prefigurato, infine, la scelta delle forze politiche maggiori.
Saltati per loro espressa volontà gli accordi per delle ampie coalizioni, è forte il rischio che alle prossime elezioni il 55% dei seggi della Camera dei Deputati venga assegnato ad una delle due liste maggiori, in coalizione soltanto con forze marginali che, dalle previsioni che è oggi possibile fare, non arriverà a raggiungere il 45% dei consensi dei voti validi. Quale che sarà quindi il vincitore delle prossime elezioni, è facile oggi prevedere l'assegnazione di un premio di maggioranza, in seggi, che potrebbe superare il 10-15%.
Un "regalo" di seggi evidentemente spropositato, così come pure evidenziato nell'allarme lanciato dalla Corte Costituzionale.
Per queste ragioni, per le elezioni del 13-14 aprile il sito Riforme Istituzionali propone di recarsi nei seggi per assolvere al dovere civico dell'esercizio del diritto di voto, rifiutando o restituendo le sole schede per l'elezione per il rinnovo del Parlamento e chiedendo la verbalizzazione delle ragioni del non ritiro o restituzione.
Testo da scrivere o da allegare al Verbale della Sezione
(per l'esperienza avuta con un'analoga iniziativa alle elezioni del 2001, si consiglia di arrivare nei seggi con 2 copie già pronte da allegare ai verbali di sezione)
Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, non ha potuto esimersi dal segnalare al Legislatore aspetti problematici in riferimento ad "una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
In seguito a questa esplicita forma di censura della legge elettorale vigente, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre, come prioritario, l'esame approfondito della questione segnalata dalla Corte Costituzionale.
I limiti presenti nell'attuale sistema di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, però, sono tali da impedire l'uso della normale via giudiziaria per poter sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge elettorale, come per altro confermato dalle sentenze del TAR del Lazio N.1855/2008 e successivo appello al Consiglio di Stato.
In assenza, quindi,
- di forme di accesso alla Corte Costituzionale in grado di garantire al singolo elettore di poter attivare il controllo di costituzionalità,
- e visto, in ogni caso, il mancato pronunciamento della Consulta sulla legge elettorale vigente che, soltanto, avrebbe potuto oggi assicurare la correttezza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento,
- e vista la concreta possibilità, per il venire meno delle ampie coalizioni, che il premio di maggioranza che verrà assegnato alla lista o alla coalizione vincente potrebbe superare il 10-15%,
mi trovo costretta/o alla restituzione al Presidente di sezione della scheda per l'elezione della Camera dei Deputati e, per analoghe ragioni, della scheda per l'elezione del Senato della Repubblica, senza che queste possano essere considerate valide ai fini del voto. Altresì, invito tutti gli organi competenti ad esaminare la questione e, nel caso ne verificassero la fondatezza, ad agire di conseguenza non proclamando validi i risultati della consultazione elettorale.
Se non ve ne frega nulla della legge elettorale, potete anche far scrivere: "Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta".
Io voterò, ma una protesta siffatta mi sembra una buona idea, al contrario della semplice astensione, sempre per il famoso teorema del partecipare partecipare partecipare.....
Non votare non e' astensione!
E' una scelta precisa....nessuno dei proposti dai PARTITI mi rappresenta e merita il mio voto..
quindi decido di non votare....
Non puoi farmi giocare una partita di calcio col regolamento che hai unilateralmente approvato e che dice che la partita' finira' solo quando la tua squadra sara' avanti di un gol...
Spero di aver reso...
per me sara' mare....voi fate secondo coscienza
Ipotizzando che si voti domani, e che già da ora ci sia una maggioranza.....allora sì, l'astensione o il non-voto aiuta la maggioranza. Essendo tale non ne ha bisogno e, a chiunque altro andasse il voto, la metterebbe in pericolo.
Per il resto, per me l'astensione è astensione, ed è un voto di protesta, mentre il non andare a votare può essere qualsiasi cosa: indifferenza, a volte impossibilità ecc.
Che poi chiunque si senta in diritto di dire che quel voto (o non voto) fosse per lui, ci sta....ricordiamoci che in italia nessuno perde mai le elezioni, c'è sempre una vittoria da rivendicare, magari rispetto alle provinciali di campobasso del 1964
Ah, e siccome l'argomento è noiosissimo, per spezzare un po' eccovi uno dei miei eroi in questi tempi elettorali: Pasquale Ametrano
Unca ha scritto:
Mi sembra un po' riduttiva, questa affermazione, è come dire, che se un' azienda va male la colpa è degli operai, mentre i titolari vanno alle canarie e girano in ferrari, e magari non pagano gli stipendi.
Il paragone Italia=azienda è sbagliatissimo e porta infatti a queste interpretazioni. Gli operai non eleggono i dirigenti di azienda, quindi è chiaro che non sono responsabili delle cavolate che fanno questi ultimi. Viceversa i cittadini sì, sono responsabili perché sono loro che eleggono i politici.
A maggior ragione il cittadino deve avere la possibilità di cacciarli a calci, mentre accade che una volta entrati nel panorama politico se ne fanno un diritto. Mentre il loro dovere è rispettare il voto che acquisiscono, e se non sono in grado di far funzionare le cose se ne devono andare.Porto un esempio nella mia città hanno fatto il metrobus,(che si ferma ogni 2 giorni,e continua ad aver bisogno di interventi straordinari) è stato indetto un referendum, molto prima che iniziassero i lavori, i cittadini sono andati ed hanno votato no circa il 70%, ed è stato fatto comunque, come stanno facendo in molte altre città. Quindi alla fine posso affermare che chi ipotizza una rivoluzione ha ragione. (b2b)
" Il saggio coltiva Linux perché Windows si pianta da solo."
La rivoluzione nessuno la fara' mai...
ti hanno dato quel poco e tu hai paura di perderlo..e li' ti tengono per le ....alle!
Ma un sassolino quello si puo' mettere....milioni di sassolini e se qualcuno soffia....
diventano una letale tempesta di sabbia!
Il mio c'e' !!!
Chi soffia?
(b2b) (b2b)
Semprepiuateo ha scritto:
Non votare non e' astensione!
E' una scelta precisa....nessuno dei proposti dai PARTITI mi rappresenta e merita il mio voto..
quindi decido di non votare....
Non puoi farmi giocare una partita di calcio col regolamento che hai unilateralmente approvato e che dice che la partita' finira' solo quando la tua squadra sara' avanti di un gol...
Spero di aver reso...
per me sara' mare....voi fate secondo coscienza
Hai ragione, ma se non vai alla partita a spiegare perché non giochi, tutti penseranno che ti sei arreso, e vincerà la squadra avversaria
A me il suggerimento di mc2new sembra il più corretto, anche se io non lo seguirò perché so chi votare
Ciao a tutti
Mario Overhill
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Semprepiuateo ha scritto:
Non votare non e' astensione!
E' una scelta precisa....nessuno dei proposti dai PARTITI mi rappresenta e merita il mio voto..
quindi decido di non votare....
Non puoi farmi giocare una partita di calcio col regolamento che hai unilateralmente approvato e che dice che la partita' finira' solo quando la tua squadra sara' avanti di un gol...
Spero di aver reso...
per me sara' mare....voi fate secondo coscienza
Hai ragione, ma se non vai alla partita a spiegare perché non giochi, tutti penseranno che ti sei arreso, e vincerà la squadra avversaria
A me il suggerimento di mc2new sembra il più corretto, anche se io non lo seguirò perché so chi votare
Scusa ma quale sarebbe la "squadra avversaria!??
Se uno riconosce una squadra avversaria è ovvio che vota affinchè questa non vinca....ma se non va a votare evidentemente per l'interessato non ha senso parlare di squadra avversaria
Ultima modifica di ciao il sabato 22 marzo 2008, 11:46, modificato 1 volta in totale.
L'unico modo per non invecchiare è non essere legati al tempo