le poesie piu belle...

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Browserland
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le poesie piu belle...

Messaggio da Browserland »

qui postate le poesie piu belle secondo voi :)

inizio io

LA MASCHERA - trilussa

La maschera

Vent'anni fa m'ammascherai pur'io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p'annisconne quello mio.
Sta da vent'anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, che'è restata
sempre co' la medesima espressione,
sempre co' la medesima risata.
Una vorta je chiesi E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai!
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core!
La Maschera rispose. E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà. Povero diavolo,
te compatisco ... me dispiace assai...
Ma, in fonno, credi, nun j'importa un cavolo!
Fa' invece come me, ch'ho sempre riso.
E se te pija la malinconia
coprete er viso co' la faccia mia
così la gente nun se scoccerà...
D'allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un'allegria de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l'umanità!
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edo vulcano
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da edo vulcano »

"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie."


è l'unica che ricordo.per questo è la piu bella! 
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pierba
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da pierba »

Howl di Allen Ginsberg:

Codice: Seleziona tutto

I
Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa, hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la din-amo stellata nel macchinario della notte, che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette che passavano per le università con freddi occhi radiosi allucinati di Arkansas e tragedie blakiane fra gli eruditi della guerra, che venivano espulsi dalle accademie come pazzi & per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando il Terrore attraverso il muro, che erano arrestati nelle loro barbe pubiche ritornando da Laredo con una cintura di marijuana per New York...

che mangiavano fuoco in alberghi vernice o bevevano trementina nello Paradise Alley, morte, o notte dopo notte si purgatoratizzavano il torso con sogni, droghe, incubi di risveglio, alcool e uccello e sbronze0 a non finire, incomparabili strade cieche di nebbia tremante e folgore mentale in balzi verso i poli di Canada & Paterson, illuminando tutto il mondo immobile del Tempo in mezzo, solidità Peyota di corridoi, albe cimiteri alberi verdi retro cortili, sbronze di vino sopra i tetti, rioni di botteghe in gioiose corse drogate neon balenio di semafori, vibrazioni di sole e luna e alberi nei rombanti crepuscoli invernali di Brooklyn, fracasso di pattumiere e dolce regale luce della mente, che si incatenavano ai subways in corse interminabili dal Battery al santo Bronx pieni di simpamina finché lo strepito di ruote e bambini li faceva scendere tremanti a bocca pesta e scassati stremati nella mente svuotata di fantasia nella luce desolata dello Zoo, che affondavano tutta la notte nella luce sottomarina di Bickford fluttuavano fuori e passavano un pomeriggio di birra svanita nel desolato Fugazzi ascoltando lo spacco del destino al jukebox all'idrogeno, che parlavano settanta ore di seguito dal parco alla stanza al bar a Bellevut al museo al ponte di Brooklyn, schiera perduta di conversatoci platonici precipiti dai gradini d'ingresso dalle scale di sicurezza dai davanzali dall'Empire State0 giú dalla luna, farfugliando strillando vomitando sussurrando fatti e ricordi e aneddoti e sensazioni ottiche e shocks di ospedali e carceri e guerre, intieri intelletti rigurgitati in un richiamo totale per sette giorni e notti con occhi brillanti, carne da Sinagoga sbattuta per terra, che svanivano nel nulla Zen New Jersey lasciando una scia di ambigue cartoline del Municipio di Atlantic City, straziati da sudori Orientali e scricchiolii d'ossa Tangerini e emicranie Cinesi nel rientro dalla streppa in una squallida stanza mobiliata di Newark, che giravano e giravano a mezzanotte tra i binari morti chiedendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati, che accendevano sigarette in carri merci carri merci carri merci strepitanti nella neve verso fattorie solitarie nella notte dei nonni, che studiavano Plotino Poe Sangiovanni della Croce telepatia e cabala del bop perché il cosmos vibrava istintivamente ai loro piedi nel Kansas, che stavano soli per le strade dello Idaho in cerca di visionari angeli indiani che erano visionari angeli indiani, che credevano di essere soltanto matti quando Baltimore luccicava in un'estasi soprannaturale, che sobbalzavano in limousine col Cinese dell'Oklahoma sotto l'impulso di inverno mezzanotte luce stradale provincia pioggia, che indugiavano affamati e soli a Houston in cerca di jazz o sesso o minestra, e seguivano il brillante Spagnolo per chiacchierare sull'America e l'Eternità, causa persa, e così si imbarcavano per l'Africa, che scomparivano nei vulcani del Messico non lasciando che l'ombra dei jeans e la lava e ceneri di poesia sparse nella Chicago caminetto, che riapparivano sulla West Coast indagando sul F.B.I. barbuti e in calzoncini con grandi occhi pacifisti sexy nella pelle scura distribuendo volantini incomprensibili, che si bucavano le BRaccia con sigarette protestando contro la nebbia di tabacco narcotico del Capitalismo, che diffondevano manifesti Supercomunisti in Union Square piangendo e spogliandosi mentre le sirene di Los Alamos li zittivano col loro grido, e gridavano giú per Wall0 e anche il ferry di Staten Island gridava, che crollavano piangendo in palestre bianche nudi o tremanti davanti al macchinario di altri scheletri, che mordevano i poliziotti nel collo e strillavano di felicità nelle camionette per non aver commesso altro delitto che la loro intossicazione e pederastia pazza tra amici, che urlavano in ginocchio nel subway e venivano trascinati dal tetto sventolando genitali e manoscritti, che si lasciavano inculare da motociclisti beati, e strillavano di gioia, che si scambiavano pompini con quei serafini umani, i marinai, carezze di amore Atlantico e Caribbeo, che scopavano la mattina la sera in giardini di rose e sull'erba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro seme liberamente su chiunque venisse, che gli veniva un singhiozzo interminabile cercando di ridacchiare ma finivano con un singhiozzo dietro un tramezzo dei Bagni Turchi quando l'angelo biondo & nudo veniva a trafiggerli con una spada, che perdevano i loro ragazzi d'amore per le tre vecchie streghe del fato la strega guercia del dollaro eterosessuale la strega guercia che strizza l'occhio dal grembo e la strega guercia che sta li piantata sul culo a spezzare i fili d'oro intellettuali del telaio artigianale, che copulavano estatici e insaziati con una bottiglia di birra un amante un pacchetto di sigarette una candela e cadevano dal letto, e continuavano sul pavimento e giú per il corridoio e finivano svenuti contro il muro con una visione di fica suprema e sperma eludendo l'ultima sbora della coscienza, che addolcivano le fiche di milioni di ragazze tremanti al tramonto, e avevano gli occhi rossi la mattina ma pronti ad addolcire la fica dell'alba, natiche lampeggianti sotto i granai e nude nel lago, che andavano a puttane nel Colorado in miriadi di macchine notturne rubate, N.C., eroe segreto di queste poesie, mandrillo e Adone di Denver - gioia alla memoria delle sue innumerevoli scopate di ragazze in terreni abbandonati & retrocortili di ristoranti per camionisti, in poltrone traballanti di vecchi cinema, su cime di montagna in caverne o con cameriere secche in strade familiari sottane solitarie alzate & solipsismi particolarmente segreti nei cessi dei distributori di benzina, & magari nei vicoli intorno a casa, che dissolvevano in grandi cinema luridi, si spostavano in sogno, si svegliavano su una Manhattan improvvisa, e si tiravano su da incubi di cantine ubriachi di Tokay spietato e da orrori di sogni di ferro della Terza Strada & inciampavano verso l'Uffício Assistenza, che camminavano tutta la notte con le scarpe piene di sangue su moli coperti di neve aspettando che una porta sullo East River si aprisse su una stanza piena di vapore caldo e di oppio, che creavano grandi drammi suicidi in appartamenti a picco sullo Hudson sotto azzurri fasci antiaerei di luce lunare & le loro teste saranno incoronate di alloro nell'oblio, che mangiavano stufato d'agnello dell'immaginazione o ingoiavano rospi nel fondo fangoso dei fiumi di Bowery, che piangevano sulle strade romantiche coi carretti pieni di cipolle e musica scassata, che sedevano in casse respirando al buio sotto il ponte, e si alzavano per fare clavicembali nelle loro soffitte, che tossivano al sesto piano di Harlem incoronati di fiamme sotto il cielo tubercolare circondati da teologia in cassette da frutta, che scarabocchiavano tutta la notte in un rock and roll su incantesimi da soffitta destinati a diventare nella mattina giallastra strofe di assurdo, che cuocevano animali marci polmoni cuori code zampe borsht & tortillas sognando il puro reame vegetale, che si buttavano sotto furgoni di carne in cerca di un uovo, che buttavano orologi dal tetto per gettare il loro voto all'Eternità fuori del Tempo, & per un decennio dopo le sveglie cadevano ogni giorno sul loro capo, che si tagliavano i polsi tre volte di seguito senza seguito, rinunciavano ed erano costretti ad aprire negozi di antiquariato dove credevano di invecchiare e piangevano, che venivano arsi vivi nei loro innocenti vestiti di flanella sulla Madison Avenue tra esplosioni di versi di piombo e il frastuono artificiale dei ferrei reggimenti della moda & gli strilli alla nitroglicerina dei finocchi della pubblicità & l'iprite di sinistri redattori intelligenti, o venivano investiti dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta, che si buttavano dal ponte di Brooklyn questo è successo davvero e se ne andavano sconosciuti e dimenticati tra la foschia spettrale di Chinatown minestra vicoli & autopompe, neanche una birra gratis, che cantavano disperati dalle finestre, cadevano dal finestrino del subway, si buttavano nello sporco Passaic, saltavano su negri, piangevano lungo tutta la strada, ballavano scalzi su bicchieri rotti spaccavano nostalgici dischi Europei di jazz tedesco del '30 finivano il whisky e vomitavano rantolando nel cesso insanguinato, nelle loro orecchie gemiti e l'esplosione di colossali sirene, che rotolavano giú per le autostrade del passato andando l'un l'altro verso l'hotrod-Golgotha di veglia solitudine-prigione o l'incarnazione del jazz di Birmingham, che guidavano est-ovest settantadue ore per sapere se io avevo una visione o tu avevi una visione o lui aveva una visione per scoprire l'Eternità, che andavano a Denver, che morivano a Denver, che ritornavano a Denver & aspettavano invano, che vegliavano a Denver & meditavano senza compagni a Denver e infine se ne andavano per scoprire il Tempo, & ora Denver ha nostalgia dei suoi eroi, che cadevano in ginocchio in cattedrali senza speranze pregando per l'un l'altro salvezza e luce e seni, finché l'anima si illuminava i capelli per un attimo, che si sfondavano il cervello in prigione aspettando criminali impossibili dalla testa bionda e il fascino della realtà nei loro cuori che cantavano dolci blues a Alcatraz, che si ritiravano in Messico per conservarsi alla droga, o a Rocky Mount per il tenero Buddha o a Tangeri a ragazzini o alla Southern Pacific per la locomotiva nera o a Harvard o a Narciso o a Woodlawn alle orge o la fossa, che chiedevano prove di infermità mentale accusando la radio di ipnotismo & venivano lasciati con la loro pazzia & le loro mani & una giuria incerta, che al CCNY buttavano patate in insalata ai conferenzieri sul Dadaismo e poi si presentavano sui gradini di pietra del manicomio con teste rapate e discorsi arlecchineschi di suicidio, chiedendo un'immediata lobotomia, e invece venivano sottoposti al vuoto concreto o insulina metrasol elettricità idroterapia psicoterapia terapia educativa ping pong e amnesia0, che in malinconica protesta rovesciavano un unico simbolico tavolo da ping pong, riposando un poco in catatonia, ritornando anni dopo proprio calvi eccetto una parrucca di sangue, e lacrime e dita, al visibile destino da pazzo delle corsie delle città-manicomio dell'Est, fetidi corridoi di Pilgrim State Rockland e Greystone, litigando con gli echi dell'anima, rockrollando nella mezzanotte solitudine-panca dolmen- reami dell'amore, sogno della vita un incubo, corpi ridotti pietra pesanti come la luna, con mamma finalmente..., e l'ultimo libro fantastico scaraventato dalla finestra, e l'ultima porta chiusa alle del mattino e l'ultimo telefono sbattuto in risposta contro il muro e l'ultima stanza ammobiliata svuotata fino all'ultimo pezzo di mobilia mentale, una rosa di carta gialla attorcigliata su una gruccia di fil di ferro nell'armadio, e perfino essa immaginaria, nient'altro che un pezzetto di speranza nell'allucinazione - ah, Carl, mentre tu non sei al sicuro io non sono al sicuro, e ora sei davvero nel totale brodo animale del tempo - e che dunque correvano per le strade gelate ossessionati da un lampo improvviso dell'alchimia dell'uso dell'ellisse il catalogo il metro & i piani vibranti, che sognavano e facevano abissi incarnati nel Tempo & lo Spazio mediante immagini contrapposte, e intrappolavano l'arcangelo dell'anima tra immagini visive e univano i verbi elementari e sistemavano insieme il sostantivo e il trattino della coscienza sobbalzando alla sensazione del Pater Omnipotens Aeterni Deus per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa umana e fermarvici di fronte muti e intelligenti e tremanti di vergogna, ripudiati ma con anima confessa per conformarsi al ritmo del pensiero nella sua testa nuda e infinita, il pazzo vagabondo e angelo battuto nel Tempo, sconosciuto, ma dicendo qui ciò che si potrebbe lasciar da dire nel tempo dopo la morte, e si alzavano reincarnati nei vestiti spettrali del jazz all'ombra tromba d'oro della banda e suonavano la sofferenza per amore della nuda mente d'America in un urlo di sassofono elai elai lamma lamma sabacthani che faceva tremare le città fino all'ultima radio col cuore assoluto della poesia della vita macellato dai loro corpi buono da mangiare per mille anni.

II
Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha sfracellato il cranio e' gli ha divorato il cervello e l'immaginazione? Moloch! Solitudine! Lerciume! Schifezza! Spazzatura e dollari inafferrabili! Bambini che strillano nei sottoscala! Ragazzi che singhiozzano negli eserciti! Vecchi che piangono nei parchi! Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch spietato! Moloch mentale! Moloch duro giudice di uomini! Moloch prigione incomprensibile! Moloch galera teschio di morte senz'anima e Congresso di dolori! Moloch i cui edifici sono sentenze! Moloch vasta pietra di guerra! Moloch governi stupefatti! Moloch la cui mente è puro macchinario Moloch il cui sangue è denaro che scorre! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto e una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante! Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli sorgono in lunghe strade come Jehovah senza fine! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere e antenne incoronano le città! Moloch il cui amore è petrolio e pietra senza fine! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch la cui sorte è una nube di idrogeno asessuale! Moloch il cui nome è la Mente! Moloch in cui mi siedo solo! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo in Moloch! Rotto in culo in Moloch! Senza amore e castrato in Moloch! Moloch che mi è entrato presto nell'anima! Moloch in cui sono una coscienza senza corpo! Moloch che mi ha fatto uscire spaventato dalla mia estasi naturale! Moloch che io abbandono! Svegliatevi in Moloch! Luce che cade dal cielo! Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesori di scheletri! capitali cieche! industrie diaboliche! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi di granito! bombe mostruose! Si sono rotti la schiena innalzando Moloch al Cielo! Strade, alberi, radio, tonnellate! innalzando la città al Cielo che esiste e ci circonda! Visioni! profezie! allucinazioni! miracoli! estasi! alla deriva sul fiume americano! Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intero carico di coglionerie da raffinati! Sfondamenti! al di là del fiume! salti e crocifissioni! giù nella piena! Drogati! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di urli da bestie e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione pazza! giù sulle rocce del Tempo! Vere risate sante nel fiume! Han visto tutto quanto! gli occhi stravolti! le sante grida! Hanno detto addio! Si sono buttati dal tetto! verso la solitudine! salutando! portando fiori! Giù nel fiume! nella strada!

III
Carl Solomon! Sono con te a Rockland dove sei più matto di me Sono con te a Rockland dove certo ti senti molto strano Sono con te a Rockland dove imiti l'ombra di mia madre Sono con te a Rockland dove hai assassinato le tue dodici segretarie Sono con te a Rockland dove ridi a questo humor invisibile Sono con te a Rockland dove siamo grandi scrittori sulla stessa terribile macchina da scrivere Sono con te a Rockland dove le tue condizioni si sono aggravate e se ne parla alla radio Sono con te a Rockland dove le facoltà del cranio non ammettono più i vermi dei sensi Sono con te a Rockland dove tu bevi tè dal seno delle zitelle di Utica0 Sono con te a Rockland dove scherzi sui corpi delle infermiere le arpie del Bronx Sono con te a Rockland dove in camicia di forza gridi che stai perdendo la partita al vero ping pong dell'abisso Sono con te a Rockland dove pesti sul piano catatonico l'anima è innocente e immortale non dovrebbe morire empiamente in un manicomio armato Sono con te a Rockland dove cinquanta altri elettroshocks non restituiranno la tua anima al suo corpo dal pellegrinaggio a una croce nel vuoto Sono con te a Rockland dove accusi i dottori di pazzia e complotti la rivoluzione socialista Ebraica contro il Golgotha nazionale fascista Sono con te a Rockland dove spaccherai i cieli di Long, Island e risusciterai il tuo vivente Gesù umano dalla tomba sovrumana Sono con te a Rockland dove venticinquemila compagni pazzi tutti insieme cantano le ultime strofe dell'Internazionale Sono con te a Rockland dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscono tutta la notte e non ci lasciano dormire Sono con te a Rockland dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre anime che rombano sul tetto sono venuti a buttare bombe angeliche l'ospedale si illumina muri immaginari precipitano O scarne legioni correte fuori O shock stellato di misericordia è giunta la guerra eterna O vittoria non badare alle mutande siamo liberi Sono con te a Rockland nei miei sogni arrivi in lacrime gocciolante dalla crociera della traversata in autostrada dell'America fino alla porta del mio cottage nella notte dell'Ovest

San Francisco, 1955-56
La traduzione e` stata presa qui
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Incastro
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Incastro »

Un po' di memoria per i giovani come per i più anziani, che va oltre i fatti di cui è amara testimonianza, angosciosi commento e monito.
;)
Primo Levi
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Benché scriva in modo differente, sono quasi trent'anni che questi pochi versi mi rimbombano nelle orecchie, allietato dalla bellezza espressiva e condotto alla riflessione sulla natura umana.
Linuci semper grave inhabilis. Sono un po' sconfortato dagli aggiornamenti, che invece di migliorare i software li peggiorano.
Una guida.... Dittatura_della_maggioranza; Il lettore. A voce alta: the Reader/Der Leser (da B. Schlink, Der Vorleser)
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GreenRabbit
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da GreenRabbit »

Fede

La luna si rispecchia nel mio sangue,
gocciolante dalle aperture delle mie mani,
le stelle mi guardano con amore,
mentre le mie ferite si fanno beffa del mio corpo mortale.

Le nuvole prendono la forma dovuta,
il tempo trascorre pesante,
mentre il sapore amaro della mia sete continua
perdendosi nella bellezza della visione.

Il dolore esterno è solo una falsa maschera terrena
che brucia negli occhi degli uomini,
ma che scalfisce a mala pena i loro cuori.

L'anima saggia sa che io sono immortale,
il cuore cattivo mi guarda indifferente,
l'angelo caduto festeggia non la mia morte,
ma quella degli uomini.

Poveri nell'animo e nel cuore,
ignoranti del sapore della vita,
specchio di ogni male,
dove mille riflessi si susseguono come anime perse.

Sento il bruciore nell'estasi della mia rivalsa,
le voci candide del dolore
mi accompagnano con ingenua speranza
nell'alto dei cieli.

Ove mio padre ha costruito il suo regno,
e mi aspetta con le lacrime agli occhi,
quelle stesse lacrime che si trasformeranno in pioggia salata,
e laveranno via il mio sangue dalla terra mortale.

Gli angeli mi guardano sorridenti
aspettando il momento della mia venuta
verso l'infinito.

Lode a te uomo
Che con fare saggio ed immensa stupidità,
hai condannato per la seconda volta
la tua esistenza nelle fiamme infernali
che bruciano il tuo IO terreno.

Il mio trapasso sarà solo un passaggio,
il Dio bianco ha creato la bellezza
nelle cose che adesso mi circondano,
e mi fanno compagnia nelle mie ultime ore,
di giacenza in questo luogo,
dove ogni cosa prende la forma del verbo.

Sei stato per me la morte,
ma il dolore che mi hai procurato
non fanno sanguinare il mio corpo
ma bensi il tuo cuore, povero e afflitto
che cercherà la speranza verso il tuo falso re.

Ora ti lascio,
mio caro e misero essere,
ti lascio in compagnia dei tuoi falsi mali,
delle tue false paure
e del tuo falso amore.

La tua mente si distrugge lentamente,
il filo dove camminavi si sta per spezzare,
la vita ti sembrerà più vuota,
ma tu sei il padrone di una fede,

la fede che si rispecchia nel mio cuore,
accompagnata dal candore della neve,
dal cantare degli uccelli,
come spirito puro,
ed io ti farò compagnia lungo la tua esistenza,
e mi sentirai davvero vivo dentro di te,
solo quando riconoscerai te stesso nello specchio dell'anima.

;)
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Carotino
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Carotino »

Quando un passerotto finisce in gabbia
s'indispettisce il cielo,
anzi s'arrabbia.

Blake
I canti dell'innocenza
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ema92
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da ema92 »

edo vulcano ha scritto: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie."


è l'unica che ricordo.per questo è la piu bella! 
Già a me piace Ungaretti, quindi per me "I fiumi" di Ungaretti (non la trascrivo perché non ho il testo a portata di mano e non la ricordo)
EDIT: trovato il testo
I fiumi

Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato

L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo

Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che m'intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi

Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d'inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contatti nell'Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

Cotici, 16 giugno 1916
Ultima modifica di ema92 il lunedì 16 giugno 2008, 20:00, modificato 1 volta in totale.
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Browserland
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Browserland »

di Cesare Pascarella

Ar mio, sopra la lama ch'e' rintorta
C'e' stampata 'na lettra cor un fiore;
Me lo diede Ninetta che m'e' morta,
Quanno che me ce messi a fa' l'amore

E quanno la baciai la prima vorta,
Me disse: - Si m'avrai da da' er dolore
De dimme che de me nun te n'importa,
Prima de dillo sfonnemece er core. -

E da quer di' che j'arde el lanternino
Davanti a la crocetta ar camposanto,
Lo porto addosso come un abitino.

E si la festa vado a fa' bisboccia,
Si be' che ci abbi' tanti amichi accanto,
Er mejo amico mio ce l'ho in saccoccia.


questa è proprio forte :P
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borgio3

Re: le poesie piu belle...

Messaggio da borgio3 »

Questa l'ho scritta io per mio figlio Edo :
Purezza e sincerità
nel tuo sguardo dimorano

Entusiasmo e letizia
risuonano nella tua voce

e fierezza e potenza
animano i tuoi gesti.

Ed io mi sento bene
nel rimirarti, figlio mio

che coscienza del mio futuro in te
mi da serenità e orgoglio

a nutrire il sentimento
che più grande provo
Amore!
Ciao Ciao :-)
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simpe94
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da simpe94 »

G. Ungaretti
MATTINA
M'illumino d'immenso
E' quella che per me più rappresenta il fascino e la profondità dell'ermetismo, che racchiude grandi significati in poche parole.
Simone - Made to Make
La pillola di oggi: «Non è necessario che un piatto sia elaborato per essere appetitoso.» (Ciccio)
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GreenRabbit
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da GreenRabbit »

Poesia personale vediamo se riuscite a cogliere i vari poeti che mi hanno forgiato & condizionato:

L'eroe

Non smetto che pensare a quando
il momento - istante lunghissimo -,
farà di me l'eroe di mille battaglie vinte.

il silenzio si diffonderà in attesa di ascoltare
i nostri corpi, il nostro piacevole ansimare,
musica celestiale dell'eden.

gli odori dei nostri sessi si fonderanno,
e un nuovo mondo si aprirà nei nostri pensieri,
come creatori
risorgeremo dagli istinti primordiali,
per dare alla luce, quello che l'uomo ha sempre sognato.

Pazzi solo nel nostro mondo,
ci rivolgeremo alla luna che ci guarda,
attraverso le trasparenti vetrate dei nostri cuori.

Dea della saggezza e dell'ingenuità,
frammento di sogno al cloro,
mostro indicibile di bellezza.

Io bacio dopo bacio percorrerò il tuo piccolo infinito,
le tue gambe saranno il mio percorso,
il tuo sesso sarà il mio arrivo,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.

P.s. anche l'altra è mia
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B.Soul
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da B.Soul »

                                                                  Un’ intera nottata
                                                                  Buttato vicino
                                                                  A un compagno
                                                                  Massacrato
                                                                  Con la sua bocca
                                                                  Digrignata
                                                                  Volta al plenilunio
                                                                  Con la congestione
                                                                  Delle sue mani
                                                                  Penetrata
                                                                  Nel mio silenzio
                                                                  Ho scritto
                                                                  Lettere piene d’amore.

                                                                  Non sono mai stato
                                                                  Tanto
                                                                  Attaccato alla vita

ungaretti


Sempre caro mi fu quest’ermo colle
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:e il naufragar m’è dolce in questo mare.


leopardi
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ema92
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da ema92 »

B.Soul ha scritto:                                                                   Un’ intera nottata
                                                                  Buttato vicino
                                                                  A un compagno
                                                                  Massacrato
                                                                  Con la sua bocca
                                                                  Digrignata
                                                                  Volta al plenilunio
                                                                  Con la congestione
                                                                  Delle sue mani
                                                                  Penetrata
                                                                  Nel mio silenzio
                                                                  Ho scritto
                                                                  Lettere piene d’amore.

                                                                  Non sono mai stato
                                                                  Tanto
                                                                  Attaccato alla vita

ungaretti
Anche Veglia è una poesia molto, molto bella :)
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Maththias
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Maththias »

Tutta intera - C. Baudelaire

Il Demonio è venuto a trovarmi
Questa mattina, lassù in alto
Nella mia camera
E con l’intenzione di cogliermi in fallo
Mi ha detto: «Vorrei sapere qual è la cosa più dolce,
Fra tutte quelle che fanno il suo incanto,
Fra le parti nere o rosa
Che formano il suo corpo affascinante.»
E tu, Anima mia, rispondesti all’Aborrito:
«Poi che in Lei tutto è dittamo, che cosa preferire?
Dacché tutto mi rapisce, ignoro se qualcosa mi seduce maggiormente.
Ella abbaglia come l’Aurora, consola come la Notte,
E l’armonia che governa il suo bel corpo
E’ troppo squisita perché un’analisi impotente
Ne annoti i tanti accordi.
O mistica metamorfosi
Tutti i miei sensi fusi in uno!
Il suo fiato è musica, la sua voce profumo!»

Anche se soltanto in francese se ne può cogliere la musicalità, a mio avviso...
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LiNuX@To
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da LiNuX@To »

forse perche sono sudamericano, ma a me piace molto Pablo Neruda..
Da "20 poemas de amor y una cancion desesperada" (20 poemi d'amore e una canzone disperata):


Poema 15

Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
Parece que los ojos se te hubieran volado
y parece que un beso te cerrara la boca.

Como todas las cosas están llenas de mi alma
emerges de las cosas, llena del alma mía.
Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
y te pareces a la palabra melancolía;

Me gustas cuando callas y estás como distante.
Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
déjame que me calle con el silencio tuyo.

Déjame que te hable también con tu silencio
claro como una lámpara, simple como un anillo.
Eres como la noche, callada y constelada.
Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.
                             


  Mi piaci quando taci perché sei come assente,
  e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
  Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
  e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

  Siccome ogni cosa è piena della mia anima
  tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia.
  Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima,
  e assomigli alla parola malinconia.

  Mi piaci quando taci e sei come distante.
  Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
  E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge:
  lascia che io taccia con il silenzio tuo.

  Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio chiaro
  come una lampada, semplice come un anello.
  Sei come la notte, silenziosa e stellata.
  Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

  Mi piaci quando taci perché sei come assente.
  Distante e dolorosa come se fossi morta.
  Poi basta una parola, un sorriso.
  E sono felice, felice che non sia vero.
Nella Tana del Coniglio l'entrata è gratis, l'uscita non tanto.
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"Questo oscuro sistema" trollogia su Ubuntu: Dove ha sbagliato Canonical, Alcuni tra i tanti sbagli di Shuttleworth e Ma cos'è sto Ubuntu in fin dei conti
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spingarde
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da spingarde »

DACHAU

…e tutti gli occhi si chiusero lì al campo

… e la notte calò gelida e turpe.

… e le ossa ammassate sugli animi

e la carne avvinghiata alla panca

e il più rumoroso dei silenzi quella notte al campo.



Il cielo era stanco e spento

ma le grandi stelle brillano sui mesti panni

di quegli uomini curvi



Dachau pioveva dolore

mentre i bambini cantavano le antiche

favole dei loro padri.



… E la terra dissipava brandelli di vita d’anima e amore



Sguardi lividi e pensieri osati nelle menti

ferite dall’insolenza.

Sogni sterili e desideri evanescenti

strappati al cuore dai biechi intenti umani



Donne private del loro "esser donne"

uomini ceduti al fatto della sofferenza

prole depredata di giochi e di sorrisi



Fumo nelle menti, abbandonano negli spiriti



là non era permesso niente, neppure amare

neppure vivere



là tutto era un attimo, un breve sguardo

l’intera tua esistenza.



la notte è trascorsa a Dachau

il giorno giunge vivo

e la luce si fa libertà.



Ma il vento non ha soffiato troppo forte

affinché si dimenticasse ……….

e non si dimentica.



E voi? C’eravate quella notte a Dachau

ed io?

No, noi non sappiamo, noi non capiamo,

non abbiamo mai sentito quel freddo,

mai patito quell’odio, mai perduto quella libertà,

la stessa libertà che oggi ci rende uomini e non ci fa dimenticare.



A tutte le "Anna Frank" che avrei voluto salvare

e che oggi, per un solo breve istante,

vorrei rivivessero in ognuno di voi.


Valentina Silicato (V A Linguistico)
Scheda madre: Asus p4/V8, geforceFx5200,audio integrato Ac'97, Telsey modem/router, Scanner Epson 3490, Print: Oki6e, Hp920c, 512Mb Ram, hard disk Maxtor 40Gb. Un solo sistema operativo: UBUNTU 8.04
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Bobby
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Iscrizione: lunedì 15 gennaio 2007, 17:29

Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Bobby »

mi fa piacere vedere che ci sono tante persone che amano Ungaretti, dato che, tra i poeti italiani, è uno dei miei preferiti.

La mia citazione però è per un poeta molto più lontano (nel giappone del '600): Matsuo Bashō
Antico stagno!
Salta dentro una rana -
Il suono d'acqua
(Se qualcune pensa ad un ermetismo ante litteram non gli si può dar torto)
The time is out of joint; - O cursed spite,
That even I was born to set it right! -
                                            Hamlet
Plutarcus
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Iscrizione: martedì 12 giugno 2007, 13:49

Re: le poesie piu belle...

Messaggio da Plutarcus »

Preghiera in gennaio - Faber

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
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ziocane
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da ziocane »

FUNERAL BLUES
Wystan Hugh Auden

Codice: Seleziona tutto

Stop all the clocks, 
cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos 
and with muffled drum
Bring out the coffin, 
let the mourners come. 
Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message: 
He Is Dead.
Put crêpe bows 
round the white necks of the public doves, 
Let the traffic policemen wear 
black cotton gloves.
He was my North, my South, 
my East and West,
My working week 
and my Sunday rest,
My noon, my midnight, 
my talk, my song;
I thought that love would last for ever: 
I was wrong.
The stars are not wanted now: 
put out every one;
Pack up the moon 
and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.
Traduzione (ce ne sono molte ma questa è quella che a mio giudizio rende di più)

Codice: Seleziona tutto


Fermate tutti gli orologi
isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete i pianoforti
e tra un rullio smorzato,
portate fuori il feretro.
Si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù
e scrivano sul cielo il messaggio:
Lui è morto.
Allacciate nastri di crespo
al collo bianco dei piccioni.
I vigili si mettano
guanti di tela nera.
Lui era il mio nord, il mio sud,
il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro
e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte,
la mia lingua, il mio canto.
Pensavo che l'amore fosse eterno
e avevo torto.
Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.
Sono uno Zero member!
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GreenRabbit
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Re: le poesie piu belle...

Messaggio da GreenRabbit »

Un epitaffio da aggiungere alla tomba di qlcuno

"Qui giace un re costituzionale,
un pupazzo in una casa ammobiliata
che si credeva di essere eterno ma finalmente è morto"

C. Baudelaire

oppure

"Qui giace chi, avendo amato troppo le puttane, si è calato ancor giovane nel regno delle talpe"

C. Baudelaire
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