mrsocotra ha scritto:
ci sono milioni di persone, sia ignoranti che dotte, di tutti i tipi, che credono in queste cose. Mi sembra che relegare il cristianesimo a 4 minchiate sparate da un nazista e tutti i creduloni dietro(non sto citando parole vostre ma le mie sensazioni) sia, a parte offensivo, ma onestamente riduttivo..
State confondendo cristianesimo e cattolicesimo, imho.
Il cristianesimo è un movimento culturale, che in alcune forme diventa anche religioso. Il cattolicesimo è un tipo di cristianesimo settario, che fa capo a una gerarchia precisa e a uno Stato preciso.
I cristiani in generale non dicon di non usare il preservativo e di non divorziare. I cattolici sì.
Ragion per cui, quando prendo in giro il Papa non dico nulla contro i cristiani, semmai contro i cattolici.
isileth ha scritto:p.s. per Bubu: della serie questione di gusti.
A me Luttazzi più che fare satira, sembra un bambino che dice le parolacce per vedere gli adulti che ci rimangono male.
Se non ti piace è un conto. Ma dire che non è satira significa ammettere di non aver mai aperto un libro di letteratura, scusa eh.
Ripassati un po' Aristofane e le origini della satira, poi già che ci sei da' un'occhiata al Satyricon e poi ne parliamo.
Tutti dei piccoli Luttazzi quei classici eh? Tutti bambini che dicono le parolacce eh?
I casi sono due: o non hai la minima idea di cosa sia la satira, o non hai mai ascoltato Luttazzi veramente.
Poi che non piaccia è un altro discorso, i gusti sono gusti. Ma lui è l'incarnazione della satira in Italia. Come Letterman lo è negli USA, per esempio.
Ti do un aiuto: le uniche volte che Luttazzi è andato sul volgare, lo ha fatto solo citando pezzi celebri di Plauto e Giovenale. Talvolta anche Catullo. Ed erano perfettamente inseriti nel contesto, con paralleli arditi tra il mondo classico e quello della politica nostrana. O non hai colto la citazione, o ti hanno raccontato di Luttazzi per sentito dire, o più probabilmente della letteratura classica non ne ha un'idea, giusto? ^_^
Ti cito un componimento di Catullo (che il prof ci fece tradurre alle superiori peraltro, eh eh eh):
ATTENZIONE: ci sono parolacce! Se siete sensibili non leggete!
Catullo, carmina, XVI
Pedicabo ego vos et irrumabo,
Aureli pathice et cinaede Furi,
qui me ex versiculis meis putastis,
quod sunt molliculi, parum pudicum.
nam castum esse decet pium poetam
ipsum, versiculos nihil necesse est;
qui tum denique habent salem ac leporem,
si sunt molliculi ac parum pudici,
et quod pruriat incitare possunt,
non dico pueris, sed his pilosis
qui duros nequeunt movere lumbos.
vos, quod milia multa basiorum
legistis, male me marem putatis?
pedicabo ego vos et irrumabo.
Traduzione:
In bocca e in culo ve lo ficcherò,
Furio ed Aurelio, checche bocchinare
che per due poesiole libertine
quasi un degenerato mi considerate.
Che debba esser pudico il poeta è giusto,
ma perché lo dovrebbero i suoi versi?
Hanno una loro grazia ed eleganza
solo se son lascivi, spudorati
e riescono a svegliare un poco di prurito,
non dico nei fanciulli, ma in qualche caprone
con le reni inchiodate dall'artrite.
E voi, perché leggete nei miei versi baci
su baci, mi ritenete un effeminato?
In bocca e in culo ve lo ficcherò.