Fonte
http://eldino.wordpress.com/2008/08/08/ ... iani-medi/
[IT] Informatica al vetriolo: perché nessuno si lamenta che il firmware del frigorifero è “proprietario”? (ovvero: l’ipocrisia dei linuxiani medi)
Sento/leggo spesso gente che usa Linux perché crede nel software aperto che rende liberi e belli, gente che sacrifica l’efficienza del proprio workflow quotidiano in nome di un’ideologia, gente che spende più ore per installare/far funzionare un software rispetto a quelle che utilizza per essere produttivo con quel software… linuxiani per ideologia piuttosto che per intelligenza e raziocinio insomma.
Il linuxiano medio, quello convinto e attivista come un pilota di Al Qaeda, quello appena sopravvissutto ad un bel lavaggio di cervello ad opera del guru fancazzista Stallman (di cui ho acquistato anni fa “Software Libero Pensiero Libero”), può essere riassunto nel seguente dialoghetto:
Utente Windows: “Perché usi Linux e non Windows?“
Utente Linux: “Perché il codice sorgente di Linux è aperto e usandolo mi sento libero.“
Utente Windows: “Cosa significa che il il codice sorgente è aperto?“
Utente Linux: “Significa che su Linux puoi modificarti i programmi secondo le tue esigenze, puoi scriverti da solo i drivers etc, cose che su Windows non puoi fare perché è un sistema operativo proprietario.“
Utente Windows: “Hai mai messo mano al codice di un software open-source?“
Utente Linux: “No.“
Utente Windows: “Hai mai scritto un driver?“
Utente Linux: “No.“
Avete mai pensato al fetido rigurgito di intolleranza dei linuxiani verso il cosiddetto “software proprietario“, un’entità malefica uscita dal profondo di qualche dungeon oscuro? Se non lo avete fatto, pensateci. Proprietario è un software che non è accompagnato dal relativo codice sorgente. Un po’ come il firmware del frigorifero, il firmware del videoregistratore, il firmware della televisione, il firmware delle console, il software della centralina dell’automobile, il sistema operativo del vostro cellulare e via discorrendo. Se ogni linuxiano fosse coerente con la propria fede (perché di religione si tratta!), non dovrebbe avere suddette comodità, perché essendo “proprietarie”, ti rendono meno libero, e lo fanno ogni santo giorno, visto che fanno parte della vita di ognuno di noi, forse di più del computer.
Eppure questo smandrappamento di palle avviene solo in informatica. Sarà perché col computer puoi fare il galletto idealista ma mettere mani al firmware di un frigorifero non è esattamente roba su cui rischieresti uno sputtanamento in salsa Synaptic? Nessuno si è mai lamentato di non avere i sorgenti del firmware del frigorifero e non ha mai accusato, che so, la Ariston o la Samsung di non distribuirli, cosa che invece il 3% della popolazione mondiale fa quando accusa aziende come Microsoft o Apple.
Dalle mie parti si chiama ipocrisia.
Non è una critica all’open-source, che fa parte della mia quotidianità, ma è una critica a chi ne fa uso per motivi ideologici piuttosto che ragionevoli. Se uno mi dice di usare Linux perché è potente, perché ha una shell con i contro-ca***, perché rende nuove macchine obsolete per altri sistemi operativi, perché su Linux vi è un particolare programma che non esiste altrove etc, ok, massimo rispetto, ma se mi dice che lo fa perché si sente più libero… scusa se non ti chiamo amore.
La domanda da un milione di dollari è: perché “no al software proprietario” sul proprio computer ma “sì al software proprietario” in tutto il resto? Cos’è, quando vi serve, il software proprietario non vi fa venire così tanta orticaria?


