Pagina 6 di 240

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 15:55
da crx
No Concept ha scritto: ...
Non è tutto razionale nell'uomo. C'è una dose di interpretazione e di "follia" che non permette di rappresentare tutto scientificamente. Altrimenti saremmo come i computer.

Ti faccio un esempio: ti sarai innamorato perso di una ragazza, almeno una volta, no? Uno può pensare che sia stata una casualità che, tra tutte le ragazze, alcune anche molto più carine, ti innamorassi proprio di quella. Qualcun'altro può pensare che ci sia qualche spiegazione razionale, scientifica, che spiega l'innamoramento ma che non è stata ancora scoperta dalla scienza. Qualcuno può credere a Cupido, al destino, a qualche altra cosa.

Vedi come lo stesso fatto può essere interpretato in mille modi diversi? Uno può vedere una manifestazione divina o metafisica dove gli altri vedono solo il caso o non vedono proprio niente. E' l'uomo che è fatto così. Ripeto la frase di Pascal di prima:
...
E chi dice che non siamo come computer? Puoi forse dimostrare il contrario?  ;D

Comunque le scariche ormonali che mi genera la mia ragazza che mi fa letteralmente rimbecillire, che mi fa sorridere anche quando sto male e che mi fa sognare ad occhi aperti, anche se non fossero ben comprese dalla scienza non significa che debbano essere spacciate per una freccia di un angioletto.
Voglio dire che una stessa manifestazione, come dici tu, può avere diverse interpretazioni, ma la verità è una sola.
E quello che vorrei io è trovare questa verità davvero, e non dicendo "vabbè, tanto non è possibile quindi lascio perdere e ci credo".
Se c'è, va provato. Altrimenti non c'è.
simpe94 ha scritto:
bite ha scritto: Nessun prete, pastore, rabbino, imam potrà mai spiegare il perché del male nel mondo.
Te lo spiego io: se il male non esistesse, non esisterebbe neanche il bene. Il nulla è ciò che si crea dalla scomparsa di uno dei due.
Se tutti fossero felici sarebbe come se non lo fosse nessuno.
Se tutti fossero belli sarebbe come se non lo fosse nessuno.
Se tutti fossero intelligenti sarebbe come se non lo fosse nessuno.
Se tutti fossero pazzi sarebbe come se non lo fosse nessuno (e, anzi, forse sarebbe pazzo chi è sano di mente).
Se tutti fossimo felici potremmo forse non accorgerci che ci potrebbe essere l'infelicità, ma non vivremmo tutti meglio?
Che facciamo, uccidiamo un migliaio di persone in un terremoto in modo da far capire ad un altro migliaio di persone che il non-terremoto è bello e che in fondo sono fortunate?

Comunque se fossi Dio, prima di tutto fulminerei tutti gli atei, poi interromperei l'elargizione di terremoti, uragani, malattie, pestilenze e viulenze varie, infine distribuirei coca come piovesse.
Scommetto che si vivrebbe tutti meglio. Me ne fregherebbe anche poco del fatto che siamo tutti belli, quindi non c'è nessuno brutto.  ;D

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 16:19
da No Concept
@ Senbee e Bubu

Non ho mai detto che la scienza deve dimostrare alcunché su Dio. Solo che non si può dire che l'esistenza di un Dio trascendente fa a cazzotti con la ragione. Sono due ambiti separati, la fisica e la meta-fisica.

Con questo mi fermo qui. Io non voglio convincere nessuno, chiedo solo rispetto, e di non essere trattato come un seguace di Roberto Giacobbo.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 16:26
da simpe94
crx ha scritto: Se tutti fossimo felici potremmo forse non accorgerci che ci potrebbe essere l'infelicità, ma non vivremmo tutti meglio?
No, perché io, immerso in questa società tecnologica con tutte queste meraviglie, potrei apparire felice ad un africano che sta morendo di fame, ma alla fine anch'io sono alla rincorsa di una condizione migliore di quella in cui mi trovo attualmente, perciò felice non sono.
La felicità può essere espressa in una misura soggettiva e quando si effettuano delle misurazioni, anche se soggettive, è sempre necessario un confronto.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 17:06
da orloch
bite ha scritto: Un Dio onnipotente e infinitamente buono è in stridente contraddizione con ciò che ci appare del mondo purché volgiamo gli occhi intorno.

Nessun prete, pastore, rabbino, imam potrà mai spiegare il perché del male nel mondo.

Per quanto riguarda il male causato dall'uomo, la risposta "preconfezionata" è che Dio rispetta il libero arbitrio anche dei cattivi.

Ma Dio non dovrebbe essere un Padre buono? Chi di voi è padre e vede i suoi figli che si picchiano che fa, interviene a separarli oppure rispetta il loro libero arbitrio anche se si ammazzano?  (rotfl)

Per quanto riguarda il male non causato dall'uomo (malattie infantili, carestie, inondazioni, terremoti, eruzioni vulcaniche e compagnia bella) l'arrampicata sui vetri è ancora più ripida. Sono "prove" che vengono mandate come a Giobbe, che verranno compensate nel Regno dei Cieli ... insondabile è la Sua volontà ... che ne possiamo sapere noi ...  (rotfl)

Ergo deve valere una delle seguenti:

(1) non esiste
(2) non è onnipotente
(3) non è infinitamente buono

Io personalmente ho scelto la prima, mi sembra la più semplice e lineare.

Ciò detto, a scanso di equivoci, rispetto chi la pensa diversamente. E a dir la verità lo invidio anche un po', perché la fede aiuta.
Escludi il rabbino: il male del mondo per gli ebrei proviene da dio stesso. E non potrebbe essere diversamente: se esistesse un dio del male verrebbe infranto il primo comandamento in quanto esisterebbero 2 dei.
Il male secondo gli ebrei è altrettanto necessario: come distingueresti il bene se non ci fosse il male?
Il dio di solo bene è un'invenzione cristiana che non ha fondamento nelle scritture.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 17:48
da bite
orloch ha scritto:
bite ha scritto: Nessun prete, pastore, rabbino, imam potrà mai spiegare il perché del male nel mondo.
Escludi il rabbino: il male del mondo per gli ebrei proviene da dio stesso.
Resterebbe però da spiegare perché Dio manda il male.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 18:01
da crx
Scusate ma frasi come
La felicità può essere espressa in una misura soggettiva e quando si effettuano delle misurazioni, anche se soggettive, è sempre necessario un confronto.
e
come distingueresti il bene se non ci fosse il male?
presuppongono che questo mondo sia l'unico possibile.
Se Dio fosse onnipotente, non poteva creare un mondo di gente felice, capace di rendersi conto della propria condizione felice e di distinguere il bene dal male proprio perché non fa il male, ma sceglie sempre di fare il bene?
e si torna a
(1) non esiste
(2) non è onnipotente
(3) non è infinitamente buono
Il fatto che non sia infinitamente buono lo posso capire: mica è obbligatorio. Certo essere nelle mani di un Dio sadico non è un granché, ma tant'è, se è così è così.
Il problema è proprio che non si capisce come mai alcuni si arrovellino il cervello nel cercare di conciliare cose opposte come l'esistenza di un Dio buono e l'esistenza del male nel mondo.

Se poi siamo nell'opzione n° 3, allora è un casino: potrebbe esistere ma potremmo non saperlo mai (perché si nasconde e non si fa vedere), e se non ci credi finisci tra le fiamme dell'inferno!!
Una prospettiva piuttosto agghiacciante per un ateo come me!!  :o

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 19:08
da simpe94
crx ha scritto: Se Dio fosse onnipotente, non poteva creare un mondo di gente felice, capace di rendersi conto della propria condizione felice e di distinguere il bene dal male proprio perché non fa il male, ma sceglie sempre di fare il bene?
Glielo chiederò quando morirò, se mi sarà concesso.
La mia opinione comunque è che questo mondo c'è ed è il Paradiso, il luogo dove la felicità è eterna (onestamente mi spaventa l'eternità, ma anche qui entra in gioco la fede). ;) ;)

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 21:03
da orloch
crx ha scritto: Scusate ma frasi come
La felicità può essere espressa in una misura soggettiva e quando si effettuano delle misurazioni, anche se soggettive, è sempre necessario un confronto.
e
come distingueresti il bene se non ci fosse il male?
presuppongono che questo mondo sia l'unico possibile.
Se Dio fosse onnipotente, non poteva creare un mondo di gente felice, capace di rendersi conto della propria condizione felice e di distinguere il bene dal male proprio perché non fa il male, ma sceglie sempre di fare il bene?
e si torna a
(1) non esiste
(2) non è onnipotente
(3) non è infinitamente buono
Il fatto che non sia infinitamente buono lo posso capire: mica è obbligatorio. Certo essere nelle mani di un Dio sadico non è un granché, ma tant'è, se è così è così.
Il problema è proprio che non si capisce come mai alcuni si arrovellino il cervello nel cercare di conciliare cose opposte come l'esistenza di un Dio buono e l'esistenza del male nel mondo.

Se poi siamo nell'opzione n° 3, allora è un casino: potrebbe esistere ma potremmo non saperlo mai (perché si nasconde e non si fa vedere), e se non ci credi finisci tra le fiamme dell'inferno!!
Una prospettiva piuttosto agghiacciante per un ateo come me!!  :o
Come puoi scegliere fra due cose se non esiste la seconda? Non potresti scegliere, allora si saresti schiavo.
Il peccato originale è un'invenzione cristiana, per gli ebrei non esiste un peccato originale.
Hai il libero arbitrio che consiste anche nella possibilità di disubbidire: la fede deve essere una scelta non un'imposizione. Se tu non avessi questa possibilità saresti schiavo.
E' più sadico un dio che ti da la possibilità di scegliere oppure un dio che ti crea felice e senza libertà? Io direi la seconda. La seconda è dittatura. Sarebbe contento un dio di avere delle pecore come adoratori oppure delle persone che scelgono liberamente se credere o non credere?
Definire dio come il bene, il buono, il giusto significa limitarlo. Dio per gli ebrei è assoluto, quindi al di là di ogni categoria morale ed etica inventata dagli uomini, al di là del bene e del male.

E' singolare notare che, nonostante tu ti definisca ateo, hai un idea di dio molto simile alla patristica cristiana che lo definì erroneamente "solo bene".
Se tu consideri che dio ti ha creato libero e ti togli l'idea del peccato originale, e pensi come gli ebrei noterai che anche il male è necessario al mondo, nè più nè meno come il bene.
Il buddismo ti sa spiegare questo, come l'induismo. In realtà l'ebraismo contiene questo concetto da secoli che è stato perduto nella teologia cristiana ma che in realtà è presente nell'Antico Testamento e nell'esegesi ebraica che è molto simile in alcuni aspetti su questi argomenti al buddismo e all'induismo.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 21:08
da orloch
bite ha scritto:
orloch ha scritto:
bite ha scritto: Nessun prete, pastore, rabbino, imam potrà mai spiegare il perché del male nel mondo.
Escludi il rabbino: il male del mondo per gli ebrei proviene da dio stesso.
Resterebbe però da spiegare perché Dio manda il male.
Spiegato nel post precedente... eliminate il concetto di peccato originale che è invenzione della teologia cristiana.
Chiedetevi invece: se io non potessi scegliere sarei libero o schiavo?
Un dio sarebbe contento dell'adorazione forzata dei suoi fedeli, oppure sarebbe felice se un fedele scegliesse liberamente di adoraralo?
Dove sta scritto nelle Scritture che dio  bene assoluto? Dio è Santo: ma il male è altrettanto necessario al mondo come il bene. Come potresti scegliere?
Preferiresti un'isola felice dove non sei libero o un mondo un po' disordinato dove però sei libero?

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 21:16
da Senbee
Ma soprattutto: che senso ha essere perfetti, creare un essere imperfetto e poi incazzarsi di brutto quando questo sbaglia?

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 21:32
da crx
Ecco: senbee ha detto tutto.

@orloch
Comunque io non penso affatto ad un dio buono o cattivo: ho detto apposta che non c'è nessun bisogno del fatto che dio sia buono.
A proposito del libero arbitrio: dio sa cosa scriverò tra una riga?
Se no, io ho il libero arbitrio ma lui non è onnipotente.
Se si, io non sono libero, anche se penso di poterlo essere sulla base delle mie sensazioni.

Ora, se io uccido, ho veramente il libero arbitrio?

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 21:56
da orloch
crx ha scritto: Ecco: senbee ha detto tutto.

@orloch
Comunque io non penso affatto ad un dio buono o cattivo: ho detto apposta che non c'è nessun bisogno del fatto che dio sia buono.
A proposito del libero arbitrio: dio sa cosa scriverò tra una riga?
Se no, io ho il libero arbitrio ma lui non è onnipotente.
Se si, io non sono libero, anche se penso di poterlo essere sulla base delle mie sensazioni.

Ora, se io uccido, ho veramente il libero arbitrio?
Come dimostrato da svariati logici onnipotenza e onniscienza sarebbero in conflitto.
Scrivo sarebbero perchè non è stata considerata una cosa nel ragionamento.
Se non lo sa non sarebbe onnisciente se lo sa tu dici che non saresti libero.
E qui ribadisco: è strano che il concetto di dio si basi sempre sulla patristica e sulla logica aristotelica nonostante siano state sbugiardate entrambe: senza rendervene conto ragionate in maniera "cristiana".

Se tu uccidi e dio lo sa e non interviene comunque sei libero e lui onnisciente e onnipotetente.

Dove sta scritto che dio debba intervenire?

Per darti l'idea del male necessario leggi questo: http://www.morasha.it/zehut/ar01_procreazione.html specialmente il capitolo 4 parte D dove è considerato perfettamente lecito nella fecondazione assistita dove è ammessa l'eliminazione di quei feti che possano compromettere la nascita degli altri. Meglio togliere due feti che farne morire 5. Come vedi l'ebraismo nonostante sia molto più severo è anche molto più pratico: dove ci sono pericoli non ha senso rschiare: bisogna scegliere il male minore.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 22:04
da mrsocotra
Le vostre domande che vanno al senso ultimo di tutto sono molto interessanti, me le pongo spesso anch'io.
Per quando riguarda il celeberrimo ''Si Deus est unde malum'' una volta un prete mi disse che il nostro appiglio è Cristo che è venuto tra noi e ha dato un nuovo senso al dolore, morendo sulla Croce. Quanti malati e sofferenti perdono la speranza! ma a quanti altri si aprono gli occhi e trovano Dio nella sofferenza!
Il mondo non è perfetto quindi ha in sè il male, il fallibile, il dolore.
Dio non si arrabbia con noi se sbagliamo. é l'uomo ad attribuirgli castighi o altre cose.
L'unico castigo è quello dell'uomo stesso che peccando si allontana da Dio, si volge altrove e quindi non si trova più in grazia. Che in vita vuol dire che non riesce a scorgere il Suo volto e comprenderlo(in parte), in morte la sua scelta di rifiutare Dio si 'eternizza' nell'Inferno che è la pura lontananza da Dio.
Dio ha creato un essere libero, nel senso più alto del termine. Un essere che potesse sbagliare, ovvio..
Se no non sarebbe stato un essere creato, essendo perfetto come il creatore.
La natura fallibile dell'uomo non può risiedere in un mondo perfetto, anche per logica..



a crx..
Anche il Cristianesimo parla di male minore in taluni casi.. Indica la via migliore ma fa distinzione tra mali minori e maggiori.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 22:30
da orloch
mrsocotra ha scritto: Le vostre domande che vanno al senso ultimo di tutto sono molto interessanti, me le pongo spesso anch'io.
Per quando riguarda il celeberrimo ''Si Deus est unde malum'' una volta un prete mi disse che il nostro appiglio è Cristo che è venuto tra noi e ha dato un nuovo senso al dolore, morendo sulla Croce. Quanti malati e sofferenti perdono la speranza! ma a quanti altri si aprono gli occhi e trovano Dio nella sofferenza!
E qui è l'errore e l'orrore del cristianesimo. Perfino il Cardinal Martini ha dichiarato che vedere il cristo in croce lo metteva molto a disgio da giovane.
Il cristianesimo ha trasformato in un atto di amore in un atto di morte.
Dovremmo essere felici che cristo sia morto sulla croce per noi: senza morte e resurrezione di cristo non ci sarebbe redenzione.
La pasqua dovrebbe essere un atto di gioa non di pentimento: cristo era venuto fin dal primo momento per redimere e rimettere i peccati e senza morte e resurrezione non ci sarebbe salvezza: e allora perchè dovremmo celebrare la sofferenza? Andrebbe celebrata la vittoria sulla morte con un atto d'amore. Pentirmi? e di cosa: cristo ciha redenti e per questo sono felice elo ringrazio ma di certo non mi devo pentire di nulla.

http://maioba.blogspot.com/2008/05/il-t ... rtini.html

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 22:34
da crx
Allora, provo a spiegarmi meglio, perché so che questo è un punto delicato.
Se io ora esco di casa e uccido qualcuno, posso avere o no libero arbitrio.
Se Dio sa che uscirò di casa e ucciderò qualcuno, e lo sa da sempre, anche prima che nascessi, che senso ha dire che sono libero? Io, letteralmente, non posso evitare di uccidere, perché se lo facessi allora Dio avrebbe sbagliato.
Se Dio sapeva, diciamo, 1000 anni fa che un certo stato che si sarebbe chiamato America avrebbe sganciato una bomba atomica su un altro stato, che si sarebbe chiamato Giappone, mille anni dopo, allora come poteva quel pilota (e tutta l'umanità) essere libera di fare le proprie scelte? Se Dio lo sapeva, tutti, nessuno escluso, erano vincolati a fare quello che hanno fatto, altrimenti Dio si sarebbe sbagliato.
Accade quando gioco a scacchi. Io sono una mezza pip.., mentre altri sono bravissimi. Ad un certo punto della partita, io muovo, sono libero di muovere ciò che voglio, ma in realtà ho un'unica scelta: quella che il mio avversario ha preparato per me. (E puntualmente perdo). E' un gioco, e ovviamente la strada se la sono preparata con la loro bravura nel piazzare i pezzi.
Ma il concetto non cambia: se ci fosse qualcuno assolutamente sicuro di sapere (attenzione: non in grado di prevedere, sapere), ogni mia azione nella vita, senza mai sbagliare, non mi sentirei affatto libero.

Ho letto ora il tuo ultimo post: Pilato era libero? Davvero libero? E se non avesse mai mandato Gesù sulla croce? Se fosse morto di vecchiaia?
La natura fallibile dell'uomo non può risiedere in un mondo perfetto, anche per logica..
Una logica vincolata a questo mondo fallibile e imperfetto. Un dio "come dio comanda" (fatemi passare il termine...) non avrebbe creato un mondo perfetto?

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 22:52
da jc54
porco chuck norris ha scritto: il cristianesimo è stato solo perfezionato e nessun dogma è stato inventato di sana pianta. Per questo motivo voglio presentarmi con una documentazione adeguata, ne ho individuato già uno: perchè i sacerdoti non possono sposarsi?, se guardate prima lettera a timoteo 3, 1-5
Fai attenzione che il celibato dei preti non è un dogma, ma solo una norma della chiesa cattolica di rito latino. In effetti i cattolici di rito orientale (che sono un'altra cosa dagli ortodossi) hanno i preti sposati. Inoltre si ha anche il caso di pastori anglicani sposati passati al cattolicesimo che hanno visto riconosciuta la loro ordinazione e sono diventati preti cattolici sposati.

Saluti

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 22:55
da orloch
crx ha scritto: Allora, provo a spiegarmi meglio, perché so che questo è un punto delicato.
Se io ora esco di casa e uccido qualcuno, posso avere o no libero arbitrio.
Se Dio sa che uscirò di casa e ucciderò qualcuno, e lo sa da sempre, anche prima che nascessi, che senso ha dire che sono libero? Io, letteralmente, non posso evitare di uccidere, perché se lo facessi allora Dio avrebbe sbagliato.
Se Dio sapeva, diciamo, 1000 anni fa che un certo stato che si sarebbe chiamato America avrebbe sganciato una bomba atomica su un altro stato, che si sarebbe chiamato Giappone, mille anni dopo, allora come poteva quel pilota (e tutta l'umanità) essere libera di fare le proprie scelte? Se Dio lo sapeva, tutti, nessuno escluso, erano vincolati a fare quello che hanno fatto, altrimenti Dio si sarebbe sbagliato.
Accade quando gioco a scacchi. Io sono una mezza pip.., mentre altri sono bravissimi. Ad un certo punto della partita, io muovo, sono libero di muovere ciò che voglio, ma in realtà ho un'unica scelta: quella che il mio avversario ha preparato per me. (E puntualmente perdo). E' un gioco, e ovviamente la strada se la sono preparata con la loro bravura nel piazzare i pezzi.
Ma il concetto non cambia: se ci fosse qualcuno assolutamente sicuro di sapere (attenzione: non in grado di prevedere, sapere), ogni mia azione nella vita, senza mai sbagliare, non mi sentirei affatto libero.

Ho letto ora il tuo ultimo post: Pilato era libero? Davvero libero? E se non avesse mai mandato Gesù sulla croce? Se fosse morto di vecchiaia?
La natura fallibile dell'uomo non può risiedere in un mondo perfetto, anche per logica..
Una logica vincolata a questo mondo fallibile e imperfetto. Un dio "come dio comanda" (fatemi passare il termine...) non avrebbe creato un mondo perfetto?
A costo di sembrare un disco rotto: perchè pensate a dio come la patristica cristiana?
Un dio immanente è tipico della patristica cristiana.
Vai su un sito di cultura ebraica per la contestazione di questo ragionamento.
Dio non ha impedito la Shoah, l'olocausto. Perchè?

E se ti dicessi che per l'ebraismo dio si limita per creare l'universo? Si limita, cioè liberamente sceglie di non essere onnipotente?

Cito da: http://www.uniurb.it/Filosofia/bibliogr ... o_dio.html

"Infatti bisogna guardarsi dal concepire l’onnipotenza di Dio come una capacità “magica” e miracolistica: il Dio «che si prende cura», dal mondo, che soffre i suoi drammi, «non è un mago, che nell’atto stesso di prendersi cura realizza lo scopo della sua sollecitudine». Dio ha scelto di «far intervenire altri attori e in questo modo ha fatto dipendere da loro la sua preoccupazione». Decidendo di creare l’uomo e di conferirgli la libertà morale, Dio ha limitato volontariamente la propria onnipotenza, per lasciare spazio all’autonoma iniziativa umana («Concedendo all’uomo la libertà, Dio ha rinunciato alla sua potenza»). La creazione «fu l’atto di assoluta sovranità, con cui la Divinità ha consentito a non essere più, per lungo tempo assoluta»; creando l’uomo libero; dio ha compiuto «un’opzione radicale a tutto vantaggio dell’esistenza di un essere finito capace di autodeterminare se stesso». Dopo essersi, per così dire, «affidato totalmente al divenire del mondo, Dio non ha più nulla da dare: ora tocca all’uomo dare». Quindi ricade completamente sull’uomo la cura del mondo: da lui dipende totalmente «che accada o non accada troppo sovente, e non per colpa sua, che Dio abbia a pentirsi di aver concesso il divenire del mondo".

Come vedi le tue domande derivano dalla concezione patristica ecclesiastica e non dalle Scritture.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 23:21
da mrsocotra
a crx

Hai praticamente espresso la dottrina del servo arbitrio, idea di Lutero.

Dio non ha collocazione temporale. Prima, dopo.. non esistono.
l'uomo e le sue scelte vivono un un unico stato di eternità e Dio conosce tutto.
Non si parla di sapere prima, oppure essere vincolati. Qualsiasi scelta faccia l'uomo, quella sarà la sua scelta, non una cui era predestinato. il suo destino lo scrive lui stesso, nonostante sia già scritto dentro la mente di Dio.
Non risponde a logiche umane.

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 23:37
da orloch
mrsocotra ha scritto: a crx

Hai praticamente espresso la dottrina del servo arbitrio, idea di Lutero.

Dio non ha collocazione temporale. Prima, dopo.. non esistono.
l'uomo e le sue scelte vivono un un unico stato di eternità e Dio conosce tutto.
Non si parla di sapere prima, oppure essere vincolati. Qualsiasi scelta faccia l'uomo, quella sarà la sua scelta, non una cui era predestinato. il suo destino lo scrive lui stesso, nonostante sia già scritto dentro la mente di Dio.
Non risponde a logiche umane.
Se conoscesse tutto non ci sarebbe scelta e sarebbe tutto scritto, senza libertà. Ergo o dio non è onnipotente e non sarebbe dio oppure è onnipotente e sceglie di non esserlo. Quale migliore dimostrazione d'amore in il lasciare libera la propria creazione di autodeterminarsi senza conoscere e intervenire.
L'uomo non dio è attore di questo mondo.
Quella tesi è non sta in piedi rapportata alle Scritture, come ben spiegato dall'esegesi ebraica

Re: Fede e religione

Inviato: lunedì 5 gennaio 2009, 23:44
da crx
Come vedi le tue domande derivano dalla concezione patristica ecclesiastica e non dalle Scritture.
Io vedo che qualcuno ci aveva già pensato (certo non credevo di essere io il primo, ma non avevo mai trovato nessun riferimento al riguardo. E di questo ti ringrazio).
Però allora ho comunque qualche dubbio.
1)
Dio non ha più nulla da dare: ora tocca all’uomo dare
Direi che è errato, se si è autolimitato. Avrebbe potuto fare di più, non limitandosi. Ci ha regalato il libero arbitrio e l'olocausto. uhm...
2) allora torniamo al noto dilemma di senbee:
Ma soprattutto: che senso ha essere perfetti, creare un essere imperfetto e poi incazzarsi di brutto quando questo sbaglia?
Dio non ha collocazione temporale. Prima, dopo.. non esistono.
Si, ho letto cose di questo tipo. Sarò limitato, ma proprio non le capisco. Che vuol dire che non ha collocazione temporale? Ma forse il problema è solo mio.

Ma siamo sicuri che sia poi così fuori dal tempo? Che lasci l'uomo assolutamente libero?
Proprio il testo citato da orloch è contraddittorio, secondo me.
La bibbia è piena (soprattutto l'antico testamento) di interventi di Dio sulle vicende fin troppo quotidiane degli uomini. Dal portare il suo popolo fuori dall'Egitto, a farlo stare quarant'anni nel deserto, ad uccidere 42 bambini (sic!) perché davano del pelato a un prete pelato!! Poi permette Aushwitz???
A me suona proprio male...