zannabianca74 ha scritto:
Ultima cosa, mettiamo che esiste un brodo ancestrale, con una sorgente energetica : l'esperimento citato da Orloch dimostra che in una tale condizione nascono le cellule.
Cioé in un ambiente favorevole le cellule crescono. Nell'attuale universo, le proteine, le particelle si costruiscono perché in determinate condizioni trovano l'ambiente favorevole per costruirsi. Tuttavia l'attuale universo è un ambiente favorevole a questo.
Cioé bisogna sempre avere un ambiente favorevole per far si che si costituiscano le cose.
No, non confondiamo cellule e particelle (come è bene non confondere le città con i mattoni).
Le particelle esistono e sono stabili a queste densità di energia. Per veder scomparire le particelle (e diventare radiazione) dovresti tornare incredibilmente vicino al cosiddetto big bang, o in una situazione equivalente, dove la densità di energia era talmente alta da non permettere la creazione stabile di particelle.
Una volta creati i fermioni principali (protoni, elettroni, neutroni) la banale forza di interazione tra questi elementi produce gli atomi. All'inizio c'erano solo gli atomi stabili più semplici, idrogeno e tracce trascurabili di elio. Quando la forza di gravità ha iniziato a condensare questi atomi in masse stellari si sono innescate le reazioni nucleari che hanno portato alla creazione di tutti gli altri atomi esistenti. (Astrofisica for dummies sintetizzata in tre righe).
Dopo che queste stelle sono nate e morte per un po' di cicli, spargendo nell'universo atomi pesanti, si sono creati da questo materiale di "scarto" i pianeti.
Alcuni di questi pianeti contengono acqua (solo nel nostro sistema solare sono diversi i pianeti con acqua, tra cui la terra e alcune lune in orbita su giove e altri pianeti esterni). Tra quessti pianeti alcuni si saranno trovati in una fascia climatica ottimale, dove sono avvenute quelle reazioni chimiche (sperimentate anche il laboratorio a partire da condizioni molto semplici) che hanno creato le prime proteine.
Queste proteine, dai e ridai, alla fine si sono attaccate tra di loro in una forma che le consentiva di autoreplicarsi (DNA, o una sua forma primitiva), e qui è nata la vita. Si sono replicate ancora e ancora finché casualmente una di questa ha avuto una modifica che le ha consentito di replicarsi più efficacemente e vincere sulle altre, etc... etc...
Dopo un po' questi proto-DNA hanno sviluppato una membrana per proteggersi dall'ambiente esterno, ed è nata una cellula. Ancora dovevano passare centinaia di milioni di anni prima che queste cellule sviluppassero dei mitocondri, la fotosintesi e tutte le altre chicche delle cellule "moderne". In realtà quando si sono associate per formare organismi complessi la cosa era ormai scontata... il più era già stato fatto.
Ora mi risponderai, ma è una cosa impossibile! Quanti fatti improbabili devono incastrarsi tra loro per produrre questo!
E' che nell'universo ci sono (almeno) centinaia di miliardi di galassie, ciascuna con centinaia di miliardi di stelle, e ciascuna con decine di pianeti, quindi un totale di circa dieci alla ventitre pianeti (esponente più, esponente meno).
Se anche il totale della probabilità di creazione della vita fosse dieci alla meno quaranta, come hai detto te precedentemente, (ogni quanto? ogni secondo? ogni ora? boh... come numero mi sembra tanto estratto dal lotto...), sono passati almeno 10 alla quindici (o sedici, ho fatto il conto un po' alla cazzo) secondi dall'inizio dell'universo. Moltiplicando tutto siamo già a 10 alla trentotto, che è un numero maledettamente vicino alla tua cifra buttata lì a caso.
Ma il brodo ancestrale, il buco nero iniziale, l'eventuale sorgente energetica da dove arrivano ? Dal nulla. Dal mio punto di vista stai solo spostando l'istante di osservazione, ma non arrivi mai al nulla, nulla, cioé ad un ambiente in cui non c'è nessuna particella, nessun elemento.
Il nulla è un interessante concetto filosofico, ma non esiste nella realtà, da nessuna parte. In ogni caso lo scopo della fisica non è rispondere alle tue domande filosofiche. La fisica si interessa dei fatti, non delle supposizioni. La domanda "cosa c'era prima del big bang" è malposta per tutta una serie di ragioni, un po' come chiedere il suono di una sola mano che applaude.
Quindi arrivi ad un punto in cui devi postulare un'ipotesi razionale su cui fondarti
Se ignoro una cosa non mi metto a fare supposizioni a caso. Dico che non lo so ed eventualmente mi impegno a scoprirlo.
Non capisco questa sorta di horror vaqui per cui se non riesco a capire tutto devo per forza immaginarmi un Dio tappabuchi che colmi le mie lacune. Dio non è una risposta alla mia ignoranza, è solo una calda coperta di Linus...
E il cristianesimo, incredibile a dirsi è la Verità che si fa conoscere ....
Si fa conoscere da chi? A me è sempre parso il contrario. Ogni volta che non torna qualcosa si mischiano le carte così forte che ci si dimentica la domanda iniziale, e si riparte daccapo.
P.S. Sei di comunione & liberazione? Perché i tuoi discorsi mi ricordano tanto gli svarioni di un tale Don Giussani che ogni tanto i ciellini appendono nella bacheca della facoltà (poveri... vengono talmente presi per il culo che mi fanno "quasi" pena...).