Re: Fede e religione
Inviato: giovedì 12 marzo 2009, 17:43
Se per trappola trascendentale intendi il contorno e la superstizione approvo in pieno. Ma no puoi certo da fisico dire che siano trascendentali certi risultati misurabili e ripetibili della meditazione. Oddifreddi, fisico mangiapreti dice che le tecniche di meditazione hanno dei risultati che andrebbero studiati per come modificano la mente perchè appunto sono misurabili e ripetibili e quindi sono alla base di qualsiasi studio scientifico.fortran77 ha scritto: @orloch
Si, però dai tuoi discorsi emerge una raffigurazione del Dio platonico. In pratica il dio con tutte quelle proprietà sarebbe l'idea della perfezione, o dell'unità, o di quant'altro, che non necessariamente si identifica con qualcosa di reale.
Per quanto riguarda la religione buddista invece mi trovi daccordo. Anche a mio giudizio è una spanna sopra le altre. Tuttavia, sebbene migliore da un punto di vista concettuale, praticamente non sfugge alla trappola trascendentale di tutte le altre religione, con tutte le sue sacralità e la sua dose di soprannaturale.
Alla fine è, nella mia opinione, solo una forma di superstizione molto più raffinata delle altre.
Io, da fisico, purtroppo ho una forma mentis dalla quale non evado. Io mi faccio un'idea delle cose dai fatti, non dalle pugnette supposizioni.
Osservando l'universo che mi circonda non vedo un dio, non c'è nemmeno una vaga ragione che mi spinga a pensare che qualcosa, di quello che esite, sia stata progettata da un essere intelligente superiore, oppure ci sia una volontà dietro gli eventi che accadono.
Questo ovviamente non esclude la possibilità che un dio esista davvero, ma si tratterebbe di un dio molto schivo, a cui non interessano le sorti dell'universo e che interferisce molto poco con esso. Alla fine dei conti sono epicureo. Se anche un dio esiste non gli interessa essere venerato e non gli interessa essere cercato e trovato. Se poi l'anima esista, se muoia col corpo, si reincarni o vada in paradiso (o all'inferno) non è un problema di questa vita. Se da morto ancora mi farò queste domande allora vorrà dire che l'anima esiste, altrimenti inutile preoccuparsene, di certo non me ne importerà più nulla.
Anche io sono epicureo: se c'è la morte non ci sono io, se ci sono io non c'è la orte. Perchè dunque preoccuparsi della morte?
E infatti il buddismo non si preoccupa affatto della morte.
Perfettamente d'accordo poi con il tuo discorso sull'anima. Sai che è molto buddista, vero?