psqcld ha scritto:Ho meditato sull'acredine che alcuni di voi hanno nei confronti dei fedeli del "cattolicesimo".
Questa è sempre una cosa da deprecare, sia che sia da un ateo verso un religioso, sia da un religioso verso un ateo, sia da un religioso verso un altro religioso (di differente fede) etc...
Si chiama "intolleranza religiosa" e vale anche per chi si professa ateo.
Lasciando quindi da parte le acredini mi fa piacere leggere il tuo post così aperto al dialogo e favorevole alla distensione.
Ti posso però fare qualche domanda concreta? Per capire come intendi "praticamente" la tua tolleranza?
Quando un ateo, o un religioso di diversa confessione, rivendica un diritto personale che non lede la tua libertà di esprimere la tua religione come ti comporti? Ad esempio nei confronti di divorzio, eutanasia, coppie di fatto, matrimoni gay, adozioni gay, aborto...
Ti giuro, non voglio provocare, però leggo da diverso tempo post di religiosi che si proclamano tolleranti e poi non rispondono mai alle mie domande riguardo alla difesa dei diritti degli altri.
Io difenderei a spada tratta il tuo diritto ad essere cattolico (sei cattolico?) così come difenderei il diritto di ogni religioso ad avere e praticare la sua convinzione religiosa, ovviamente dove compatibile con i diritti fondamentali dell'uomo e con la costituzione di questo stato.
zannabianca74 ha scritto:Non lo state togliendo dai suoi domini, state solo comprendendo come ha creato le cose e come le governa.
Non ci capiamo... il concetto di dio tappabuchi emerge ogni qualvolta ci si appelli all'ignoranza di un fenomeno fisico per chiamare in causa Dio. In questo modo ogni volta che si "tappa un buco", ovvero si comprende il fenomeno in questione, Dio sparisce un po'.
Per questo non conviene fare questa cosa, perché se metto Dio ai confini della conoscenza significa che più questa si espande e più Dio si riduce.
Nel vangelo si dice che Gesù camminava sulle acque, faceva pesche miracolose, ecc, cioè comandava alla natura e questa obbediva.
Quindi tu basi la fede su questi supposti miracoli riportati di terza o quarta mano? Ok. Quindi Dio è un ente esterno alla natura ma che, ogni tanto, quando non si sa ma parecchio di rado, e senza mai lasciare uno straccio di prova, interagisce con il mondo sensibile in modo avulso dalle sue leggi.
In parte mi sta bene, visto che lo poni fuori dalla natura e non nei suoi "buchi", ma concettualmente lo vedo un po' come un dio della superstizione, con questa continua autoreferenzialità riferita ai miracoli. Inoltre un tale Dio, se davvero esistesse, dovrebbe comunque interagire con la natura ed essere dimostrabile a partire dai suoi effetti su di essa.
Come spieghi che ad oggi, a parte tanti ipse dixit, non c'è uno straccio di prova di un solo miracolo?
Il mulo quando vide il santissimo si chinò, e aspettò che fosse Sant'Antonio a dirgli di mangiare. L'eretico si convertì;
Guarda, qua non ti rispondo perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. Certo che se esponi il fianco in questo modo le chiami tutte... il mulo (rotfl)... no ho detto che non rispondo! >:(
2) la chimica e l'amore : ogni nostro atto,movimento è legato alla leggi naturali (chimica,fisica ecc). Nell'amore vero, la chimica è la modalità che permette al corpo l'espressione di tale dinamica, è il mezzo non il fine. E ribadisco l'amore non si può misurare con una formula matematica.
Tecnicamente puoi misurare l'amore, puoi misurare la presenza degli ormoni che scatenano tale reazione, puoi misurare la quantità di neurotrasmettitori e persino le sinapsi interessate dal processo.
Ovviamente "misurare" ti da' le informazioni sul "come" e non sul "perché". Ma nessuno ha mai pensato che si potessero misurare i "perché".