cent ha scritto:
Quoto in pieno PaoloVIP. Negli ultimi tempi c'erano troppi sbarchi, l'Italia era troppo buona. Vedrete se il governo continuerà su questa linea, allora si spargerà la voce che il nostro paese non è più quello di una volta, e che non si accettano più cani e porci.
Sparare mi sembra un po esagerato, in fin dei conti sono "viaggi della speranza".
Su Franceschini non commento, è meglio: come si fa ad accusare il governo di sfruttare l'immigrazione per la campagna elettorale??? E' proprio arrivato alla frutta anche lui...
Naturalmente il grassetto è mio.
Questa è una frase di una tristezza infinita.
La maggioranza della popolazione mondiale vive in povertà assoluta, in condizioni che definire disagiate sarebbe un tentativo di indorare la pillola, tutto questo per permettere all'altra piccola percentuale di vivere da signori e da spreconi.
Ci sono persone che decidono che non ne possono più di povertà, fame e sofferenza, e si avventurano in viaggi non della speranza, ma della disperazione. Persone che partendo da paesi dell'Africa centrale attraversano il deserto per arrivare ad un porto in cui trovare un barcone che permetta loro di cercare qualche misera possibilità di vita nei paesi abitati dai signori ricchi e spreconi di cui poco sopra. E, per inciso, questi signori non sono nè Bill Gates, nè Berlusconi, nè nessun altro miliardario; lo sono io, lo sei tu, lo siamo tutti noi, perchè apparteniamo a quella piccola parte del mondo in cui è concentrata la stragrande maggioranza della ricchezza, lasciando tutto il resto della popolazione mondiale nella povertà, nella fame e nella disperazione.
Chiusa la parentesi. Queste persone, dicevamo, arrivano finalmente sulle sponde del Mediterraneo, e il problema diventa quello di racimolare il denaro necessario a pagare il prezzo esorbitante per questa traversata. Non oso nemmeno immaginare cosa sia costretta ad inventarsi una persona che non possiede nulla per riuscire in questa impresa e a che bassi livelli sia costretta a scendere per potersi garantire il posto sul barcone, soldi che mi pare superfluo ricordare, vanno tutti in tasca alla malavita.
A questo punto sorge spontaneo un dubbio, perchè non combattere la criminalità organizzata, piuttosto che criminalizzare i disperati? Forse perchè è molto più facile prendersela con i deboli, con coloro che non hanno alcun mezzo per difendersi, e contro i quali basta prendere alcune misure a pugno-di-ferro per ottenere un pò di consenso pubblico. Ai fini propagandistici, risulta più efficace sparare ai clandestini piuttosto che combattere la malavita, si hanno più probabilità di successo.
Chiudiamo nuovamente quest'altra parentesi. Avevamo lasciato i nostri profughi a cercare il denaro per la traversata, che non è esattamente una crociera sul Mediterraneo, come quelle che facciamo noi, i signori. Forse costa pure di più, sta di fatto che queste persone vengono stipate nei barconi in condizioni peggiori di quelle in cui vengono tenute le bestie. In barconi affollati, senza cibo ne acqua immagino, e sapendo che il Caronte della situazione non esiterà nemmeno un istante a lasciare colare a picco la carretta, con tutto il suo prezioso contenuto, se le cose dovessero mettersi male. Da notare che in questo caso non sono stato ironico, il contenuto prezioso lo è davvero, visto che si parla di vite umane, di uomini, donne e bambini che vengono lasciati annegare da chi ormai i loro soldi se li è già presi, e a cui di essi non importa assolutamente niente. Esattamente come a noi, i signori, che indirettamente ci rendiamo loro complici, combattendo i clandestini e non gli schiavisti.
Noi siamo l'occidente, noi vantiamo una lunga storia che ci ha finalmente portato alla democrazia, la forma di governo che riconosce a chiunque i propri diritti, che rende veramente le persone la cosa più importante. O perlomeno, lo farebbe se non fosse legata ed imbavagliata dall'ipocrisia e dalla poca lungimiranza dei suoi cittadini; cioè noi, i signori, i democraticissmi signori.
Siamo tutti democratici, siamo sempre tutti pronti ad invocare legalità e giustizia, però non si riesce a vedere che se esistono ancora le navi negriere, qualche problema di fondo forse esiste. Come risolvere il problema? Naturalmente seguendo i dettami dell'ipocrisia e della cecità. Neghiamo il problema, spariamo alla navi, così non esisteranno più. Poi, con la nostra coscienza più linda che mai, torneremo tutti quanti a distarci seguendo la cronaca relativa alle mogli dei premier. In Francia ha funzionato, la cronaca su madame Carla Bruni ha eclissato quella relativa alle
banlieue; noi italiani, che con i cugini d'oltralpe abbiamo una sana e viscerale rivalità e con i quali non vogliamo certo essere da meno, finalmente ora con la signora Veronica Lario abbiamo l'occasione di rifarci, e di dimenticare i problemi più importanti che il nostro paese deve affrontare, con questo nuovo ed ignobile teatrino da reality show che imperversa non solo nella cronaca, ma sta anche vergognosamente al centro del dibattito politico.
Ho di nuovo divagato, chiedo scusa e torno ai clandestini. Quelli di loro che sopravvivono alla traversata infernale possono anche dimenticarsi la vita agiata che forse, ingenuamente hanno osato sperare.
Una volta arrivati qua nella terra dei signori, se verranno scoperti, verranno messi in centri di accoglienza, il cui unico scopo è quello di tenerli lontani, segregati, in modo che non diano fastidio. Perchè si sa, ai signori non piacciono i poveracci, quelli che portano malattie, che puzzano, che sono degli incivili, che vengono qua a portarci via il lavoro e le donne. Ai noi signori invece piacciono molto quelli che definiscono questi disperati dei bingo-bongo, e che indossano magliette con offese gratuite e assolutamente inutili verso gli appartenenti ad altre culture; a noi signori questi intelligentoni piacciono così tanto, che abbiamo scelto di farci rappresentare da loro e di averli come ministri, perchè sono così bellini con quelle cravattine verdi e quell'aspetto ruspante.
Per quelli invece che riescono ad entrare senza farsi prendere, senza farsi "sgamare", per utilizzare il linguaggio g-g-giovane che usano anche i figli dei signori, finiranno, se va loro bene, col fare qualche lavoro onesto, ma naturalmente dovranno accontentarsi di essere sfruttati, mica pretenderanno di avere gli stessi diritti di noi signori. Faranno tutti quei lavori che a noi sono sgraditi, perchè ci fa schifo sporcarci le mani con lavori umili; noi andiamo tutti all'università, ci laureiamo tutti, ma proprio tutti quanti, anche quelli che a scuola inventavano i modi più assurdi per fare forca, perchè tanto finchè i genitori pagano e si può continuare a non fare niente, perchè prendersi delle responsabilità? Naturalmente ci sono anche i volenterosi, quelli meritevoli, quelli che hanno veramente voglia di studiare e di prendere la carriera universitaria per quello che è seriamente. Però, purtroppo, anche molti fra questi poi storcono il naso: "Ehi, io ho la laurea, col cazzo che vado a fare il magazziniere nel supermercato". Purtroppo, a discapito del centodieci e lode, nemmeno loro capiscono che una società non può reggersi solamente su avvocati, medici ed ingegneri. Serve anche qualcuno che a quel supermercato il magazziniere lo vada a fare, perchè sennò gli avvocati, i medici e gli ingegneri, arrivati a sera, non si ritrovano nulla per cena; serve qualcuno che faccia i mestieri umili, e se non sono i nostri figli, perchè loro meritano qualsiasi vizio e qualsiasi vezzo, necessariamente dovranno essere quelle persone disperate ed i loro figli. Perlomeno sono lavori onesti, quindi anche se li sfruttiamo, non dovrebbero darci troppo fastidio, creare troppo danno alla nostra società.
Ma c'è un problema: proprio perchè lavorano onestamente, proprio perchè fanno ciò che noi non ci abbasseremo mai a fare, instillano in noi un profondo senso di vergogna, ci fanno capire quanti noi signori di nome e di portafoglio lo siamo poi così poco nei fatti e nella nobiltà, non quella dei titoli signorili, ma quella vera, quella umana, dell'anima.
E allora ci fanno incazzare ancora di più: come si permettono con le loro azioni di farci stare così male, di ricordarci che non siamo poi così bravi, belli e buoni come ci piace vederci tutte le mattine quando ci guardiamo allo specchio? Quindi, anche se a parole ci diciamo tutti favorevoli agi immigrati che lavorano onestamente, nei fatti poi emaniamo leggi che vietano di vendere kebab perchè a quanto pare è indecoroso mangiare per strada. Sarà un caso che questo problema della liceità della merenda a passeggio sia emerso solamente quando hanno iniziato a prendere piede locali gestiti da stranieri che vendono piatti stranieri, mentre quando c'erano solamente locali che vendevano italianissimi tranci di pizza, nessuno si scandalizzava vedendo qualcun altro mangiare?
E poi proponiamo anche altre leggi, per riservare le carrozze della metropolitana ai signori, e tutti gli altri si arrangiano, stipiamoli nuovamente nell'ultimo vagone del treno, tanto ci sono abituati, peggio dei barconi con cui sono arrivati non può essere. Però poi quando c'è da pulirle le carrozze o da fare la manutenzione alla metropolitana, noi signori non ci mandiamo mica i nostri figli, perchè sono laureati e meritano di meglio. Facciamoli entrare nelle nostre carrozze allora, così possono pulirle, ma devono sbrigarsi però, e poi tornare nella loro alla svelta, senza farsi nemmeno vedere, perchè abbiamo già detto che il solo vederli ci ricorda di cosa siamo e questo ci indispettisce parecchio.
Questo accade a quei fortunati che trovano da lavorare; per gli altri la situazione è peggiore, come è stato fatto osservare: gli uomini rubano, e le donne si prostituiscono.
Naturalmente a loro piace così, perchè sono tutti perfidi, sono tutti là fuori che non attendono altro che di attentare alla nostra sicurezza, visto che loro non nascono bambini, loro nascono già ladri e delinquenti. A Cogne non c'era traccia nè di clandestini nè di extracomunitari (anche statiunitensi, australiani, canadesi, per esempio, sono extracomunitari, ma nessuno li definisce così. Forse l'accezione spregiativa mal sia addice a loro, che in fin dei conti sono dei signori come noi), come non ce n'era ad Erba. Ah, no mi sbaglio, lì uno c'era, era un bambino di due anni che è stato ucciso.
Però questi sono delitti commessi da italiani, questi vanno bene, visto che servono a riempire i salotti televisivi. I poveracci stranieri che rubano per mangiare invece non suscitano nemmeno "gossip"; accade poi che quando hanno la pancia piena, alcuni di essi si rendano conto che rubare qui da noi è un'ottima strada, un ottimo modo di vivere; forse i signori dovrebbero, oltre a condannare chi commette crimini, come è giusto e sacrosanto che sia, e chiunque sia a commetterli, dovrebbero, dicevo, ricordare che se accade tutto questo è perchè sono loro in primis a non essere puri e puliti come vorrebbero mostrare di essere. La classe dirigente ci deruba, le compagnie telefoniche ci derubano, le banche ci derubano, la nostra stessa società è perversamente strutturata in maniera da derubarci (e per fare un esempio che dovrebbe essere chiaro per tutti qui, cito solo open-source e closed-source), ma noi accettiamo tutto questo perchè in fin dei conti sappiamo di vivere secondo la logica del pesce grande e del pesce piccolo e forse ci va anche bene così. Però poi siamo intollerantissimi con chi arriva qui da noi e si adatta al nostro modo di vivere, alziamo lo stendardo della legalità solo contro chi ci pare, ed alla fine al semaforo ci incazziamo di più con quello che vuole lavarci i vetri che con quelli che hanno installato in maniera fraudolenta congegni per obbligarci a passare col rosso e poi multarci. Per intenderci il lavavetri spesso non è un "libero professionista", ma viene sfruttato dalle organizzazioni criminali, che non sono solo straniere.
Le donne invece che rubare, si diceva, si prostituiscono. Qui si è consapevoli che le vere vittime sono loro, che vengono sfruttate, picchiate e violentate, però a volte sembra che offendano più al fantomatico decoro che non al senso di giustizia. Però in generale siamo tutti concordi che è un problema d risolvere e che queste ragazze vanno aiutate. Questo è quello che diciamo noi signori, ma lo diciamo per metterci a posto con la coscienza. Perchè poi a puttane ci andiamo noi, non ci vanno mica i poveracci clandestini che non hanno un soldo in tasca.
Smettiamo di andarci ed il problema si risolve da sè, magicamente. Noi che andiamo a puttane in cosa siamo migliori rispetto a quegli stranieri che i telegiornali ci indicano come popoli di stupratori? Non commettiamo forse violenza fisica e psicologica sulle ragazze che sono obbligate a prostituirsi, andandoci? Non siamo stupratori anche noi? E se proprio vogliamo fare i pignoli, ricordo che la maggior parte delle violenze viene commessa all'interno delle mura domestiche, quindi, a meno che non abbiamo in casa degli stranieri clandestini, siamo noi signori a commetterle. Di tanto in tanto sulle donne, di tanto in tanto sui minori. Ma la bandiera della legalità la alziamo contro alle prostitute.
La paura del diverso è sempre esistita, ed i potenti vi faranno sempre leva per tentare di manipolarci. In un mondo in cui la maggior parte della popolazione è povera ed affamata, però, i diversi siamo noi, e l'unica cosa che ci differenzia è quella di avere avuto al fortuna di essere nati in quella parte del mondo dove per le feste comandate ci si ingozza fino a stare male, mentre l'altra parte muore di fame.
Questa, in toni un pò polemici, in toni un pò ironici, è la situazione attuale. Non si tratta di retorica, si tratta di realtà, scomoda, certamente. Ma non credo di aver esposto concetti e situazioni partoriti dalla mia fantasia, sono tutte cose che se ci guardiamo intorno possiamo riscontrare tutti quanti.
Da ciò deriva la tristezza infinita di cui parlavo all'inizio del post; sentire definire persone, e ribadisco persone, disperate, povere ed affamate come cani e porci, fa riflettere, specialmente quando siamo noi a comportarci da bestie. E il frutto della riflessione genera appunto tristezza, sia per chi è vittima di questi insulti, sia per chi li esprime, sia per chi li ascolta.
P.S. Allo scopo di evitare dei flame, ci tengo a precisare che questo mio lungo post non è un attacco verso l'autore del post che ho citato, ci mancherebbe altro. Mi sono solo permesso di prendere a prestito alcune parole su cui articolare il mio pensiero, e che la critica è rivolta alla nostra società in generale, non a singoli individui, nè presenti sul forum, nè altrove. Credo che l'intento fosse chiaro e che questa spiegazione sia superflua, ma per chiarezza ho voluto esplicitarlo comunque.