derMarquis ha scritto:
No... "ufficiale"... poiché non tutto ciò che è "scientifico" è necessariamente (reso) "ufficiale", mentre tutto ciò che è "ufficiale" è detto essere frutto del "metodo scientifico"... l'eguaglianza è "unidirezionale" esattamente come per "omeopatia = placebo"... davvero non c'è un Ufficio che "ufficializzi" ?... e chi decice allora cosa debba essere somministrato, reso disponibile e "consigliato" e cosa no?... fanno un "referendum" ?
Niente di tutto questo. Semplicemente, si leggono gli studi con referee e quindi si applicano le conclusioni di tali studi.
Se molti studi sostengono che il tal farmaco non funziona o ha effetti collaterali enormi, si tende a non usarlo più. Finché la cosa non arriva all'OMS comunque c'è piena libertà: l'OMS al limite chiede il ritiro dal mercato di farmaci platealmente dannosi, non è un ufficio che decide cos'è scientifico e cosa no.
Proprio perché la scienza non è fede, non occorre che ci sia un organismo che decide per tutti: tutti decidono uguale alla luce degli esperimenti.
Nel momento in cui si sono visti i batteri nello stomaco per l'ulcera, nessuno ha più usato gli antiacidi, ma l'antibatterico. Questo per logica, non perché imposto da un organismo internazionale.
Tutto ciò peraltro dimostra il carattere universale della scienza, forse l'unico complesso di conoscenze che non differisce per geografia e cultura.
Dunque, la omeopatia è placebo...
Che sia placebo non lo sao, è una tua conclusione. Certo, ne ha gli stessi effetti, quindi perché spendere di più?
ma non si era detto/ritenuto che produrre farmaci omeopatici fosse meno costoso che produrre quelli "ufficiali" ?
È meno costoso che produrre farmaci scientifici, ma è più costoso che produrre placebo. Quando devi somministrare un placebo, è inutile somministrare omeopatia, visto che gli effetti sono identici ma costa di più.
Non capii che c'entri il discorso del medico di famiglia che prescrive farmaci/cure omeopatiche se il paziente presenta una ipocondria di un certo rilievo... dunque il medico di famiglia da placebo perché le cure "tradizionali" sono costose ed inefficaci?
Se il medico capisce che la malattia non esiste, dà al paziente un farmaco inesistente, sperando che la fede nel farmaco induca un effetto placebo. Tutto qui.
Senbee ha scritto:
- la omeopatia cura patologie curate anche dalla "medicina ufficiale"?
L'omeopatia non cura. Punto.
Deciditi (
svirgola)...
Senbee ha scritto:
...in quanto spesso il placebo funziona di più se il rimedio costa molto.
Guarda che le due affermazioni sono perfettamente coerenti.
Il placebo non è una cura: è un metodo che funziona per eliminare malattie non esistenti.
Ti faccio un esempio: c'è una macchia sul pavimento. Se la macchia c'è veramente ed è davvero ostinata nonostante io comunque provi prima a rimuoverla con cose indolori come l'acqua, allora mi decido a usare un potente sgrassante (rischiando di corrodere la piastrella). Se invece non vedo alcuna macchia capisco che sei tu che hai le traveggole e quindi uso dell'acqua dicendoti di usare un potentissimo smacchiatore, così tu probabilmente non vedrai più la macchia. È inutile e pericoloso usare uno smacchiatore, che magari potrebbe corrodere le piastrelle.
Da questo non posso trarre la conclusione che l'acqua è uno smacchiatore!
vorrei capire come la "medicina ufficale" si focalizzi sul corpo lasciando "da parte" comicamente la mente... cioè se la fonte del problema è la "mente", allora si può parlare di placebo; se la fonte del problema è quello che viene ritenuto essere il "corpo (vero e proprio)" , ecco che la "medicina ufficiale" è l'unica cura "efficace" !... ma come si fa a considerare la "mente" non compresa nel "corpo" ?!?!?!?!?!... forse (?!?!?!) perché non la "medicina ufficale" non riesce a capire il suo funzionamento ?!?!?!?!... e così delega il "prodotto della mente" (o quello che "essa" reputa essere tale) ad altre discipline/filosofie, lavandosene le mani?!?!?!?!... la "medicina ufficiale" deve/dovrebbe occuparsi di TUTTO il corpo, compresa la scatola cranica e ciò che in essa contenuto e "prodotto"; che "essa" dica o insinui essere il "prodotto" della mente una questione che non le compete è un atteggiamento settario e "protezionistico", che procura una miriade di danni e guasti sia nel proprio settore/campo sia nel settore/campo a cui "essa" invita a rivolgersi coloro che soffrono di "disturbi della mente"... 'sta storia che ogni "disciplina" sia una "camera stagna" è quanto di più pericoloso e stupido vi possa essere nella "pratica" della "scienza umana".
È chiaro che la mente umana è capace di farci somatizzare le nostre convinzioni. Probabilmente, per alcune malattie (dette appunto psicosomatiche) i sintomi non sono causati direttamente dall'agente patogeno, ma sono attivati da sostanze prodotte attraverso l'"ordine" del nostro cervello, a sua volta attivato dall'agente patogeno o dalla convinzione che esista l'agente patogeno.
Faccio un esempio: arriva il virus X che dà come effetto di aprire certi "rubinetti" nel cervello, che fanno rilasciare al cervello dei comandi per attivare un eritema sulle braccia. Noi quindi sappiamo che quando vediamo un eritema probabilmente è stato per colpa del virus X. Ma se il paziente è convinto di avere il virus X, in certi casi il cervello fa partire l'eritema anche senza che vi sia realmente il virus X.
Nel caso che il virus ci sia davvero, dobbiamo usare un antivirale, nel caso che non vi sia, un placebo. In entrambi i casi è molto dubbia l'opportunità di un farmaco che abbassi chimicamente il dolore dell'eritema, in quanto i rischi degli effetti collaterali potrebbero non essere degni del sollievo di aver eliminato il sintomo ma non la causa. Eppure, è quello che molti fanno prendendo litri di Novalgina al primo mal di testa che arriva senza sapere esattamente da cosa sia causato. E questo è decisamente un modo sbagliato di applicare le conoscenze derivate dalla medicina scientifica.
Allo stesso modo, è sbagliato usare un placebo per curare la peste bubbonica: i sintomi (i bubboni) non sono causati da una reazione del cervello, ma direttamente batterio -> corpo, quindi l'antibiotico è l'unica soluzione funzionante.
Quindi bisogna sempre prima sapere se una malattia può essere psicosomatica. E, se può esserlo, bisogna prima accertarsi che lo sia sia davvro. Solo iun quest'ultimo caso, il placebo ha effetti rilevanti, in quanto il male ha origine nel cervello e non da agenti patogeni esterni.
E che "posizione" ha la "medicina ufficiale" riguardo a 'sti casi non (ancora) curabili?... lenisce il loro dolore fisico (e "psicologico" !!!!!!!!) oppure lascia che altre "discipline" possano fornire un supporto per tentare anche l' "impossibile" ?... "perso per perso", perché non "tentare" ?... cosa potrebbe accadere di irreparabile?... che muoia il paziente che dovrà morire in ogni caso poiché la "medicina ufficale" non ha LA cura?!?!?!
Se la malattia non curabile è accompagnata da dolore, c'è tutta una branca della medicina che si occupa di palliativi. Ovviamente nessuno obietta se un paziente incurabile prova strade alternative, sempre che tali tentativi non accorcino ulteriormente il naturale sopraggiungere della morte.
Non esistono casi di persone che seguendo una cura "ufficiale" non abbiano visto migliorare le proprie condizioni di salute non "credendo" a/in quella cura "ufficiale" ?...
In generale, no. In particolare: sì. In questi casi (numerosetti, diciamolo!) si è infatti scoperto che la medicina era in realtà un placebo e che gli studi per la messa in commercio della medicina erano viziati da qualche errore metodologico che era sfuggito agli sperimentatori. QUando accadono cose di questo tipo, le case farmaceutiche strepitano e cercano di dimostrare a tutti costi che in realtà il loro farmaco non è un placebo. Non ci riescono, nonostante i tanti soldi e il potere a loro disposizione. La forza dell'evidenza sperimentale è ancora, per fortuna, maggiore di quella dei soldi.
una cura "uffciale" dunque "funziona" a dispetto di ciò che la mente del paziente "crede" ?... se sì, il motivo è da ricercare nel fatto che la mente non comanda il corpo (e viceversa) ?... smettere di considerare la mente (ed il suo "prodotto") "slegata" dal corpo, no, eh?
Nessuno li considera separati, per carità. Solo che il cervello è l'organo che, ovviamente, conosciamo di meno e quindi tutto quello che si capisce sia causato da meccanismi interni al cervello va curato più che altro a "black box", cioè senza sapere esattamente cosa succede all'interno, ma studiando il rapporto tra input e output del sistema. Indurre la convinzione che un farmaco sia miracoloso, si sa che è un'ottima cura del cervello stesso (quando esso è "malato"; ossia quando fa produrre al corpo sintomi slegati da reali agenti patogeni esterni, la cosiddetta "somatizzazione"), al di là di come funzioni poi esattamente il meccanismo all'interno del cervello.