La questione morale

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Re: La questione morale

Messaggioda Senbee » giovedì 16 luglio 2009, 10:34

mcz, la credibilità internazionale è qualcosa che B. ha fatto andare sotto le scarpe. Non è facendo cucù alla Merkel, non è dicendo a Sarkozy che l'Italia gli procura la passera, non è dando dell'abbronzato a Obama, non è dando del kapò a Schultz nel Parlamento Europeo (che gli stava parlando appunto delle sue condanne) che si acquista credibilità internazionale.
Dovresti essertene accorto, quando Obama è andato da Napolitano invece che da Berlusconi e ha detto che lui è una figura internazionale. Dovresti essertene accorto, quando Blair chiedeva di nascosto al fotografo di mettere la moglie in mezzo perché non voleva apparire in foto di fianco a B.

http://www.youtube.com/watch?v=UqbmChGMxuI

Ma questo esula dalla questione morale, ed è come sempre il solito tentativo di cambiare argomento quando vieni seppellito dall'evidenza dei ragionamenti e dei dati. Vedo infatti che continui a non commentare il fatto che voti per un corruttore, e continui a non portare prove di episodi simili in altre forze politiche (anche di maggioranza).

Se vuoi ti do io una mano:
- l'UDC ha dei problemi con la giustizia anche maggiori del PdL. La percentuale di inquisiti e condannati in quel partito è addirittura superiore a quella del PdL (quest'ultimo infatti aveva un tasso maggiore quando era solo Forza Italia, ma accorpandosi ad AN ha fatto scendere un po' al tasso, portandolo leggermente al di sotto di quello dell'UDC). Ma a parte i numeri, lo scandalo UDC morale sotto gli occhi di tuti è la vergognosa candidatura e vincita di Cuffaro, condannato per mafia.
- Nel PD l'esempio più evidente di questione morale è la candidatura di un deputato che fu beccato a incontrarsi e parlare con un mafioso. Ci fu il processo, ma in effetti dalle registrazioni si vede che in quell'occasione i due non parlarono di nulla inerente a mafia o traffici criminali, quindi fu completamente prosciolto. Tutto legale insomma ma, secondo me, altamente immorale: io non voglio che uno beccato anche solo a parlare con un boss mafioso possa essere candidato.

Ci sono altri 100 esempi anche più gravi, nella maggioranza e nell'opposizione. Li puoi trovare tutti su "Se li conosci li eviti" di Marco Travaglio e Peter Gomez, libro che ovviamente ti rifiuti di leggere ma che invece ti avrebbe risparmiato parecchie figuracce nell'esposizione dei dati a supporto della tua tesi in questo thread.

È chiaro che chi sostiene che a sinistra sono dei santi e a destra solo criminali non è meno fazioso di un mcz qualsiasi. Ma la gravità fra i due schieramenti è decisamente sbilanciata a sfavore del cdx che anzi fa dell'impunità del premier una banderuola elettorale in relazione a un mai dimostrato complotto rosso di tutte le toghe.

Per darvi un'idea dell'incredibile faziosità e totale assenza di logica nella tesi accusatoria nei confronti della magistratura, vi basti pensare che il cdx adorava De Magistris e lo riteneva esempio di magistratura indipendente quando De Magistris indagava su Mastella. Poi Mastella fece cadere il governo Prodi (proprio perché il governo Prodi non coprì Mastella come invece il cdx copre i suoi ministri inquisiti) e se ne andò col cdx (che lo ha candidato e fatto eleggere in Europa), mentre De Magistris in rotta col CSM e l'ANM se ne andò dalla magistratura ed entrò nell'IdV (che lo ha candidato e fatto eleggere in Europa). Da questo punto in poi per il cdx De Magistris è una toga rossa.
Io non ho ancora capito se credono davvero che siamo tutti così smemorati e stupidi da non ricordarci del passato così recente o se è una precisa strategia di scelta dell'elettorato più boccalone o se si tratti di vera e propria schizofrenia politica.
Ultima modifica di Senbee il giovedì 16 luglio 2009, 11:08, modificato 1 volta in totale.
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Re: La questione morale

Messaggioda Guiodic » giovedì 16 luglio 2009, 10:55

ciccoale ha scritto:Tipico dei fascisti, mi ricordi i bellissimi servizi dell'istututo luce


Il premier, a torso nudo, inizia la mietitura dei giovani virgulti italici - s'intende del gentil sesso -, da Casoria a Bari fino a risalire su per l'Appennini e giungere, invitto ed eretto, alla sua amata Milano 1, 2 e 3.

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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 11:03

@ Sembee

Per quanto i tuoi sforzi siano più che lodevoli, chi arriva a certi livelli di adorazione non capirà mai... qui siamo di fronte ad una persona che nega l'olocausto, che parla di "teoria ariana" e considera il 25 aprile un giorno di lutto. Io penso ci sia poco da discutere con persone del genere.
Non nego che la politica italiana stia toccando il fondo (uno dei tanti fondi che ha caratterizzato la storia politica italiana), sia a sx che a dx, ma questi livelli di culto ideologico (in un momento come questo), proprio non lo capisco...

Guiodic ha scritto:
ciccoale ha scritto:Tipico dei fascisti, mi ricordi i bellissimi servizi dell'istututo luce


Il premier, a torso nudo, inizia la mietitura dei giovani virgulti italici - s'intende del gentil sesso -, da Casoria a Bari fino a risalire su per l'Appennini e giungere, invitto ed eretto, alla sua amata Milano 1, 2 e 3.

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Re: La questione morale

Messaggioda farno » giovedì 16 luglio 2009, 11:36

Senbee ha scritto:Io non ho ancora capito se credono davvero che siamo tutti così smemorati e stupidi da non ricordarci del passato così recente o se è una precisa strategia di scelta dell'elettorato più boccalone o se si tratti di vera e propria schizofrenia politica.

Caro Senbee, l'italiano medio purtroppo e' cosi' (smemorato e stupido), c'e' poco da fare.

In ogni caso propongo un bel giro all'estero per testare la credibilita' del nostro premier. Solo quest'anno sono stato in Spagna, Germania e Irlanda e in tutti e tre i paesi sono stato amichevolmente deriso per il nostro caro capo del governo. Per non parlare poi dei parenti che ho in Inghilterra e Svezia (dove addirittura c'era una pubblicita' televisiva che lo prendeva in giro).
Per quanto riguarda la credibilita' che ha tra gli altri capi (ed ex) di governo: come non pensare alla faccia della Merkel quando lui e' uscito dalla macchina col cellulare in mano, alla figura di m...a che fece al parlamento europeo con Schultz o alla volta che Chirac lo defini' "venditore di merende".

Sul resto non mi pronuncio per due motivi: i fatti parlano fin troppo chiaro e io non ho troppa voglia di discutere, tanto tra un paio di anni me ne vado (fare ricerca in Italia nei prossimi anni si preannuncia estremamente difficile).
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Re: La questione morale

Messaggioda mcz » giovedì 16 luglio 2009, 14:59

Oggi la sinistra si strappa le vesti perché Berlusconi, in una pausa di lavoro, ha partecipato alla festa di compleanno, pubblica, di una diciottenne.
Apriti cielo. ne é nato uno 'scandalo' senza fine.

Ma gli stessi sinistri com'erano nel 1998?

Vi ridordate lo scandalo Lewinsky?
Ebbene il 'mortadella', allora (17.05.1996 - 21.10.1998) Presidente dei Ministri (di sinistra), si sentì in dovere di scrivere una lettera. Eccola:

Sull’ affare Lewinsky non ho commenti da fare, ma posso dire però che il presidente americano, al quale sono legato da profonda amicizia, si sia dimostrato in questi anni un grande presidente. Le polemiche di questi giorni credo – ha aggiunto il capo del governo – non abbiano avuto e non possano avere in alcun modo un impatto negativo sull’ autorevolezza di Clinton e della amministrazione Usa nel mondo
(Repubblica — 08 agosto 1998 pagina 6 sezione: POLITICA ESTERA - Prodi soccorre Bill la Casa Bianca ringrazia)

E visto che parliamo di Prodi, vi ricordate del suo ultimo governo (28 aprile 2006 - 6 febbraio 2008)?
Se vi ricordate bene si reggeva sul voto di una ex prostituta (o prostituto?):  Vladimir Luxuria (Vladimir Luxuria: rifarei la prostituta)

E il governo che veniva così sorretto?
Tanto per mostrare a tutti la sua vera caratteristica e dare il buon esempio procedeva ad alcune nomine:

  • SUSANNA RONCONI: Già militante di Prima Linea e poi brigatista, partecipò nel 1974 all’assalto della sede dell’Msi-Dn a Padova in cui persero la vita due persone e per questo condannata a 12 anni di carcere. L’ex terrorista lavora da molti anni nel campo delle droghe.  Componente della nuova Consulta nazionale sulle tossicodipendenze.
    (Dichiarazione del ministro Ferrero: “La Ronconi ha i titoli adatti”)
  • SERGIO D’ELIA
    Condannato a 25 anni di carcere per banda armata e omicidio. Nominato è segretario d’Aula alla Camera dei Deputati.
  • ROBERTO DEL BELLO
    Segretario provinciale di Venezia per il Prc, ha scontato una condanna per associazione a banda armata.  Scelto come collaboratore del Sottosegretario all’Interno, Francesco Bonato (Prc).
  • SILVIA BARALDINI
    Grazie all’indulto approvato dal Parlamento nell’estate scorsa, chiude una vicenda cominciata oltre 25 anni fa quando, fu arrestata per associazione sovversiva con l’accusa di aver partecipato il 20 ottobre 1981 ad una rapina ad un furgone portavalori della Brink’s a New York nella quale furono uccisi due poliziotti e una guardia privata. Prima di essere estradata in Italia, ha sottoscritto una dichiarazione nella quale si impegnava a non richiedere nè accettare sconti di pena. Nominata consulente consulente per il Comune di Roma.
  • DANIELE FARINA
    Condannato a 1 anno e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e  possesso di una molotov. Ulteriore condana a 10 mesi per scontri in piazza Duomo tra Leoncavallo e servizio d’ordine del sindacato. Condannato a 4 mesi e 20 giorni per l’occupazione del centro sociale. Ha una lista di condanne negli ultimi 20 anni non indifferente.
    Oggi è vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera.

E Guiodic dov'era?

Insieme al suo padrone, P. Folena, era in piazza a manifestare contro sè stesso.  (rotfl)
(Per una Repubblica e una civiltà del lavoro)
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Re: La questione morale

Messaggioda fulani » giovedì 16 luglio 2009, 15:37

mcz ha scritto:Se ti riesce, evita di dire stronzate.
La credibilità gli viene da Obama, Sarkozy, Merkel, eccetera.


Ma di quale credibilità parli? Si tratta di rapporti diplomatici formali. Anche il premier cinese viene invitato nelle conferenze internazionali, come pure quella specie di essere vivente a capo dell'Iran.
Ti prendi l'ardire di occuparti di politica su un forum tecnico, ma non capisci una mazza di rapporti diplomatici/formali... Ci vorrebbe un corso in linguaggio politico, leggiti qualche libro di Orwell; se leggo io che sono un operario (e la mia ex ragazza mi ha insegnato anche un po' di inglese, per mio interesse) dovreste leggere anche "voi"... almeno nello squadrismo si evitano di dire sciocchezze. Il guardian che cos'è, la pravda? Stronzo io che leggo e risponde a queste suinate, primo e ultimo post. Continua la trollata, come dite voi di là, in libertà...
"Non credere a nulla fino a che non sia stato ufficialmente smentito."
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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 16:01

Metto solo quelli che stanno in parlamento....

Popolo delle Libertà (45)

Abrignani Ignazio (FI): Avvocato, ex capo della segreteria di Claudio Scajola, è indagato a Milano per dissipazione postfallimentare
nelle indagini sulla bancarotta della Cit, l’agenzia di viaggi dello Stato di cui era commissario straordinario. La Cit
è stata acquista dall'imprenditore campano Gerardo Soglia (pure lui candidato per la Pdl, non si sa se anch’egli indagato oppure
no), indicato come uno degli imprenditori che dovrebbe far parte della fantomatica cordata Berlusconi per l’acquisto di
Alitalia.

Berlusconi Silvio (FI): 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione
Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del
reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per
concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio
e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria
Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione
giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso
(istigazione alla corruzione di alcuni senatori).

Bergamini Deborah (FI): La sua posizione è al vaglio della Procura di Roma, cui i pm di Milano hanno trasmesso il fascicolo
relativo all’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, in concorso con l’allora dg Rai Flavio Cattaneo, per aver ritardato le
notizie sui risultati elettorali delle regionali 2005, molto negativi per il governo Berlusconi.

Berruti Massimo Maria (FI): Condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento, per aver depistato nell’estate del
1994 le indagini sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza dopo una visita a Berlusconi a Palazzo Chigi.

Brancher Aldo (FI): Condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi, si salva in
Cassazione grazie alla prescrizione (per il secondo reato) e alla depenalizzazione del reato (il primo) da parte del suo stesso
governo. Indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani (Bpl) all’Antonveneta: la Procura trova un
conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila
euro in due anni.

Briguglio Carmelo (FI): Nel 1999 viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa alla Regione e all’Unione europea
nell’inchiesta della Procura di Palermo su presunti finanziamenti regionali e comunitari girati a tre società «amiche» per corsi
di formazione professionale. Il processo viene poi trasferito per competenza a Messina, dove i giudici annullano il precedente
decreto di rinvio a giudizio e ripartono praticamente da zero. Ma il tour non è finito, perché nel gennaio 2003 il gip messinese
dichiara prescritta una parte delle accuse, e dirotta quelle rimaste (truffa e falso) a Reggio Calabria, in quanto fra gli indagati
c’è anche un giudice di pace di Messina. E a Reggio Briguglio viene assolto nel 2006.

Camber Giulio (FI): Condannato nel 2007 dalla Corte d’appello di Trieste a 8 mesi di reclusione (con rito abbreviato e sconto
di un terzo della pena) per millantato credito nell’ambito del crac Kreditna Banka, l’istituto di credito della minoranza slovena
fallita nel 1997: nel novembre 1994 avrebbe ricevuto 100 milioni di lire dai vertici dell’istituto, garantendo loro un intervento
politico per salvarlo dalla bancarotta. Intervento poi mai compiuto. Infatti la banca fallì.

Cantoni Giampiero (FI): Ha patteggiato 2 anni di reclusione complessivi prima per corruzione (con risarcimento di 800
milioni di lire) e poi per concorso nella bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli.

Catone Giampiero (Dc Autonomie): arrestato a Roma nel 2001 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata,
falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata (due bancarotte da 25 miliardi di lire l’una e 12
miliardi di finanziamenti a fondo perduto ottenuti dal ministero dell’Industria – secondo l’accusa – con carte e perizie false), è
stato rinviato a giudizio. Così come all’Aquila, sempre per bancarotta fraudolenta (fallimento dell’Abatec, azienda di Chieti da
lui stesso amministrata, che avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma fu
dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prim’ancora che fossero sottoscritte le quote sociali). La stessa Procura
dell’Aquila ha chiuso un’altra indagine a carico di 44 persone, fra cui Catone, su una presunta mega-truffa ai danni della
multinazionale Merker e di diverse banche, tra le quali Intesa. Qui Catone è indagato per estorsione, insieme al fratello Mario,
dipendente di Banca Intesa, per aver spillato 118mila euro ad alcuni dirigenti Merker, millantando interventi politici per
risolvere i guai finanziari del gruppo.

Ciarrapico Giuseppe (FI): 5 condanne definitive, una in primo grado e una serie impressionante di arresti e procedimenti
penali. Nel 1973 la Corte d’Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata
e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione
conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974
altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela
“il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”:sentenza confermata in Cassazione. Nel marzo ’93 viene arrestato a Roma per lo
scandalo Safim Leasing- Italsanità (per vari miliardi di lire avuti dalla Safim Factor scontando titoli di credito inesistenti dopo
aver affittato suoi immobili a Italsanità): nel 1995 viene condannato con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa,pena poi confermata in appello e in Cassazione. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di
lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico
Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo
alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a
Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di
Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria
Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di
somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita
dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un
tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi
finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta
del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso
aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: la quinta condanna definitiva
a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in
ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene
l’affidamento ai servizi sociali. Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per
emissione di assegni a vuoto, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato. Nel 2000 cade
in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001,
condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò
l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per
prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il
Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni
dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400
mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.
Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali,
undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per
truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando
falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di
sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Intanto
il fisco italiano attende che il Ciarra versi 1,495 milioni di euro di tasse mai pagate. E non è questo l’unico suo debito: tallonato
dai piccoli azionisti dell’Ambrosiano, risulta residente per l’Anagrafe in una camera e servizi annessa a un capannone
industriale dove ha sede la tipografia di “Ciociaria Oggi”, a Villa Santa Lucia, vicino a Montecassino. Dove sovente bussa
l’ufficiale giudiziario. Invano.

Comincioli Romano (FI): Imputato per le false fatture e i bilanci truccati di Publitalia, insieme a Dell’Utri e altri, chiede di
patteggiare 1 anno e 8 mesi, ottiene il consenso del pm, ma nel 1995 il Tribunale ritiene troppo bassa la pena concordata e
preferisce processarlo: mossa incauta, visto che poi la Cdl, anche col suo voto, abroga di fatto il falso in bilancio, riducendo le
pene al lumicino e abbreviando le scadenze della prescrizione. A quel punto la IV sezione del Tribunale fa ricorso alla Corte di
giustizia europea e alla Corte costituzionale per l’incostituzionalità della legge. Ma la Corte europea rimanda al mittente
l’eccezione, mentre la Consulta tarda a rispondere e quando il processo riprenderà, i reati saranno comunque prescritti. Nel
febbraio 2008, alla vigilia della fine della legislatura, la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge al mittente
la richiesta di autorizzazione (inoltrata dal gip di Milano Clementina Forleo) a usare le sue telefonate intercettate con l’amico
Stefano Ricucci a proposito della scalata al «Corriere della Sera».
Ultima modifica di ciccoale il giovedì 16 luglio 2009, 16:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 16:01

De Angelis Marcello (An): Condannato in via definitiva a 5 anni di carcere (di cui 3 scontati in carcere) per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione, fondato da Roberto Fiore,
Gabriele Adinolfi e Ciccio Mangiameli.

De Gregorio Sergio (FI-Italiani nel Mondo): Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di
riciclaggio e favoreggiamento della camorra. Nel febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di
Roma per il reato di corruzione. Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una
perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «’o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di
assegni firmati??? o girati proprio da De Gregorio. I finanzieri, tra le carte del senatore, scoprono anche un accordo fra
l’associazione Italiani nel mondo e il coordinatore forzista Sandro Bondi, in cui si dà conto dell’impegno finanziario
concordato tra le parti (si parla di 500 o 700mila euro), delle quote già consegnate e quelle da fornire con cadenza mensile. I
magistrati sospettano che sia il prezzo pagato per convincere il senatore ad abbracciare il centrodestra. E trasmettono
l’inchiesta per competenza da Napoli a Roma.

Dell’Utri Marcello (FI): Condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione
di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione); condannato in
primo grado e in appello a Milano a 2 anni per tentata estorsione mafiosa insieme al boss trapanese Vicenzo Virga ai danni
dell’imprenditore Vincenzo Garraffa; condannato in primo grado a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; salvato dall’immunità parlamentare dalla richiesta di arresto avanzata nel 1999 dai giudici di Palermo in un processo
per calunnia aggravata contro alcuni pentiti (processo chiuso in primo grado con l’assoluzione e ora in fase di appello).
De Luca Francesco (Dc Autonomie): Deputato forzista uscente, ora accasato con la Dc di Rotondi, è indagato dalla Procura
di Milano per tentata corruzione in atti giudiziari. Dalle intercettazioni delle sue telefonate con l’avvocatessa del clan
camorristico dei Guida, molto attivo a Milano, gli inquirenti hanno scoperto che la donna si era rivolta a lui, nell’autunno del
2006, per aggiustare un processo a carico dei suoi clienti davanti alla V sezione della Cassazione. E gli aveva inviato un
appunto con gli estremi della “pratica” addirittura via fax, su un’utenza del Senato. De Luca rispose di averlo “dato a quella
persona”, che “sta per andare via” (dalla Cassazione), ma “chi lo sostituisce è un amico”. Quando gli inquirenti si rendono
conto che l’avvocatessa parla con un deputato, interrompono gli ascolti, come imposto dalla legge Boato, e chiedono alla
Camera l’autorizzazione a usare telefonate e tabulati. La giunta per le autorizzazioni della Camera decide di non decidere,
“concordando all’unanimità un rinvio dell’esame”. Così, intanto, viene sciolto il Parlamento e De Luca – che nega di aver mai
contattato magistrati di Cassazione e parla di “equivoco” - viene ricandidato alla Camera in un posto sicuro nelle liste del Pdl,
in Veneto1.

Fasano Vincenzo (An): Ex assessore regionale di An, è stato coinvolto in due procedimenti penali relativi alla gestione delle
aree Asi di Battipaglia (Salerno). Assolto in appello dall’accusa di turbativa d’asta, per il quale era stato condannato a 1 anno
in primo grado; condannato a 2 anni per concussione il 16 ottobre 2007, pena peraltro indultata. La vicenda si riferisce a
richieste da parte di Fasano nei confronti di imprenditori che dovevano avviare un centro commerciale: di posti di lavoro,
appalti per la climatizzazione e la gestione dell'area carburanti. Candidato Pdl per il Senato in Campania.

Firrarello Giuseppe (FI): Arrestato e condannato in primo grado (il 13 aprile 2007) a Catania alla pena di 2 anni e 6 mesi di
reclusione per turbativa d’asta nel processo per le tangenti sulla costruzione del nuovo ospedale Garibaldi e del centro
residenziale per studenti universitari «Il Tavoliere». Il Tribunale ha trasmesso alla Procura una serie di atti perchè Firrarello
venga processato anche per concorso esterno in associazione mafiosa.

Fitto Raffaele (FI): Indagato a Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, nel 2006 s’è salvato dalle manette perché la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione ad arrestarlo inoltrata dai giudici di Bari. Nel dicembre 2007 la
Procura barese ha comunque chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento. L’accusa riguarda presunte
tangenti versate a Fitto da Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private (anche lui imputato a Bari), che gli avrebbe allungato
500mila euro per la sua lista alle elezioni regionali del 2005 (poi perdute contro Nichi Vendola) in cambio di favori illeciti per
vincere l’appalto da 198 milioni che gli ha consegnato le undici residenze sanitarie «assistite» dalla Regione Puglia.

Formigoni Roberto (FI): Imputato per abuso d’ufficio nel processo sui maneggi intorno alla fondazione Bussolera Branca.
Assolto in primo e secondo grado, s’è visto annullare la sentenza dalla Cassazione, che ha ordinato di rifare il processo
d’appello.

Galati Giuseppe (FI): Ex Udc recentemente passato a Forza Italia, è indagato a Catanzaro per associazione a delinquere,
truffa e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il pm Luigi De Magistris (nell’indagine «Poseidone», poi
avocata dal procuratore Mariano Lombardi) ipotizza che Galati facesse parte di un comitato d’affari che si occupava di spartire
tra i vari partiti i fondi pubblici stanziati dalla Regione e dall’Unione europea.

Giudice Gaspare (FI): Imputato a Palermo per associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta aggravata e riciclaggio, nel 2006 è stato assolto in primo grado da tutte le accuse, salvo quella per bancarotta semplice, coperta però da prescrizione. Ma la
Procura, che aveva chiesto per lui una condanna a 15 anni, ha fatto ricorso in appello.

Grillo Luigi (FI): Nell’indagine sulle scalate bancarie del 2005, la Procura di Milano ha chiesto il suo rinvio a giudizio per
aggiotaggio per aver «contribuito a trasferire da Fazio a Fiorani informazioni riservate sull’iter di procedimenti di Bankitalia
nei confronti di Bpi» (la Popolare Italiana, ex Lodi, di Gianpiero Fiornai); e gli contesta inoltre un episodio di appropriazione
indebita («44mila euro nel 2005»). Nel 2006 Grillo, grazie alla prescrizione appena dimezzata dalla legge ex Cirielli, ha visto
cadere davanti al gip di Genova le accuse mosse contro di lui per una presunta truffa nella progettazione della Tav Milano-
Genova in concorso con dirigenti delle Fs e il costruttore Marcellino Gavio, sospettati di aver ottenuto illecitamente oltre 100
miliardi di lire per interventi di «conoscenza dell’assetto geologico dei terreni nella galleria Giovi».

La Malfa Giorgio (FI-Pri): Condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont:
nel 1992 incassò in nero 300 milioni Ferruzzi-Montedison.

Landolfi Mario (An): Ex ministro delle Telecomunicazioni e presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla
Rai, è indagato in Campania per corruzione e truffa «con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso
La Torre» nell’ambito di un’inchiesta sui fratelli Orsi, due imprenditori casertani diventati i re dei rifiuti grazie al legame con
la camorra e alle relazioni politiche a destra e sinistra. Contro Landolfi gli investigatori hanno raccolto molte dichiarazioni. Al
centro di tutto ci sono i posti di lavoro. Quando i politici chiedevano, il contratto doveva spuntare fuori a tutti i costi. Spiega
Michele Orsi: “Circa il 70 per cento delle assunzioni poi operate erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politicoelettorali, richieste da Landolfi, Valente [il presidente del consorzio comunale, nda] e Cosentino [il coordinatore regionale di Forza Italia, nda]... Molte delle assunzioni erano non solo inutili ma sostanzialmente fittizie, dato che questi non svolgevano
alcuna attività”. Questi «favori» poi diventavano voti. Raffaele Chianese, capo della segretaria di Landolfi - arrestato nel
dicembre del 2007 col segretario particolare dell’onorevole, Cosimo Chianese, per aver organizzato corsi professionali
fantasma in cambio di 250 mila euro di finanziamenti dall’Unione europea - raccomanda un uomo vicino alle cosche con
queste testuali parole: «Quello vale cento voti!». E Orsi replica promettendo il contratto: «Tieni presente che siamo vicini a te e Mario per queste elezioni. Qualunque cosa...». Risposta: «Grazie, a buon rendere». Spiega un pentito: “Quasi tutte le persone
che a Mondragone lavorano per la nettezza urbana sono state raccomandate dal clan. Qualunque iniziativa volessero prendere i
lavoratori dovevano concordarla con il clan, compreso l’iscrizione al sindacato o iniziative di protesta. Mi risulta che nel corso
degli anni sono stati organizzati dalla cosca vari pranzi elettorali per cercare di far votare tutti i dipendenti della nettezza
urbana per una certa persona… Per le ultime politiche è stato organizzato un rinfresco a favore di Landolfi a cui pure hanno
partecipato tutti i dipendenti della nettezza urbana. In quest’ultima occasione il clan si è occupato soltanto di far andare tutti
all’incontro”. I consorzi che gestiscono i rifiuti sono espressione diretta dei partiti. Lo racconta Giuseppe Valente, numero uno
della società mista che si occupa di pulire diciotto comuni sul litorale Domiziano, che dopo l’arresto ammette di avere «assunto
la presidenza quale incarico squisitamente politico, previa intesa con i referenti politici, i parlamentari Landolfi, Cosentino e
Coronella [senatore e leader provinciale di An, nda]». Ma non si tratta di semplice lottizzazione. Dietro i consorzi oltre che la
politica c’è pure la camorra. Chianese, il «portaborse » di Landolfi, dice al telefono che prima nella società della nettezza
urbana «c’erano ventidue assunti ma dieci erano camorristi. Non lavoravano, si pigliavano solo lo stipendio». Il seguito
dell’intercettazione è anche peggiore: «Quanti ce ne possono servire per pulire Mondragone? Trentacinque a esagerare. Invece
ora ce ne stanno 86, chi li deve pagare?». Lo Stato però davanti al dilagare della camorra sembra inerte. Dalla Prefettura di
Caserta – dicono gli atti della Procura – le informative di polizia arrivavano direttamente nelle mani sbagliate. E se si cercava
di applicare le misure minime di legge, come l’obbligo di certificato antimafia per gli appalti, c’era sempre un parlamentare
pronto a trovare una scorciatoia. Spiega ancora Orsi: “Quanto alle mie richieste rivolte ai politici di interessarsi per il rilascio
della certificazione antimafia, faccio presente che sollecitai direttamente l’onorevole Cosentino e – tramite Valente – Mario
Landolfi. Cosentino mi diede assicurazioni sul fatto che si sarebbe interessato: ricordo che questi ebbe a chiamare
telefonicamente, innanzi a me, il dottor Provolo [il vice-prefetto, nda] con il quale prese un appuntamento per avere dei
chiarimenti”. E Landolfi? “Chianese ci disse di aver ricevuto da Landolfi l’indicazione proveniente dalla Prefettura...
sottolineando che grazie a lui Landolfi si era recato presso la Prefettura per perorare il rilascio della certificazione antimafia”.
Dagli atti spunta poi un dialogo sconcertante. Sergio Orsi, uno dei re dei rifiuti, si fa avanti offrendo «amicizia». E Chianese
replica: «Mario i soldi se li può prendere solo da me, e non se li può prendere da nessun altro, quindi è inutile...». Poi precisa:
«Lui soldi non ne piglia... Cioè, i soldi che danno per fare l’attività. Finanzia il partito... Io me ne avvantaggio dal partito,
perché io prendo un incarico... e giustamente devo dare un contributo...». A quel punto il portaborse spiega: «Tu puoi
partecipare... se tu devi prendere un appalto per un lavoro, anziché darlo ad un altro, lo dai a me... È un contributo anche
questo...».

Lehner Giancarlo (FI): Per alcuni suoi articoli, e in particolare per un pamphlet calunnioso in cui accusava addirittura i
magistrati di Mani Pulite di «attentato a organo costituzionale» (cioè a Berlusconi), un reato da ergastolo, Lehner è stato
condannato per diffamazione dal Tribunale di Trento.

Martinat Ugo (An): Indagato dal 2 maggio 2005 a Torino, nella sua veste di viceministro delle Infrastrutture, per turbativa
d’asta e abuso in atti d’ufficio a proposito degli appalti per l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione e per due strade costruite in
vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Un rapporto della Dia, trasmesso dalla Guardia di finanza ai pm Francesco
Saluzzo, Paolo Toso e Cesare Parodi, parla di intercettazioni e definisce Martinat «soggetto supervisore per l’aggiudicazione di
varie gare d’appalto e per l’assegnazione di collaudi».

Matteoli Altero (An): Imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di
indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di
inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20
ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un
conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del
caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera
l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Così il
processo, in attesa della Consulta, si ferma.

Messina Alfredo (FI): Storico dirigente Fininvest e Mediaset, più volte indagato insieme al Cavaliere e ai suoi cari, ora è
vicepresidente di Mediolanum ed è sotto inchiesta a Milano (la Procura ha da poco depositato gli atti a fine indagini) per
favoreggiamento nella bancarotta fraudolenta dell’Hdc del sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. Nel 2004 Crespi chiede a
Mediaset di restituirgli 500 mila euro da lui anticipati a Telelombardia e Antenna3 per “risarcirli” del danno subìto dalla
fornitura di programmi a Italia 7 Gold da parte di Mediaset. La richiesta, tramite Deborah Bergamini, viene inoltrata a
Messina, che prende appuntamento per il 17 luglio con Paolo Del Bue, presidente della Arner Bank luganese, a cui chiede di
“prepararmi una di quelle cose”. Cioè, verosimilmente, i contanti. Perché parte della somma – secondo la Guardia di Finanza -
dev’essere versata a Crespi in contanti a Lugano e in nero da Messina e dal suo avvocato, Giorgio Perroni. Il giorno della
prevista trasferta in Svizzera, il 16 luglio 2004, gli investigatori milanesi – che intercettano i protagonisti – si preparano a
pedinarli a distanza. Messina va a prendere Perroni a Roma, dove incontra anche l’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini.
Poi però, mentre è già in viaggio verso Fiumicino, riceve una telefonata da Palazzo Chigi: è Valentino Valentini, capo della
segreteria del premier Berlusconi. Che lo richiama indietro per “un documento da consegnare”. Messina torna indietro e subito
disdice l’appuntamento con Del Bue. Qualcuno, evidentemente, ha fatto una soffiata sul pedinamento in corso. E la consegna
“salta”. “Purtroppo – dice l’avvocato di Crespi, che segue la pratica, al sondaggista - “(Messina o Perroni, ndr) ha avuto un
forte casino. Non è potuto andare dove doveva andare”. Messina è candidato Pdl al Senato in Lombardia.

Nania Domenico (An): Arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad
attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel
1980); condannato in primo grado per gli abusi edilizi nella sua villa di Barcellona Pozzo di Gotto e salvato in appello dalla
prescrizione. Nemmeno il condono edilizio varato dal governo Berlusconi e votato anche da lui è riuscito a sanare la sua villa
abusiva con piscina, costruita in spregio delle leggi urbanistiche (legge 47/1985, articolo 20) e anche di quelle antisismiche
(legge 64/1974 sulla necessaria autorizzazione del Genio civile). Anche perché la sanatoria berlusconiana prevedeva il
pagamento di una serie di oblazioni che Nania non ha versato in tempo utile. Non male, per un ex sottosegretario ai Lavori
pubblici.

Nessa Pasquale (FI): Imputato a Bari per concussione, il 18 luglio 2005 scampa all’arresto nella sua città solo perché
parlamentare e dunque intoccabile. Invece il suo presunto complice in una storia di presunte tangenti, l’ingegner Camillo
Dell’Anno (dirigente del settore urbanistico del comune di Martina Franca), viene subito incarcerato con la stessa accusa. Sono
entrambi accusati di essersi spartiti nel dicembre 2003 una mazzetta di circa 100mila euro per un’autorizzazione edilizia,
dall’Itacasa Immobiliare Srl, società che aveva chiesto di realizzare a Martina Franca un fabbricato per abitazioni civili e locali
commerciali. Gli stessi amministratori della ditta denunciarono a suo tempo di essere stati costretti a pagare la tangente per
ottenere le necessarie autorizzazioni dal comune. Il gip Fiore chiede al Senato l’autorizzazione ad arrestare anche Nessa, ma
non ha mai ricevuto risposta. Comunque la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio.

Paravia Antonio (FI): Imprenditore ed ex presidente di Assindustria a Salerno, viene arrestato nel 1995 per un giro di tangenti
nella sanità a Napoli. Secondo il pm Nunzio Fragliasso, Paravia avrebbe versato quasi 100 milioni di lire a funzionari e
dirigenti di una Usl per l’appalto del servizio di ascensori e montacarichi. Ma il 16 dicembre 2004 è scattata la prescrizione.
Candidato Pdl per il Senato in Campania.

Papa Alfonso (FI): Magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri
Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze
“facili” insieme allo stesso castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che
nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi
collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa. Che viene
prontamente candidato dal Pdl in Campania.

Pecorella Gaetano (FI): Imputato a Brescia per favoreggiamento nelle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia: nel
2007, dopo cinque anni di indagini, la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di aver corrotto un pentito di
Ordine nuovo, Martino Siciliano, testimone-chiave nei processi per le due stragi nere, perché ritrattasse le sue accuse contro
Delfo Zorzi, cliente di Pecorella, indicato come l’autore materiale del primo eccidio e coinvolto anche nel secondo. Ad
accusare Pecorella è lo stesso Siciliano, il quale sostiene che Zorzi gli avrebbe versato 115 mila dollari tramite il suo ex
difensore Fausto Maniaci, dopo un presunto accordo con Pecorella, legale di Zorzi (all’epoca latitante in Giappone). Siciliano
viene arrestato il 10 giugno 2002 con l’accusa di aver intascato 5.000 dollari – primo anticipo dei «500mila promessi» – in
cambio della ritrattazione.

Pittelli Giancarlo (FI): Indagato a Catanzaro per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a
loggia massonica segreta o struttura similare” e a Salerno per rivelazione di segreto, diffamazione e calunnia nei confronti del
pm De Magistris, e pare anche per corruzione giudiziaria. L’indagine a suo carico è quella denominata «Poseidone» e avviata
da De Magistris sui finanziamenti europei milionari per alcuni depuratori mai realizzati in Calabria. Pittelli, oltre a essere
l’avvocato difensore di numerosi indagati, viene inquisito lui stesso quando il magistrato trova traccia di un suo versamento di
100 mila euro sui conti di Fabio Schettini, segretario del commissario europeo Franco Frattini (FI), anche lui sotto inchiesta
insieme a decine di altri politici, imprenditori, amministratori e professionisti. Ma l’inchiesta viene tolta al pm titolare dal suo
capo, Mariano Lombardi, amico intimo di Pittelli (il figliastro del procuratore è socio in affari del sen. avv.) e alla fine la
Procura chiede l’archiviazione per Pittelli. Il quale però rimane indagato a Catanzaro.

Proietti Cosimi Francesco (An): Indagato a Potenza e poi a Roma per corruzione, ha visto la sua posizione finire in archivio,
ma solo in parte. Nel 2006 viene coinvolto nello scandalo degli affari sporchi intorno al casinò di Campione d’Italia che porta
all’arresto a Potenza di Vittorio Emanuele di Savoia e del portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Il suo ruolo – secondo il gip
Alberto Iannuzzi, che firma le ordinanze di custodia cautelare – sarebbe quello di intermediario per affari milionari fra il clan
del «principe» e i Monopoli di Stato. Lo scandalo infatti nasce dai nullaosta emessi dai Monopoli per legalizzare i videogiochi
illegali. Il signor Savoia si rivolge al faccendiere Achille De Luca, che contatta un commercialista romano amico di Sottile. E
Sottile coinvolge Proietti Cosimi, il quale a sua volta raggiunge due dirigenti dei Monopoli per mandare in porto l’affare. De
Luca consegna le mazzette negli uffici dei Monopoli e poco dopo arrivano ben quattrocento nullaosta. Secondo il gip, il
segretario di Fini gestisce «un potere enorme» e lo usa come «un utile e infallibile strumento per perseguire e realizzare il
proprio tornaconto». Ma i giudici di Roma archiviano tutto. In un altro filone d’inchiesta, il gip potentino raccomandava alla
Procura capitolina di scandagliare «gli affari gestiti in comune da Francesco Proietti Cosimi e Daniela Di Sotto», la moglie di
Fini, perché «meritano un sicuro, ulteriore approfondimento investigativo». L’uomo e la donna avrebbero intrecciato una «fitta
rete di affari, a tratti poco chiari (...), fondamentalmente incentrati sui proventi derivanti dalle gestione di due strutture sanitarie
private, Panigea ed Emmerre, la prima delle quali offre prestazioni anche in regime di convenzione col Servizio sanitario
nazionale». In una telefonata intercettata, Francesco e Daniela parlano dell’«interessamento» della signora Fini presso l’allora governatore del Lazio, Storace, «affinché il poliambulatorio Panigea operasse in regime di convenzione l’esecuzione di esami
clinici (tac e risonanza magnetica) particolarmente costosi». Su questa vicenda, l’inchiesta è ancora in corso a Roma.

Russo Paolo (FI): Ex presidente della commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti in Campania, è stato indagato dalla
Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito di indagini sulla camorra del Nolano per i suoi
rapporti con un imprenditore vicino, secondo gli inquirenti, ai clan della zona. Ma alla fine la Procura ha chiesto
l’archiviazione, almeno per questa accusa. Russo resta però indagato nello stesso procedimento per violazione della legge
elettorale. Candidato Pdl alla Camera in Campania.

Scapagnini Umberto (FI): Il 26 ottobre 2007 il pm catanese Francesco Puleio ha chiesto la sua condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Tre giorni prima delle comunali del 2005, Scapagnini e la sua
giunta approvarono due delibere con cui si sospendeva la riscossione dei contributi previdenziali dalle buste paga dei 4000
dipendenti del municipio. La scelta, ufficialmente giustificata come un risarcimento per i danni subiti dai lavoratori a causa di
un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera, aveva fatto sì che i dipendenti si fossero trovati in busta paga
somme varianti tra i 300 e i 1000 euro che ora dovranno essere restituiti a rate senza interessi in undici anni. Scapagnini è pure
indagato a Catania per abuso d’ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea.

Scelli Maurizio (FI): ex commissario straordinario della Croce rossa italiana, già fondatore del partito centrista “Italia di
nuovo” (“Né con Prodi né con Berlusconi”, 2006), sospettato di aver intermediato il riscatto per la liberazione di alcuni ostaggi
in Irak, per esempio le “due Simone”, è accusato dalla Procura militare di Roma e dalla Corte dei Conti di aver dirottato verso
altre destinazioni 17 milioni di euro destinati alla missione “Antica Babilonia” a Nassiriya “per interventi urgenti a favore della
popolazione irakena”. Che fine han fatto tutti quei quattrini sborsati dallo Stato tramite i ministeri degli Esteri e della Difesa
per alcuni ospedali da campo in Irak? Sarebbero stati - secondo l’accusa – “distratti per esigenze economiche interne alla Croce
rossa italiana” fra il 2003 e il 2006, invece di essere restituiti al governo. Di più: quando partì l’inchiesta, i vertici della Cri
avrebbero tentato di nascondere la verità con “comunicazioni incomplete o non veritiere sulla effettiva utilizzazione del
contributo”. Scelli è candidato del Pdl alla Camera in Abruzzo.

Sciascia Salvatore (FI): Condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, nella sua qualità di manager
Fininvest (capo dei servizi fiscali del gruppo Berlusconi), alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza affinchè
ammorbidissero le verifiche fiscali. L’inchiesta è quella aperta dal pool Mani Pulite nella primavera del 1994, in seguito alle
confessioni di alcuni finanzieri a proposito di quattro tangenti da circa 100 milioni di lire ciascuna pagate dal gruppo Fininvest
perché chiudessero gli occhi nei blitz tributari nelle società Mediolanum, Mondadori ed Edilnord.

Simeoni Giorgio (FI): Indagato a Roma per associazione per delinquere e corruzione nello scandalo delle tangenti sulla sanità nel lazio nato dalle confessioni di “Lady Asl”, per aver «usato il suo ruolo per appropriarsi di denaro pubblico in modo
reiterato» e di aver pure inquinato le prove, nel 2006 s’è salvato dall’arresto perché la Camera ha respinto la richiesta dei
giudici.

Speciale Roberto (FI): Ex comandante generale della Guardia di Finanza, è indagato dalla Procura militare di Roma per il
presunto utilizzo privato di mezzi della GdF. Il procuratore militare Antonino Intelisano ha tra l’altro acquisito un filmato delle
Fiamme Gialle, girato in una fredda mattina del febbraio 2005 a Passo Rolle, in Trentino Alto Adige, che documenta come
Speciale portò in montagna parenti e amici per una festa, utilizzando un Atr 42 a turboelica del Corpo, destinato al contrasto
del contrabbando e alle missioni umanitarie. La festa si sarebbe dovuta concludere con una mangiata di pesce fresco,
trasportato in casse caricate all’aeroporto di Pratica di Mare e spedite con volo militare. Spigole mai arrivate, ma solo per colpa
del maltempo. Un altro capitolo dell’indagine riguarda l’utilizzo dei fondi riservati della Guardia di finanza da parte del
generale. Speciale si difende così: «Come ogni anno ci siamo recati a Passo Rolle per chiudere le gare invernali della Guardia
di finanza, una cerimonia alla quale faceva da madrina come da prassi la moglie del comandante generale». Ma, stando a
quanto scritto dai giornali, la Procura militare ha accertato che l’ex comandante Speciale ha utilizzato l’Atr 42 in dotazione al
Corpo in occasione di almeno 45 week-end e che l’aereo, per suo ordine e a spese delle Fiamme gialle, era stato
«riconfigurato» negli hangar dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, in modo da ospitare poltrone «business» per almeno
otto passeggeri. Costo per le casse dello Stato: 3.885,91 euro l’ora. Anche per questo la Procura della Corte dei Conti ha
avviato nei confronti del generale un procedimento di responsabilità per il danno erariale procurato dai suoi viaggi a scrocco al
Passo Rolle, chiedendogli il conto per almeno 32 mila euro di gite aviotrasportate con spigole d’alta quota, più il danno
d’immagine per il corpo delle Fiamme Gialle. Ironia della sorte: la Procura della Corte dei Conti è proprio l’ufficio dove il
governo Prodi avrebbe voluto dirottare il generale Speciale, dopo la rimozione da comando generale della Guardia di finanza.

Tomassini Antonio (FI): Medico chirurgo, amico personale di Silvio Berlusconi, è stato condannato in via definitiva dalla
Cassazione a 3 anni di reclusione per falso. Durante un parto, una bambina sua paziente nacque cerebrolesa, ma lui contraffece
e soppresse il partogramma. Nel 2001 Forza Italia lo candidò subito al Parlamento e lo nominò responsabile per la Sanità del
partito e presidente commissione Sanità del Senato. Nell’ultima legislatura era membro della Commissione parlamentare di
inchiesta sull’efficienza del sistema sanitario nazionale.

Tortoli Roberto (FI): Indagato dalla Procura di Arezzo per concorso in estorsione in uno scandalo che ruota intorno alla
costruzione di una multisala cinematografica ad Arezzo.

Valentino Giuseppe (An): Indagato nel 2004 dalla Dda di Catanzaro per i suoi presunti rapporti con l’avvocato Paolo Romeo, condannato per la sua appartenenza alla ‘ndrangheta, ha visto la sua posizione finire in archivio. Ma è tuttoggi indagato a Roma per favoreggiamento perché sospettato di aver rivelato a Stefano Ricucci le intercettazioni telefoniche in corso sulle
scalate a Bnl, Antonveneta e Corriere nell’estate del 2005.

Vizzini Carlo (FI): Condannato in primo grado a 10 mesi e salvato dalla prescrizione in appello per il finanziamento illecito di
300 milioni di lire dalla maxitangente Enimont; assolto dal Tribunale dei ministri di Roma dall’accusa di aver preso tangenti
quand’era ministro socialdemocratico delle Poste.
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Un attimo... il tempo che intercorre tra lo scattare del semaforo verde e l\'idiota dietro che suona il clacson
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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 16:04

Lega Nord (7)

Bossi Umberto: Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla
maxitangente Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e
imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere,
per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a «individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche
con la violenza». Tremaglia, suo futuro collega ministro, l’aveva denunciato. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4
mesi (poi commutati in 3.000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver
dichiarato nel 1997: «Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo». Niente sospensione
condizionale della pena, che però è coperta da indulto (che cancella anche quelle pecunarie fino a 10 mila euro): insomma,
Bossi non pagherà nemmeno un euro. Inoltre ha un altro processo in corso per lo stesso reato, per aver detto, sempre nel 1997,
durante un comizio: «Il tricolore lo metta al cesso, signora... Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente,
visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore». Nel 2002 la Camera ha negato ai giudici
l’autorizzazione a procedere, ritenendo le espressioni rientranti nella libera attività parlamentare e dunque coperte da
insindacabilità; ma nel 2006 la Consulta ha annullato la delibera di Montecitorio, disponendo che Bossi sia processato come un
comune cittadino. Il Senatùr è invece uscito indenne dal lungo processo per resistenza a pubblico ufficiale, in seguito agli
scontri con la polizia che perquisiva, il 18 settembre ’96, la sede leghista di via Bellerio a Milano: condannato a 7 mesi in
primo grado e a 4 in appello, Bossi s’è visto annullare con rinvio la seconda condanna dalla Cassazione, che ha disposto un
nuovo processo d’appello. E qui, nel 2007, è stato assolto. Ancora aperto, invece, il processo di Verona per le camicie verdi
della cosiddetta Guardia nazionale padana costituita nel 1996: Bossi, con altri quarantaquattro dirigenti leghisti, deve
rispondere in udienza preliminare di attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, nonché di aver costituito una struttura
paramilitare fuorilegge. Ma, almeno in questo caso, rischia poco o nulla: allo scadere dell’ultima legislatura, la maggioranza di
centrodestra ha riformato i primi due reati (punibili ora solo in presenza di atti violenti), in modo da assicurarne la decadenza al
processo di Verona. L’ennesima legge ad personam. Una volta tanto non per il Cavaliere, ma per il Senatùr. Il procuratore di
Verona Guido Papalia, però, tiene duro sull’accusa residua di associazione paramilitare. Allora, nel 2007 la Camera regala
l’insindacabilità ai deputati imputati, tra i quali Bossi, Calderoli e Maroni, quasi che la Guardia Padana fosse un’«opinione». A
quel punto Papalia ricorre nuovamente alla Consulta con un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, come ha già fatto
contro un analogo provvedimento impunitario adottato dal Senato per salvare Gnutti e Speroni.
Bragantini Matteo: Nel 2004 è stato condannato in primo grado a 6 mesi di carcere e a 3 anni d'interdizione dall'attività
politica, per istigazione all’odio razziale e propaganda di idee razziste. Nell’agosto-settembre 2001 la Lega Nord di Verona
aveva organizzato una campagna (“Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città”) contro la comunità Sinta di
Verona. Nelle motivazioni, i giudici di primo grado scrivono che Bragantini e i suoi 6 coimputati, fra i quali l’attuale sindaco
leghista di Verona Flavio Tosi, hanno “diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici
amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato… un
concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato”.
Il 30 gennaio 2007, la Corte d’appello di Venezia riduce la pena da 6 a 2 mesi, assolvendo i leghisti dall'istigazione all'odio
razziale, confermando la condanna per la propaganda razzista e i risarcimenti ai sette Sinti (2500 euro per ciascuno) e all’ente
morale Opera Nomadi (8 mila euro), costituitisi parte civile. Bragantini è ricandidato alla Camera per la Lega Nord nel
Veneto1.

Calderoli Roberto: Indagato a Milano per ricettazione nell’inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani. Il quale sostiene di
averlo foraggiato per garantirsi l’appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta: con il
suo sottosegretario Brancher, l’allora ministro delle Riforme si sarebbe spartito 200mila euro. Salvo per prescrizione nel
processo per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano (resistenza a pubblico ufficiale), Calderoli è
scampato al processo in corso a Verona per le camicie verdi (attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, struttura
paramilitare fuorilegge) grazie a una legge ad personam e all’insindacabilità regalatagli dal Senato (contro cui però la Procura
ricorrerà alla Consulta).

Caparini Davide: Salvo per prescrizione nel processo per resistenza a pubblico ufficiale nel processo sui tafferugli con la
polizia durante una perquisizione nella sede leghista di via Bellerio a Milano.

Castelli Roberto: Indagato per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze facili al ministero della Giustizia durante il
secondo governo Berlusconi, s’è salvato grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 gli ha regalato l’immunità totale per i
suoi presunti reati ministeriali, negando l’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Roma. Per gli stessi fatti la Corte dei Conti l’ha condannato a rimborsare un danno erariale di 98.876,96 euro e gliene ha contestato un altro di circa
400 mila euro.

Maroni Roberto: Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano. Maroni, prima di finire in
ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Di qui la condanna a 8 mesi in primo
grado, poi dimezzata in appello e in Cassazione. Maroni è anche imputato a Verona come ex capo delle camicie verdi, insieme
a una quarantina di dirigenti leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di
struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due reati sono stati ampiamente ridimensionati da una riforma legislativa ad hoc,
varata dal centrodestra nel 2005, allo scadere della penultima legislatura. Resta in piedi solo il terzo.

Stefani Stefano: Indagato a Roma per concorso in truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, ha ottenuto la richiesta
d’archiviazione del procedimento perché la Procura non ha potuto usare le intercettazioni indirette che facevano sospettare
qualcosa di poco chiaro nella vicenda dei finanziamenti pubblici al quotidiano «Il Giornale d’Italia». In pratica, come molti
suoi colleghi parlamentari, anche Stefani è un miracolato dalla legge Boato che – prima della sentenza della Consulta del 2007
– rendeva inutilizzabili le intercettazioni in cui compariva la voce di un eletto dal popolo.
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Re: La questione morale

Messaggioda ErSandro » giovedì 16 luglio 2009, 16:06

La butto lì tanto per dire e senza dare ragione a nessuno (anzi, semmai dando torto a tutti :D).

Qua il punto non è chi ha più delinquenti, ma che bisogna rendersi conto che il più pulito c'ha la rogna e anche chi fa il moralista ha i suoi begli scheletri nell'armadio (chi si ricorda di Prodi e Fassino che finanziavano il dittatore Milosevic con l'affare telekom serbia?).

Siccome non mi piace stare a scegliere il meno peggio (che resta comunque un punto di vista discrezionale) io li mando tutti a quel paese  (good)
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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 16:15

ErSandro ha scritto:La butto lì tanto per dire e senza dare ragione a nessuno (anzi, semmai dando torto a tutti :D).

Qua il punto non è chi ha più delinquenti, ma che bisogna rendersi conto che il più pulito c'ha la rogna e anche chi fa il moralista ha i suoi begli scheletri nell'armadio (chi si ricorda di Prodi e Fassino che finanziavano il dittatore Milosevic con l'affare telekom serbia?).

Siccome non mi piace stare a scegliere il meno peggio (che resta comunque un punto di vista discrezionale) io li mando tutti a quel paese  (good)



Sì infatti il mio discorso è più che altro far capire che non si accettano lezioni di moralità da persone che ne hanno più degli altri... la politica italiana va riformata completamente a dx ea sx, molti di loro dovrebbero sparire
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Re: La questione morale

Messaggioda Guiodic » giovedì 16 luglio 2009, 16:25

Scusa ma c'è una bella differenza, per te - ammesso che sia vero - fare un imbroglio e collaborare la mafia sono la stessa cosa?

Per me no.

Dire "tanto so tutti ladri" non è corretto. Prima di tutto non sono tutti ladri. Secondo in certi partiti se finisci nei guai vieni sospeso, in altri ti promuovono. Terzo, la mafia è la mafia ca22o.

@mcz: io non ho padroni, quello è un tuo problema.
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Re: La questione morale

Messaggioda ErSandro » giovedì 16 luglio 2009, 16:30

Tra collaborare e finanziare la mafia o un totalitarismo basato sull'imposizione militare non ci vedo grosse differenze.

A parte questo non dico che sono tutti uguali, ma che, seppure in misure differenti, mi fanno tutti schifo. E non riesco a votare qualcuno che mi fa schifo.
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Re: La questione morale

Messaggioda ciccoale » giovedì 16 luglio 2009, 16:32

ErSandro ha scritto:Tra collaborare e finanziare la mafia o un totalitarismo basato sull'imposizione militare non ci vedo grosse differenze.

A parte questo non dico che sono tutti uguali, ma che, seppure in misure differenti, mi fanno tutti schifo. E non riesco a votare qualcuno che mi fa schifo.


Non sono molto d'accordo sul non votare, io mi turo il naso, ma voto per il semplice motivo che c'è uno che mi fa molto più schifo dell'altro
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Re: La questione morale

Messaggioda Guiodic » giovedì 16 luglio 2009, 16:33

ErSandro ha scritto:Tra collaborare e finanziare la mafia o un totalitarismo basato sull'imposizione militare non ci vedo grosse differenze.


Scusa ma di che parliamo? di Telekom Serbia? Ancora sta roba?
Che fine ha fatto quello lì... Igor Marini... ma dai!

A parte questo non dico che sono tutti uguali, ma che, seppure in misure differenti, mi fanno tutti schifo. E non riesco a votare qualcuno che mi fa schifo.


Ma dai non ci credo che non c'è un politico che ti dia un minimo di fiducia.
Prendi Vendola. Lui l'assessore "imbroglione" l'ha cacciato.
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Re: La questione morale

Messaggioda ErSandro » giovedì 16 luglio 2009, 16:43

In effetti Igor Marini faceva ridere (per non dire piangere....).

Resta il fatto che Telecom comprò delle azioni ad un prezzo molto più alto del loro valore (e che infatti si svalutarono subito dopo) nonostante i pareri negativi degli analisti. Mi ricordo le foto sui quotidiani serbi in cui lo stesso Fassino stringeva la mano a Milosevic per congratularsi della felice conclusione dell'affare. Tutto questo al di là di presunte tangenti. Ma sto divagando.

Può anche esserci un politico che mi sta più simpatico di altri, ma si presenta comunque in coalizioni che mi danno il voltastomaco.
Ultima modifica di ErSandro il giovedì 16 luglio 2009, 16:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: La questione morale

Messaggioda mcz » giovedì 16 luglio 2009, 16:52

@ciccoale
Forse non comprendi bene il significato delle parole.
I bellimbusti nominati dal governo Prodi sono assassini o aspiranti tali.
Assassini, se non lo capisci come è probabile, significa gente che ha ammazzato altri uomini o donne.

Capisco che per te siano persone normali e da onorare. Probabilmente fai parte delle stesse bande.
Ma per una persona civile un assassino resta sempre e comunque un assassino.
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Re: La questione morale

Messaggioda ErSandro » giovedì 16 luglio 2009, 16:56

Per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte dico anche una cosa ad mcz:

tra una persona che uccide direttamente ed un'altra che finanzia chi lo fa non ci vedo grandi differenze. Anzi, se il primo mi fa paura il secondo mi fa schifo.
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Re: La questione morale

Messaggioda Guiodic » giovedì 16 luglio 2009, 16:59

mcz ha scritto:@ciccoale
Forse non comprendi bene il significato delle parole.
I bellimbusti nominati dal governo Prodi sono assassini o aspiranti tali.
Assassini, se non lo capisci come è probabile, significa gente che ha ammazzato altri uomini o donne.

Capisco che per te siano persone normali e da onorare. Probabilmente fai parte delle stesse bande.
Ma per una persona civile un assassino resta sempre e comunque un assassino.


Gente che ha pagato con il carcere.
A differenza di Silvio.
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Re: La questione morale

Messaggioda Guiodic » giovedì 16 luglio 2009, 17:01

P.S. voi avete gente peggiore, gente coinvolta nelle stragi e dico stragi.
Non ti conviene toccare questo argomento, davvero non ti conviene.
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