Per quanto riguarda la frase "l'elettrone non esiste", beh potrebbe far inquietare i fisici particellari.
I '
fisici particellari', come li chiami, sono già da tempo in stato confusionale perchè non riescono proprio a digerire i paradossi quantici.
I fisici che si interessano alla fisica quantica sono invece d'accordo sul fatto che l'elettrone, ma anche il resto, proprio non esiste.
Per essere più precisi, l'elettrone esiste solo come nuvola o onda di probabilità. E si materializza solo quando è osservato (misurato).
I fisici hanno dibattuto a lungo sul significato di questo fatto: che senso ha dire che lo stato di un elettrone è un insieme di possibili stati? L'elettrone è qui o lì?
In fisica classica non ci sono dubbi: è qui (il "
qui" che misurerà anche il microscopio).
Ma in fisica quantica l'elettrone è sia qui sia lì, semplicemente con diverse probabilità di essere qui e lì. Soltanto dopo che l'ho misurato posso dire che è qui. Il fatto lasciò cosi` perplessi i fisici che Schrodinger stesso propose il famoso paradosso del gatto che è al tempo stesso vivo e morto, in quanto la particella da cui dipende la sua esistenza è al tempo stesso qui e lì!
Che cos'è la "
realtà" del mondo per la fisica quantica? Sfortunatamente quella che noi percepiamo come realtà si scopre essere semplicemente una serie di incidenti di percorso. Se crediamo alla fisica quantica, il mondo è nelle mani di queste onde di probabilità. Ogni tanto una di queste onde "
collassa", e allora, e soltanto allora, succede qualcosa (le quantità fisiche assumono dei valori osservabili). La sequenza di quei "
qualcosa" costituisce la realtà che percepiamo noi.
Nulla nella fisica quantistica spiega cosa realmente accada quando un sistema quantistico "
collassa": il collasso corrisponde a un cambiamento nello stato del sistema, oppure corrisponde semplicemente a un cambiamento nella conoscenza che io ho di quel sistema?
Naturalmente, viene subito la tentazione di puntare il dito verso la coscienza (esperimento di Mandel). Forse il collasso è dovuto al fatto che un essere senziente compie la misurazione. Forse la mente entra nel mondo attraverso il pertugio lasciato aperto dal principio di indeterminatezza di Heisenberg. Forse la fisica quantistica ci sta dicendo che la mente umana "
deve" esistere affinchè il resto dell'universo possa esistere, altrimenti non ci sarebbe nessuno ad osservarlo e ciò significa che resterebbe in eterno nel limbo delle possibilità.
La realtà è il contenuto della nostra coscienza, come ha scritto recentemente Eugene Wigner.
Un'altra possibilità è quella di negare semplicemente che si verifichi questo misterioso "
collasso" della funzione d'onda. Invece di ammettere che il futuro venga scelto a caso ogni volta che la funzione collassa, uno può decidere che tutti i possibili futuri si verificano tutti insieme. In ogni secondo l'universo si divide in miliardi di altri universi, uno corrispondente a ogni possibile valore di ogni possibile quantità che uno potrebbe misurare. É questa la teoria di Hugh Everett: se qualcosa può succedere, allora succede... in qualche universo. Una copia di me esiste in ogni universo. Io osservo tutti i possibili risultati di una misurazione, ma lo faccio in universi diversi. Fra coloro che credono in questa ipotesi si contano luminari come David Deutsch e Stephen Hawking.
Wojciech Zurek pensa che tutto contribuisca al collasso, e che il collasso possa avvenire per gradi successivi. L'ambiente distrugge quella che Zurek chiama "
coerenza quantistica". E per "
ambiente" intende proprio tutto, dalla singola particella che transita per caso fino al microscopio. L'ambiente causa "
decoerenza" e la decoerenza causa una sorta di selezione naturale alla Darwin: lo stato classico che emerge da uno stato quantistico è quello che meglio si "
adatta" all'ambiente. Non sorprende pertanto che, studiando questo fenomeno, Zurek stia pervenendo a intriganti paralleli con il fenomeno della vita (l'altro grande mistero della natura è, ovviamente, quello di come la materia vivente emerga dalla materia non vivente).