Parlando di Russell mi viene in mente il Manifesto Russell-Einstein, pubblicato nel 1955, il punto di partenza per le Conferenze Pugwash: «Ci rivolgiamo agli esseri umani da esseri umani. Ricordate la vostra umanità e scordate il resto».Epoxi ha scritto: Guarda Einstein, non penso questo, solo confermo che "probalbilmente" la società non ci farà nemmeno caso.
Anzi: la società è piena di "diversi" ed essa continua a chamarli così quand'anche fossero dei geni. agli "alitri" i "diversi" non piacciono. a meno che non siano coloro che si adoperano per questi "altri", per il loro benessere e per la loro comodità. senza ricevere nulla in cambio. D'altra parte in cabio generalmente riceverebbero soldi, e se diventano tanti, spesso verrrebbero invidiati e detestati, anzichè ringraziati; e senza nemmeno conoscerne il nome (aggiungiamo poi molti individui che fanno molto e non ricevono nulla del tutto).
Parafrasando Bertrand Russell suggerisco sempre che la crescita sociale sia vincolata alla collaborazione reciproca; e non mi sembra che ciò stia riscutendeo un grande successo nella società e nei rapporti tra le persone.
Non sono un ottimista, lo so.
Inoltre: concordo che in lina di principio "la società siamo noi" (inclusi senz'altro tu ed io) e questo non è affatto male. Ma in linea di fatto la società è un insieme di rapporti completamente pilotati dall'alto, dalle istituzioni e da bisogni perlopiù imposti e comunque di circostanza (un esempio banale ma omnicomprensivo: i soldi)
Un modo per fregarci lo trovano sempre. comandano.
(il tuo amico in Congo? quindi sarà l'Eni, suppongo. è un ambiente dove si va per grana ed è altamente burocratizzato. spero che si trovi bene, ma ne dubito se ci tiene all'ambiente e non alla Compagnia - ma questo è un problema che riguarda non solo "una" compagnia).
Russell disse anche "«Senza conoscenza, non si può costruire il mondo delle nostre speranze»". Ecco perche' i giovani devono acquisire conoscenza per costruire un mondo pieno di speranza.
Bertan Russell riguardo alla fiducia nei suoi discorsi sulle armi nucleari per esempio parlava di "male assoluto". Un male che non risiede solo nel loro schiacciante potere di distruzione, ma nella profonda sfiducia che appare come causa del loro possesso: «È questa sfiducia che ha creato il culto della cosiddetta deterrenza: la convinzione che le armi nucleari siano necessarie per proteggersi dalle armi nucleari. La fiducia nelle armi nucleari è la negazione della fiducia nell’umanità. Più le persone si affidano alle armi, meno si fidano l’una dell’altra. Cessare di riporre la propria fiducia nelle armi è l’unico modo per coltivare la reciproca fiducia tra i popoli».
Riguardo all'ottimismo, io mi credevo di esserlo ma mi sono scoperto, andando avanti, pessimista.
RotBlat che era Cofirmatario del Manifesto Russell-Einstein riguardo all'ottimismo diceva:
"Sento di dover essere ottimista. Qual'e' l'alternativa? Soccombendo al pessimismo, non faremo che accelerare la nostra distruzione. L'unica opzione ragionevole e' essere ottimisti. Si, bisogna fare uno sforzo per essere ottimisti; io non lo sono per natura. Quando dico che sono ottimista, non e' perche' credo che le condizioni del mondo miglioreranno spontaneamente. Nulla cambiera', se non ci sforziamo di rendere questo pianeta un posto migliore. Ogni persona, per quello che gli e' possibile, deve contribuire a questo sforzo."
"Un ottimista deve avere una filosofia ben radicata e salde convizioni morali. Il vero ottimista e' colui che capisce la dura realta' delle cose, eppure ha la determinazione di superare qualsiasi ostacolo e confida nell'illimitato potenziale del spirito umano"
Riguardo al potere che viene usato dall'alto...
La mia sensazione di impotenza e' proprio questa mancanza di potere... Dobbiamo riappropriarci del potere. Aspettare che arrivi qualcosa dall'alto e vivere da spettatori e' quello che ci vogliono far fare. Io sono uno spirito libero che segue le regole con il corpo ma ha nella mente una determinazione a cambiare le cose dal basso nella societa' , nei rapporti umani. Cambiamo noi e cambia la societa' per quanto qualcuno dall'alto mi impone io faccio quello che sento che debba essere fatto con tutti i dovuti sforzi senza risparmiare la mia vita. Non e' facile ma io contribuisco per il mio massimo.
Per il mio amico non so se e' Eni o altro... Il problema non e' nelle compagnie ma in come noi affrontiamo la vita.
La fiducia che va costruita e' la cosa piu' difficile, ma sta a noi riappropriarci del potere che ci e' stato tolto (sostituito con altro)...
Ancora non ho le idee chiare, ma sto facendo di tutto per chiarirmele...
Riguardo alla collaborazione e allo scambio ti dico che anche io sento che lo scambio e' vivo anche nei sentimenti. Ormai e' sempre piu' raro il donare agli altri con gioia senza desiderare qualcosa in cambio. E' dentro di me. Ma io ci combatto ogni giorno. Dentro di me c'e' sia lo scambio che il senso di gratitudine e un significato dell'offerta puro.
L'ingratitudine e' uno dei sentimenti piu' brutti che ci siano. Essere grati e' una cosa che non dobbiamo dare per scontato.
Quando sorgeranno individui con sani principi vedrai come la societa' ci fara' caso... Io mettendo in pratica quello che ho scritto sopra ho gia' avuto un cambiamento nel mio quartiere (anche se minimo). La societa' cambia se tu cambi!
Io non sono diverso... Io sono unico! Anche tu sei unico, anche pippo1984 e' unico.
Spero che ti sforzerai ad essere ottimista per poter vincere questa battaglia eterna tra bene e male! Io lotto con te!

