Sicurezza vs. Semplicità

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Ikitt

Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da Ikitt »

derma ha scritto:
Ikitt ha scritto:
Mi piacerebbe capire da dove nascono certe considerazioni. Perche` mi paiono un po` fortine, sinceramente.
PS: le prime GUI risalgono ai primi anni 70. Prossimi agli inizi dell'era informatica.
No, no, non parlo di GUI (quella è la scorza), ma di qualcosa che è alla radice dei computer come oggi li conosciamo ed usiamo.
Beh, confermo il desiderio di approfondire. Non ti seguo affatto, ne intuisco dove tu voglia andare a parare. :)
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derma
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Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da derma »

Ikitt ha scritto:
Beh, confermo il desiderio di approfondire. Non ti seguo affatto, ne intuisco dove tu voglia andare a parare. :)
Tento di spiegarmi (ma tu, per quanto puoi, porta pazienza), sebbene l'argomento (almeno come io lo intendo) di per sé non per nulla semplice.

Noi tutti, o cosi io suppongo (senza cattiva presunzione), utilizziamo il computer badando all'estetica e alla funzionalità dei programmi dei comandi che hanno la loro sfera di influenza quasi sempre all'interno del sistema operativo che li ospita e li gestisce.
Ma cosa accade al livello inferiore?
[A tale proposito sarebbe interessante conoscere le problematiche e gli sviluppi del Trusted Computing] (http://www.no1984.org/)
Perché l'architettura hardware ha la struttura attuale? Chi ha stabilito quale sia il miglior "fattore forma" di un chip o di una motherboard? E scendendo ancora più in profondità, perché dobbiamo "piangerci" noi gli errori strutturali commessi dai primi sviluppatori di microprocessori i quali, non credendo ad uno sviluppo quale quello odierno, non ebbero allora a prevedere una logica di organizzazuone all'interno del chip affinché si potesse in seguito far fronte all'immensità dei calcoli che adesso sommergono i processori con tuto quello che ne segue.


EDIT: Sono assolutamente certo/convinto del fatto che lo sviluppo dei PC come oggi li vediamo sia arrivato quasi al suo culmine/limite, soprattutto, anzi esclusivamente per motivi di natura fisica e non a causa della deficienza umana.
Ultima modifica di derma il domenica 24 settembre 2006, 18:01, modificato 1 volta in totale.
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prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”     '\°°/'
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Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da Ikitt »

derma ha scritto: Tento di spiegarmi (ma tu, per quanto puoi, porta pazienza), sebbene l'argomento (almeno come io lo intendo) di per sé non per nulla semplice.

Noi tutti, o cosi io suppongo (senza cattiva presunzione), utilizziamo il computer badando all'estetica e alla funzionalità dei programmi dei comandi che hanno la loro sfera di influenza quasi sempre all'interno del sistema operativo che li ospita e li gestisce. Ma cosa accade al livello inferiore? [A tale proposito sarebbe interessante conoscere le problematiche e gli sviluppi del Trusted Computing] Perché l'architettura hardware ha la struttura attuale? Chi ha stabilito quale sia il miglior "fattore forma" di un chip o di una motherboard? E scendendo ancora più in profondità, perché dobbiamo "piangerci" noi gli errori strutturali commessi dai primi sviluppatori di microprocessori i quali, non credendo ad uno sviluppo quale quello odierno, non ebbero allora a prevedere una logica di organizzazuone all'interno del chip affinché si potesse in seguito far fronte all'immensità dei calcoli che adesso sommergono i processori con tuto quello che ne segue.
Ok, ho letto. Non e` questione di non portare pazienza (non ho problemi in questo senso), ma ancora non e` chiaro quello che dici, e sopratutto non e` chiaro cosa c'entra col thread. Si che l'argomento e` dannatamente complesso, ma davvero mi sfugge la connessione di queste considerazioni col resto.

Va bene, la struttura HW ha dei problemi (noti), va bene, non e` l'ottimo, ma che c'entra con le problematiche di sicurezza? Sopratutto, sinche` rimaniamo cosi` generali nelle considerazioni, non e` vero che il SW e` insestricabile dall'HW. E diventa via via meno vero man mano che ci si allontana dall'hardware (vedasi kernel, librerie, software applicativo...).

Linux gira su una certa varieta` di piattaforme, e li (sul sottoinsieme di esse in cui gira anche) GNOME si comporta sempre allo stesso modo, sudo richiede sempre la password, gli utenti non-root non possono scrivere dove gli pare nel filesystem, etc. etc.
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Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da derma »

Ikitt ha scritto:
Ok, ho letto. Non e` questione di non portare pazienza (non ho problemi in questo senso), ma ancora non e` chiaro quello che dici, e sopratutto non e` chiaro cosa c'entra col thread. Si che l'argomento e` dannatamente complesso, ma davvero mi sfugge la connessione di queste considerazioni col resto.
C'entra, c'entra; tu spingi, e vedrai che c'entra.
Il problema "sicurezza" nasce e si sviluppa sì innanzitutto in ambito software, ma oggi l'hardware gioca il suo bel ruolo al riguardo.
Se io nella scheda madre mi ritrovo installato un chip che mi impedisce di compiere certe operazioni e magari per compiere ciò apre falle sfruttabili da chi non aspetta altro, ecco che non solo viene sminuito il mio potere decisionale di fare ciò che mi pare e piace pagando comunque per le conseguenze (diritto inalienabile di responsabilità individuale riguardante ognuno di noi) ma per di più un tale sistema mi espone ai tentativi di frode da parte di coloro che di programmazione ne sanno infinitamente più della maggior parte della popolazione mondiale (Tecnocrazia, è il termine esatto per un simile scenario, neanche tanto romanzesco o hollywoodiano).

Va bene, la struttura HW ha dei problemi (noti), va bene, non e` l'ottimo, ma che c'entra con le problematiche di sicurezza? Sopratutto, sinche` rimaniamo cosi` generali nelle considerazioni, non e` vero che il SW e` insestricabile dall'HW. E diventa via via meno vero man mano che ci si allontana dall'hardware (vedasi kernel, librerie, software applicativo...).
Se fossi un costruttore di hardware, ouno studente della Stanford University, allora mi produrrei in grafici ed equazioni tali da sommergere ammorbandolo l'intero forum; ma non è così. Io ho questa idea, e non è campata in aria, ma si poggià su basi che so esistenti ma che, ammetto, non posso descrivere con scientifica precisione.
Linux gira su una certa varieta` di piattaforme, e li (sul sottoinsieme di esse in cui gira anche) GNOME si comporta sempre allo stesso modo, sudo richiede sempre la password, gli utenti non-root non possono scrivere dove gli pare nel filesystem, etc. etc.
Questo, sì; ma non è un problema di sudo o Gnome o KDE o Tiger o quello che si vuole e usa come SO, il problema è come il SO è costretto (o costringe, dato che può verificarsi il contrario) ad usare l'hardware su cui esso "poggia".
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Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da Ikitt »

derma ha scritto: C'entra, c'entra; tu spingi, e vedrai che c'entra.
Il problema "sicurezza" nasce e si sviluppa sì innanzitutto in ambito software, ma oggi l'hardware gioca il suo bel ruolo al riguardo. (snip trusted computing)
Si, sulle problematiche del trusted computing sono in buona parte d'accordo, ma continuo a pensare che sia OT rispetto al thread. Comunque ok, in questa sede il trusted computing e relativi problemi non mi interessa (perche` OT, appunto). Se il discorso volge da quella parte, per me basta cosi` :)
Se fossi un costruttore di hardware, ouno studente della Stanford University, allora mi produrrei in grafici ed equazioni tali da sommergere ammorbandolo l'intero forum; ma non è così. Io ho questa idea, e non è campata in aria, ma si poggià su basi che so esistenti ma che, ammetto, non posso descrivere con scientifica precisione.
Non sto dicendo che sbagli, sto dicendo che non capisco. Beninteso, potrebbe essere un problema solo mio (non sono ironico).
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Re: Sicurezza vs. Semplicità

Messaggio da derma »

Ikitt ha scritto:
Si, sulle problematiche del trusted computing sono in buona parte d'accordo, ma continuo a pensare che sia OT rispetto al thread. Comunque ok, in questa sede il trusted computing e relativi problemi non mi interessa (perche` OT, appunto). Se il discorso volge da quella parte, per me basta cosi` :)
No, il Trusted Computing è solo la vetta della piramide, l'ultimo problema in ordine cronologico; ma anche quando diventasse un cardine di questa discussione, esso non porterebbe OT poiché il Trusted Computing da un lato assicura l'utenza riguardo la sicurezza (poiché impedisce l'afflusso di dati contente codice maligno) e dall'altro lato promette una maggiore semplicità (in quanto limità la installazione di qualsivoglia programma, libreria, applicazione o uqnat'altro non rispetti i criteri di Trusted Computing stabiliti a monte).
Tutto ciò è possibile anche per come è nata e si evoluta la architettura hardware di modo che oggi l'una barriera per quel che riguarda la sicurezza è di natura software (per altro mai inviolabile), mentre dal lato hardware "qualcuno" si è inventato questo sistema, e cioè il Trusted Computing (ma potrebbe essere qualsiasi altra cosa), per cui si annulla la libertà a scapito di una promessa, ma non si sa quanto reale, sicurezza.
Non sto dicendo che sbagli, sto dicendo che non capisco. Beninteso, potrebbe essere un problema solo mio (non sono ironico).
Non capire, non di per sé un male (e sono io stavolta a dirti che non sto facendo ironia), in quanto è sicuro che le cose non capite rimarranno per sempre nella mente semmai si avrà la fortuna di comprenderle (a me è successo, e perciò te lo assicuro personalmente: le cose facilmente comprensibili, si dimenticano, viceversa quelle impegnative non t'abbandonano più).
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