Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Dunque, se la meccanica quantistica, a quanto pare!, non è spiegabile utilizzando parole/costrutti semplici, a cosa essa serve? se non è un sapere trasmissibile, a tutti, comprensibile da parte di tutti, o dalla maggior parte degli esseri umani, quale utilità ha?
Non reputo di alcun valore un sapere che si dice essere incomprensibile ai più e complesso tanto da non poter essere (di)spiegato a tutti coloro che ne fanno richiesta; tale atteggiamento è distintivo di chi presume di essere detentore di un quoziente di intelligenza superiore alla media derivante anche dagli studi intrapresi. Eppure tante grandi menti, come si è soliti chiamare coloro che contribuirono alla comprensione di ciò che immaginariamente o realmente ci circonda, erano "ignoranti" e basavano la propria "scienza" sulla diffusione e di conseguenza sulla comprensione da parte di una platea che fosse la più vasta possibile. Lo scopo della Scienza dovrebbe essere rendere più consapevoli gli umani del loro "essere" e della materia che li circonda, se non è capace di fare questo, allora risulta essere soltanto un passatempo per pochi, e quindi degna di essere ignorata dagli "ignoranti".
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
conta che nel case del tuo computer tutto ciò che è di silicio per funzionare si basa sulla meccanica quantistica.derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163422#p4163422]2 minuti fa[/url] ha scritto:Dunque, se la meccanica quantistica, a quanto pare!, non è spiegabile utilizzando parole/costrutti semplici, a cosa essa serve? se non è un sapere trasmissibile, a tutti, comprensibile da parte di tutti, o dalla maggior parte degli esseri umani, quale utilità ha?
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163423#p4163423]4 minuti fa[/url] ha scritto:conta che nel case del tuo computer tutto ciò che è di silicio per funzionare si basa sulla meccanica quantistica.derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163422#p4163422]2 minuti fa[/url] ha scritto:Dunque, se la meccanica quantistica, a quanto pare!, non è spiegabile utilizzando parole/costrutti semplici, a cosa essa serve? se non è un sapere trasmissibile, a tutti, comprensibile da parte di tutti, o dalla maggior parte degli esseri umani, quale utilità ha?
È questo il motivo per cui il mio computer è "portatile" ?
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
non ho colto la battuta scusa.
tra l'altro:
2)non mi sembra che ammettere un errore sia un atteggiamento presuntuoso.
tra l'altro:
1) la meccanica quantistica non è certamente un argomento facile, ma se spiegato bene da persone capaci non è incomprensibile a nessuno, uno ci prova a spiegare,ma se non è in grado di farsi capire non penso sia da attaccare, ma andrebbe quantomeno apprezzato il tentativo, soprattutto perchè non siamo professori e non siamo qui pagati per spiegare questi argomenti. La fisica in generale è faticosa da capire ma nulla è impossibile. Come può essere faticoso correre una maratona ma se ci si allena si può riuscire a fare tutto.Non reputo di alcun valore un sapere che si dice essere incomprensibile ai più e complesso tanto da non poter essere (di)spiegato a tutti coloro che ne fanno richiesta; tale atteggiamento è distintivo di chi presume di essere detentore di un quoziente di intelligenza superiore alla media derivante anche dagli studi intrapresi
2)non mi sembra che ammettere un errore sia un atteggiamento presuntuoso.
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163428#p4163428]15 minuti fa[/url] ha scritto:
non ho colto la battuta scusa.
No problem.
rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163428#p4163428]15 minuti fa[/url] ha scritto: tra l'altro:1) la meccanica quantistica non è certamente un argomento facile, ma se spiegato bene da persone capaci non è incomprensibile a nessuno, uno ci prova a spiegare,ma se non è in grado di farsi capire non penso sia da attaccare, ma andrebbe quantomeno apprezzato il tentativo, soprattutto perchè non siamo professori e non siamo qui pagati per spiegare questi argomenti...Non reputo di alcun valore un sapere che si dice essere incomprensibile ai più e complesso tanto da non poter essere (di)spiegato a tutti coloro che ne fanno richiesta; tale atteggiamento è distintivo di chi presume di essere detentore di un quoziente di intelligenza superiore alla media derivante anche dagli studi intrapresi
Non siete nemmeno pagati per non spiegare o per riportare esempi e ragionamenti altrui; nessuno pretende, men che meno io; ma se qualcuno si prende la briga di partecipare ad una discussione, o fa di tutto per farsi capire dalla maggior parte dei partecipanti oppure tanto vale che rimanga spettatore; con ciò non intendo dire che chi sa debba starsene per i fatti suoi e non dire la propria, ma che appunto sia la "propria", con parole sue, almeno questo. Quanto al fatto di essere o meno dei professori, non pretendo che lo siano coloro che trattano certi argomenti, ma neppure mi interessa che si porgano come tali.
rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163428#p4163428]15 minuti fa[/url] ha scritto: ...La fisica in generale è faticosa da capire ma nulla è impossibile. Come può essere faticoso correre una maratona ma se ci si allena si può riuscire a fare tutto.
Non è questione di allenamento; è anche questione di chi la "spiega"; altrimenti tutti gli alunni dovrebbero essere in grado di capire ogni cosa spiegata da ogni professore ed ogni professore dovrebbe essere comprensibile da ogni studente; ovviamente, questo non accade, ma la responsabilità maggiore di una eventuale incomprensione, di una non trasmissione del sapere è da ascrivere principalmente a chi sa e non a chi deve assimilare; chi viene prima ha la "colpa", non chi viene dopo.
rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163428#p4163428]15 minuti fa[/url] ha scritto:
2)non mi sembra che ammettere un errore sia un atteggiamento presuntuoso.
Quando avrei scritto che è presuntuoso ammettere un errore?
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
risposta:rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163420#p4163420]52 minuti fa[/url] ha scritto:Non penso che nessuno si sia urtato per una frase su un argomento così complicato! anzi! mi scuso se l'impressione data è stata questa, soprattutto perchè l'errore è un non errore, anzi io ho detto proprio una cavolata e me ne rendo conto solo ora quindi chiedo scusa ho toppato proprio alla grande xDMi dispiace se la mia ignoranza vi ha urtato, ma ho riportato quello che ho imparato da quella misera ora di programma, che mi ha affascinato così tanto.
Il discorso sulle misurazioni e sul collasso della funzione d'onda è come è stato spiegato precedentemente, ma proprio questo si basa su un assunto della teoria nell'interpretazione di Bohr che è appunto "qualcosa esiste solo se viene osservato". Esistono altre interpretazioni della meccanica quantistica che portano ad altre conclusioni. Sono tutte interpretazioni diverse, ce ne sono penso qualche migliaiarockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163175#p4163175]ieri, 18:44[/url] ha scritto:secondo me si stanno facendo contemporaneamente due discorsi diversi: se uno vuole dire "qualcosa non esiste finchè non viene osservato" è un conto; se uno vuole dire "la meccanica quantistica dice che qualcosa non esiste finchè non viene osservato" è un altro. La prima frase riguarda la filosofia e ognuno può avere le proprie idee, la seconda frase riguarda una teoria scientifica, e formulata così è sbagliata. La meccanica quantistica non afferma ciò.Quella di Bohr (Interpretazione di Copenaghen) è la più accettata. Qua ce n'è una bella lista: molto affascinante secondo me è l'interpretazione "a molti mondi":
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpreta ... uantistica
chiedo ancora scusa per le castronerie e l'insistenza nel difenderle :-)
Dunque, se la meccanica quantistica, a quanto pare!, non è spiegabile utilizzando parole/costrutti semplici, a cosa essa serve? se non è un sapere trasmissibile, a tutti, comprensibile da parte di tutti, o dalla maggior parte degli esseri umani, quale utilità ha?
Non reputo di alcun valore un sapere che si dice essere incomprensibile ai più e complesso tanto da non poter essere (di)spiegato a tutti coloro che ne fanno richiesta; tale atteggiamento è distintivo di chi PRESUME di essere detentore di un quoziente di intelligenza superiore alla media derivante anche dagli studi intrapresi. Eppure tante grandi menti, come si è soliti chiamare coloro che contribuirono alla comprensione di ciò che immaginariamente o realmente ci circonda, erano "ignoranti" e basavano la propria "scienza" sulla diffusione e di conseguenza sulla comprensione da parte di una platea che fosse la più vasta possibile. Lo scopo della Scienza dovrebbe essere rendere più consapevoli gli umani del loro "essere" e della materia che li circonda, se non è capace di fare questo, allora risulta essere soltanto un passatempo per pochi, e quindi degna di essere ignorata dagli "ignoranti".
per quanto mi riguarda ho provato a spiegare CON PAROLE MIE ciò che so (tra l'altro sbagliandoNon siete nemmeno pagati per non spiegare o per riportare esempi e ragionamenti altrui; nessuno pretende, men che meno io; ma se qualcuno si prende la briga di partecipare ad una discussione, o fa di tutto per farsi capire dalla maggior parte dei partecipanti oppure tanto vale che rimanga spettatore; con ciò non intendo dire che chi sa debba starsene per i fatti suoi e non dire la propria, ma che appunto sia la "propria", con parole sue, almeno questo. Quanto al fatto di essere o meno dei professori, non pretendo che lo siano coloro che trattano certi argomenti, ma neppure mi interessa che si porgano come tali.
Ti posso dare ragione soprattutto sull' "anche", mi spiego: io sono uno studente, non un professore, posso provare a spiegarti ciò che sò riguardo alla fisica ma non spiegherò mai bene quanto un professore, il fatto che magari (o magari no, questo non lo so) tu non abbia mai sentito parlare di questa materia non facilita certo la comunicazione , parole che a me magari sembrano di uso comune tu le percepisci come "incomprensibili". È Come se io ti esponessi un problema che ho con ubuntu, tu mi spiegassi un metodo per risolvere che a te sembra semplicissimo perchè lo usi da anni ma io non riuscirei nemmeno a capire il primo passo. Applicandomi piano piano capirei come funziona (speroNon è questione di allenamento; è anche questione di chi la "spiega"; altrimenti tutti gli alunni dovrebbero essere in grado di capire ogni cosa spiegata da ogni professore ed ogni professore dovrebbe essere comprensibile da ogni studente; ovviamente, questo non accade, ma la responsabilità maggiore di una eventuale incomprensione, di una non trasmissione del sapere è da ascrivere principalmente a chi sa e non a chi deve assimilare; chi viene prima ha la "colpa", non chi viene dopo
Lo stesso vale per le scienze, l'unico modo per capirle davvero è studiarle, l'atteggiamento "non vuoi spiegarmela per tenere tutta la conoscenza per te" o peggio gli atteggiamenti da complottisti che vedono nella scienza ufficiale solo scie chimiche haarp e microchip iniettati per controllare il mondo sono poco furbi. Se vuoi davvero sapere qualcosa su una materia la devi studiare, è pieno di blog che diffondono cifre a caso spacciandole per scientifiche speculando sul fatto che buona parte della popolazione ha una cultura scientifica poco avanzata. Uno studioso di filosofia (o qualsiasi altra cosa a caso) che vede un sito pieno di formuloni che secondo chi l'ha fondato dimostrano che l'HAARP causi terremoti magari ci crederà, uno che si intende qualcosa di elettromagnetismo e sappia impostare qualche calcolo è tranquillamente in grado di smontare quei formuloni. Lo stesso vale per il viceversa: parla ad un ingegnere di filosofia e sarà come parlare ad un siberiano in arabo
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Quella che tu riportasti credendo essere una risposta al tuo post, non lo era/è... era/è una considerazione non indirizzata ad un utente o ad un post in particolare, sicuramente non a quello che tu scrivesti prima del primo post di questa pagina (...se controlli l'orario dei post, capirai che l'intervallo di tempo è assai breve... stavo scrivendo mentre tu cliccavi sul pulsante "Invia").
Per quanto riguarda quello che tu dicesti avere "sbagliato" a parole tue, trovo sia assai apprezzabile: è da preferire chi "sbaglia" di "suo" a chi tenta di avere "ragione" con (gli) altri.
Io non ho bisogno che mi si spieghi la fisica, neppure quella quantistica; (mi) domando soltanto perché presentare tale branca della fisica come fosse tutto "dimostrato", quando invece essa vive (...ancora? o per sempre sarà tale?) nella "indeterminatezza", ovvero neppure chi studia può dare/fornire delle certezze in merito, e qualcuno pensa di potere stabilire ciò che è certo nell'ambito della fisica quantistica?... ma quand'anche vi fosse una cosa "certa", essa lo sarebbe pur sempre sulla base della nostra capacità "sensoriale", senza i sensi che trasmettono le informazioni al cervello, non si può affermare alcunché; ciò vale per/in/con TUTTO, non solo per la fisica, quantistica o quant'altro; è "logica", ripeto, pura "logica", ed anche elementare (...inutile prendere a pretesto tale termine per ironizzare... Holmes, che non lo disse mai a Watson, manderebbe suo cuggggino John a farvi una "visita"), volendo.
Inoltre, la filosofia non è "nemica" della fisica/matematica/Scienza, così come la chimica non è "nemica" dell'etimologia; o almeno non dovrebbe chiunque pensare che lo siano.
Ancora però non capii come sia possibile che una informazione riguardante una qualsivoglia "cosa" trasmessa dai sensi al cervello possa essere considerata "esistente/reale/materia" quando la sua informazione non viene più trasmessa dai sensi al cervello... se non è più disponibile la possibilità/modo di acquisire la informazione riguardo a quella determinata "cosa", come si può affermare che quella determinata "cosa" esista?... se non riesce comprensibile il mio esporre, posso pure "creare" un "esempio" di ciò che intendo, ovvero costruire una situazione che rispecchi nella "realtà" ciò che magari appare "astratto".
Per quanto riguarda quello che tu dicesti avere "sbagliato" a parole tue, trovo sia assai apprezzabile: è da preferire chi "sbaglia" di "suo" a chi tenta di avere "ragione" con (gli) altri.
Io non ho bisogno che mi si spieghi la fisica, neppure quella quantistica; (mi) domando soltanto perché presentare tale branca della fisica come fosse tutto "dimostrato", quando invece essa vive (...ancora? o per sempre sarà tale?) nella "indeterminatezza", ovvero neppure chi studia può dare/fornire delle certezze in merito, e qualcuno pensa di potere stabilire ciò che è certo nell'ambito della fisica quantistica?... ma quand'anche vi fosse una cosa "certa", essa lo sarebbe pur sempre sulla base della nostra capacità "sensoriale", senza i sensi che trasmettono le informazioni al cervello, non si può affermare alcunché; ciò vale per/in/con TUTTO, non solo per la fisica, quantistica o quant'altro; è "logica", ripeto, pura "logica", ed anche elementare (...inutile prendere a pretesto tale termine per ironizzare... Holmes, che non lo disse mai a Watson, manderebbe suo cuggggino John a farvi una "visita"), volendo.
Inoltre, la filosofia non è "nemica" della fisica/matematica/Scienza, così come la chimica non è "nemica" dell'etimologia; o almeno non dovrebbe chiunque pensare che lo siano.
Ancora però non capii come sia possibile che una informazione riguardante una qualsivoglia "cosa" trasmessa dai sensi al cervello possa essere considerata "esistente/reale/materia" quando la sua informazione non viene più trasmessa dai sensi al cervello... se non è più disponibile la possibilità/modo di acquisire la informazione riguardo a quella determinata "cosa", come si può affermare che quella determinata "cosa" esista?... se non riesce comprensibile il mio esporre, posso pure "creare" un "esempio" di ciò che intendo, ovvero costruire una situazione che rispecchi nella "realtà" ciò che magari appare "astratto".
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
derma, tu pretendi di capire, con poche righe sul forum di ubuntu(1), una teoria che richiede anni di severa applicazione solo per riuscire a padroneggiarne i calcoli.
Beh, sappi che solo dopo quella fase puoi farti un'idea seria di cosa significhino quei calcoli, e cosa potrebbero implicare.
Tanto tempo fa, forse troppo, i filosofi avevano la sana abitudine di studiarle, le cose. Applicarsi. Capirle. Ragionarci su. E solo dopo provare a trovarne un significato.
Oggi, con l'aumentare della complessità degli argomenti, i cosiddetti "filosofi" (cioè quelli che dovrebbero amare la conoscenza) non vogliono o non riescono ad applicarsi per capire ciò di cui vorrebbero parlare, e da qui si generano un'infinità di scempiaggini (a voler essere buono).
Io trovo che saccente e presuntuoso sia colui che, senza sapere nulla di qualcosa, sputa sentenze e pretende di dire cosa è giusto e cosa sbagliato, cosa è detto bene e cosa male, cosa sia farina del proprio sacco e cosa no. Non certo quello che prova a far capire un argomento (magari fallendo, ma pur sempre provandoci al massimo delle proprie possibilità), tanto più se complesso come quello di cui stiamo parlando.
Le "interpretazioni" della meccanica quantistica indicate da rockteo91, per quanto alcune affascinanti, altre un po' meno, sono solo speculazioni filosofiche senza fondamento nella teoria. L'unica cosa che una teoria può fare è indicare il modo di calcolare il risultato di un esperimento. Se il risultato torna, allora la teoria è buona e si tiene. Se non lo fa, allora si cerca un sostituto. La meccanica quantistica torna, quindi funziona e si tiene.
"Che significato ha" il collasso della funzione d'onda o "perché" esista l'entanglement sono domande con poco significato, ed alla fine la risposta è solo questione di gusti (ebbene si, sono uno strumentalista).
Faccio notare, comunque, che in molte di quelle interpretazioni il ruolo dell'osservatore è ininfluente. Solo per alcune l'osservatore ha una qualche importanza (spesso relativa).
Questo vuol dire che tutti quelli che si sono cimentati in quei calcoli che dicevo all'inizio, da Bohr a Schroedinger, da Zeman a Feynman, per circa cento anni, pur avendo il bagaglio di conoscenze adatto a filosofeggiarci su, non sono riusciti a dare un'interpretazione univoca del "significato" di quei calcoli. Figurati che Einstein, tentando di interpretare la teoria dandole un significato "ordinario", pensava addirittura che la meccanica quantistica fosse sbagliata.
Vogliamo ancora provarci noi sul forum di ubuntu, a darle un significato? Beh, magari ci riusciremo...
Per me, allora, la cosa più sensata è leggere quell'elenco e sceglierne una a caso o quella che piace di più, tanto nessuno potrà smentire nessun altro.
Se invece si vuol discutere dell'esistenza di qualcosa quando non la percepisci, allora fai un esempio di quello che intendi.
Io (se la mia persona, i dinosauri e i trilobiti non ti convinciamo ancora) posso suggerirti di pensare al protone. Nessuno può "sentirlo" fisicamente, eppure penso esistesse anche prima del 1886 (pensa: un altro esempio preso dal mio bagaglio di conoscenza, addirittura non copiato da nessun libro. O almeno da nessun libro che io conosca o che abbia letto).
(1) sto avendo un deja-vu....
Beh, sappi che solo dopo quella fase puoi farti un'idea seria di cosa significhino quei calcoli, e cosa potrebbero implicare.
Tanto tempo fa, forse troppo, i filosofi avevano la sana abitudine di studiarle, le cose. Applicarsi. Capirle. Ragionarci su. E solo dopo provare a trovarne un significato.
Oggi, con l'aumentare della complessità degli argomenti, i cosiddetti "filosofi" (cioè quelli che dovrebbero amare la conoscenza) non vogliono o non riescono ad applicarsi per capire ciò di cui vorrebbero parlare, e da qui si generano un'infinità di scempiaggini (a voler essere buono).
Io trovo che saccente e presuntuoso sia colui che, senza sapere nulla di qualcosa, sputa sentenze e pretende di dire cosa è giusto e cosa sbagliato, cosa è detto bene e cosa male, cosa sia farina del proprio sacco e cosa no. Non certo quello che prova a far capire un argomento (magari fallendo, ma pur sempre provandoci al massimo delle proprie possibilità), tanto più se complesso come quello di cui stiamo parlando.
Le "interpretazioni" della meccanica quantistica indicate da rockteo91, per quanto alcune affascinanti, altre un po' meno, sono solo speculazioni filosofiche senza fondamento nella teoria. L'unica cosa che una teoria può fare è indicare il modo di calcolare il risultato di un esperimento. Se il risultato torna, allora la teoria è buona e si tiene. Se non lo fa, allora si cerca un sostituto. La meccanica quantistica torna, quindi funziona e si tiene.
"Che significato ha" il collasso della funzione d'onda o "perché" esista l'entanglement sono domande con poco significato, ed alla fine la risposta è solo questione di gusti (ebbene si, sono uno strumentalista).
Faccio notare, comunque, che in molte di quelle interpretazioni il ruolo dell'osservatore è ininfluente. Solo per alcune l'osservatore ha una qualche importanza (spesso relativa).
Questo vuol dire che tutti quelli che si sono cimentati in quei calcoli che dicevo all'inizio, da Bohr a Schroedinger, da Zeman a Feynman, per circa cento anni, pur avendo il bagaglio di conoscenze adatto a filosofeggiarci su, non sono riusciti a dare un'interpretazione univoca del "significato" di quei calcoli. Figurati che Einstein, tentando di interpretare la teoria dandole un significato "ordinario", pensava addirittura che la meccanica quantistica fosse sbagliata.
Vogliamo ancora provarci noi sul forum di ubuntu, a darle un significato? Beh, magari ci riusciremo...
Per me, allora, la cosa più sensata è leggere quell'elenco e sceglierne una a caso o quella che piace di più, tanto nessuno potrà smentire nessun altro.
Se invece si vuol discutere dell'esistenza di qualcosa quando non la percepisci, allora fai un esempio di quello che intendi.
Io (se la mia persona, i dinosauri e i trilobiti non ti convinciamo ancora) posso suggerirti di pensare al protone. Nessuno può "sentirlo" fisicamente, eppure penso esistesse anche prima del 1886 (pensa: un altro esempio preso dal mio bagaglio di conoscenza, addirittura non copiato da nessun libro. O almeno da nessun libro che io conosca o che abbia letto).
(1) sto avendo un deja-vu....
S = k ln W
Il mio nome è Bond. Valence Bond. - Se non fai parte della soluzione, fai parte del precipitato.
Non c'è peggior sordo di chi non sente.
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Cielo, mi sono perso... Carlotux, dove sei?
Almeno saremmo in buona compagnia...
Ma quanto è variegato il mondo Linux…
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
In definitiva, la meccanica quantistica è una "cosa" per vecchi... inizi a studiarla a 20 anni per poi iniziare a capire di non averla capita a fondo a 80 anni... interessante.
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Pensa che a me basterebbe riuscire a capire qualcosa di Enlightment... E non ci riesco...derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163628#p4163628]2 minuti fa[/url] ha scritto:In definitiva, la meccanica quantistica è una "cosa" per vecchi... inizi a studiarla a 20 anni per poi iniziare a capire di non averla capita a fondo a 80 anni... interessante.
Ma quanto è variegato il mondo Linux…
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
gian64 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163630#p4163630]1 minuto fa[/url] ha scritto:Pensa che a me basterebbe riuscire a capire qualcosa di Enlightment... E non ci riesco...derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163628#p4163628]2 minuti fa[/url] ha scritto:In definitiva, la meccanica quantistica è una "cosa" per vecchi... inizi a studiarla a 20 anni per poi iniziare a capire di non averla capita a fondo a 80 anni... interessante.
Per spiegarti come funziona E17 dovrei partire dall'origine dei numeri.
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Romani, arabi o sumeri?derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163637#p4163637]9 minuti fa[/url] ha scritto:gian64 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163630#p4163630]1 minuto fa[/url] ha scritto:Pensa che a me basterebbe riuscire a capire qualcosa di Enlightment... E non ci riesco...derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163628#p4163628]2 minuti fa[/url] ha scritto:In definitiva, la meccanica quantistica è una "cosa" per vecchi... inizi a studiarla a 20 anni per poi iniziare a capire di non averla capita a fondo a 80 anni... interessante.
Per spiegarti come funziona E17 dovrei partire dall'origine dei numeri.
A proposito, i Sumeri avevano i numeri?
Ma quanto è variegato il mondo Linux…
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Bella risposta. Una replica precisa, puntuale e motivata alle mie affermazioni.derma » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4163628#p4163628]30 minuti fa[/url] ha scritto:In definitiva, la meccanica quantistica è una "cosa" per vecchi... inizi a studiarla a 20 anni per poi iniziare a capire di non averla capita a fondo a 80 anni... interessante.
Quando non hai più nulla da dire, devi scrivere qualcosa per forza, eh?
S = k ln W
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Non scrivo per forza, ma con pari "intensità" rispetto a ciò che viene scritto... il che necessariamente non coincide con lo scrivere "tanto"... se non si sa scrivere/parlare/spiegare in maniera semplice, allora o ciò che NON si scrive/dice/spiega è "fumoso" oppure non è adatto alla "materia" colui che dovrebbe "trasmetterla"... tante parole per descrivere/spiegare che la Terra gira intorno al sole?... ci vuole, forse (...non sempre), "molto" per capire, ma ci deve sempre volere "poco" per spiegare... se non si riesce a spiegare semplicemente, la "colpa" è di chi non è in grado di far capire che ha capito (...la "lezione").
P.S.: La più grande "lezione" che mi diede un professore del liceo fu l'invitarmi a rispondere alla sua domanda in maniera semplice/comprensibile, considerando lui, il professore, "ignorante" della "materia", o se lo desideravo un "idiota".
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Evidentemente non insegnava meccanica quantistica.
La vuoi una spiegazione semplice della meccanica quantistica? E' questa. Neanche una riga.
Serve a qualcosa in questa discussione? No. Descrivere a parole gli effetti di quella equazione richiede un testo più lungo di una riga. Ma non è difficile: bisogna solo saper leggere.
Se poi chi ascolta non ha alcuna voglia di stare a sentire, allora sono tutti byte sprecati.
La vuoi una spiegazione semplice della meccanica quantistica? E' questa. Neanche una riga.
Serve a qualcosa in questa discussione? No. Descrivere a parole gli effetti di quella equazione richiede un testo più lungo di una riga. Ma non è difficile: bisogna solo saper leggere.
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Il professore non insegnava fisica quantistica, però se si accorgeva di non avere capito ciò che l'alunno stava dicendo domandava a se stesso cosa avesse sbagliato nello spiegare e non addossava una eventuale "colpa" a colui che stava tentando di dimostrare che aveva compreso la "lezione"... sempre che chi sa abbia voglia di spiegare le "cose" in un modo tale da farsi capire, se non da chiunque, dalla maggior parte di persone, altrimenti si potrebbe dubitare che la "lezione" sia stata recepita da parte di chi la dovrebbe esporre/spiegare o che la "materia" è resa complicata proprio per non essere capita e quindi discussa.
La trasmissione del sapere deve necessariamente essere, avvenire in maniera semplice cosicché un'alta percentuale di intelletti riesca ad immagazzinarla, elaborarla, quindi ampliarla; se una "materia" diventa "esoterica", misteriosa, complessa, al confine con l'occult(ism)o, per cui per "accadervi" bisogna essere/divenire degli "iniziati", allora si travisa lo scopo della Scienza lasciando "ignoranti" e generando schiavi (...il che, in buona sostanza, già accade).
Il "nocciolo" della fisica quantistica consisterà in "qualcosa", sennò è "aria fritta" (...non quello di cui si è sin qui discusso ma la pretesa che si possa discutere di essa).
La trasmissione del sapere deve necessariamente essere, avvenire in maniera semplice cosicché un'alta percentuale di intelletti riesca ad immagazzinarla, elaborarla, quindi ampliarla; se una "materia" diventa "esoterica", misteriosa, complessa, al confine con l'occult(ism)o, per cui per "accadervi" bisogna essere/divenire degli "iniziati", allora si travisa lo scopo della Scienza lasciando "ignoranti" e generando schiavi (...il che, in buona sostanza, già accade).
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Allora ti rigiro la domanda: cos'è che non si è capito di quello che ho provato a spiegare?
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Una richiesta: rispiega/riscrivi, magari copia/incollando, ciò che reputi essere una spiegazione semplice/comprensibile del "nocciolo" della fisica quantistica; poi, risponderò alla tua domanda, se la tua spiegazione/riportare sarà "oscura".
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Re: Avremo tutti un microchip? Il controllo sarà totale?
Allora, aspettate un attimo, per prima cosa, c'è una differenza fra Fisica Quantistica e Meccanica Quantistica?
Me lo chiedevo, perché nel documentario che vidi, si parlava di Fisica Quantistica, invece sia crx e rockteo91 in questi post l'hanno sempre chiamata Meccanica...
Illuminatemi prima di proseguire, non vorrei parlare di due cose legate, ma diverse.
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