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Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: giovedì 9 agosto 2012, 17:21
da lelio2
Carlotux » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4153520#p4153520]ieri, 12:25[/url] ha scritto:
La Mafia chiamata anche in altri modi esiste dappertutto, la Mafia siciliana da quanto ne so deriva o e nata dal tempo degli Spagnoli che occuparono la Sicilia.
La mafia in Sicilia è nata come forma di sorveglianza e presidio del latifondo, non a caso i mafiosi si identificavano con i "campieri", coloro che sorvegliavano le campagne per conto dei latifondisti; dubito che tutto ciò provenga dal periodo Spagnolo, anche perché in Spagna non ci sono notizie di un fenomeno simile.

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: giovedì 9 agosto 2012, 17:46
da maxbigsi

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: giovedì 9 agosto 2012, 18:26
da jagemal
ilcontegis » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4154080#p4154080]oggi, 3:53[/url] ha scritto: 1. Parliamo di affitto.
2. Parliamo di istruzione
3. Parliamo di lavoro
4. Parliamo di cultura e amicizia
scusami se mi intrometto, ma a questo punto c'è da domandarsi il perché del tasso di suicidi più alto del mondo
mi spiego meglio ... sono sempre stato affascinato da quella cultura ma per costituzione tendo a pensare nei termini di "non è tutto oro quello che luccica"

tiro fuori proprio il suicidio perché non parliamo più del classico harakiri rituale attuato per la perdita dell'onore, o almeno non completamente
secondo gli studi delle fonti ufficiali le ragioni principali sono da ricercare nei problemi sociali della nazione dovuta alla (imho) fantomatica recessione degli anni '90
(dico fantomatica perché te ne sarai accorto, nonostante tutto rimangono ricchi sfondati rispetto al grosso delle nazioni del globo)

io però ho un'altra idea, il sistema nipponico è divenuto (a maggior ragione negli ultimi decenni) estremamente competitivo
una quindicina di anni fa lessi una notizia che secondo me esemplifica la cosa (premessa .. come storia è un po' estrema, mi serve solo per far capire un concetto):
due famiglie vicine di casa, i due primogeniti avevano sempre seguito delle ottime scuole insieme, i due secondogeniti avevano avuto un intoppo ... uno dei due era rimasto fuori dalla classifica delle scuole medie (o forse peggio elementari) primo degli esclusi .. sua madre uccise il figlio dei vicini, in quel modo lei finì in galera ma il figlio poté scalare

(sono sempre stato convinto che si possa capire molto sul piano antropologico scavando nei moventi degli atti criminosi)


imho è uno degli effetti collaterali del "sogno americano": l'elevata competizione genera la perdita di una parte dei contendenti

ah .. nota assurdo/divertente/paradossale ... dagli studi della Durex Condom, il Giappone si classifica quasi sempre agli ultimi posti come qualità della vita sessuale di coppia, di contro studi paralleli sulla percezione di soddisfazione hanno mostrato come siano tra le popolazioni più soddisfatte su quello stesso piano sessuale di coppia .. insomma, sono una popolazione che si accontenta di poco :lol:
di fatto però il tasso di natalità è in rotta di collo già da molti anni
tanto da essere spesso paragonato alla situazione dell'Italia dove però la maggiore apertura agli stranieri sta in sostanza permettendo una sorta di "sostituzione etnica"
certo, non è male sfoltire una popolazione su cui grava un pesante problema di sovrappopolazione, solo che nel frattempo dovranno pagare un pesantissimo scotto di invecchiamento, con tanto di problema di accudimento degli anziani (da questo punto di vista andrebbe letto Zed di Katsuhiro Otomo, che poi tutto sommato è sempre stato molto attento al "lato oscuro" della madrepatria :p )

comunque ... se si deve andare a Tokyo ci vogliono almeno 20 giorni ... 30 anche ... alla faccia della produttività :lol:
(che poi per me sarebbe produttivissima, visto il lavoricchio di fotografo ... mai fatto vacanze vere invita mia ... :lol: )

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 3:19
da ilcontegis
Kimono, Geisha, ecc... quelle cose li le vedi solo nei film............ :lol:

@baioxx

Si hai ragione. Io ho presentato una situazione di quello che ho sempre visto intorno a me come esperienza personale. Sicuramente ci sono buone università, buoni professori e studenti rigorosi, ma saranno l'1% se va bene.
Tanti argomenti interessanti. Parti però dal presupposto sbagliato, ti manca una fetta di conoscenza sulla cultura Giapponese. La questione del suicidio è qualcosa molto difficile da capire per noi Europei. Sinceramente per scritto non saprei manco come spiegarlo. E' un qualcosa che è radicata nella loro cultura. Quando l'america ha invaso il Giappone tantissime persone si sono suicidate. Ancora oggi che l'america ha totalmente rovinato la cultura Giapponese, le loro usanza e sta continuando a costringerli a cambiare rovinandoli, tantissimi Giapponesi odiano gli americani (me compreso). E' molto divertente vedere come cambiano totalmente atteggiamento con me nel momento io cui gli dico che sono italiano. Qui tutti pensano straniero=americano=fuck you! Quindi è importante dire fin dall'inizio che non sei americano.

Di gente pazza ce n'è ovunque. Questi episodi succedono molto sporadicamente e molto meno che in Italia e molto molto meno che in america (dovuto anche al fatto che qui non ci sono armi da fuoco)

Non sono I giappponesi che vogliono essere americani, sono gli americani che li dominano (dal dopo guerra) e che li usano come marionette rovinando totalmente la loro cultura. E' davvero un peccato vedere come hanno distrutto tutto.

Per quanto riguarda il sesso, anche questo è una questione di cultura e di rispetto. Ti consiglio di leggerti qualche libro su di questo per capire se sei interessato.

Gli stranieri sono visti male perché essendo un isola il Giappone si è aperto solo recentemente agli stranieri, ma principalemente grazie all'america che ha rovinato tutto. Siamo chiamati 外人 (Persona che viene da fuori o alieno). Per stare qui più di 3 mesi ho bisogno di una "alien registration card" (carta di registrazione aliena) no non è uno scherzo. Anche qui è una questione di cultura.

Di fatti c'è un abisso tra le persone sopra i 50 anni che hanno una cultura Giapponese intensa, con i quali è un piacere parlare, discutere e scambiare opinioni, e le generazioni più giovani che sono spesso "americanizzate" e non sanno neanche come mettere un obi. Colpa delle famiglie e colpa delle scuole che (grazie all'america) hanno cambiato il modo di insegnare.

Italia-Tokyo ci vanno 14 ore, mica è lontano.

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 5:33
da Carlotux
Kimono, Geisha, ecc... quelle cose li le vedi solo nei film..
@ contegis abiterai anche in giappone, ma io ho visto tanti documentari sulle città giapponesi e le cose descritte non le ho viste solo nei film ma nella realtà di oggi. O sbagli te , o sbagliano chi fa i servizi in video e scritti sul giappone . :sisi:

Piccolo esempio, ma potrei postare molto altro.



Codice: Seleziona tutto

I samurai divenuti imprenditori trasferirono nella nuova attività gli usi e i costumi caratteristici della loro classe, contribuendo così a formare quelle particolari relazioni industriali di mercato del lavoro che caratterizzano la civiltà giapponese e ne fanno un unicum nel mondo. La mentalità del samurai quindi, non solo ha resistito ai cambiamenti, ma si è trasferita nei rapporti interpersonali delle organizzazioni giapponesi, nelle relazioni industriali e in quelle di ogni settore lavorativo. Per questo si parla spesso di una “samuraizzazione” del lavoratore giapponese, in quanto ogni dipendente tende a comportarsi, con il suo datore di lavoro, come il samurai si comportava nei confronti del daimyo, con rispetto stretto della gerarchia e assoluta fedeltà all’azienda. Così come si erano formati i clan guerrieri, i samurai si trasformarono in una nuova classe dirigente che passò alla guida della nazione e fece in modo che gli antichi valori del bushido venissero trasmessi alle nuove classi del paese. I concetti di sottomissione, lealtà, obbedienza, che legavano il samurai al signore si trasformano nella devozione dei funzionari verso il governo e verso le industrie. Lo spirito degli antichi guerrieri permeava ormai tutti gli strati della popolazione che aveva ereditato quei valori che per secoli erano stati la prerogativa dei samurai. L ‘antico rapporto samurai-signore si è quindi trasformato ed applicato all’odierna produttività del mondo industriale e finanziario dove il datore di lavoro mantiene molte delle caratteristiche del signore feudale, mentre i dipendenti mostrano la stessa devozione ed obbedienza tipica dei samurai. Come scrive Maraini: «n Giappone si è modemizzato ma poco occidentalizzato. Ha indubbiamente assorbito dall’Occidente tecnologie e procedimenti operativi, ma il suo sostrato tradizionale non ha perso la propria identità». L’animo del moderno giapponese rispecchia infatti ancora oggi nei princìpi basilari dell’attuale società il rispetto per il proprio passato e la propria tradizione che nessun influsso occidentale potrà annullare.Persino l’antico scintoismo con la sua filosofia vitalistica, si trasforma nell’aggressività industriale e commerciale, nella frenesia produttiva che contraddistinguono il Giappone moderno. Il lavoro viene infatti concepito dal giapponese come l’estrinsecarsi della propria abilità, per cui il lavoro è “la cosa da fare” e il successo ottenuto in questo campo non è altro che la testimonianza di un benefico influsso dei kami, che premiano l’operato dell’uomo ligio al suo dovere. n vecchio concetto di giri, che per il samurai implicava la devozione e lealtà al signore, oggi è diventato la somma dei doveri di un uomo verso la società. Se un individuo non riesce nel proprio lavoro, fallisce nei suoi doveri verso la famiglia, verso il suo superiore, verso il suo paese. Ed è proprio su questo senso del dovere che si basano le industrie e tutto il sistema lavorativo del Giappone. Il culto del gruppo e della comunità, che è stato anticamente rafforzato dal clan dei samurai, continua a essere al centro di ogni attività giapponese per cui il concetto di privato, kojin, sconfina quasi con l’egoismo. Anche il concetto di posizione personale nella società, mibun, ricorda le antiche stratificazioni  sociali che erano determinate dalla nascita e che ancora oggi sono fortemente sentite nella società. Là stessa etica dei samurai, difficile da seguire perché implicava il mantenimento di un equilibrio che poteva facilmente sconfinare nell’arroganza e nell’ingiustizia, oggi sembra ricomparire nei difficili equilibri politico-finanziari del moderno Giappone. Il concetto di umiliazione, che per il samurai significava perdita dell’onore, nel Giappone moderno si è  trasformato nell’estrema sensibilità del giapponese verso tutto ciò che può sembrare una critica  al suo operato. Criticare il lavoro del singolo comporta una svalutazione dell’intero gruppo di  appartenenza per cui l’umiliazione personale viene trasmessa automaticamente dal singolo al  gruppo di lavoro, alla sua professionalità. Anche il controllo delle proprie emozioni, che tra i samurai arrivava a livelli estremi con il seppuku, è ancora un fattore dominante nel Giappone odierno in quanto un buon autocontrollo permette di ottenere risultati sempre positivi e quindi è indice di una maggiore efficienza. Esistono quindi molti modi per far rivivere lo spirito dei samurai, ma in effetti si tratta di uno spirito che nella realtà non è mai scomparso dall’animo di ogni giapponese e ha permesso al loro paese di portare avanti con tenacia e persistenza i più ardui obiettivi. Se la mentalità  dell’uomo giapponese non fosse stata abituata da secoli di dominio militare a obbedire, a rispettare le decisioni superiori, a vivere e operare per la collettività a scapito della propria individualità, il Giappone non avrebbe ottenuto i risultati che ha raggiunto nell’ambito   mondiale. [u]Oggi ogni buon cittadino giapponese, come l’antico samurai, si sente obbligato verso la famiglia, verso l’azienda, verso lo Stato per i molti benefici che ne riceve, per cui si  adopera al suo meglio nell’adempimento dei propri doveri coltivando quei sentimenti di fedeltà,  onore, rispetto, lealtà che formavano il codice d’onore della più famosa classe guerriera del  mondo, quella dei samurai. [/u]Sotto la vernice occidentale il Giappone continua a mantenere quindi molte delle caratteristiche che lo hanno contraddistinto nei tempi più remoti. Il samurai fa  parte indubbiamente del suo passato e la figura del guerriero leale e coraggioso ha ben rappresentato il Giappone in tutto il mondo, tanto che ancora oggi il termine richiama alla mente le immagini di combattenti fieri e silenziosi, pronti a tutto in nome della fedeltà e dell’onore. Abili nelle armi e nella lotta, essi furono gli artefici di molte delle arti marziali che ancora oggi trovano tanti discepoli anche in Occidente. Combattevano in nome dell’obbedienza al  superiore per il quale non esitavano a sacrificare la propria vita, considerata di poca importanza  se paragonata alla perdita dell’onore. Diffusero le tecniche della meditazione che avevano  appreso dai monaci zen e insegnarono come la forza fisica non ha alcun valore se non viene unita con quella psichica dell’individuo. Gli antichi guerrieri, la cui classe si era venuta formando  nel IX-X secolo, dopo essere stati al potere per circa otto secoli, restituiscono il comando al discendente della dea Amaterasu e si trasformano in soldati dell’esercito e in leader  industriali. Perciò nessuno studio sul Giappone moderno può prescindere dall’esame di questa  figura che è stata una componente fondamentale per il paese.


Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 10:12
da ilcontegis
@Carlotux

Ti posso assicurare che gente vestita da geisha non ne vedi in giro.
Devi andare in posti particolari o in locali particolari dove fanno cose tipiche (specialmente per turisti).
Se vuoi vedere una geisha devi andare in un'area particolare di Kyoto (dove il 99% dei reportage è fatto).

Per la strada non vedi nessuno con kimono (tranne quelli che lavorano in negozi tipici). D'estate invece puoi trovare gente che gira in Yukata (anche io lo metto ogni tanto) ma solamente nel caso in cui ci siano dei fuochi d'artificio da andare a vedere.

La mentalità è rimasta come parte della cultura, che però sfortunatamente sta lentamente svanendo. Il modo di vestirsi sfortunatamente è totalmente americanizzato, grazie all'invasione nel dopo guerra.

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 10:22
da Carlotux
Allora ci sono ma in maniera discreta, e ci sono anche i chimono , tutta roba medievale. :sisi:

Sai quante Katane- wakizashi e tanto costruiscono e vendono? . E roba medievale. :sisi:

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 14:18
da Janvitus
Il mio sogno è sempre stato trasferirmi in Giappone, a Sapporo.

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 14:22
da caska1979
Il mio sogno è sempre stato trasferirmi in Giappone. :sisi:

Re: [Sondaggio] Agosto, cosa state facendo?

Inviato: venerdì 10 agosto 2012, 16:27
da bite
ilcontegis ha scritto:
Corruzione in Giappone....mmmm mi sa che sei informato abbastanza male.
Sarà. Però intanto nella recente tragedia di Fukushima è emerso che chi doveva tenere sotto controllo il gestore delle centrali aveva dei motivi tintinnanti per chiudere un occhio, e anche due. O ricordo male?

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: sabato 11 agosto 2012, 11:12
da jagemal
ilcontegis » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4154854#p4154854]ieri, 3:19[/url] ha scritto:
Tanti argomenti interessanti. Parti però dal presupposto sbagliato, ti manca una fetta di conoscenza sulla cultura Giapponese. La questione del suicidio è qualcosa molto difficile da capire per noi Europei. Sinceramente per scritto non saprei manco come spiegarlo. E' un qualcosa che è radicata nella loro cultura.
per la verità le mie riflessioni si basano sulla lettura di due articoli sull'argomento trovati in biblioteca di facoltà scritti proprio da prof di antropologia della Todai
si parlava di come l'idea di suicidio fosse cambiata nel corso degli ultimi 100 anni, tant'è che non è più accettato e accettabile il togliersi la vita come unica via per sfuggire al disonore ma che in qualche modo avesse assunto un significato di fuga dal problema, collegato anche ad un'espressione depressiva ... finendo in alcuni casi addirittura per essere condannato

praticamente come da noi ..
certo, poi come mentalità di fondo avranno il "niente di nuovo sotto al sole (levante)" ... ma se consideri che è uno dei problemi considerati prioritari dalla politica, con tanto di piano e assunzione di espertoni stranieri ...
dal punto di vista personale, passare dal leggere un Tezuka che negli anni '50 spruzza un episodietto così quasi come se fosse tutto normale a (la cosa più recente che ho letto sull'argomento) Fuyumi Sorio che fa dire ad uno dei suoi personaggi che assiste ad un suicidio "perché l'ha fatto? ... cosa si prova?"

già è un cambio abbastanza radicale
Di gente pazza ce n'è ovunque. Questi episodi succedono molto sporadicamente e molto meno che in Italia e molto molto meno che in america (dovuto anche al fatto che qui non ci sono armi da fuoco)
sono tutte a casa di Kenichi Sonoda :lol:

Non sono I giappponesi che vogliono essere americani, sono gli americani che li dominano (dal dopo guerra) e che li usano come marionette rovinando totalmente la loro cultura. E' davvero un peccato vedere come hanno distrutto tutto.
ho un paio di obiettivi di macchine fotografiche con su la scritta "made in occupied Jappan" ... so cosa vuoi dire
il problema è che anche da noi non è troppo diverso ... magari non ci sono modifiche alla cultura, perché grossomodo siamo entrambi paesi occidentali, ma dobbiamo sempre fare i conti con una forte ingerenza
Per quanto riguarda il sesso, anche questo è una questione di cultura e di rispetto. Ti consiglio di leggerti qualche libro su di questo per capire se sei interessato.
in realtà, se ci fai caso, quello che ti ho citato sono proprio articoli scientifici ... lascia che uno è patrocinato da Durex Condom ma non è una ricerca di mercato ...
Gli stranieri sono visti male perché essendo un isola il Giappone si è aperto solo recentemente agli stranieri, ma principalemente grazie all'america che ha rovinato tutto. Siamo chiamati 外人 (Persona che viene da fuori o alieno). Per stare qui più di 3 mesi ho bisogno di una "alien registration card" (carta di registrazione aliena) no non è uno scherzo. Anche qui è una questione di cultura.
la cosa me la ricordavo un po' diversa ... non mi ricordo il nome ma un illustratore italiano inizio a collaborare con Kodansha durante gli anni '90 e (anche lavorando coi ritmi nipponici, mica al cazzeggio :muro: ) non poteva rimanere sul suolo nipponico più i 6 mesi, per cui doveva rientrare in Italia e ripartire la settimana dopo ... na cosa assurda :D

ah .. nel frattempo mi è rivenuto in mente, era Igort http://www.igort.com/characters_yuri.html

Di fatti c'è un abisso tra le persone sopra i 50 anni che hanno una cultura Giapponese intensa, con i quali è un piacere parlare, discutere e scambiare opinioni, e le generazioni più giovani che sono spesso "americanizzate" e non sanno neanche come mettere un obi. Colpa delle famiglie e colpa delle scuole che (grazie all'america) hanno cambiato il modo di insegnare.
beh .. diciamo che è un po' la generazione reality e lo ritrovi in parecchie parti del mondo ... non è tanto americanizzazione
c'è anche da dire hanno una priorità diversa oggi e ho la forte sensazione che oramai abbiano quasi erotizzato quella competitività di cui parlavo nell'altro messaggio, ergo c'è poco tempo per tutto il resto (per quel che mi è dato di leggere della vecchia cultura nipponica (ti sarai accorto che a me il termine giappone non piace troppo) i tempi erano completamente diversi)

francamente però non dispero troppo .. se un Ryōichi Ikegami (le cui storie sono spesso molto legate alla cultura "medioevale") vende ancora significa che sacche di "resistenza" ci sono ancora (un po' come da noi, diciamo)
Italia-Tokyo ci vanno 14 ore, mica è lontano.
è tanto che ci faccio un pensierino, il problema è che ho ancora un bel pezzo di europa ancora da vedere :D
ilcontegis ha scritto:Ti posso assicurare che gente vestita da geisha non ne vedi in giro.
occhio che per molti Yukata=kimono :ciao:

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: sabato 11 agosto 2012, 16:14
da caska1979
@jagemal

Stai parlando di "Sole Maledetto"? Invece di Tezuka al momento non mi vieni in mente... è in "Black Jack"?

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: domenica 12 agosto 2012, 15:39
da jagemal
si, esatto ...


Invece di Tezuka al momento non mi vieni in mente... è in "Black Jack"?
e se ti dicessi invece che era Astroboy ??? :D
non ne sono sicurissimo al 100% perchè l'ho visto che avrò avuto 12-13 anni, oltre 20 anni fa insomma (poteva essere i bonbon di llilli per quanto affidabile fosse la mia memoria di quei tempi :lol: credo fosse Astroboy perché era l'unico che seguivo con una certa assiduità)
sicuro non era Black Jack che ho conosciuto solo almeno 10 anni dopo ... anche se comunque quello era proprio noir .. :sisi:

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: domenica 12 agosto 2012, 15:51
da caska1979
Astro Boy non lo ricordo quasi più...
Black Jack non è noir però non so come classificarlo.

Comunque sia tutti i suoi manga, anche quello all'apparenza più "cretini", hanno tutti un non so ché di alone malinconico-malaticcio. Mi danno tutti la stessa identica sensazione. Ne ho letti di manga e di tutti i generi, e anche se bellissimi, non sono impregnati d'anima come quelli di Tezuka.

Re: [Sondaggio] Agosto, cosa state facendo?

Inviato: domenica 12 agosto 2012, 18:45
da lelio2
bite » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4155286#p4155286]10/08/2012, 16:27[/url] ha scritto:
Sarà. Però intanto nella recente tragedia di Fukushima è emerso che chi doveva tenere sotto controllo il gestore delle centrali aveva dei motivi tintinnanti per chiudere un occhio, e anche due. O ricordo male?
La corruzione, più o meno diffusa, esiste dappertutto, ma in Giappone di certo a quei pochi non danno di certo la medaglia e la pensione.

Re: [Sondaggio] Agosto, cosa state facendo?

Inviato: lunedì 13 agosto 2012, 4:03
da ilcontegis
bite » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4155286#p4155286]10/08/2012, 16:27[/url] ha scritto:
ilcontegis ha scritto:
Corruzione in Giappone....mmmm mi sa che sei informato abbastanza male.
Sarà. Però intanto nella recente tragedia di Fukushima è emerso che chi doveva tenere sotto controllo il gestore delle centrali aveva dei motivi tintinnanti per chiudere un occhio, e anche due. O ricordo male?
A dir la verità hanno provato dopo un unalisi dettagliata fatta per 1 anno intero che il motivo del casino a Fukushima è un errore umano. Nello specifico quello che mi aspettavo. Le nuove generazioni di giapponesi sono abituate a ripetere azioni senza pensare, inoltre mancano dei veri leader. Quindi quando c'è un problema che richiedere di pensare qualcosa "fuori dagli schemi" tutti vanno in panico. Cosa tipica Giapponese.

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: lunedì 13 agosto 2012, 4:11
da ilcontegis
Per quelli che vogliono andare in Giappone. Andateci, ne vale davvero la pena. Tanti posti bellissimi.

Viverci è un altra storia, non lo consiglierei. Troppo stressante, anche io non penso di starci per molto. Se non sei nato qui e specialmente se sei dal sud dell'Europa la differenza culturale è davvero tanta. Probabilemente tra una cinquantina d'anni sarà più semplice, ma al momento anche in Tokyo quando sei in treno la gente ti guarda come avessero visto un fantasma.....
Sono isolani e hanno avuto pochissimi contatti con altre culture, cosa dovuta anche al blocco che il Giappone aveva in passato di tutti i porti commerciali tranne quello di Nagasaki (che è difatti una città con una fortissima influenza Europea e tantissimi palazzi in stile europeo).

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: lunedì 13 agosto 2012, 13:56
da Janvitus
Trasferiamoci insieme :occhidolci:

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: lunedì 13 agosto 2012, 14:23
da derma
Conosco un giapponense che mi deve un "favore".

Re: Riflessioni su Italia e Giappone

Inviato: lunedì 13 agosto 2012, 14:31
da Janvitus
Interessante, chi è?