I sistemi di equazioni che studiava Edward Norton Lorenz erano del tutto "deterministici", nel senso che erano sistemi di equazioni che non è che non prevedevano delle soluzioni... ma prevedevano delle soluzioni "esponenzialmente dipendenti dai dati iniziali"
(dalla pagina wikipedia su Lorenz).Minime variazioni dei parametri iniziali del modello a dodici equazioni di Lorenz producevano enormi variazioni nelle precipitazioni. La dipendenza così marcata con i parametri iniziali prese il nome di effetto farfalla.
Ora, il fatto è proprio che a partire da condizioni iniziali "minimamente" differenti tra loro, si ottengono soluzioni dell'equazione del moto che divergono esponenzialmente.
E che vuol dire?
Facciamo sempre l'esempio col biliardo. Supponiamo di orientare l'asse x lungo il lato corto e l'asse y lungo il lato lungo del biliardo.
Se posiziono due palle da biliardo alla "stessa identica quota" lungo l'asse y e le tiro con velocità "perfettamente parallele" all'asse x... queste avranno un moto lungo la retta che passa per le loro posizioni iniziali. Si scontrano, rimbalzano in verso opposto, poi sbattono ai bordi del tavolo da biliardo, tornano indietro... e così via fino a che l'attrito non smorzi il loro moto.
Ma se cambio di una "inezia" il vettore della velocità iniziale di una delle due palle... la loro traiettoria divergerà esponenzialmente da quella appena descritta.
Tornando pertanto al dado... tu puoi calcolare classicamente la traiettoria... se hai una conoscenza "esatta" delle condizioni iniziali.
Ma puoi avere una conoscenza esatta? Ovvero... se al posto di "v(t=o)" (per velocità iniziale) inserisci il valore della velocità iniziale del centro di massa del dado... e se inserisci anche le altre quantità... con che precisione le controlli?
Puoi dare una posizione iniziale e una velocità iniziale con un numero infinito di cifre decimali?
Non "penso"!
E questo cosa vuol dire? Che approssimi.
E cosa vuol dire dal punto di vista della teoria del caos?
Vuol dire che la traiettoria del dado, che tu calcoli a partire da condizioni iniziali approssimate rispetto a quelle "reali", divergerà esponenzialmente dalla traiettoria che calcoleresti se avessi modo (cosa impossibile) di esprimere i parametri iniziali del moto con un numero arbitrariamente elevato di cifre significative.
Pertanto, il moto di un sistema caotico non è "classicamente" prevedibile.
Per questo, dicevo, la domanda di Wilson è molto "profonda".
La risposta è che sì, puoi presumere teoricamente che il dado classico abbia una faccia "estratta" anche prima della tua misura. Anche se ci sono queste limitazioni molto forti (ovvero lo puoi presumere teoricamente... ma non hai modo di fare un conto analiticamente e quantitativamente sensato)... limitazioni che fanno sì che tu non possa calcolare la traiettoria "esatta" (nel senso la traiettoria che segue da un dato iniziale con infinite cifre significative) e quindi non possa sapere neanche che faccia sia uscita (ma la faccia è uscita a prescindere dalla tua misura).
Con un dado quantistico, stando alle interpretazioni della meccanica quantistica, invece non potresti avere questa "certezza", per questioni che vanno al di là della precisione non assoluta con cui conosci le condizioni iniziali.
Spero di aver fatto un po' di chiarezza.
Anche perché 'sta roba fa parte del mio campo di ricerca. E dicendo questo non sto facendo il "gradasso"... perché ovviamente essendo parte del mio campo di ricerca dovrei essere abbastanza preparato in merito... ma se dico scempiaggini... faccio una figura barbina
Facendo un "sunto", le equazioni con cui hai a che fare sono "classiche", nel senso che sono equazioni differenziali risolvibili.
La dipendenza esponenziale delle loro soluzioni dai dati iniziali, invece, fa sì che, dal momento che tu non puoi avere una conoscenza "esatta" (leggi... un numero infinito di cifre significative) dei dati iniziali... otterrai una soluzione che diverge esponenzialmente da quella "vera"... pertanto quella soluzione "esatta" che ottieni a partire da dati iniziali approssimati è l'equivalente matematico di "dieci piani di morbidezza" (leggi... carta igienica).
Il problema non è che le variabili sono troppe e difficilmente "reperibili".
Il problema è che se anche di una sola variabile hai una conoscenza approssimata (e l'essere umano ha una conoscenza approssimata di "tutto") le tue soluzioni dell'equazione del moto divergono esponenzialmente dalle soluzioni che avresti se avessi dei parametri iniziali "perfettamente noti".
E non importa la differenza nella precisione, perché la divergenza, appunto, è esponenziale.
E per finire, non si tratta di soluzioni esatte o soluzioni numeriche... il moto diverge esponenzialmente anche se fai fare i conti analitici al calcolatore.
Per finire, ricordo che in fisica il caos non è sinonimo di "casino"... ma è sinonimo di "caos deterministico"
(Poi c'è tutto un altro discorso relativamente al perché le soluzioni iterative che calcola il computer, approssimando, non divergano... ma eviterei di entrare in questo ambito, perché ci sono teoremi che solo l'enunciato è lungo mille pagine
p.s.:
@Wilson
Il tuo punto di vista, che se ho capito bene è una "sospensione della domanda", è lo stesso che adotto io.
Ma la funzione d'onda collassa? La decoerenza quantistica ha senso...
Cioccolato, fragola e doppia panna, grazie!


