Neil Armstrong, un grandissimo uomo
Inviato: domenica 26 agosto 2012, 7:50
bye Neil
la tua impresa e come la spiegavi era ed è meravigliosa
R.I.P.
la tua impresa e come la spiegavi era ed è meravigliosa
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Metto una lettera che potrebbe fare luce, o perlomeno dare una scusante sulle spese "folli e costose" di andare nello spazio. La lettera e autentica.Mdfalcubo » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167384#p4167384]3 minuti fa[/url] ha scritto:A me, che ci siano stati davvero o meno, non cambia nulla. Continuerò solo a chiedermi se vale la pena spendere miliardate di dollari per vagare nello spazio, invece che investirli/spenderli per migliorare il pianeta in cui viviamo. Utopia e retorica, lo so......
Una domanda simile fu posta anche nel 1970 all’allora direttore scientifico della NASA, Ernst Stuhlinger, da una suora attiva in Zambia. Considerati i successi del programma Apollo, che aveva consentito di portare l’uomo sulla Luna, il responsabile della NASA aveva proposto di avviare le prime ricerche per una missione spaziale con esseri umani verso Marte. Suor Mary Jacunda gli inviò una lettera, chiedendogli come potesse proporre qualcosa del genere e di così costoso mentre sulla Terra ogni anno milioni di persone pativano la fame. Stuhlinger rispose con una lettera lunga e ben argomentata, che successivamente fu pubblicata dalla NASA con il titolo “Perché esplorare lo Spazio?”.
Di seguito la traduzione integrale della lettera di Stuhlinger, dove sono proposte molte argomentazioni che valgono ancora oggi, a 42 anni di distanza dalla sua pubblicazione, sebbene figlie di un tempo diverso dal nostro. Il mondo era ancora diviso in due blocchi a causa della Guerra fredda, la NASA arrivava dai grandi successi delle prime missioni lunari e poteva godere di molti più fondi, fatte le dovute proporzioni, rispetto agli attuali.
6 maggio 1970
Cara suor Maria Gioconda,
la sua è una delle tante lettere che ricevo ogni giorno, ma mi ha toccato più profondamente delle altre perché viene da un cuore compassionevole e da una mente profonda. Cercherò di rispondere meglio che posso alla sua domanda.
Prima, tuttavia, desidero esprimere la mia grande ammirazione per lei e per tutte le altre sue coraggiose sorelle, perché state dedicando le vostre vite alla più nobile causa umana: aiutare il proprio prossimo in difficoltà.
Lei chiede nella sua lettera come abbia potuto proporre la spesa di miliardi di dollari per organizzare un viaggio su Marte, in un momento in cui molti bambini su questa Terra muoiono di fame. Lo so che non si aspetta una risposta del tipo “Oh, non sapevo che ci fossero bambini che muoiono di fame, d’ora in poi mi asterrò dalla ricerca spaziale fino a quando il genere umano non avrà risolto la questione!”. In effetti, ho iniziato a essere a conoscenza del problema della fame nel mondo ben prima di sapere che fosse tecnicamente possibile un viaggio verso Marte.
Tuttavia, credo – come molti altri miei amici – che viaggiare verso la Luna e forse un giorno verso Marte e altri pianeti sia un’iniziativa che dovremmo affrontare ora, e penso anche che questi tipi di progetti, nel lungo termine, possano contribuire alla soluzione dei gravi problemi che affliggono la Terra molto di più di altri progetti discussi ogni anno, e che portano spesso a risultati tangibili solo dopo molto tempo.
Prima di spiegarle come il nostro programma spaziale possa contribuire alla soluzione dei problemi qui sulla Terra, vorrei raccontarle una storia che pare sia vera e che potrebbe aiutarla a comprendere l’argomento. Circa 400 anni fa, in una cittadina della Germania viveva un conte.
Era uno di quei nobili buoni ed era solito dare buona parte dei propri guadagni ai suoi concittadini poveri: erano gesti molto apprezzati, perché c’era molta povertà e le ricorrenti epidemie causavano seri problemi. Un giorno, il conte incontrò uno sconosciuto. Aveva un banco di lavoro e un piccolo laboratorio nella sua abitazione, lavorava sodo di giorno per avere qualche ora ogni sera per lavorare nel suo laboratorio. Metteva insieme piccole lenti ottenute da pezzi di vetro; le montava all’interno di alcuni cilindri e le utilizzava per osservare oggetti molto piccoli. Il conte fu affascinato da ciò che si poteva vedere attraverso quegli strumenti, cose che non aveva mai visto prima. Invitò l’uomo a trasferire il suo laboratorio nel castello, diventando un incaricato speciale per la realizzazione e il perfezionamento dei suoi strumenti ottici.
La gente in città, tuttavia, si arrabbiò molto quando capì che il conte stava impegnando il proprio denaro in quel modo senza uno scopo preciso. «Soffriamo per la peste», dicevano, «mentre lui paga quell’uomo per i suoi passatempi inutili!». Ma il conte rimase fermo sulle sue posizioni. «Vi do tutto quello che posso», disse, «ma darò sostegno anche a quest’uomo e al suo lavoro, perché sento che un giorno ne verrà fuori qualcosa di buono!».
E in effetti qualcosa di buono avvenne, anche grazie al lavoro di altre persone in diversi luoghi: l’invenzione del microscopio. È noto che questa invenzione ha contributo più di molte altre idee al progresso della medicina, e che l’eliminazione della peste e di altre malattie contagiose in molte parti del mondo sia stata possibile in buona parte grazie agli studi resi possibili dal microscopio. Dedicando parte del proprio denaro alla ricerca e alla scoperta di nuove cose, il conte contribuì molto di più a dare sollievo dalla sofferenza umana rispetto a ciò che avrebbe potuto fare dando tutto i propri soldi ai malati di peste.
La situazione cui ci troviamo davanti oggi è simile in molti aspetti a quella che le ho appena raccontato. La presidenza degli Stati Uniti spende circa 200 miliardi di dollari nel proprio bilancio annuale. Questi soldi vanno alla salute, all’istruzione, allo stato sociale, al rinnovamento delle strutture urbane, alle autostrade, ai trasporti, agli aiuti all’estero, alla difesa, alla conservazione del territorio, alla scienza, all’agricoltura e a molte altre realtà all’interno e all’esterno del paese. Circa l’1,6 per cento del budget è stato destinato alla ricerca spaziale quest’anno. Il programma spaziale comprende il Progetto Apollo e molti altri progetti più piccoli legati alla fisica dello spazio, all’astronomia, alla biologia nello spazio, allo studio dei pianeti, all’analisi delle risorse della Terra e all’ingegneria spaziale.
Per rendere possibile questa spesa per il programma spaziale, lo statunitense medio con un reddito annuo di 10mila dollari paga circa 30 dollari, con le imposte, per il programma spaziale. Il resto dei suoi soldi, 9.970 dollari, rimangono per la sua sussistenza, per il pagamento di altre imposte, il suo divertimento e per i suoi risparmi.
Mdfalcubo » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167416#p4167416]30 minuti fa[/url] ha scritto:Resto della mia idea :-)
concordo con mdfalcubo.. andare a fare i parassiti su un altro pianeta non ha molto senso.. considerando la "vivibilità" dei pianeti da noi raggiungibili con le nostre risorse (che non sono infinite). Sarebbe meglio impiegare i soldi per mantenere vivibile questo pianeta. Anche se non posso negare che un viaggetto nello spazio me lo farei molto volentieri! xDCarlotux » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167454#p4167454]11 minuti fa[/url] ha scritto:Mdfalcubo » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167416#p4167416]30 minuti fa[/url] ha scritto:Resto della mia idea :-)
Non ho postato la lettera per farti cambiare idea, ma solo per la domanda che ti eri posto, " perchè spendere soldi per andare nello spazio".
E se tra 200/300 anni saremmo costretti a prendere le risorse da un altro pianeta?, e se la terra diventerà un ammasso di macerie radioattive?, e se l'effetto serra diventerà insostenibile per viverci?. Gli interrogativi sarebbero tanti.
Io non ci sarò, voi nemmeno, per sapere cosa potrà succedere.
È l'ottica che deve cambiare proprio: noi non possiamo continuare a consumare come parassiti pensando "tanto da qualche altra parte troveremo le risorse". Colombo non stava cercando un nuovo continente.. non si era nemmeno accorto di non essere in India. Tu vorresti partire per lo spazio. trovare un pianeta da sfruttare finchè fa comodo, poi ripartire e così via all'infinito? Noi non abbiamo le risorse per spedire nello spazio una navicella che arrivi dove i nostri telescopi ancora non possono vedere (non nel tempo di una vita umana almeno). E per ora i telescopi di risorse sugli altri pianeti han trovato ben poco. Il petrolio non lo trovi sulla luna o su marte o su un qualsiasi altro pianeta dove non vi siano forme di vita vegetali. E per ora non ne sono stati avvistati di pianeti simili. Mantenere vivibile il pianeta su cui ci troviamo mi sembra molto più giusto.Carlotux » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167496#p4167496]2 minuti fa[/url] ha scritto:Se il re di Spagna non avesse speso i soldi per finanziare Colombo come sarebbe finita la Spagna? , e pensare che erano poveri per le continue guerre contro gli islamici. Colombo fece un viaggio epico per l'epoca, la Spagna grazie a lui diventò la nazione più ricca dell'europa. ( sulla pelle degli Indios)
Niente patate, pomodori, mais, cioccolata, etc.. etc.. insomma il futuro sarebbe stato diverso. Perchè spendere soldi per il progresso e la conoscenza ?.
No, dipende da cosa si intende con "conquista dello spazio". Sono contro la filosofia "mandiamo tutto sto pianeta in vacca tanto troveremo sicuramente le risorse su un altro pianeta e la scienza risolverà tutti i problemi". Mi sembra un po' utopistico.Carlotux » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167534#p4167534]44 minuti fa[/url] ha scritto:@rockteo91, da come parli sei contro la "conquista dello spazio" se ora ci sono i satelliti meteo, telecomunicazioni, etc.. etc.. e stato grazie hai soldi spesi per i razzi.
Per rendere la Terra vivibile come dici te , non servono tanti soldi, ma tanto giudizio. Credi che le altre nazioni del mondo hanno il giudizio che dici te?, no, se ne fregano, e inquinano a tutto spiano. pertanto quello che dici non a senso.
Il temine "conquista", sebbene virgolettato, non mi sembra adatto, io parlerei di esplorazione dello spazio.rockteo91 » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167590#p4167590]10 minuti fa[/url] ha scritto:No, dipende da cosa si intende con "conquista dello spazio". Sono contro la filosofia "mandiamo tutto sto pianeta in vacca tanto troveremo sicuramente le risorse su un altro pianeta e la scienza risolverà tutti i problemi". Mi sembra un po' utopistico.Carlotux » [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4167534#p4167534]44 minuti fa[/url] ha scritto:@rockteo91, da come parli sei contro la "conquista dello spazio" se ora ci sono i satelliti meteo, telecomunicazioni, etc.. etc.. e stato grazie hai soldi spesi per i razzi.
Per rendere la Terra vivibile come dici te , non servono tanti soldi, ma tanto giudizio. Credi che le altre nazioni del mondo hanno il giudizio che dici te?, no, se ne fregano, e inquinano a tutto spiano. pertanto quello che dici non a senso.