a323109 ha scritto:
Diciamo che essendo noi animali modificati, quello normale e' quello che si comporta da animale. Se ha fame mangia, se ha sete beve, se uno gli rompe le scatole impedendogli di soddisfare un suo bisogno attacca. L'uomo a questa base di normalita' ha aggiunto un castello di sovrastrutture inutili. Quindi uno che ha fame ma si trova ad una cena di gala non si abbuffa come vorrebbe e come sarebbe normale. Ma fa' il sazio anche se sta morendo di fame. Allora cosi' si complica tutto. Il comportamento anormale passa per normale e viceversa.
In che senso animali modificati? Da emozioni o coscienza?
Perchè l'istinto animale dovrebbe essere considerato anormale? L'animale sa quello che fa, mica si abbuffa fino a star male, si ferma prima, mica ha disordini alimentari (bulimia, anoressia), mangia fino a sazietà, e se ha a disposizione alimenti che più lo aggradano li preferisce. E' la mente umana che crea disordini di vario tipo. Spesso si usa la definizione 'istinto animale' come cosa negativa ma non lo è.
L'animale che se disturbato/attaccato a sua volta attacca, non è neanche poi vero, dipende dall'animale, alcuni in vista del pericolo scappano, altri cercano di difendersi.
Sono istinti (primari) anche nostri e non c'entrano niente con l'essere sani mentalmente.
Istinto di sopravvivenza, preservazione e sessuale. Gli animali si accoppiano molto meglio degli esseri umani, si corteggiano, e se non si vogliono più mica si ammazzano, si cercano un altro partner sessuale e basta, e non hanno bisogno dei 'diversivi' umani per accoppiarsi.
L'uomo invece difficilmente riesce a far andar d'accordo le emozioni con la coscienza.
Tuttavia, non possiamo identificare solo i bisogni/istinti primari come normali, altrimenti saremmo tutti in terapia, per un motivo o un altro!
PCZERO ha scritto:Hitler era un pazzo od un malato mentale per voler sterminare un popolo intero?
Può essere considerato un pazzo perché è evidentemente una follia di piano, ma non un malato mentale perché era lucidissimo nelle sue idee.
Dovrebbe far parte comunque dei pazzi omicidi, molti di questi premeditano l'assassinio delle loro vittime, e le scelgono con un certo criterio. Parlo ovviamente degli assassini seriali, non quelli che agiscono a causa di un raptus, o quelli che sono assassini su commissione.
Lui aveva dalla sua che riusciva a convincere le masse, mentre di solito gli assassini seriali agiscono in solitaria, o al massimo hanno qualche complice.
PCZERO ha scritto:Una fissazione portata all'estremo non sempre può essere sintomo di malattia mentale però...prendiamo ad esempio la categoria degli otaku giapponesi con la loro fissa per il mondo dell'animazione:
https://strangegeekgirl.wordpress.com/2 ... ku-e-geek/
O per un particolare brand:
https://i.pinimg.com/474x/96/71/12/9671 ... okemon.jpg
Oppure un personaggio inventato come Sheldon Cooper che è un perfetto esempio di fissazioni portate all'estremo che non si possono considerare malattie mentali, ne lui un malato mentale....mi rendo conto che uno così come lui con mille fissazioni non te lo ritrovi nella realtà, ma uno può avere un comportamento identico al suo per una cosa.
Tieni conto che parliamo di Giappone, quello che noi vediamo come 'strano', per loro a tanto 'moda'. Noi occidentali, per quanto che amiamo gli anime, i fumetti, difficilmente arriviamo a quel livello, anche se personalmente ho un amico con quelle passioni. La sua camera, quando abitava dai suoi era piena di fumetti, modellini di fumetti, dvd di anime, tappezzata in quella maniera. Ora è sposato da anni, e a casa sua ha adibito, una camera come 'santuario', per quella passione.
Ma quello che ci fa distinguere una persona 'fissata', con una invece 'appassionata' è comunque il capire che vita che fa. Se la sua vita gira intorno solo a quella passione, questa diventa fissazione, che magari non neanche malattia mentale, perchè può essere una scelta di vita, come per l'eremita. In genere se il soggetto è giovane viene tenuto di più sotto controllo, e penso sia giusto così, in fin dei conti sono i giovani che creeranno la società del futuro.