Non diciamo sciocchezze dai! Stai scherzando? Quella roba esiste solo nei film. Non esiste persona che possa indurre un'altra persona a fare ciò che non vuole ipnotizzandola. Mi sa tanto di trucchi alla Giucas Casella, o altri illusionisti/prestigiatori/buffoni. Non esistono stati di trance non indotti da farmaci o droghe, sempre che non si tratti di persone già malate mentali medio-gravi, per cui più suggestionabili e deboli psicologicamente.
Quegli individui sono semplicemente persone senza scrupoli, che hanno studiato/imparato tecniche di persuasione sia individuali che collettive.
Ho letto, e non dico che queste cose non esistano, come ho già detto sono tecniche di rilassamento, per combattere ansia, paure, ecc..ma non funzionano con tutte le persone, dipende dalla gravità del problema. In genere funzionano con persone che non hanno nessun problema, e se ne vogliono creare uno.
Per me
non è ipnosi, se non si cade in una sorta di
trance, ma si è ancora consapevoli di dove si è, e chi si è.
Eresia ha scritto:non ha tutti i torti Marym, una fissazione è una paranoia a tutti gli effetti, e dal punto di vista freudiano è una malattia, nel dettaglio una psicosi.
In psicologia e psichiatria un disturbo psichico o mentale è una condizione patologica che colpisce la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva o affettiva di una persona in modo disadattativo, vale a dire sufficientemente forte da rendere problematica la sua integrazione socio-lavorativa e/o causargli una sofferenza personale soggettiva.
Ipotizziamo che hai una fissazione che non riesci a toglierti dalla testa, *un pensiero negativo fisso che ti rende impotente davanti alla donna che ami e che vuoi sposare*, questo abbatte le difese della tua autostima portandoti a dubitare di te stesso e delle tue capacità, in questo caso la fissazione può essere considerata malattia mentale, e in casi gravi potrebbe portare all'allontanamento dall'io del soggetto. Questo potrebbe a sua volta causare una schizofrenia.
Il termine malattia mentale in questo campo è troppo vago... secondo me è questa la psicologia, prendere consapevolezza dei processi che la mente svolge, guardarli e comprenderli. E chi meglio di noi stessi può comprenderci? Essendo una scienza molto soggettiva.
Per qualcuno può essere più o meno complesso, e li entra in gioco lo psicologo che lo guida in questo cammino.
mio punto di vista
E' proprio questo che intendevo. I malati mentali non gravi, spesso credono di non esserlo affatto, e si trascinano con gli anni problemi 'irrisolti', dopo un po' si convincono che la vita è così, e non ci si può fare nulla, che tutte le persone sono sbagliate, subentrano altre frustrazioni, paure, fobie, manie, a seconda del caso, che impediscono una vita 'normale' (con lavoro, famiglia, amici), ma a quel punto veramente non ci si può più far niente, in quanto lo stadio da malattia da lieve ormai è passato a malattia grave.
E' stato il decorso di mia zia. Che nonostante le piccole stramberie da giovane, si è sposata e sono sempre stati insieme. Con gli anni è peggiorata, fino che le fu diagnosticata la demenza, a 60 anni. Intanto mio zio, che si sono sposati a 20 anni ha avuto vari esaurimenti, a forza di starci assieme.
E' per questo che sono pessimista se qualcuno mi pone il caso: 'la ragazza che dopo 20 anni non ha superato il fatto di essere stata lasciata dal fidanzato alle medie'.
20 anni sono tanti, e di certo non c'è solo quello, il pericolo di avere davanti un borderline è peggiore per chi non ha nessun problema e vuole aiutare, senza essere un psicologo.
eresia ha scritto:
Non so a quale grado di malattia mentale tu ti riferisca, ma fammi sapere quali sono le fonti della "media della salute mentale", giusto per curiosità
Secondo me lui trolla. Non ha senso quanto ha scritto.