Dal primo
articolo postato da
@saxtro, tabella 2, si evince che l'incidenza più alta di miocarditi da vaccino mRNA colpisce i maschi fra 12 e 17 anni in seguito alla seconda dose ed è pari a 66,7 per milione, ovvero
6,67 su 100.000. Per tutte le altre fasce di popolazione è inferiore (se mi sfugge qualcosa correggetemi, l'articolo riporta molti dati e non è difficile perdersi).
I
dati aggiornati mostrano che in Italia nella fascia d'età 10-19 (non esattamente la stessa ma confrontabile) la letalità del Covid è pari a
3,9 su 100.000. Come indica l'articolo però, oltre alla letalità, bisogna considerare anche il rischio di lesioni e infiammazioni cardiache. Riporto qui qualche stralcio:
Il COVID-19 è emerso come un patogeno virale che colpisce la vascolarizzazione e provoca un danno miocardico
I dati epidemiologici suggeriscono che dal ≈12% al 20% dei pazienti ospedalizzati con COVID-19 hanno prove di lesioni cardiache
Inoltre, in giovani atleti che si riprendono dall'infezione da COVID-19, sono state riportate anomalie della risonanza magnetica cardiaca coerenti con la miocardite
Oltre a questo il Covid comporta anche il rischio di "una
sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini e nei giovani adulti":
È stato anche riconosciuto che il COVID-19 può provocare una sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini e nei giovani adulti. Questa rara ma grave condizione è definita da un'eccessiva risposta iperinfiammatoria che può colpire più organi tra cui i polmoni, i reni, il cervello, la pelle, gli occhi, il sistema gastrointestinale e il sistema cardiovascolare, con conseguente disfunzione ventricolare, aneurismi coronarici e shock.
In sintesi, in qualunque fascia d'età, non vaccinarsi non significa risparmiarsi il rischio di infiammazioni cardiache. Al contrario significa aggiungere a quel rischio degli altri, compreso il decesso. Come dice l'articolo:
La valutazione rischi-benefici rimane estremamente favorevole alla vaccinazione. Pertanto, la vaccinazione contro il COVID-19 è attualmente raccomandata per tutti i soggetti maggiori di 12 anni.
E ancora:
La vaccinazione contro il COVID-19 non solo previene i ricoveri e i decessi legati al COVID-19, ma anche le complicazioni legate al COVID-19 come la miocardite, la sindrome infiammatoria multisistemica, e le complicazioni post-acute dell'infezione da SARS-CoV-2 o del long COVID
Inoltre l'
articolo postato da
@steff indicava che chi viene colpito da una miocardite virale, come quella da COVID-19, nel 40% dei casi muore entro 10 anni.
Quanto alle decisioni di Svezia e Danimarca, la cosa positiva della campagna vaccinale è che non si basa su un solo vaccino. Pertanto, se le autorità saniterie lo ritengono opportuno, per una data fascia di popolazione possono decidere di usare un vaccino anziché un altro (nel caso specifico, Pfizer anziché Moderna). In ogni caso l'agenzia svedese per la sanità precisa che "il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso". Evidentemente se per Moderna questo rischio è "molto basso", hanno valutato che per Pfizer è ancora più remoto. Bisognerebbe però vedere cosa dicono testualmente le autorità sanitarie svedesi e danesi per trarre delle conclusioni. Vedremo anche come si esprimerà EMA.
Riguardo invece al discorso "tasso di vaccinazione vs andamento dei contagi", è noto che i vaccini riducono in una certa misura il rischio di contagio ma in misura molto maggiore il rischio di ospedalizzazione, T.I. e morte. Prendendo ad esempio i
dati di Israele si nota che, benché l'efficacia contro l'infezione sia del 39%, quella contro l'ospedalizzazione è dell'88% e contro la malattia grave del 91,4%. Ciò significa che nonostante alti tassi di vaccinazione, i contagi potrebbero salire ancora, ma gli ospedali non si riempiono e il numero di persone soggette a conseguenze gravi si riduce drasticamente (solo per quanto riguarda i pazienti vaccinati ovviamente).
Se prendiamo i
dati nostrani però vediamo che l'efficacia contro l'infezione rilevata in Italia è pari al 77,2%. Guardando l'andamento dei contagi è palese che la vaccinazione abbia inciso enormemente, il che avvalora quel 77,2%. Se il concetto non vi è chiaro, guardate questo grafico:
Che poi la campagna vaccinale da sola non basti al contenimento dei contagi, questo è scontato e lo si capisce da quella linea rossa. In Italia in questo memento il 23% della popolazione non è vaccinato. Detto in altri termini, in giro ci sono più di 13 milioni e mezzo di persone non vaccinate. Finché ci sarà una così ampia fascia di popolazione esposta è necessario - per tutti - avere speciale attenzione per l'igiene delle mani, mantenere le distanze, evitare i luoghi affollati ed indossare mascherine adeguate (certificate e non vecchie di giorni) soprattutto negli spazi chiusi. Di certo non è saggio scoraggiare nessuno, in maniera più o meno velata, dal vaccinarsi.