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La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: giovedì 26 aprile 2007, 20:04
da samburu
Fa piacere sentirlo, ma altrettanto piacere non è se si pensa che molti siano costretti ad andarsene per trovare un lavoro remunerato per il tipo di laurea conseguito.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_2142312382.html

Non si potrebbe fare in modo che ognuno possa rimanere qui alle stesse condizioni? La politica non vale tutti i soldi spesi, mentre la ricerca sì.

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 11:46
da Ideogrammi Cinesi
infatti perchè siamo arretrati? per questo. i nostri vanno a generare progresso altrove, e qui lo si importa pagando più di quanto non farebbe dando fondi adeguati alla ricerca. ma d'altronde, perchè non pagare per importare qualcosa fatto da noi che potremmo avere a prezzo più basso e guadagnarci esportando?

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 11:53
da leonard vertighel
Sto facendo uno stage di astronomia in Francia. Se tutto va bene, incrociando le dita, dovrei avere la possibilità di fare qui un dottorato di ricerca (Ph.D).

Perché in Francia? Perché in Italia i posti e le possibilità sono pochissime. Ho provato qualche concorso in Italia (dottorato e borse di studio). Sono convinto che chi ha vinto quei concorsi li abbia vinti perché aveva più capacità di me. Il problema è che tali posti sono pochi, e se uno non trova qui allora prova all'estero.

I ricercatori in Italia sono pochi e sono pagati poco. Un dottorando prende 890€ al mese, e un assegnista può arrivare a 1100€. Per iniziare tutto fa brodo, ma gli stipendi fanno piangere se si pensa al tipo di lavoro, al grado di istruzione e alle comparazioni con l'estero.

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 12:07
da samburu
La situazione è uguale anche per altri settori. Prendiamo per esempio la scoperta fatta da quel calabrese. Ha chiesto aiuto all'Italia per produrre il detto motore; ricevendo un no, ha chiesto in giro per il mondo e subito la TATA indiana ha colto la palla al balzo. Due (2) giorni dopo la FIAT che già era stata interpellata, corre per capire cosa/come potrà importare il detto veicolo... mi sembra di avere a che fare con gli scemi! Molti hanno detto che è dovuto al fatto che FIAT ha delle quote della TATA e inoltre le costa meno impostare che fabbricare. Allora dovrebbero cambiare in IIAT perché se non fabbrica... e c'è il fatto che chi acquisterà, dovrà pagare anche il suo balzello, cosa che in momento di crisi non mi sembra valido. Purtroppo è sempre una questione di interessi scritti a base di soldi e non di presa di coscienza di ciò che accade.

Anche la scuola è improntata su quello e lo si vede chiaramente. Praticamente si va anche contro certi fattori di Costituzione...
Per iniziare tutto fa brodo, ma gli stipendi fanno piangere se si pensa al tipo di lavoro, al grado di istruzione e alle comparazioni con l'estero.
Vero, ed è per quello che dovrebbero dimezzare gli stipendi ai politici che fanno molte chiacchiere senza senso ed aumentare così quelli di chi lavora veramente. Qui nella mia zona, si è arrivati al punto per cui i pompieri sono rimasti 1 anno senza stipendio! Però rischiano la pelle ogni volta che intervengono... e per cosa? Per gente indifferente? Ho mosso delle acque per sensibilizzare le persone, e che è successo? E' saltato fuori il solito politico che ha evidenziato la cosa e ottenuto punti per la sua campgna, però (per fortuna) non si è fermato a quello ma ha fatto in modo di dare "a Cesare ciò che è di Cesare" facendo pagare i pompieri. Ma bisogna arrivare a tali punti? Non c'è un po' di schifo in giro? (nono)

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 12:35
da saxtro
Il vero problema secondo me è che un dottorato in italia non ti assicura niente (a livello di punteggio vale più una specializzazione che un dottorato!!!),
se vincere un dottorato significasse sacrificarsi per tre anni ma avere una garanzia di sostentamento per il futuro credo che sarebbero in pochi a emigrare all' estero.

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 13:44
da samburu
A mio parere è tutto un insieme di circostanze e non solo il fattore di sostentamento, visto che quando abitavo a Roma (troppi anni or sono) già c'era questo problema e io che stavo finendo la scuole superiori ebbi modo di conoscere laureati che pur di lavorare andavano a fare gli spazzini...! Gente che se la sentivi parlare ti spiegava ogni cosa, era al corrente di cose che altri non conoscevano e questo perché appassionati dalla materia scelta; al loro posto misero persone che avevano comprato la laurea (famosi "scandali" del 1980)... e anche questo concorre a far scappare alcuni in altri Paesi.

Allora: tagliare quei 30.000€ /mese politici per incrementare ricerca e posti di lavoro nei settori di ricerca non sarebbe male, ma serve l'aiuto della popolazione, farli partecipi alla cosa, fare in modo che abbia un giusto risalto dato che le chiacchiere sono tutti bravi a farle, ma far sparire le malattie...non servono chiacchiere, ma azioni e materiali!

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 14:49
da lucapas
Purtroppo noi italiani siamo scemi e i referendum (imho) sono una rovina!
Premetto che non sono né di destra né di sinistra, ma l'ultimo referendum sulla costituzione era un'occasione da non perdere: presidente del consiglio direttamente votato dal popolo con + poteri e snellimento dei passaggi burocratici per legiferare; in più era previsto anche uno snellimento numerico delle camere! Cosa volere di più? Ma noi italiani siamo un popolo di idioti!
Che c'entra con l'argomento? A buon intenditor...

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 14:55
da saxtro
lucapas ha scritto: [...]
Premetto che non sono né di destra né di sinistra, ma l'ultimo referendum sulla costituzione era un'occasione da non perdere: presidente del consiglio direttamente votato dal popolo con + poteri e snellimento dei passaggi burocratici per legiferare; in più era previsto anche uno snellimento numerico delle camere! [...]
questo era quello che si leggeva sui volantini,
quello che non c' era scritto:
"Eleggete un capo che poi comanda solo lui !"
mi sa troppo di americano....
certo quelle elencate sono riforme che vanno fatte per stare al passo con i tempi, ma c'è modo e modo...

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 17:21
da hanzo
dopo ci si lamenta se l'Italia è indietro...in Italia chi si fa il (_)(_) prendendo una laurea bella tosta praticamente viene considerato meno di 0, ed è quasi obbligato ad andare all'estero dopo la laurea  :(

ad esempio a me sarebbe piaciuto un sacco iscrivermi ad una facoltà di fisica, ma facendo le considerazioni che sono state fatte in questo topic ho optato per una facoltà di economia, perchè andare a lavorare/studiare all'estero è un'opportunità senza dubbio fantastica, ma io voglio avere la SCELTA...dico solo che questa situazione è uno schifo assoluto, è la cosa peggiore che non gliene frega nulla a nessuno, perchè i mass-media invece di pensare alle strXXzate  (bad)

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: sabato 28 aprile 2007, 22:17
da Cippa Lippa
Ciao ragazzi

pensavo vi potesse interessare la mia opinione visto che sto per finire un dottorato in chimica qui a Toronto, Canada.
Sono letteralmente fuggito dall'Italia alla fine della laurea quando ho capito che non c'era futuro, niente soldi, niente posti, i vincitori vincono per conoscenze e se sei bravo sei il nemico pubblico numero 1.
Qui non e' la perfezione, ma la differenza e' abissale su tutti i fronti. Qui sono pagato molto piu' di un assegnista in Italia, vengo trattato con rispetto e tutti i canadesi considerano un dottorando una persona che fara' strada. Un dottorando in italia e' poco piu' che un disperato.

Ho carissimi amici che sono dottorandi in Italia, piu' intelligenti di me. Tutte le volte che torno mi fa una rabbia vederli ancora li.

Lasciamo perdere l'aspetto economico di formare menti preparatissime a prezzi proibitivi e poi darli via a gratis ad altri paesi. Non avete idea del livello di competizione che esiste tra paesi nel acquisire menti. Solo a paesi del terzo mondo come l'Italia non frega niente.

State finendo la laurea? fuggite ragazzi... e' una scelta difficile ma paga tantissimo. E non andate dove il vostro "amico" relatore vi manda (in genere un amichetto altrettando disperato all'estero). Andate dal numero uno. Qui in Nord America fanni i ponti d'oro per i dottorandi europei...

un salutone a tutti e alla mia Italia che mi ha tradito

Cippa

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 1:35
da leonard vertighel
Caro Cippa Lippa,

oggi era sabato pomeriggio, ed in questo sperduto paesino della Provenza del sud, dove mi preparo ad un possibile dottorato qui in Francia, mi sono sentito un po' meno solo grazie alla tua testimonianza.

Non sono uno da 110 e lode, ho finito astronomia in 5 anni (uno in più di quanti ne erano richiesti per il mio vecchio ordinamento). Me la sono spassata un po' meno dei miei colleghi universitari di Scienze della comunicazione o materie affini (è solo un esempio) e sono riuscito a laurearmi in fretta, con un voto piuttosto basso: 100. Più di così, a parità di tempo, non ero in grado di fare.

Le persone che mi hanno preceduto nei concorsi di dottorato e nelle graduatorie degli assegni di ricerca sono senz'altro più brillanti e preparate di me; molte le conosco, ne ho la certezza... questo forse va un po' oltre la seppur vera storia dei posti già assegnati. Mi dico solo che se i posti fossero di più, anche uno come me che non ha il massimo dei voti potrebbe avere una possibilità. In fondo, è il lavoro che mi piacerebbe fare.

Dal momento che per ora Italia nisba, mi accingo a tentare in Francia. Se tutto va bene inizierò fra poche settimane.

Ho avuto una discussione scherzosa con due ragazzi, qui. Mi hanno fatto una battuta: "se vinci il dottorato, vivrai grazie ai soldi della Francia!" Ho risposto loro: "e la Francia avrà i risultati della mia ricerca risparmiando i soldi per la mia università, per il mio liceo, per le mie medie"

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 9:44
da - pod -
Ciao,

La discussione mi interessa particolarmente dato che in pochi mesi inizierò un master in danimarca (sto ancora incrociando le dita per la borsa di studio  :P ).

ma all'estero è così facile (o molto più facile) rispetto all'italia trovare un posto come ricercatore o alla fin fine bisogna stare mesi/anni a inviare progetti di ricerca e fare domande, nell'attesa che qualche università mi accetti?
Cippa Lippa ha scritto: State finendo la laurea? fuggite ragazzi... e' una scelta difficile ma paga tantissimo. E non andate dove il vostro "amico" relatore vi manda (in genere un amichetto altrettando disperato all'estero). Andate dal numero uno. Qui in Nord America fanni i ponti d'oro per i dottorandi europei...
Voglio dire: per andare dal numero uno di solito bisogna essere un numero uno, e per definizione in un determinato campo c'è solo un numero uno (che io non credo proprio di essere  :-[ )

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 10:07
da ciao
Ne ho ancora mooooooltissimo di tempo da passare sui libri prima di pensare a dottorati e robe varie ma in una discussione con un nostro professore è venuto fuori l'argomento "possibilità dopo la laurea".

Sulla stessa linea di questo topic le sue parole non sono state rosee circa le possibilità di andare avanti nel settore della ricerca (in Italia ovviamente).

E anche lui (sebbene, ripeto, con larghissimo anticipo) ci ha esortati a valutare le opzioni estere.

Alla luce di ciò mi pongo alcune domande, e spererei che qualcuno che ci è gia passato magari potesse rispondere.

1) All'estero sono così imbecilli che aspettano noi italiani? I loro studenti non bastano?

2)Come ha chiesto anche -pod-
- pod - ha scritto: ma all'estero è così facile (o molto più facile) rispetto all'italia trovare un posto come ricercatore o alla fin fine bisogna stare mesi/anni a inviare progetti di ricerca e fare domande, nell'attesa che qualche università mi accetti?
3) Fino a che punto, in questa mancanza italiana, centra la scarsa attenzione della politica alla ricerca (quindi mancanza di fondi) e fino a che punto centrano invece corruzione e "conoscenze varie" (per cui anche se aumentano i posti e lo stipendio, ad occupare quei posti sarà sempre chi è "aganciato")?

grazie per le eventuali risposte :D

ciao (b2b)

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 10:25
da lucapas
Rispondo alla 3: la colpa è di tutti! I nostri politici, e aggiungo anche industriali, sono troppo imbec**** e troppo avari e veniali (e fermiamoci qui) per capire l'importanza della ricerca. Ma il sistema universitario è allo stesso modo iper-corrotto e la qualità è l'ultimo dei pensieri!

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 12:36
da leonard vertighel
Se si parla di ricerca di base (astronomia, fisica teorica eccetera) gli industriali contano relativamente. Il fatto è che la ricerca "che conta", purtroppo, è quella che dà subito dei risultati (farmaceutica) o quella dalla quale è possibile cavar soldi (fisica dei materiali, di nuovo farmaceutica).

Forse chi ha studiato l'effetto fotoelettricopensava ai semiconduttori, ai transistor, ai CCD per le macchinette fotografiche?

Forse chi ha studiato la Relatività pensava al sistema GPS (che senza la conoscenza della relatività non funzionerebbe)?

I soldi per la ricerca di base non sono mai sprecati, sarebbe ora che lo capissero.

Riguardo agli assegni di ricerca, è il sistema di reclutamento che va cambiato! Se io formo per tre anni di dottorato e altri due di assegno un ricercatore... è logico che al momento di rinnovargli l'assegno "marmello" e prendo lui, e non un altro mai visto prima. È brutto ma da un certo punto di vista è comprensibile.

Il problema continuano ad essere i posti, secondo me.

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: domenica 29 aprile 2007, 12:44
da samburu
I soldi per la ricerca di base non sono mai sprecati, sarebbe ora che lo capissero.
e qui siamo almeno in 2 a pensarlo e ritenerlo.

Che se ne possa dire, dopo la scuola (qualsiasi) la differenza tra quel mondo e quello "vero" si vedrà eccome. Ma qui si è in Italia e penso basti quello per dire molto. Ti insegnano una cosa e poi devi essere tu da solo a capire che "fuori" non è così. Il classico esempio si ha con l'art. 1 della Costituzione...

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: martedì 1 maggio 2007, 0:11
da amberle
indy ha scritto: I ricercatori in Italia sono pochi e sono pagati poco. Un dottorando prende 890€ al mese, e un assegnista può arrivare a 1100€. Per iniziare tutto fa brodo, ma gli stipendi fanno piangere se si pensa al tipo di lavoro, al grado di istruzione e alle comparazioni con l'estero.
al netto, 811€ (fonte: la mia busta paga bimestrale, dottoranda di medicina)

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: martedì 1 maggio 2007, 13:25
da samburu
Stranamente però gli stipendi politici sono sempre o più alti del solito o almeno in riga con quelli europei... strano vero?

Quello che dico da sempre: manca coerenza!

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: martedì 1 maggio 2007, 17:38
da leonard vertighel
samburu ha scritto: Stranamente però gli stipendi politici sono sempre o più alti del solito o almeno in riga con quelli europei... strano vero?
Stranamente cambi argomento. Si parla di ricerca scientifica, e non di stipendi dei politici. Fai un calcolo e renditi conto che non risolleverai le sorti della ricerca italiana con il pur vergognosamente lauto stipendio dei parlamentari.

Calcolo a spanne:
Stipendio mensile di un parlamentare, moltiplicato per circa 1000 parlamentari: 20.000€×1000= 20.000.000€
Percentuale di ricercatori sul numero di occupati, moltiplicato per lo stesso: 3%o×22.000.000=66.000 circa

Uno diviso l'altro fa 300€ a testa al mese. Mica male, diresti tu. Però rispondi... cosa resta se estendi la platea dei beneficiari anche a precari dei call center, a tutti i ricercatori che sarebbe bello fossero assunti, ai pensionati eccetera? Restano quattro soldi!

Re: La ricerca italiana tra le prime al mondo

Inviato: martedì 1 maggio 2007, 18:01
da lucapas
Io direi: intanto cominciamo a risparmiarli si 4 soldini che non fa mai male!! (rotfl)

E comunque sono molti di più i soldini che "mangiano" i politici insieme a tutto ciò che gli ruota attorno!
Ma hai ragione, il discorso è che non ci si rende conto dell'importanza della ricerca; bisogna essere ottusi per non comprendere che finanziarla come si deve, significa avere un ritorno notevole in termini sia di denaro che di immagine!