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Oggi 9 maggio 2007, ricorre il 29° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, un giovane siciliano che si oppose alla mafia e per questo fu ammazzato!
Il 9 maggio si ricorda sempre la morte di Aldo Moro, ma mai quella di Peppino, PERCHE'? ???
[url=http://'http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato]Peppino Impastato[/url] su Wikipedia
Se non l'avete ancora visto (grave errore!) vedetevi "I cento passi", il film che racconta la sua storia!
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"La scienza è essenzialmente contemplazione del bello" Giuseppe Trautteur, mio professore di Calcolabilità e Complessità
Mi hai preceduto, volevo fare io un post del genere.
Direi che a mio avviso si ricorda solo aldo moro per 2 motivi.
1) era un personaggio importante
2) in quanto personaggio importante il fatto della sua morte è stato parecchio strumentalizzato da certi loschi personaggi.
Ricordo che il caso Moro è molto di più che i soliti rossi cattivoni che ammazzano un uomo politico.
Dietro al caso Moro c'è tutto un discorso di servizi segreti, vi ricordo che Moro aveva l'idea di unire le forze politiche in Italia, nelle forze politiche in Italia c'era anche il PCI e in quegli anni si era in piena guerra fredda, basta fare 2 + 2 per ritornare anche alla politica del piano Marshall di anni prima.
E non solo i servizi segreti, pensateci bene, quale momento migliore per la mafia di ammazzare una personalità come quella di Peppino senza che la stampa ne tratttasse, vista l'immensità della morte di Moro. rimandendo così nell'anonimato, insomma quella della morte di Peppino e di Moro la stessa sera mi puzza parecchio.
Lo so detta così sembra una trama di un film, o un pensiero del solito paranoico ossessionato dai complotti, ma non è così.
E' una riflessione su ciò che avvenne quella sera in Italia basata su fatti veri.
purtroppo è vero, il fatto che sia stato ammazzato la stessa notte di Aldo Moro porta sempre la gente a ricordarsi dello statista e non di quel coraggioso ragazzo che sfidò la mafia
il massimo che ho visto è stata la trasmissione di RaiTre "Le Storie" di Corrado Augias che un paio di anni fa aveva fatto una puntata su questa vittima della mafia, ma a parte questo sembra che nessuno abbia la minima idea di chi sia...
La maglietta blu pendeva dal filo dell’alta tensione della ferrovia, sotto il binario divelto, la buca dell’esplosione era profonda mezzo metro.
I brandelli di carne erano sparsi per circa cento cinquanta metri.
Trovarono così quel che rimaneva di Peppino, a due chilometri dalla stazione di Cinisi, ed era quasi l’alba. Cinisi: cioè i due o trecento delle famiglie che contano, quelli che hanno le terre, o il potere, o il rispetto.
Per tutti gli altri non rimane che stare a guardare: voltarsi dall’altra parte quando c’è lo sparato, in piazza per il lavoro all’alba, baciolemani a voscenza, e mai a parlare di chi comanda.
C’è qualche eccezione, un corrispondente saltuario dell’Ora, qualche iscritto al sindacato, un paio di militanti comunisti, un giornaletto, “L’idea socialista”; tutto qui.
A distribuire il giornale nell’estate del sessantasette c’è un ragazzo di diciassette anni, Peppino Impastato. Ma si, Peppino, il nipote di Don Cesare Manzella, uno dei vecchi uomini di panza. Ma pare sia la pecora nera della famiglia: legge libri strani, fa discorsi che non si dovrebbero fare.
Ma è un ragazzo, col tempo si calmerà.
Il giornaletto si capisce, dura poco: i pezzi grossi del paese denunciano quei “quattro straccioni” in tribunale e alla fine arriva l’invito: o chiudete o finisce male. Si chiude, Peppino però non ha ancora messo la testa a posto, e un bel giorno sopra una porta scrostata compare una targa rossa fiammante “Circolo Che Guevara”.
Sono una ventina, braccianti, edili e un paio di studenti, e anche a Cinisi è il sessantotto. Qui a Cinisi c’è Don Tano Badalamenti, u zi Tanu. O stai zitto o al massimo parli di cose strane e lontane; oppure parli di Don Tano e dei suoi amici mafiosi.
E per Peppino fu una scelta. Ed eccoli in radio, radio aut, radio libera, parole e musica in libertà, quattro pazzi convinti di cambiare il mondo con le parole che viaggiano nell’aria.
Passano i diciassette anni del ragazzo dai discorsi strani, adesso Peppino è un capo dei comunisti.
Inutile adesso ricostruire la storia di tutti quegli anni, accompagnare Peppino davanti ai cantieri edili e sulla pista dell’aereoporto, dentro la sede dei lottacontinua e nei cortei, e poi all’università a Palermo e su a fare il militare. Decine di sconfitte e nessuna vittoria.
Ma se lo facessimo ci accorgeremmo che ora è molto difficile trovare qualcuno che non sia un compagno accanto a lui nella piazza di Cinisi.
Non è più un ragazzo ed è segnato.
Non era una storia che poteva durare… E non è durata!!!
Scheda madre: Asus p4/V8, geforceFx5200,audio integrato Ac'97, Telsey modem/router, Scanner Epson 3490, Print: Oki6e, Hp920c, 512Mb Ram, hard disk Maxtor 40Gb. Un solo sistema operativo: UBUNTU 8.04
Io oggi non ho visto nessun articolo a riguardo, come mai? Forse non me ne sono accorto, comunque sia queste persone vanno ricordate dai media e non solo. Tutte nessuna esclusa!
P.S. Il film e la canzone... eccezionali!
Ultima modifica di Fast_PN il giovedì 10 maggio 2007, 20:51, modificato 1 volta in totale.
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