Non so di preciso come mai si sia dato tanto risalto alla deframmentazione, ma ho un paio di idee.
Innanzi tutto una premessa: i problemi con Windows arrivano quando si supera il fatidico limite dello "spazio di riduzione disponibile". Sappiamo che tale limite è dovuto alle copie shadow, ovvero l'elemento su cui si basano i punti di ripristino.
Un motivo per cui si è pensato che le deframmentazione sia un passo fondamentale, potrebbe essere che si è pensato che deframmentando le copie shadow vengano riorganizzate, risistema, come il resto dei dati. Almeno questo è quanto mi suggerisce la guida
Hardware/DispositiviPartizioni/RidimensionarePartizioneWindows#Spostare_i_file_shadow_copy
Un altro motivo potrebbe essere che si è notato che deframmentando lo "spazio di riduzione disponibile" aumenta.
Entrambe le cose però sono errate.
La deframmentazione non sposta le copie shadow ma, come effetto collaterale, potrebbe eliminarne qualcuna.
Questa pagina riguarda il software di deframmentazione nativo di Windows:
http://support.microsoft.com/kb/312067/it
Quest'altra riguarda Defraggler, il software suggerito nella pagina wiki linkata sopra:
https://www.piriform.com/docs/defraggle ... dow-copies
Anche IObit SmartDefrag e Auslogics Disk Defrag , due deframmentatori per Windows molto noti ed apprezzati, non spostano le copie shadow. Anzi il programma di Auslogic ha una modalità di deframmentazione compatibile con VSS (il servizio che gestisce le copie shadow) che ha lo scopo di ridurre il rischio di cancellare copie shadows durante la deframmentazione (Forse anche il programma di IObit ha una funzione simile ma non lo so).
Questo spiega anche perché dopo una deframmentazione talvolta aumenta lo "spazio di riduzione disponibile": semplicemente perché evidentemente durante la deframmentazione qualche punto di ripristino è andato perso.
Stando così le cose mi pare più logico andare alla radice del problema, ovvero fare la pulizia dei punti di ripristino (e quindi delle copie shadow).
Poi la deframmentazione di certo non fa male.
È stata una novità che mi sono trovato davanti quando qualche giorno fa ho provato a installare Utopic sul mio portatile. Mi è saltata fuori l'opzione "Installa a fianco di Windows Boot Manager". A dir la verità ho provato a usare quell'opzione, ma invece di propormi di ridurre la partizione di sistema di Windows mi ha proposto di ridurre la partizione dati. Credo che sia dovuto al fatto che prende in considerazione la partizione NTFS più grande, ma non mi sembra un problema. Anzi, se si opera su un'altra partizione, anziché la partizione di sistema di Windows, è anche meglio, dato che si evitano del tutto le questioni delle copie shadow (fatto salvo il caso improbabile in cui l'utente abbia attivato la funzionalità "ripristino di sistema" anche su quella partizione). In ogni caso compare l'opzione "installa a fianco di...". Probabilmente viene definito "Windows boot manager" perché l'identificazione avviene mediante scansione della partizione EFI (che contiene appunto il boot manager di Windows).
Un'altra novità che ho riscontrato nella preview di Windows 10 è che la funzionalità "Ripristino di sistema" di default è disattivata, quindi niente copie shadow. Immagino però che nella versione definitiva sarà attiva. Vedremo.
Una piccola nota su una libertà che mi sono preso in contrasto con le regole stilistiche: di norme i nomi dei software andrebbero riportati in grassetto. Tuttavia, dato che il grassetto tende ad appesantire il testo, nella maggioranza dei casi non l'ho applicato alla parola "Ubuntu", visto che compare praticamente ovunque.