Lord T ha scritto:
io ho sempre pensato che fosse giusto andare a votare sempre e comunque perché ci sono persone che hanno dato la loro unica vita affinché oggi noi potessimo avere il diritto di voto. poi ho capito che non sempre è il caso di andare a votare perché tanto in parlamento ci sono sempre gli stessi.
non è vero, in parlamento non ci sono sempre gli stessi.
Alcuni son lì che non si schiodano finché non ci pensa la natura, ma casi (non pochi, ultimamente, anche se di facciata) di nuovi arrivati ce ne son ad ogni legislatura.
Vengon sempre dagli stessi partiti, ma è perché i partiti che vincono son sempre quelli e perché in democrazia fuori dai partiti non conti (salvo Berlusconi, ok... ma anche lui ha dovuto fare un partito).
E i nostri parlamentari non sono tutti uguali, ed i partiti non sono tutti uguali.
Lord T ha scritto:
Inoltre se vota piu dell'80% degli aventi diritto al voto, quando il governo fa una delle tante malefatte, si fa le spalle grosse dicendo che sta facendo cio che la maggioranza degli italiani vuole (anche se in verità fa l'interesse d pochi) invece se lo vota l' 8% degli aventi diritto al voto le scelte del governo sarebbero piu sensate dato quel governo lo vogliono in pochi e quindi basta una manifestazione in piazza con un numero di manifestanti maggiore di quelli che han votato per far cambiare idea al governo. ergo la soluzione migliore sarebbe la seconda a mio avviso e anche se mi rendo conto che non è una soluzione.
di nuovo non son d'accordo

negli Stati Uniti i votanti sono spesso la minoranza della popolazione (
fonte). Cambia qualcosa?
L'autogiustificazione del potere non ha necessariamente bisogno di una grande affluenza alle urne (semmai di una forte percentuale delle preferenze) e Bush più che citare sondaggi e percentuali elettorali, riteneva sufficiente dire che Dio era con lui. Ed autogiustificava in questo modo ogni cosa.
Inoltre se va a votare l'8% degli aventi diritto... beh, secondo me è probabile che saltino fuori percentuali strane (tipo un partito che arriva al 60% delle preferenze o più). E a quel punto ha le spalle grossissime per l'enorme percentuale di voti.
Lord T ha scritto:
credo che sia sbagliato sia andare a votare che astenersi, ma non perchè sia sbagliato in se ma perché è la democrazia sbagliata.
spero di aver reso comprensibile il mio pensiero. accetto lodi e critiche purché costruttive.
la democrazia è fragile, è uno strumento che richiede che molteplici parametri siano tarati a puntino: libertà di voto, libertà di informazione, libertà di espressione e manifestazione, attento controllo sul governo e sui parlamenti da parte di informazione ed opinione pubblica, alto livello di istruzione della popolazione, nessun conflitto di interessi, amministrazione equa ed imparziale della giustizia, meccanismi interni ai partiti trasparenti, equa partecipazione alla competizione elettorale per tutti i partiti e candidati.
Non li ho elencati tutti (e non tutti saranno d'accordo con questa lista), ma il principio è che la democrazia perfetta non esiste (mentre esempi di totalitarismi piuttosto ben fatti si son visti); la democrazia per sua natura è in continua evoluzione ed oscillazione tra sistemi "degenerati".
Funziona male soprattutto nella misura in cui il popolo non sa adempiere al suo compito: informarsi, capire, criticare, valutare, votare e partecipare.
Il tutto rigorosamente "secondo me" (e pronto ad autosmentirmi)
