Senbee ha scritto:
einstein1969 ha scritto:
Quindi si cercava un effetto pressocche' "immediato" della preghiera sulla malattia?
Si cercava semplicemente di testare l'effettività delle affermazioni dei religiosi, che sostengono che pregando per una persona questa guarisca prima. L'esperimento è stato condotto come sempre con la piena collaborazione dei religiosi. Adesso immagino che salterà fuori qualcuno che dirà "eh ma la preghiera non funziona così". Come al solito cioè le condizioni dell'esperimento non vanno più bene, DOPO che l'esperimento non ha dato i risultati sperati...
Infatti alcune preghiere non funzionano così (lo devo dire nonostante tu sapessi in anticipo la risposta) E' stato solo dimostrato che alcuni tipi di preghiera non hanno esito sulla malattia. Non puo' essere esteso a tutti i tipi di preghiera e a tutti i sistemi religiosi nel loro complesso.
Il preambolo della carta dell'Organizzazione mondiale della sanita' dichiara: "La salute e' uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattie e infermita'"
Per le malattie psicosomatiche ed effetto placebo ne stiamo parlando di la... quindi ometto... (ti faccio notare che questo sdoppiamento in due 3D forse perche' tu associ la religione/pregare per gli altri, all'effetto placebo.)
Il mio benessere dovuto alla preghiera si trasmette nell'ambiente e quindi influenza anche il benessere degli altri. Si che gli altri lo sappiano che no. Non si sa quanto ci vorra' o a che distanza arriva ma se tutti pensano al proprio benessere e quello degli altri si raggiunge la completezza (ovviamente facendo riferimento(usando) anche alla medicina ufficiale!!!).
RETE DI INDRA
Mi viene in mente una parabola buddista, che racconta di una rete sospesa sopra la reggia del dio Indra, simbolo delle forze naturali che nutrono e proteggono la vita. A ognuno dei nodi della rete è legato un gioiello. Ogni gioiello riflette l’immagine di tutti gli altri, rendendo la rete meravigliosamente luminosa. Questa parabola spiega uno dei più importanti principi buddisti, quello dell’interrelazione di tutti i fenomeni e di tutti gli esseri senzienti e insenzienti (giapponese: engi).
Rafforzando la consapevolezza dell’interdipendenza possiamo, come afferma Daisaku Ikeda, «costruire la valida base per sviluppare una saggezza che aiuti a percepire come tutti i fenomeni e gli esseri viventi siano tra loro collegati; acquisire il coraggio di non temere né di negare la differenza, cercando di rispettare e capire diverse persone e culture e di crescere grazie all’incontro con esse e ancora sviluppare una compassione tale che permetta di mantenere un pensiero aperto e solidale, in grado di estendersi al di là del proprio ambiente abituale, fino a raggiungere anche chi soffre in situazioni e luoghi lontani da sé» (DuemilaUno, n. 81, pag. 12).
Attraverso le tre qualità di saggezza, coraggio e compassione scopriamo che in realtà tutti gli esseri che ci circondano sono splendidi gioielli e nasce dentro di noi un sentimento di “solidarietà” con ogni forma di vita.
Saggezza e compassione, secondo Ikeda, sono strettamente collegate e si sostengono vicendevolmente. La compassione mi permette di capire che anche chi non mi piace ha delle qualità. Riconoscerle mi consente di sviluppare la mia umanità, mentre la consapevolezza dell’interdipendenza mi fa desiderare di contribuire in tutte le maniere al benessere e alla felicità degli altri.
Il principio di origine dipendente (engi in giapponese), che esprime l'interconnessione tra tutte le cose, insegna che maggiore è il rispetto per gli altri, maggiore lo splendore della nostra stessa vita. Come succede nella rete di Indra, dove ogni gioiello diventa più luminoso riflettendo la luce degli altri.
Percepire l'esistenza delle miriadi di interconnessioni che ci legano alle altre vite aiuta a comprendere che l'esistenza può divenire piena di significato proprio attraverso le relazioni con gli altri, e che la nostra identità si può così sviluppare e migliorare. Come nella rete di Indra, dove ogni gioiello diventa più luminoso riflettendo la luce degli altri, anche la nostra vita può arricchirsi e diventare luminosa comprendendo e rispettando le altre esistenze.