Alien321 ha scritto: ↑venerdì 7 novembre 2025, 18:56
OMBRA_Linux ha scritto: ↑venerdì 7 novembre 2025, 13:29
Se uno proprio ci tiene a usarli, almeno li testi prima in una VM o sandbox (tipo VirtualBox, Docker o Firejail).
La sicurezza deve essere gestita con un pò di

che è sempre superiore all'AI.
Un consiglio un po alla membro di segugio, anche quando era giovane e mi divertivo a scrivere "scherzetti software" li facevo attivare anche 6 mesi dopo che
erano stati eseguiti (il 1 di aprile normalmente....ehehehe)
Quanto tempo li provi in VM?
Io consiglio di informarsi sui repository, e vedere se sono affidabili. Altrimenti fate come be, compilate da sorgenti e create i vostri pacchetti, oggi come
oggi è molto più facile di una volta
Ah beh, questo si è sempre fatto fin dai tempi di Windows.
Addirittura lo facevano anche alcuni negozi che ti vendevano i PC solo per fartelo poi portare in assistenza.
Io, però, sono per i software di default.
Non ho mai installato PPA esterni.
(L'unico software esterno che installo spesso è Chrome.)
Anzi, se proprio devo dirla tutta, in post precedenti ho sempre sostenuto che un sistema operativo dovrebbe avere già tutto di default, senza che si debba ricorrere a software di terze parti solo perché più avanzato.
Penso che, una volta venuti a conoscenza del fatto che gli utenti cercano e installano un certo tipo di software con funzioni specifiche, gli sviluppatori Linux, ma vale anche per altri sistemi operativi, dovrebbero crearne uno simile, evitando così che l’utente si esponga al rischio di installare software malevolo.
È ovvio che un malware può essere attivato dopo un certo periodo di tempo, ma questo vale per qualsiasi forma di virus: e comunque dipende da chi lo programma.
Detto questo, se proprio si vuole usare un PPA, è consigliabile farlo in ambiente virtuale.
Ma a parte tutto questo, chi ti dice che uno non lo testa in VM per tre anni, proprio per prendere in giro il Lamer che l'ha creato?
Se per vivere devi strisciare, alzati e muori.