il free software distrugge il mercato

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nto
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da nto »

semplicemente si costruisce un mercato in modo diverso da quello classico.
non vendi il prodotto , vendi la tua competenza....
sarebbe ora che questo meccanismo venisse appicato in ogni forma di cultura
sapete, sono iscritto ad un forum di musicisti, molti non hanno manco sentito parlare delle CC :o
Ikitt
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Ikitt »

bite ha scritto: [...]
ma questo vale anche per te. Hai esposto il tuo punto di vista, adesso prova a metterti nei panni di chi ha speso tempo e soldi per sviluppare un'applicazione che ti serve... e poi te la deve regalare? (E checché se ne possa dire, aprire i sorgenti equivale a regalarla).
Ni. Dipende. Suppongo tu intenda che aprendo i sorgenti si regala il know-how. In parte e` vero, inevitabilmente, ma non e` che una ditta che apre i sorgenti il giorno dopo fallisce: dipende dalla base di codice che si apre. Software complessi, e quindi interessanti, impiegano mesi od anni ad essere metabolizzati (si vedano i casi reali di firebird e mozilla). Nel frattempo pero`, chi ha scritto quel codice il know how lo conserva eccome, e quindi puo` andare tranquillamente avanti lungo le sue linee di sviluppo e conservare il vantaggio competitivo, se ce l'ha (ci torno sotto).

Un ipotetico concorrente deve inoltre destinare parte delle risorse a retroingegnerizzare i sorgenti del prodotto aperto, e questo processo ha un costo; idem per integrare il know how ottenuto dalla concorrenza nei propri cicli produttivi; un processo notoriamente lungo e rischioso, altrimenti le fusioni tra aziende durerebbero max un pomeriggio, e nella realta` non e` cosi`, anzi.

Chi potrebbe trarre immediato vantaggio e creare potenziale immediato danno alla ditta dall'apertura dei sorgenti?
Chi per esempio si limita a cambiare i loghi, ricompila e rivende a 49 euro e 95.
Ma chi comprerebbe questo prodotto? Chi comprerebbe un prodotto usa e getta, che non offre tutta quella costellazione di servizi che poi alla fine valgono il prezzo del biglietto? Semplice: verosimilmente, quelli che prima piratavano il prodotto. Il danno concreto per la ditta che apre i sorgenti parrebbe quindi contenuto o trascurabile.

In concreto, pero`, l'aprire i sorgenti danneggia effettivamente e tangibilmente una SH, se questa non ha margine evolutivo, non fa innovazione. Se, cioe`, gode principalmente o esclusivamente di rendite di posizione, e rivende da anni la stessa minestra riscaldata. In quel caso si che aprire i sorgenti e` un colpo mortale!
Ma in quel caso, vedi alla voce mivar, c'era gia` qualcosa di molto sbagliato a monte. Solo, non si vedeva, essendo closed :)
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Guiodic »

iacopo ha scritto: ma come fanno a guadagnare soldi, se non vendono i loro software, da chi vengono pagati ??
ciao
E' molto semplice.
Il grosso del mercato del software è quello delle aziende e dei professinisti. Sono le aziende che pagano, i singoli utenti piratano. Questo lo sanno tutti e viene tollerato.
Ma quando un'azienda compra un software di solito non compra solo la licenza, ma tutta una serie di servizi aggiuntivi che sono indispensabili: l'assistenza, la formazione del personale, eventuali customizzazioni, ecc.
E' come il discorso dell'automobile: nessuna azienda oggi compra macchine, si affittano. Così la società che affitta l'auto ti "vende" l'uso dell'auto, l'assistenza, l'assicurazione, ecc.

Anche nel software è più o meno simile. Se sono un'azienda e ho bisogno di 100 postazioni, 10 server, ecc. con microsoft dovrò comprare sia la licenza (che costa tanto) sia l'assistenza.
Con l'open source compro solo l'assistenza, e quel che risparmio di licenze posso spenderlo ad esempio per migliorare il prodotto a seconda delle mie esigenze.
Alla fine il costo è lo stesso alla fine, però io azienda così ho più servizi e questo di solito è molto più importante del software in sé.
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Rajen »

Piccola provocazione.

"Il free software distrugge il mercato", dice il titolo.
E' di oggi la notizia

http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni ... scape.html

Netscape, il primo browser, quello che ha fatto innovazione, è stato abbandonato.
E' stato abbandonato per la concorrenza sleale di Internet Explorer (era preinstallato), che ancora oggi mantiene questa posizione di predominio ingiustificato (è il peggiore tra i browser).

Ma allora chi è che distrugge il mercato?
L'open source, che ti offre un'alternativa, oppure il proprietario che si intrufola nel tuo computer con la forza?
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bite
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da bite »

Ikitt ha scritto:
bite ha scritto: [...]
ma questo vale anche per te. Hai esposto il tuo punto di vista, adesso prova a metterti nei panni di chi ha speso tempo e soldi per sviluppare un'applicazione che ti serve... e poi te la deve regalare? (E checché se ne possa dire, aprire i sorgenti equivale a regalarla).
Ni. Dipende. Suppongo tu intenda che aprendo i sorgenti si regala il know-how. In parte e` vero, inevitabilmente, ma non e` che una ditta che apre i sorgenti il giorno dopo fallisce: dipende dalla base di codice che si apre. Software complessi, e quindi interessanti, impiegano mesi od anni ad essere metabolizzati (si vedano i casi reali di firebird e mozilla). Nel frattempo pero`, chi ha scritto quel codice il know how lo conserva eccome, e quindi puo` andare tranquillamente avanti lungo le sue linee di sviluppo e conservare il vantaggio competitivo, se ce l'ha (ci torno sotto).

Un ipotetico concorrente deve inoltre destinare parte delle risorse a retroingegnerizzare i sorgenti del prodotto aperto, e questo processo ha un costo; idem per integrare il know how ottenuto dalla concorrenza nei propri cicli produttivi; un processo notoriamente lungo e rischioso, altrimenti le fusioni tra aziende durerebbero max un pomeriggio, e nella realta` non e` cosi`, anzi.

Chi potrebbe trarre immediato vantaggio e creare potenziale immediato danno alla ditta dall'apertura dei sorgenti?
Chi per esempio si limita a cambiare i loghi, ricompila e rivende a 49 euro e 95.
Ma chi comprerebbe questo prodotto? Chi comprerebbe un prodotto usa e getta, che non offre tutta quella costellazione di servizi che poi alla fine valgono il prezzo del biglietto? Semplice: verosimilmente, quelli che prima piratavano il prodotto. Il danno concreto per la ditta che apre i sorgenti parrebbe quindi contenuto o trascurabile.

In concreto, pero`, l'aprire i sorgenti danneggia effettivamente e tangibilmente una SH, se questa non ha margine evolutivo, non fa innovazione. Se, cioe`, gode principalmente o esclusivamente di rendite di posizione, e rivende da anni la stessa minestra riscaldata. In quel caso si che aprire i sorgenti e` un colpo mortale!
Ma in quel caso, vedi alla voce mivar, c'era gia` qualcosa di molto sbagliato a monte. Solo, non si vedeva, essendo closed :)
A mio parere dici cose quasi giuste. Provo ad avanzare alcune obiezioni o meglio puntualizzazioni.
Chi potrebbe trarre immediato vantaggio e creare potenziale immediato danno alla ditta dall'apertura dei sorgenti?
Chi per esempio si limita a cambiare i loghi, ricompila e rivende a 49 euro e 95.
E perché non dovrebbero farlo se è possibile?
Ma chi comprerebbe questo prodotto?
Molti. Perché no, se costa 49,95?
Chi comprerebbe un prodotto usa e getta, che non offre tutta quella costellazione di servizi che poi alla fine valgono il prezzo del biglietto?
Quella costellazione di servizi è molto costosa. Anche solo "riscaldare la stessa minestra" è molto costoso. Se si fa pagare questo costo, in genere si riesce a coprirsi le spese e basta. La licenza serve appunto, invece, a coprire i costi pregressi di sviluppo, in genere reinvestendoli in ulteriore sviluppo.
...In concreto, pero`, l'aprire i sorgenti danneggia effettivamente e tangibilmente una SH, se questa non ha margine evolutivo, non fa innovazione. Se, cioe`, gode principalmente o esclusivamente di rendite di posizione, e rivende da anni la stessa minestra riscaldata. In quel caso si che aprire i sorgenti e` un colpo mortale!
Mi sembra proprio il contrario. Aprire i sorgenti significa dare la possibilità a chiunque di compilarli ed eseguirli, ottenendo i vantaggi che sono costati a chi li ha sviluppati fino a quel punto, e impedendogli di ricavarne un utile che se reinvestito gli permetterebbe di sviluppare ulteriormente.

In conclusione, a mio modo di vedere si apre il codice sorgente in questi casi:

1) se il codice sorgente è stato sviluppato sotto condizioni che ne prevedono l'apertura, ad esempio università/centro di ricerca e similari (in genere con finanziamenti che, gira e rigira, provengono dalla tassazione, e quindi è più che giusto che sia reso alla collettività ciò che dalla collettività proviene).

2) se il prodotto è arrivato alla fine del suo ciclo vitale e non vale più la pena investire per proseguirne lo sviluppo. Aprendone il codice si può suscitare una comunità che si prende carico dell'ulteriore sviluppo, e fa tanta bella figura, un po' di pubblicità e magari consente di strizzare ancora un po' le tette ormai smunte della vacca.

3) all'estremo opposto, se il prodotto è in fase di lancio. Allora ne apro una versione ridotta (o magari la tengo chiusa ma la regalo) perché so che in questo modo mi conquisterò dei clienti che poi compreranno quella "full".

4) se si è uno sviluppatore "puro e duro" che non è minimamente interessato a guadagnare e nemmeno a non perdere (evidentemente perché ha altre fonti di reddito) ma crede fermamente nella propria idea, la vuole vedere realizzata a tutti i costi, si rende conto che non può farcela da solo e spera di attirare altri sviluppatori per portarla avanti.

Per concludere, mi sembra che questo tema sia troppo interessante per perderci in parole. Suggerisco perciò di citare esempi concreti (nome e cognome) di entità commerciali che abbiano raggiunto il successo grazie all'open source. Esaminiamoli con calma, senza polemiche, nel dettaglio, ove possibile andando anche a ripescarne i bilanci, e traiamone le conseguenze.

Scusate la prolissità  (rotfl) e complimenti a chi mi ha letto fin qui,
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bite
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da bite »

Dimenticavo una considerazione fondamentale: c'è un modo molto semplice per difendersi dal closed source se lo si considera un pericolo, una minaccia, una blasfemìa. Basta non comprarlo.  (rotfl)

Non è che l'esistenza del closed source danneggi, minacci o intralci in nessun modo quella dell'open source.
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Bubu
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Bubu »

bite ha scritto: Dimenticavo una considerazione fondamentale: c'è un modo molto semplice per difendersi dal closed source se lo si considera un pericolo, una minaccia, una blasfemìa. Basta non piratarlo.  (rotfl)
Ti ho corretto una parola Bite, forse ti era scappata, Photoshop insegna  (rotfl)

Ciao.
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Ikitt »

bite ha scritto:
Chi potrebbe trarre immediato vantaggio e creare potenziale immediato danno alla ditta dall'apertura dei sorgenti?
Chi per esempio si limita a cambiare i loghi, ricompila e rivende a 49 euro e 95.
E perché non dovrebbero farlo se è possibile?
Un'errore ricorrente in queste discussioni, che mi accorgo sto commettendo io per primo, e` generalizzare troppo o confondere free software con opensource.
Non e` un cavillo, e` una distinzione abbastanza fondamentale perche`, parlando di opensource, e` tale un software che rispetta questi requisiti:
http://www.opensource.org/docs/osd
Perche` sto introducendo questo elemento? Perche` il quadro cambia. Se una ditta rilascia un prodotto open source, questa non e` tenuta a mettere su i sorgenti disponibili urbi et orbi ma e` tenuta a renderli accessibili a chi ha anche i binari. Inoltre la vendita dei binari non e` esplicitamente prerogativa, quello e` un'appannaggio della GPL :)

Torno alla domanda originaria: probabilmente qualcuno provera` a farlo. Il punto che volevo evidenziare e` che una terza parte puo` comprare una licenza, prendere i sorgenti, ricompilarli, cambiare i loghi e rivendere a 49.95. Ma questa e` sostanzialmente l'unica leva che ha a disposizione, il prezzo.
La SH originaria ha, o dovrebbe avere, molti altri strumenti per farsi preferire.
Ma chi comprerebbe questo prodotto?
Molti. Perché no, se costa 49,95?
Perche` non mi da quel che mi serve. Non mi piace buttare via i soldi, ma non compro sempre e soltanto i prodotti piu` economici sul mercato, perche` semplicemente potrebbero non fare quel che mi serve. Non credo di essere una mosca bianca in questo, sinceramente.
Certo, se, come dicevo, siamo in una situazione in cui si ha un prodotto da 49.95 che fa sostanzialmente le stesse cose di uno da 5000, allora col fischio che spreco 4950 euro.
Chi comprerebbe un prodotto usa e getta, che non offre tutta quella costellazione di servizi che poi alla fine valgono il prezzo del biglietto?
Quella costellazione di servizi è molto costosa.
E non sostituibile: la puo` erogare solo chi ha il know-how, non chi reimpacchetta.
Anche solo "riscaldare la stessa minestra" è molto costoso. Se si fa pagare questo costo, in genere si riesce a coprirsi le spese e basta. La licenza serve appunto, invece, a coprire i costi pregressi di sviluppo, in genere reinvestendoli in ulteriore sviluppo.
Puo darsi: dipende dalla ripartizione delle entrate. Forse hai ragione, semplicemente non lo so.
...In concreto, pero`, l'aprire i sorgenti danneggia effettivamente e tangibilmente una SH, se questa non ha margine evolutivo, non fa innovazione. Se, cioe`, gode principalmente o esclusivamente di rendite di posizione, e rivende da anni la stessa minestra riscaldata. In quel caso si che aprire i sorgenti e` un colpo mortale!
Mi sembra proprio il contrario. Aprire i sorgenti significa dare la possibilità a chiunque di compilarli ed eseguirli, ottenendo i vantaggi che sono costati a chi li ha sviluppati fino a quel punto, e impedendogli di ricavarne un utile che se reinvestito gli permetterebbe di sviluppare ulteriormente.
Come sopra, dipende.
2) se il prodotto è arrivato alla fine del suo ciclo vitale e non vale più la pena investire per proseguirne lo sviluppo. Aprendone il codice si può suscitare una comunità che si prende carico dell'ulteriore sviluppo, e fa tanta bella figura, un po' di pubblicità e magari consente di strizzare ancora un po' le tette ormai smunte della vacca.
Anche questo danneggia la casa produttrice, riducendo le vendite del nuovo prodotto. Se qualche genialoide avesse aggiunto un'interfaccia simil-aero a XP e integrato un media center, molti Vista non lo avrebbero voluto vedere neanche col cannocchiale (tralasciando i discorsi sugli effettivi meriti).
3) all'estremo opposto, se il prodotto è in fase di lancio. Allora ne apro una versione ridotta (o magari la tengo chiusa ma la regalo) perché so che in questo modo mi conquisterò dei clienti che poi compreranno quella "full".
Potrebbero tenersi ed espandersi quella ridotta.
Per concludere, mi sembra che questo tema sia troppo interessante per perderci in parole.
Sono d'accordo. Devo aggiungere che anche io ho dei dubbi sulla effettiva solidita` del modello opensource. Io in primis, se dovessi gestire una SH, ci andrei con i piedi di piombo e adotterei una delle tecniche che tu elencavi prima (ben altro discorso quello di usare e contribuire a quanto gia` esiste, per quello vedo solo vantaggi). D'altro canto, sono convinto che potrebbe funzionare, creando delle situazioni piu` favorevoli per tutti, e sopratutto che il modello closed source che vediamo quotidianamente ha delle storture e dei difetti e contribuisce a mascherare delle storture e dei difetti (altrimenti non avrei scritto quello che ho scritto nel thread :))
Suggerisco perciò di citare esempi concreti (nome e cognome) di entità commerciali che abbiano raggiunto il successo grazie all'open source. Esaminiamoli con calma, senza polemiche, nel dettaglio, ove possibile andando anche a ripescarne i bilanci, e traiamone le conseguenze.
Non per cavillare, ma dobbiamo anche accordarci sul termine "successo": la ditta non e` fallita? Ha conquistato una posizione di primo piano? E` diventata la prima nel suo settore? Deve trattare solo opensource (nel senso, trolltech e mysql ab sono accettabili?) ?
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- pod -
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da - pod - »

bite ha scritto: 2) se il prodotto è arrivato alla fine del suo ciclo vitale e non vale più la pena investire per proseguirne lo sviluppo. Aprendone il codice si può suscitare una comunità che si prende carico dell'ulteriore sviluppo, e fa tanta bella figura, un po' di pubblicità e magari consente di strizzare ancora un po' le tette ormai smunte della vacca.
Insomma un po' come dire Software Libero = discarica progetti morenti/defunti ?

In generale sono in disaccordo con le idee esposte da bite, ma dato che entro in topic solo adesso, mi viene un po' difficile e lungo commentare i numerosi punti con cui non concordo.

Ma per farla molto breve, mi sembra che la discussione, in generale, tenda a basarsi su un modello di innovazione come processo lineare:
investimento->implementazione/produzione->vendita->incasso->potenziale apertura sorgenti->potenziale incremento/potenziale fallimento
Tale modello lineare, per quel che riguarda l'innovazione, è andato in progressivo declino sin dai tardi anni '80.

Oggi il modello cerca di rappresentare una realtà molto più complessa, in cui è molto difficile (e alla fin fine anche sbagliato) presuppore di riuscire ad indentificare il punto esatto che generi il ritorno economico e determini la durate e/o il successo di un certo prodotto.
Innovazione = processo dinamico e complesso in cui tutte le parti influenzano (direttamente o indirettamente) le altre, in un 'loop di feedback' che non è possibile comprendere se studiato/analizzato con un approccio 'classico e lineare'
Per concludere, mi sembra che questo tema sia troppo interessante per perderci in parole. Suggerisco perciò di citare esempi concreti (nome e cognome) di entità commerciali che abbiano raggiunto il successo grazie all'open source. Esaminiamoli con calma, senza polemiche, nel dettaglio, ove possibile andando anche a ripescarne i bilanci, e traiamone le conseguenze.
Concordo con il citare esempi concreti, ma non capisco (a questo punto) di cosa stiamo discutendo.
Di compagnie che sviluppano e rilasciano (e lo hanno sempre fatto) sotto licenze libere?
o di compagnie che hanno sempre sviluppato a sorgente chiuso e decidono di convertire il loro modello di produzione ad uno a sorgente aperto?
Le due cose sono profondamente diverse e a mio parere non comparabili
Nel topic, mi sembra che le due realtà vengano spesso mischiate.

Inoltre, spesso gli esempi che si possono portare fanno riferimento alle grandi compagnie (per lo più per la difficoltà di reperire informazioni sulle piccole/medie imprese, e perchè fanno molto più clamore) che non rappresentano un campione adatto ad un confronto.
e.g. Sun ha rilasciato il codice di Java, allora anche l'aziendina software che c'è sotto casa mia (con 4 dipendenti) potrebbe fare (o non fare) lo stesso.

Concludo facendo notare (e non mi pare sia mai stato sottolineato abbastanza nel topic) che rilasciare i sorgenti non equivale a perdere il programma.
Nel caso citato da ikitt in cui chi prende i miei sorgenti si limita a fare un repackaging del mio prodotto, tale e quale, non ho molto da temere.
Nel caso in cui chi prendesse i miei sorgenti si metta ad investire e a sviluppare il mio prodotto originale, io ho il vantaggio di poter prendere, e reintegrare nel mio progetto, quello che loro hanno sviluppato.
Se nessuno sviluppa quello che rilascio, allora non ho competizione. Se qualcuno sviluppa il mio prodotto in competizione con me, io ho comunque la possibilità di reintegrare quello che ritengo utile.
(ovviamente alla luce di quello che ho detto sopra, questa è una supersemplificazione di quello che potrebbe succedere, le dinamiche reali sono molto più complesse)

ciao

edit: ops, quello che ho scritto, l'ho scritto senza leggere/tener conto del post di ikitt (sopra il mio), che ha postato poco prima di me e me ne sono accorto solo ora.
Ultima modifica di - pod - il domenica 2 marzo 2008, 10:11, modificato 1 volta in totale.
01110000 01101111 01100100
Ikitt
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Ikitt »

Bubu ha scritto:
bite ha scritto: Dimenticavo una considerazione fondamentale: c'è un modo molto semplice per difendersi dal closed source se lo si considera un pericolo, una minaccia, una blasfemìa. Basta non piratarlo.  (rotfl)
Ti ho corretto una parola Bite, forse ti era scappata, Photoshop insegna  (rotfl)
Quoto alla grande. Ricordiamoci che gia` adesso, con buona pace del Padre di Tetris, non siamo in una situazione giusta in cui tutti pagano quanto e` dovuto e tutto va come deve, e poi arrivano l'opensource/freesoftware portando idee eversive e devastanti. Anzi.
Inoltre la pirateria e` nata ben prima che l'opensource divenisse noto al grande pubblico, quindi l'idea "software gratis per tutti" e` ben antecedente.
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da chris70 »

bite ha scritto: E il salame?  (rotfl)
Il salame è libero. Se non vuoi andare dal salumiere a comprare il binario precompilato puoi procurarti i sorgenti (maiale), manipolarli e configurarli (coltello e impasto), compilarli (budello e corda), e (dopo un ragionevole periodo di stagionatura...) installare (braurp!). Che poi, a giudicare dalla quantità di diversi tipi di salame al mondo, il modello di sviluppo sembra funzionare  ;D
fedeli alla linea, anche quando la linea non c'è
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da nto »

manipolarli e configurarli (coltello e impasto)
tu sei veramente un intenditore, ormai tutti tritano la carne del maiale con le macchine e il coltello non lo usa più nessuno
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da alberto t. »

Da una parte sono favorevole, ma dall'altra sono contrario al free software e quindi all'open source.
sono favorevole poiché si possono avere tanti programmi gratuiti simili a quelli commerciali e che fanno le stesse cose.
dall'altra sono sfavorevole perché i programmatori, dovranno anche loro guadagnarsi da vivere oppure no?!?!?
Mi chiedo per cosa vengano pagati tutti quelli che lavorano nel mondo nell'open source, nella creazione dei sistemi operativi ecc., se poi c'è solo una spesa ma non c'è un'entrata.... o sbaglio!?!?
ora capisco perché William Henry Gates III (deto anche Bill Gates) è l'uomo + ricco del mondo, a differenza di Linus Torvalds e Stallman (anche se in effetti anche loro hanno rivoluzionato il mondo dell'informatica, ma non come Gates)...
illuminatemi voi, perché io non so + cosa pensare.
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da punkadiddle »

alby241992 ha scritto: Da una parte sono favorevole, ma dall'altra sono contrario al free software e quindi all'open source.
sono favorevole poiché si possono avere tanti programmi gratuiti simili a quelli commerciali e che fanno le stesse cose.
dall'altra sono sfavorevole perché i programmatori, dovranno anche loro guadagnarsi da vivere oppure no?!?!?
Mi chiedo per cosa vengano pagati tutti quelli che lavorano nel mondo nell'open source, nella creazione dei sistemi operativi ecc., se poi c'è solo una spesa ma non c'è un'entrata.... o sbaglio!?!?
ora capisco perché William Henry Gates III (deto anche Bill Gates) è l'uomo + ricco del mondo, a differenza di Linus Torvalds e Stallman (anche se in effetti anche loro hanno rivoluzionato il mondo dell'informatica, ma non come Gates)...
illuminatemi voi, perché io non so + cosa pensare.
ciao
ma hai letto la discussione? in particolare le ultime pagine
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da alberto t. »

si, ho letto la discussione, ma volevo solo dire la mia

Codice: Seleziona tutto

ma hai letto la discussione? in particolare le ultime pagine
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Bubu »

Tenete presente che la discussione non potrà continuare all'infinito.
Dopo tre o quattro giri dei soliti discorsi, si chiude  ;)
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Guiodic »

scusami alby ma... non hai capito niente :)

E' tutto il topic che ti stiamo spiegando che un sacco di gente *vive benissimo con l'open source* e un sacco di aziende *prosperano benissimo con l'open source*...

Bill Gates è più ricco di altri non tanto perché opera con il software proprietario quanto perché non rispetta le regole della concorrenza (ovviamente se operasse nell'open source sarebbe costretto a farlo, ma questo non vuol dire che tutti quelli che fanno sw proprietario non rispettano la concorrenza).
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da alberto t. »

E' tutto il topic che ti stiamo spiegando che un sacco di gente *vive benissimo con l'open source* e un sacco di aziende *prosperano benissimo con l'open source*...

ho, hai ragione, ma se un giorno ci sarà un prodotto open + forte di un' altro programma open, con cosa ci guadagna da vivere il secondo chè è + debole??
poi non penso che l'open source possa durare per sempre... no????

ciao
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da punkadiddle »

Guiodic ha scritto: ma questo non vuol dire che tutti quelli che fanno sw proprietario non rispettano la concorrenza
beh ma un prodotto chiuso, a meno che non vengano rese note le specifiche complete, va in ogni caso contro la concorrenza. o no?
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Re: il free software distrugge il mercato

Messaggio da Guiodic »

alby241992 ha scritto: ho, hai ragione, ma se un giorno ci sarà un prodotto open + forte di un' altro programma open, con cosa ci guadagna da vivere il secondo chè è + debole??
Ma perché scusa questo non vale in qualsiasi campo?
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