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Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 10:10
da Rajen
Open source e closed devono imparare a convivere in modo virtuoso.
E' assurdo pensare che l'uno soppianti l'altro.
La ricetta è che il closed esista e proponga le sue offerte, ottenendo il favore di certa utenza anzichè altra. Di fianco, l'open source con il suo modello di sviluppo e di condivisione.
La cosa fondamentale è che software open e closed vengano messi in condizione di comunicare.
Il problema non è open vs closed, ma sono i formati.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 10:30
da Zet
Il problema che si ignora è che innovazione e progresso non vuol dire solo in campo informatico!
Innovazione vuol dire in tutti i campi. E in tutti i campi serve un pc per portarla avanti. E il software closed è la morte del progresso soprattutto scientifico, perchè con il costo delle licenze, rimanendo nella legalità, potrebbero fare ricerca solo le università più ricche, magari private. Non solo, potrebbero studiare solo gli studenti con la porche.
Se conto tutte le cose che ho usato nella mia vita di studente e tesista e tolgo le possibilità free, a quest'ora avrei dovuto aprire un mutuo. Ho dovuto usare programmi open (gamess) che sostituivano programmi closed la cui licenza va intorno agli 8 mila euro. Se avessi dovuto comprare origin originale sarebbero stati altri 800€, ma ho trovato Gnuplot. Mi sarei dovuto comprare una suite originale da ufficio (office) che non so nemmeno quanto costi ma sicuramente qualche centinaio di euro, ho trovato openoffice.
Avrei dovuto comprare un sistema operativo unix con una macchina per poterlo far girare e avrei dovuto pagare un tizio che mi installasse il tutto. Sinceramente non so i prezzi attuali di certe macchine, non so nemmeno se sia possibile averle a casa per poter lavorare comodamente nel proprio studio.
Un editor potente come emacs e un compilatore fortran credo che vadano intorno alle centinaia di euro.
Per sostituire Latex non so cosa avrei dovuto fare...
Fate voi il totale, penso che sarei dovuto entrare nell'illegalità per laurearmi (come fanno tutti gli studenti italiani che non conoscono GNU/linux) e come me tutte le università con pochi fondi (i fondi per la didattica che aveva il mio professore di tesi sono 80 euro l'anno, non ci compri nemmeno un libro, figuriamoci una licenza sw).
Anche per questi motivi molti programmatori open vengono dalle università, perchè la filosofia open è NECESSARIA per la sopravvivenza della ricerca scientifica nel mondo. Mi spiace per i programmatori, ma loro non conoscono le mie esigenze e io non ho i soldi per camparli. I miei colleghi universitari (quei famosi pazzi che mi regalano tempo e codice) hanno esigenze identiche alle mie e i loro programmi sembrano costruiti apposta per me.
Prima di parlare certa gente dovrebbe pensare a tutti i punti di vista
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 10:36
da shaitan
metaphoric ha scritto:
andreatn ha scritto:
Questo modello di business è possibile solamente con l'open source.
solo con il free software al limite. uno mica ti paga il servizio perchè tu diffondi il codice della tua applicazione... ti paga il servizio perchè il software è gratis, o al limite, low cost.
(che poi lo pagano anche nel caso di high cost, ma fa niente)
Chiamiamolo freeware se vogliamo indicare un software meramente gratuito, free software è qualcosina di più
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 10:38
da shaitan
bite ha scritto:
Rajen ha scritto:
Quel che dice Pajitnov sono scemenze.
Non del tutto, un fondo di verità c'è.
Se hai investito parecchi anni uomo nello sviluppo di un'applicazione, non credo tu possa fare i salti di gioia alla comparsa di un'applicazione open source magari un po' meno valida, ma gratuita.
Se si diffonde l'atteggiamento che il software deve essere sempre e comunque gratuito (oppure craccato), non è difficile immaginare che ci saranno meno incentivi allo sviluppo.
Eh, ma allora Pajitnov (e in parte tu, se lo quoti) sbaglia candeggio.
Se il problema è la gratuita dovrebbe scagliarsi contro il freeware, indipendentemente dal modello di sviluppo (open o closed) o dalle libertà concesse all'utilizzatore (free software)
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 10:53
da punkadiddle
Rajen ha scritto:
Open source e closed devono imparare a convivere in modo virtuoso.
E' assurdo pensare che l'uno soppianti l'altro.
perchè? attualmente il software closed sta soppiantando quello open. questo perchè per le sue caratteristiche (di licenza, non qualitative) tende a invadere il mercato lasciando le briciole al free software. una situazione tipo 50 e 50 non reggerebbe perchè il closed avrebbe sempre gli strumenti e il potere in mano per tornare ad imporsi. l'unico modo affinchè ciò non avvenga è che sia l'open a "dettare legge" prevalendo man mano sempre più sul closed.
Rajen ha scritto:
La cosa fondamentale è che software open e closed vengano messi in condizione di comunicare.
Il problema non è open vs closed, ma sono i formati.
è proprio questo il problema, il closed per sua natura non mette in condizione di comunicare, il problema dei formati deriva direttamente dalla chiusura del software, mica da altro.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 11:46
da Bobby
forse ho capito il problema di pajitnov... è russo. Ha paura delle cose libere perché libero non lo è mai stato. E' come aver sempre nuotato in una piscina e poi trovarsi davanti il mare aperto. C'è chi si butta e scopre cosa c'è dentro, c'è chi dice: "è pericoloso" e torna alla sua piscina.
Vabbè, perdonatemi, è venerdì e la stanchezza avanza!

Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 11:58
da nto
forse ho capito il problema di pajitnov... è russo. Ha paura delle cose libere perché libero non lo è mai stato. E' come aver sempre nuotato in una piscina e poi trovarsi davanti il mare aperto. C'è chi si butta e scopre cosa c'è dentro, c'è chi dice: "è pericoloso" e torna alla sua piscina.
ma, non farei tanta differenza su chi lavorava per una multinazionale americana...sempre regimi sono, privati ma uguali
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 12:16
da Rajen
@punkadiddle: le crociate anti-closed lasciamole a Stallman, ti prego...
I programmi closed possono anche andar bene, l'importante è che siano open i formati.
Il problemi di oggi derivano da qui: le immagini cd le trovi in .nrg, i testi in .doc, i fogli di calcolo in .xls, i file audio in .mp3. Che poi masterizzi con K3B o con Nero, che usi MSOffice o OpenOffice, che il tuo player sia Windows Media Player o VLC non è tanto importante.
Servirebbe una normativa internazionale che costringa tutte le software house a rilasciare specifiche complete dei loro formati. Dopodichè potranno sfornare tutti i software evoluti che vorranno, ma dovranno gareggiare lealmente.
A quel punto vedremo se davvero MS Office è migliore di OpenOffice...
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 12:18
da jubbaman
nto ha scritto:
forse ho capito il problema di pajitnov... è russo. Ha paura delle cose libere perché libero non lo è mai stato. E' come aver sempre nuotato in una piscina e poi trovarsi davanti il mare aperto. C'è chi si butta e scopre cosa c'è dentro, c'è chi dice: "è pericoloso" e torna alla sua piscina.
ma, non farei tanta differenza su chi lavorava per una multinazionale americana...sempre regimi sono, privati ma uguali
Mi sembra un pò poco azzeccato il paragone..
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 12:34
da Ideogrammi Cinesi
Rajen ha scritto:
@punkadiddle: le crociate anti-closed lasciamole a Stallman, ti prego...
I programmi closed possono anche andar bene, l'importante è che siano open i formati.
Il problemi di oggi derivano da qui: le immagini cd le trovi in .nrg, i testi in .doc, i fogli di calcolo in .xls, i file audio in .mp3. Che poi masterizzi con K3B o con Nero, che usi MSOffice o OpenOffice, che il tuo player sia Windows Media Player o VLC non è tanto importante.
Servirebbe una normativa internazionale che costringa tutte le software house a rilasciare specifiche complete dei loro formati. Dopodichè potranno sfornare tutti i software evoluti che vorranno, ma dovranno gareggiare lealmente.
A quel punto vedremo se davvero MS Office è migliore di OpenOffice...
assolutamente daccordo.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 12:52
da shaitan
Rajen ha scritto:@punkadiddle: le crociate anti-closed lasciamole a Stallman, ti prego...
io vorrei capire perché in questo forum per alcuni è un delitto valutare migliore un software che rispetti i quattro gradi di libertà aldilà della lista di feature...
Forse oltre che source, ad essere open dovrebbe essere mind.
Credo che la si possa pensare diversamente senza evocare crociati, talebani, bin laden o bush
Rajen ha scritto:
Servirebbe una normativa internazionale che costringa tutte le software house a rilasciare specifiche complete dei loro formati.
bisognerebbe anche un po' sfatare il mito di
specifiche = formato letto perfettamento (o scheda video supportata perfettamente) etc
perché non è così immediato...
non per niente, se vuoi leggere ODT, molto spesso ti trovi a spulciare fra i sorgenti di openoffice (e lì puoi)
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 13:16
da Rajen
@shaitan: ho scritto e sottolineato che le specifiche devono essere complete, cioè devono dare modo di realizzare una compatibilità completa del formato.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 14:28
da bite
punkadiddle ha scritto:
la conoscenza scientifica è condivisa apposta per questi motivi, perchè per il software non dovrebbe valere altrettanto?
Questo è un punto molto interessante e molto valido.
La condivisione della conoscenza scientifica, nata già nel Medioevo con le Università, e in contrapposizione con la concezione "misterica" antica (vedi la "regola del silenzio" dei Pitagorici), è stata assolutamente fondamentale per lo sviluppo della scienza.
Sarebbe una vera catastrofe se venisse a mancare. Nelle epoche più recenti gli episodi di secretazione di conoscenza scientifica sono soprattutto legati a interessi militari, ma si è trattato più di conoscenza tecnologica che scientifica (i dettagli della costruzione della bomba atomica, non l'equazione E=mc^2).
C'è da auspicarsi, nell'interesse dell'umanità, che la conoscenza scientifica continui a venire condivisa, anche se a mio parere si arriverà, in un prossimo futuro, a scontrarsi con una concezione diversa le cui prime avvisaglie cominciano a vedersi già oggi (nella biotecnologia).
Sta tramontando l'epoca in cui lo scienziato si sedeva a tavolino con un pezzo di carta e una matita e sfornava le sue formule innovative. Adesso la ricerca richede investimenti cospicui. Se a sostenerli sono dei privati, è logico e inevitabile (badate non mi sono sbilanciato a dire
giusto o
sbagliato) che vogliano averne dei ritorni. Inevitabile perché, senza ritorni, non potrebbero continuare ad investire.
Questo è un problema di cui purtroppo al momento non vedo soluzione.
Ma adesso veniamo al software. Il software
non è di per sé conoscenza scientifica, anche se può aiutare a svilupparla. E' uno strumento. Quando si mette in piedi un laboratorio, è scandaloso dover pagare, che so, uno spettrometro di massa? No, perché chi l'ha costruito ha investito in ricerca per sapere come costruirlo e ha speso per realizzarlo, e in più è giusto che il suo lavoro non gli copra solo le spese ma gli procuri anche un guadagno (lavoriamo tutti per guadagnare). Ma allora perché dovrebbe essere scandaloso pagare
per il software che gestisce lo spettrometro?
Se gli studenti hanno bisogno di software per prepararsi, questa necessità dovrebbe venire gestita analogamente. Gli studenti hanno anche bisogno degli strumenti di laboratorio, ma non gli si chiede mica di pagarli (a parte la retta universitaria). Si faccia allo stesso modo: sia l'università a provvedere.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 14:38
da ubuntaro
Purtroppo l'articolo ha fatto un pò di confuzione...
Il Closed Source è un programma con i sorgenti chiusi
L'Open Source è un programma con i sorgenti aperti
Poi se i produttori vogliono essere pagati è un altro discorso.... :-*
Per esempio, Windows non è buono perchè è closed source e rallenta quindi l'innovazione... (poi se te lo fanno pagare è un altro discorso)
Altro esempio è Linux, che è open source, e quindi aumenta lo scambio di conoscenze e quindi l'innovazione.. (per fortuna nostra, ubunto è gratis, ma altre distribuzioni non lo sono..)
Insomma il fatto che si paghi o no non ha importanza, l'importante è che sia OPEN SOURCE!
L'OPEN SOURCE porta innovazione eccome!
Anche la microsoft scopiazza dai nostri programmi open!! Meglio di cosi'!?
Poi se in cambio non danno niente, peggio per loro, che non hanno capito quanto sia importante...
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 14:46
da bite
punkadiddle ha scritto:
prendi il caso dei brevetti, in certi settori sono effettivamente utili per incentivare lo sviluppo, l'innovazione ecc..ma nel software sono solo d'intralcio e rallentano lo sviluppo.
Quello dei brevetti è un caso ancora un po' diverso (credo di parlare con cognizione di causa perché ne detengo un paio).
Il brevetto di per sé in linea di principio mi sembra una cosa buona: se ho investito tempo, denaro e sudore delle meningi per arrivare ad un certo risultato che prima non esisteva, mi sembra giusto potermi tutelare.
Come tutte le cose, però, se ne può fare un uso abnorme e deviante. Il punto è distinguere tra ciò che è vera innovazione, che andrebbe premiata, e ciò che ricade invece nella normale competenza di un esperto. Purtroppo la situazione, specialmente negli Stati Uniti, sta degenerando. Qualsiasi minima banalità viene brevettata, e ciò può costituire un grave freno allo sviluppo successivo.
Inoltre, se tu brevetti un'idea veramente utile, non è che da quel momento puoi stare tranquillo: anzi, è da quel momento che cominciano i tuoi guai. Perché per brevettare devi descrivere la tua idea e quindi renderla copiabile (a meno di non "descriverla in geroglifico", si fa anche quello (rotfl)). Chi vuole la copierà e la utilizzerà; quando te ne accorgerai, dovrai pagare uno stuolo di avvocati per far valere i tuoi diritti. E gli avversari troveranno il cavillo, la loro applicazione della tua idea è un pochino diversa perché la leva
z è di colore blu invece che rosso e quindi non ricade sotto quanto hai brevettato tu...
In conclusione, adesso come adesso il brevetto tutela più chi può permettersi di pagare lo stuolo di avvocati per difenderlo che il povero pirla che credeva di essere un
inventore.
Anche qui, quale potrebbe essere la soluzione? Io non ne vedo. Però di sicuro la prossima idea, se la avrò, non la brevetterò. Me la terrò per me e la applicherò sotto la "regola del silenzio" pitagorica. (rotfl)
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 14:48
da bite
Bobby ha scritto:
ribadendo che opensource non implica gratis, vorrei anche sottilineare un fatto che mi fa amare il software libero.
Se io compro una macchina e la macchina si rompe cosa faccio? Apro il cofano, cerco il guasto e se posso (supponiamo di sì) lo riparo.
Ahi ahi, e se si è guastata la "centralina"? (rotfl)
Quello che dici tu andava bene fin verso la fine degli anni '80.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 14:49
da bite
Rajen ha scritto:
@punkadiddle: le crociate anti-closed lasciamole a Stallman, ti prego...
I programmi closed possono anche andar bene, l'importante è che siano open i formati.
Concordo pienamente.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 15:27
da punkadiddle
Rajen ha scritto:
@punkadiddle: le crociate anti-closed lasciamole a Stallman, ti prego...
so che Stallman non ti sta simpatico, personalmente credo nell'ideologia del software libero e credo che l'opensource sarà il mezzo fondamentale per diffonderlo (almeno mi auguro)
Rajen ha scritto:
I programmi closed possono anche andar bene, l'importante è che siano open i formati.
fossero open i formati sarebbe già una gran cosa ma risolverebbe solo in parte i problemi
Rajen ha scritto:
Servirebbe una normativa internazionale che costringa tutte le software house a rilasciare specifiche complete dei loro formati.
questa la vedo molto dura. i potenti si farebbero sentire, non passerebbe mai una cosa simile.
confido molto di più in una diffusione dell'opensource e quindi anche in una diffusione dei formati aperti.
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 15:30
da punkadiddle
bite ha scritto:
punkadiddle ha scritto:
la conoscenza scientifica è condivisa apposta per questi motivi, perchè per il software non dovrebbe valere altrettanto?
Ma allora perché dovrebbe essere scandaloso pagare
per il software che gestisce lo spettrometro?
infatti non è scandaloso, software libero è una questione di libertà, non di prezzo
Re: il free software distrugge il mercato
Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 15:45
da Xander
Rajen ha scritto:
La cosa fondamentale è che software open e closed vengano messi in condizione di comunicare.
Il problema non è open vs closed, ma sono i formati.
Anzitutto non capisco perché Stallman e la GPL siano un tabù nella comunità open, manco si facesse apologia di chissà quale ideologia..
Non dico idolatrarlo, ma neanche cassarlo come il peggiore dei mali, sennò mi domando che ci fa tanta gente con sw che usano la sua licenza..
Per la questione formati ed interoperabilità: i formati dovrebbero essere open, a cui le sw house devono adeguarsi per i loro programmi, non viceversa.
Chi può imporre una cosa del genere? Non certo il Mercato, che avrà anche i suoi pregi, ma quello di governare equamente non è certo tra le sue peculiarità, anzi.
Ci son cose che possono esser regolate dal Mercato, ed altre che vanno tutelate da organismi di altra natura. Altrimenti si finisce col solito dogma in cui credere, sia esso liberista o altro.
Paradossale il caso dei brevetti portato da bite. Uno strumento nato per tutelare un diritto all'utilizzo commerciale, che diventa arma, una volta ancora, del mercato. Forse sarebbe il caso di rivedere certi meccanismi, ottimi (se ne può discutere..) in teoria e molto meno nella pratica. Peccato chi di dovere latiti e si riempa le tasche.
(b2b)