Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

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jmilton00
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da jmilton00 »

“Scusa” - un po' stupefatto, azzardo - “Con tutto quello che gli hai detto ieri, adesso vuoi anche partecipare al miglioramento del software?” - “Certo” - mi risponde, con tono di sfida - “mica ho finito di insultarli”
(rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)

non riesco a smettere di ridere
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Luka7
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Luka7 »

Dopo questa lunga assenza ci aspettavamo un grande ritorno, e non ci hai delusi!
Una storia bellissima, PaoloVIP, complimenti!
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Eccomiqui
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Eccomiqui »

Mi sono scompisciata dalle risate, ma.. poiché è un bel pezzo che non uso win & company, mi potete illuminare su cosa è Media cip&ciop? Così rido con ancora più gusto!
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Pingue_pinguino »

mi potete illuminare su cosa è Media cip&ciop?
penso sia la versione di Windows per i mediacenter
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Kaspa
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Kaspa »

E ancora non l'hai convinto che Linux è bello?
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kimj
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da kimj »

Kaspa ha scritto: E ancora non l'hai convinto che Linux è bello?

basta  non convincere i clienti, altrimenti paolovip perde il lavoro (niente formattazioni, ddl corrotte, registro andato, virus, filesystem andati, ecc)
We no longer think of chairs as technology; we just think of them as chairs. But there was a time when we hadn't worked out how many legs chairs should have, how tall they should be, and they would often 'crash' when we tried to use them.
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Kaspa
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Kaspa »

Infatti, io mica parlavo dei clienti...
E poi in ogni caso, anche i clienti: ok, niente dll rotte, ma vuoi mettere la goduria di fare supporto a linux? Se convinci un utente linux, almeno per i primi tempi si rivolgerà a te e non ai forum, almeno finchè non sarà tanto smagato che il supporto non gli servirà più.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da noi3 »

Kaspa ha scritto: Infatti, io mica parlavo dei clienti...
E poi in ogni caso, anche i clienti: ok, niente dll rotte, ma vuoi mettere la goduria di fare supporto a linux? Se convinci un utente linux, almeno per i primi tempi si rivolgerà a te e non ai forum, almeno finchè non sarà tanto smagato che il supporto non gli servirà più.
Così l'unica sezione aperta resta il bar. Non male
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da diego1188 »

rent0n ha scritto:
tonywhite ha scritto: Iscritto  (good)
Ma va dai non eri ancora iscritto?  :o
:o Sobbalzo pure io...
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da tonywhite »

diego1188 ha scritto:
rent0n ha scritto:
tonywhite ha scritto: Iscritto  (good)
Ma va dai non eri ancora iscritto?  :o
:o Sobbalzo pure io...
Meglio tardi che mai  ;D
Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le [ rimosso dallo staff ]
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da PaoloVIP »

Che giornata, ragazzi!

Daniele è in ferie e io sono qua a fare da frangiflutti solitario ai vari problemi quotidiani. Laboratorio, telefono, banco, ecc.
Normale avere problemi hardware strani, per il quale impazzisci a trovare un senso e una soluzione, normale che tutti vogliano tutto subito.
Ci sono però alcune tipologie di persone che entrano nel mio negozio che vi voglio raccontare.
La prima è l'amico, nelle sue varie gradazioni. Ovvero c'è l'amico-amico, che conosci bene e che si sente legittimato a venire a romperti le scatole per parlare di problemi di donne, case, automobili, ecc. Questo è la classica persona statale o parastatale che ha un concetto di tempo piuttosto distante dal mio. Intendiamoci, persona gradevolissima da incontrare al bar o con il quale fare la gita alla domenica, meno quando entra nel tuo negozio esordendo “Sai, non avevo nulla da fare, allora ho pensato di passare a trovarti, così facciamo quattro chiacchiere. Hai tempo?” - Penso a come caspita sia possibile che a qualcuno capiti di “non aver nulla da fare” e, mentre una volta rispondevo con una certa diplomazia, ora replico secco: - “No.” - Di solito gli amici-amici rimangono un po' male, forse non capiscono, ma non si arrabbiano e se ne vanno.
Poi c'è una altro tipo d'amico, quello che per un tratto della vita hai frequentato assiduamente ma che poi il caso ha posto su altri binari. Capita da te, quando ha bisogno, ed è normale. E' pure piacevole incontrarlo e in cinque minuti ci si racconta anni di vita dei quali nessuno ha più saputo niente dell'altro. E' bello che si ricordi di te e non vada a comperare o chiedere assistenza da un'altra parte. Di solito usa l'informatica in modo non ossessivo, ha due o tre figli ed è sereno o rassegnato. Non saprei esattamente quale delle due, visto che io di figli non ne ho, credo.
Poi c'è l'amico che conosci perché ha fatto con te un anno di asilo e ad ogni quarta frase ti dice - “ Ti ricordi, vero, da dove ci conosciamo? ” - Vuole essere sicuro di essere qualificato non come semplice cliente ma come amico, status che gli consentirà di ottenere rassicuranti benefici, negati invece agli altri sconosciuti che entrano dalla porta.
Mai bluffare, se ci si ricorda dirglielo, diversamente assumere un atteggiamento da scienziato distratto e scusarsi per la propria dabbenaggine. Come sensazione è un po' sgradevole, come tutte le forzature.
Arriva anche l'amico dell'amico, quello che senza raccomandazione non va probabilmente neanche al gabinetto. Siamo il Paese delle clientele e questo atteggiamento è probabilmente ormai trasmesso in modo biologico, insito nel dna. Ciò non lo farà accedere a sconti, attenzioni particolari o quant'altro. Personalmente a me causa un po' d'irritazione, quasi fosse una subdola minaccia, quasi se l'amico dell'amico mi dicesse - “Guarda che se non mi tratti bene, lo dico all'altro”. -
La seconda categoria è quella dei clienti normali, con problemi normali, con pretese normali, ai quali si prospettano soluzioni sensate. E' sempre un piacere.
La terza categoria è quella dei fenomeni. Purtroppo anche la più diffusa.
Vi parlerò solo dei fenomeni incontrati oggi.
Il primo: “Avete dei PC usati?” - replico per capire cosa voglia veramente - “A dire il vero qualche PC con pezzi di recupero possiamo farlo, non so se vale la pena. Tenga presente che con 250/300 Euro, può avere già un ottimo PC nuovo” - Quello mi guarda inorridito e mi dice - “ No, no, volevo spendere al massimo 70/100 Euro” - cerco di spiegare - “I clienti che vengono qui non è che mi portano PC funzionanti, ma guasti, quindi dei vari pezzi devo fare una selezione di quelli funzionanti  e tra loro compatibili, assemblarli e, immagino, anche montarle un sysop, no? Questo significa una giornata di lavoro. Che caratteristiche aveva comunque in mente?” - roteando gli occhi, deluso, replica - “Nulla di particolare, un P4, con 2 GB di ram, un disco fisso anche piccolo, da 300 Gb” - a malapena trattengo una risata e gli rispondo - “Guardi, con queste caratteristiche e con il lavoro che c'è da farci sopra, mi sembra difficile. Dovrebbe spostare il suo budget almeno sui 150 Euro” - con uno lampo nello sguardo tira giù la sua carta vincente - “Sui giornali che trattano roba usata si trova, sa? E' che io volevo comperarlo in un negozio, così ho anche l'assistenza e la garanzia.” - lo guardo e cerco di spiegargli - “Dunque, lei mi sta dicendo che vorrebbe un P4, con 2 Gb di Ram, 320 Gb di hard disk, l'assistenza, la garanzia e non vorrebbe spendere più di 70 Euro?” - dalla risposta capisco che non capisce - “Si, sarebbe perfetto” - penso che 'sto tipo mi faccia solo perdere tempo e replico - “Posso offrirle anche un caffè?” - questo continuando a non capire, bafonchia un “No, no, grazie, appena preso. Beh se non ha quello che mi serve, arrivederci”.
Non finisce purtroppo qui.
Dopo circa un'ora arriva un altro fenomeno. Questo fa parte di quella categoria degli impavidi, cioè di quelli che con un po' di spocchia entrano ed esordiscono con - “Posso chiederle una informazione?” - che significa tutto e niente, puoi aspettarti che ti chiedano se vendi pannolini per bambini, se hai dischi fissi, se sai dove abita la zia Pina o le cose più incredibili. Questo faceva parte della schiera dei fenomeni “normali”, ovvero almeno non aveva sbagliato negozio. - “Certo” - replico - “se posso...” - “Ecco, vede” - inizia - “ho un problema con un PC, deve essere una sciocchezza. Mi da un messaggio mai visto prima, tipo sistema operativo non trovato” - ovviamente  il messaggio d'errore non se lo era scritto e quanto detto e la mia translitterazione e migliore interpretazione delle demenzialità che uscirono dalla sua bocca - “E' difficile da dire” - inizio cauto - “se si presenta questa tipo d'errore, l'unica sciocchezza che mi viene in mente è che abbia dimenticato un floppy disk inserito e che la sequenza di boot nel bios sia sbagliata. Le altri ipotesi non sono molto allegre: disco fisso rotto, virus, boot danneggiato...” - questo spalanca la bocca con espressione stupefatta, si guarda intorno e proferisce - “Ma, scusi, non fate assistenza tecnica sui computer?” - si interrompe un attimo e con aria complice, continua - “Ho capito, non vuole dirmelo perché altrimenti perdereste lavoro...” - incominciano a girarmi - “Guardi, io non ho nessun problema a dirle cosa potrebbe essere accaduto, ed è quello che ho fatto. Tenga presente che non ho proprietà sciamaniche e senza vedere il PC non posso fare una diagnosi precisa.” - quasi indispettito, come lo facessi perdere tempo - “Allora cosa dovrei fare?” - io sempre più infastidito - “O lo porta da un tecnico o se lo ripara da sé...” - allarga le mani, con una espressione afflitta, come parlasse a uno che non volesse capire - “Scusi, ma se non so farlo? Altrimenti mica chiedevo a lei, no?” - non fa una grinza, da che mondo e mondo la conoscenza è un dono divino - “Studi” - replico - “Si figuri!” - l'irritato è diventato lui, adesso - “Ho tempo di mettermi a fare anche 'ste cose. Chiamerò un amico, lui si che è molto bravo” - Andandosene e dandomi, in pratica, del pirla.
Comincio ad avere un sospetto, Daniele è in ferie, vuoi vedere che ai clienti che intuiva più rognosi gli ha detto di venire questa settimana, sapendo che lui non ci sarebbe stato? Era un gioco che facevamo spesso, già un tempo, quando eravamo aperti sei giorni su sette. Io lavoravo dal martedì al sabato, lui dal lunedì al venerdì. Quando passava qualche cliente particolarmente demente gli  dicevo di passare al lunedì, perché avrebbe trovato il tecnico esperto, proprio per quel problema.  Ovviamente Daniele, appena scoprì l'inghippo, iniziò a dirottarmi certi clienti al sabato. Qualcuno con il cerino in mano rimaneva sempre e al martedì le risate erano garantite. Però questa volta non mi torna, tutti oggi e non diluiti nella settimana? Scarto l'idea e continuo ad occuparmi dei miei problemi. La giornata fila via tranquilla, nelle sue normali difficoltà, fino a quando arriva un altro fenomeno. Un tizio che un paio d'anni fa ha comperato un monitor molto bello, pagandolo una discreta cifra, il giusto per quel modello a quel tempo. Daniele mi aveva detto che mi aveva lasciato un LCD da guardare, che il cliente lo aveva smontato e rotto alcuni pezzi. Sinceramente me ne ero dimenticato. Questo capita in negozio e chiede giustamente del suo monitor, cerco di prendere tempo, gli dico che vado a vedere a che punto sia la riparazione. Mi fiondo in laboratorio, lo tiro fuori dalla borsa, mi cadono viti e pezzi vari per terra. La base è praticamente completamente smontata e alcuni incastri rotti. Ritorno di là e lo vedo un po' preoccupato dei rumori anomali che evidentemente ha colto provenire dal laboratorio. Lo tranquillizzo  - “ Tutto a posto è in lavoro, ritornerà come nuovo. Mi scusi perché la base è ridotta in quel modo? Il monitor funziona?”  - mi risponde in un modo vago - “No sa, un mio amico... non so cosa volesse fare... ha tagliato un filo... io per metterlo a posto mi sono incasinato... si, funziona...” - non indago ulteriormente, il monitor funziona è solo un problema meccanico, cavi fortunatamente non ha toccato. Gli dico di ritornare prima della chiusura.
Questo, per qualche motivo voleva staccare la base, non ha visto il gancetto di bloccaggio, ha smontato la piastra metallica che serve da contrappeso, ha svitato il supporto in modo assurdo, ha spaccato un paio di ganci di plastica e me lo ha riportato. Dieci minuti di lavoro, di cui otto a cercare le viti che mi erano cadute. Dopo un'oretta ritorna e mi chiede se sia tutto a posto. Rispondo di si e che a parte gli evidenti segni di cacciavitate furiose sulla plastica, non ci sarebbero state altre conseguenze. Con mio stupore mi chiede -”E' in garanzia, vero? Mi aveva detto che questo modello  aveva tre anni....” - replico - “Guardi, il danno era minimo e non mi sembra il caso di chiederle nulla. Tenga però presente che questo non è un guasto o un vizio di produzione, è danneggiamento. E' vandalismo puro”. Questo balbetta qualcosa, ringrazia, prende il monitor e sparisce.
Qui però, Daniele lo zampino ce lo ha messo, è evidente che lo ha sbolognato a me.
Passa un'ora tranquilla, l'unica telefonata è di un cliente che vuole l'implementazione di un nuovo account su di un file server e relativa casella di posta imap. Cinque minuti di lavoro via ssh, con il pensiero che questa ditta ha assunto un nuovo dipendente, con questi tempi di crisi, un'ottima notizia.
Dopo poco, arriva un altro fenomeno.
Questo fa parte della categoria degli indignati perché lo hai fregato. E non sono pure pochi. Arriva, saluti e convenevoli di rito ed inizia a dirmi che il suo PC non parte più, che gli viene fuori la dicitura di selezionare l'ultima configurazione sicuramente funzionante, di partire in modalità provvisoria, che lui ha provato tutto, ma che non funziona nulla. Un po' alterato nella voce mi chiede come mai non gli abbiamo fornito i dischi. Storia già vista, almeno mille volte.
Gioco al gatto con il topo. - “Scusi, lei il sistema operativo lo ha comperato con il PC?” - ovviamente mi ribatte di non ricordare, che comunque il PC l' aveva preso qui da me. Gli chiedo il cognome. Cerco nel database delle offerte. Eccolo, gennaio 2004, dal case alla scheda video, ma di sysop non c'è traccia. Guardo il preventivo, guardo lui e mi ricordo. Quando è venuto a comperarlo era molto amichevole e da uomo di mondo, che sa come vanno le cose, mi chiese di non acquistare il sysop, che non sarebbe servito. - “Tanto si può fare lo stesso, no?” - Mi portò un suo cd con una versione non valida di XP, CD che non degnai di uno sguardo e utilizzai il mio, moddato per l'installazione unattended e con aggiornamenti già incorporati. Per scrupolo, comunque, facciamo sempre un ghost sulla seconda partizione, raccomandiamo i clienti di leggere il txt ivi incluso e di farsi il floppy di boot. In caso di bisogno il sistema è su in 5 minuti, con i drivers e gli aggiornamenti disponibili al momento della consegna. Comunque un bel vantaggio.
Cosa che, ovviamente, fanno in pochi. Alla fine della discussione, che vi risparmio, la conclusione è stata che ci comporteremmo così per obbligare il cliente a ritornare da noi.
Non ricordo cosa risposi. Verrà martedì a portare il PC ma del problema si smazzerà Daniele.
Io ho già dato.
Ultima modifica di PaoloVIP il sabato 27 giugno 2009, 3:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da leopesto »

PaoloVIP ha scritto: io di figli non ne ho, credo.
paolo, non  sapevo che eri uno da "una botta e via"... xD

bellissima quella del cliente impavido
DESKTOP → CPU: Amd Athon X2 7750BE (dual core - 2.7GHz)  RAM: 4GB ddr2-800 Kingston  HD: WD Green Power 500GB  GPU: Nvidia 9500GT  MB: Asus M4N68
NOTEBOOK (Acer 5002wlmi) → CPU: Amd Turion ML-37 (single core - 2.0GHz)  RAM: 512MB  HD: 100 GB  GPU: Sis M760GX
HTPC → CPU: Intel Atom 330 (dual core - 1.6GHz)  RAM: 2GB ddr2-667 Corsair  HD: WD Green Power 640GB  GPU: Nvidia ION (9400)  MB: Asus AT3N7A-I
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Shishimaru »

voi non volete capire che il primo cliente fenomeno è il migliore di tutti! vuole un pc da 2gb di ram,300gb di hdd e lo vuole pagare massimo 100 euro! in gambissima,mica fesso  :D
molto cog***ne il tipo che non gli parte il pc e fa tutto lui in pratica  (rotfl)
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Senbee
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Senbee »

Ecco io però XP moddato non lo metto. Se un cliente non compra un sistema operativo, glielo do senza sistema operativo, e basta. Ovviamente prima lo avverto: deve avere a casa un CD di Linux (gratuito) o di Windows (copia valida, se non vuole avere guai con la finanza) e saperlo installare. Oppure gli propongo Ubuntu, con pochissimi euro in più per i venti minuti di installazione e la mezz'oretta di aggiornamento/configurazione (sudo apt-get update && sudo apt-get upgrade && sudo apt-get dist-upgrade && sudo apt-get install ubuntu-restricted-extras skype vlc kdenlive wine).

Ricordo che quando il negozio per cui lavoravo adottò questa politica si decise di apporre un cartello che spiegava di diffidare dagli installatori che installano XP crackato, con tutte le motivazioni del caso. Fu anche un colpo di fortuna perché pochi mesi dopo la Guardia di Finanza della mia città controllò tutti i negozi di informatica proprio su questo punto e noi fummo uno degli unici negozi che non subì multe pesantissime.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da jmilton00 »

Grandissimo il fenomeno del P4 a 100 € (rotfl) (rotfl)
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da PaoloVIP »

@Senbee, per moddato si intende un sysop modificato con tecniche di slipstreaming in modo che contenga l' SP3. Con nlite, inoltre, si mettono dentro i vari driver sata e gli aggiornamenti. Si risparmia un sacco di tempo con l'installazione. Non è assolutamente illegale.
Per l'XP senza licenza è un altro problema. In parecchi anni di attività non ho mai preso una multa e solo l'altr'anno ho avuto ben 4 controlli della finanza (uno totale con tanto di contabilità portata al comando della GF), questo perchè avevo acquistato merce da una ditta fallita in bancarotta fraudolenta, ovviamente senza minimamente immaginarlo. L'unica contestazione sono stati un paio di movimenti che avevo portato in deduzione di una fattura del telepass, effettuati di domenica.
Due controlli solamente sugli scontrini, registro cassa e corrispettivi. Un controllo sulle licenze software del negozio.
Qust'anno, per il momento sono venuti solo una volta. Sempre tutto ok.
Per quanto riguarda le licenze io sono tenuto a fidarmi di quanto mi dice il cliente. Se mi dice che lui è a posto con la licenza io non sono tenuto ad indagare. E' ovvio che prima di uscire dal negozio mi firma una liberatoria che tutto quello che è installato sul pc, è stato installato dietro sua specifica richiesta, con media da lui forniti dei quali detiene regolare licenza.
Se poi non fosse così, beh, è un suo problema.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da PaoloVIP »

@Sanbee, ancora una cosa. Chi vuole Linux su un nostro pc nuovo non paga nulla. L'installazione gli viene fatta gratis. Lo diciamo sempre a tutti i clienti. Sai quanti ne ho montato l'altr'anno? Penso 4 o 5. Tutti, dico tutti, in modalità dual boot, linux/xp.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Senbee »

Sì, facevamo anche noi come dici tu, ma all'atto della firma della liberatoria si tiravano indietro moltissimi clienti e andavano dalla concorrenza. Che installava XP crackato senza problemi, a tutti, senza nemmeno chiederlo.
A quel punto tanto valeva dirlo a voce e non mettere alcun sistema operativo.
Allora poi installare Linux era molto più difficile di oggi e quindi qualcosina facevamo pagare. Oggi lo si mette su di default gratis ovviamente.
Comunque occhio perché non sono sicuro che la storia della liberatoria sia così legale. Anche perché comunque l'atto stesso di crackare è illegale di per sé in un'attività commerciale. Quindi il cliente ti deve dare un CD-key valido (poi certo si assume lui la responsabilità se l'ha rubato a qualcuno) o direttamente il CD originale. Se quando lo installi e lo vai a validare risulta che il CD-key non è valido o che il CD è copiato, devi chiamare il cliente e dirgli che non puoi installargli il sistema operativo, e proporgli un sistema gratuito oppure l'acquisto di un Windows originale.

Le Fiamme Gialle chiudono un occhio spessissimo sulle licenze ma se ricevono ordine di controllarle (come accadde qui un paio di anni fa quando il Comune aveva bisogno di soldi) sono dolori per tutti.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da PaoloVIP »

In realtà si è sempre in bilico tra la necessità di vendere, l'esigenze e le insistenze dei clienti e la concorrenza sleale.
Mica gli valido il sysop se non mi da il codice, ha dichiarato di averlo e non me lo ha portato? Io installo tutto se non lo valida entro 30 giorni sono cavoli suoi. Ed io risulto perfettamente in regola. In realtà la fideiussione non mi serve per office o xp, piuttosto per quei programmi che vengono forniti in bundle con i masterizzatori. Te ne danno uno per ogni scatolone da 20, lì il discorso della licenza è più border line e poco chiaro. Magari nello scatolo successivo non arriva nulla, ma tu lo monti lo stesso. Probabilmente non si potrebbe, ma forse anche si. Comunque nessuno mi ha mai fatto problemi a firmare la fideiussione, anche perché gliela faccio sottoscrivere al momento della consegna.
La cosa triste è che, nonostante gli racconti i vantaggi di linux, nonostante abbiano la possibilità di ritrovarselo bello e installato, funzionante, con i codec e gli aggiornamenti, senza pagare un euro in più di quanto gli costi il "ferro", non ne vogliono neanche sentir parlare.
Io sono giunto alla conclusione che la gente sia pigra, mentalmente parlando, che non voglia fare fatica e cosa tristissima, non è affatto curiosa. Però senza la curiosità non ci può essere crescita.
Lo trovo desolante.
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Re: Linux non dà soddisfazione ! - Storie di un negozio d'informatica

Messaggio da Senbee »

PaoloVIP ha scritto: In realtà si è sempre in bilico tra la necessità di vendere, l'esigenze e le insistenze dei clienti e la concorrenza sleale.
Mica gli valido il sysop se non mi da il codice, ha dichiarato di averlo e non me lo ha portato? Io installo tutto se non lo valida entro 30 giorni sono cavoli suoi.
Ah, ok! Non avevo capito allora, sorry.
Il fatto è che quando ci facevamo dare il cd key si trattava SEMPRE di un CD key crackato. Non ci capitò MAI di avere tra le mani un cd key valido. E regolarmente il cliente sbraitava perché la concorrenza invece glielo crackava...
La cosa triste è che, nonostante gli racconti i vantaggi di linux, nonostante abbiano la possibilità di ritrovarselo bello e installato, funzionante, con i codec e gli aggiornamenti, senza pagare un euro in più di quanto gli costi il "ferro", non ne vogliono neanche sentir parlare.
È vero. Però oggi con i PC venduti "senza sistema operativo" far trovare Ubuntu già installato, con qualche giochino carino tipo Nexuiz, TORCS, Lincity-ng e Tremolous, e con i rutilanti effetti 3d provoca - personale esperienza - che il cliente almeno in un caso su tre se lo tenga senza problemi. E in una decina di casi al mese tornano pure indietro a chiedere come reinstallare "quel sistema che c'era prima" perché hanno "messo su XP crackato ma non funziona bene ed è lento".
Son soddisfazioni.
In sostanza, se cerchi di convincerli non accettano, ma se glielo dai senza dir nulla al posto di un PC completamente vuoto, fa un successone.
Che poi è lo stesso subdolo stratagemma che ha usato Microsoft per anni, con l'aggravante che loro lo facevano anche pagare senza dirtelo esplicitamente.
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