Filosofia Ubuntu
Re: Filosofia Ubuntu
Torno in tema allaora.
All'inizio del thread si parla della frequenza delgi aggiornamenti e della stabilità delle versioni.
Allora mi pare che Ubuntu lasci aperta davvero ogni possibilità:
- LTS supportate a lungo
- versioni intermedie cmq supportate per la sicurezza
- versioni "on-the-edge" con aggiornamenti frequenti
Ma cosa vogliamo di più?
Di certo si potrebbe migliorare la visibilità delle versioni LTS, ma su questo credo sia una scelta deliberata di dare risalto alla versione "on-the-edge" per i motivi già detti: approfondire il testing e garantire versioni nuove dei SW.
All'inizio del thread si parla della frequenza delgi aggiornamenti e della stabilità delle versioni.
Allora mi pare che Ubuntu lasci aperta davvero ogni possibilità:
- LTS supportate a lungo
- versioni intermedie cmq supportate per la sicurezza
- versioni "on-the-edge" con aggiornamenti frequenti
Ma cosa vogliamo di più?
Di certo si potrebbe migliorare la visibilità delle versioni LTS, ma su questo credo sia una scelta deliberata di dare risalto alla versione "on-the-edge" per i motivi già detti: approfondire il testing e garantire versioni nuove dei SW.
- danialbi77
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Re: Filosofia Ubuntu
clod75 ha fatto un riepilogo completo,credo si sia gia detto tutto...........
15 anni di windows, 6 mesi di linux, prima guardavo il computer, ora lo uso.....
Re: Filosofia Ubuntu
Questo è vero. Ma il problema è come farlo capire all'utente! Con i software chiusi l'ultima versione è automaticamente pubblicizzata come la migliore, perchè se così non fosse la gente non la comprerebbe. Abituati così i nuovi utenti GNU/Linux scaricano l'immagine più nuova e si lamentano dell'instabilità.clod75 ha scritto: Torno in tema allaora.
All'inizio del thread si parla della frequenza delgi aggiornamenti e della stabilità delle versioni.
Allora mi pare che Ubuntu lasci aperta davvero ogni possibilità:
- LTS supportate a lungo
- versioni intermedie cmq supportate per la sicurezza
- versioni "on-the-edge" con aggiornamenti frequenti
Ma cosa vogliamo di più?
Di certo si potrebbe migliorare la visibilità delle versioni LTS, ma su questo credo sia una scelta deliberata di dare risalto alla versione "on-the-edge" per i motivi già detti: approfondire il testing e garantire versioni nuove dei SW.
Secondo me vanno bene le versioni che ubuntu mette a disposizione, ma si dovrebbe:
- Specificare meglio i target delle varie versioni, magari con questionario online interattivo: una serie di domande semplici, stile test, per capire cosa scaricare e installare. Non conta tanto pubblicizzare più l'una o l'altra, ma pubblicizzare di più le differenze. E poi LTS è una sigla asettica, ai non utenti non vuol dire niente. Meglio introdurre un nuovo brand.
- Un programma di aggiornamento di certi software: programmi come firefox, openoffice, wine, devono poter essere disponibili nella loro ultimissima versione anche sulle LTS. Magari con installazione separata, in modo da poter tornare al software più testato in caso di bisogno.
- danialbi77
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Re: Filosofia Ubuntu
Sloteel ha scritto:Questo è vero. Ma il problema è come farlo capire all'utente! Con i software chiusi l'ultima versione è automaticamente pubblicizzata come la migliore, perchè se così non fosse la gente non la comprerebbe. Abituati così i nuovi utenti GNU/Linux scaricano l'immagine più nuova e si lamentano dell'instabilità.clod75 ha scritto: Torno in tema allaora.
All'inizio del thread si parla della frequenza delgi aggiornamenti e della stabilità delle versioni.
Allora mi pare che Ubuntu lasci aperta davvero ogni possibilità:
- LTS supportate a lungo
- versioni intermedie cmq supportate per la sicurezza
- versioni "on-the-edge" con aggiornamenti frequenti
Ma cosa vogliamo di più?
Di certo si potrebbe migliorare la visibilità delle versioni LTS, ma su questo credo sia una scelta deliberata di dare risalto alla versione "on-the-edge" per i motivi già detti: approfondire il testing e garantire versioni nuove dei SW.
Secondo me vanno bene le versioni che ubuntu mette a disposizione, ma si dovrebbe:
- Specificare meglio i target delle varie versioni, magari con questionario online interattivo: una serie di domande semplici, stile test, per capire cosa scaricare e installare. Non conta tanto pubblicizzare più l'una o l'altra, ma pubblicizzare di più le differenze. E poi LTS è una sigla asettica, ai non utenti non vuol dire niente. Meglio introdurre un nuovo brand.
- Un programma di aggiornamento di certi software: programmi come firefox, openoffice, wine, devono poter essere disponibili nella loro ultimissima versione anche sulle LTS. Magari con installazione separata, in modo da poter tornare al software più testato in caso di bisogno.
no no no!!!
non e' cosi,quelli che tu chiami s.o. chiusi pubblicizzano l'ultima versione,come definitiva,si ma per loro......
in realta' all'uscita di vista,ed ora di windows 7 quei s.o. erano delle versioni di test,difatti per esempio vista a fatto cag.... fino al sp1 ed ora faranno cosi anche con windows 7......
che poi loro dicono che sono versioni stabili non ci piove,altrimenti non venderebbero neanche una copia......MA NON LO SONO,O MEGLIO ,LO DIVENTANO DOPO CIRCA 1 ANNO.......
per lo meno la canonical lo scrive (certo in piccolo) che sono versioni di testing,chi invece ci guadagna dei soldi fa campagne pubblicitarie faraoniche e non lo accenna minimamente che per qualche mese venderanno un prodotto che deve ancora essere migliorato!!!!
15 anni di windows, 6 mesi di linux, prima guardavo il computer, ora lo uso.....
Re: Filosofia Ubuntu
Concordo.non e' cosi,quelli che tu chiami s.o. chiusi pubblicizzano l'ultima versione,come definitiva,si ma per loro......
in realta' all'uscita di vista,ed ora di windows 7 quei s.o. erano delle versioni di test,difatti per esempio vista a fatto cag.... fino al sp1 ed ora faranno cosi anche con windows 7......
che poi loro dicono che sono versioni stabili non ci piove,altrimenti non venderebbero neanche una copia......MA NON LO SONO,O MEGLIO ,LO DIVENTANO DOPO CIRCA 1 ANNO.......
Ma di sicuro le modalità sono diverse.
Voglio dire MS e Apple spendono un mucchio ci soldi in pubblicità e marketing per convincere i clienti che i loro sistemi sono i migliori.
Il mondo Open Source ha altri canali. Ci sono i siti delle distro, i forum, i blog ma soprattutto il passaparola.
E la voce circola e alla fine chi decide di porvare Ubuntu qualcosa avrà pur sentito dire. Non ci credo che gira a babbo su internet, capita per caso su ubuntu.com e si scarica il s.o.... Così, tanto per passare un pomeriggio.
E allora penso che se lo fa, sa cosa sta facendo. E se decide di fare il salto, piano piano impara anche a districarsi tra le varie versioni.
Poi se è uno smanettone si diverte un po' cone le varie versioni, tiene su 3 o 4 partizioni, magari prova anche altre distro non ubuntu. Se è uno più tranquillo si tiene la sua versionicina più o meno adeguata alle sue esigenze apprezzando il fatto che:
- è gratis
- è in evoluzione
- porta in dote un mucchio di SW per fare cose che altrimenti dovrebbe pagare
Per conto mio il grande salto di qualità nella diffusione del SW open source e in particolare dei sistemi operativi open è lo stringere accordi con le case produttrici dell'HW, ma anche qui rischiamo di andare fuori tema....
- Latiszari
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Re: Filosofia Ubuntu
Sono d'accordo. E' in questo modo che si possono raggiungere più fasce d'utenza possibile. Soprattutto grazie ai rilasci semestrali, un sacco di hardware precedentemente non supportato viene magicamente inserito in Ubuntu, per la gioia di chi altrimenti non avrebbe saputo che fare (pensate al caso mio: non mi leggeva la chiavetta wi-fi e non avevo la possibilità di una connessione ethernet per scaricare gli eventuali drivers necessari per la 9.04... per fortuna che con la 9.10 tutto s'è risolto).clod75 ha scritto: Torno in tema allaora.
All'inizio del thread si parla della frequenza delgi aggiornamenti e della stabilità delle versioni.
Allora mi pare che Ubuntu lasci aperta davvero ogni possibilità:
- LTS supportate a lungo
- versioni intermedie cmq supportate per la sicurezza
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