Bene, anche se sono perfettamente funzionanti il donatore li sta comunque buttando (chissà perché poi, se sono funzionanti perché dovrebbe buttarli ???). Io sospetto che il pensiero comune sia che è più facile regalarli "generosamente" ad una scuola che portarli in un'isola ecologica, dove magari ti fanno smontare qualche componente.cristian_c ha scritto: Non si tratta di scarti se i pc sono perfettamente funzionanti.
Donare un pc vecchiotto può avere senso nelle scuole superiori, in cui ci sono docenti e studenti preparati ed appassionati, che ti installano Linux anche su di un macina caffè.
Non è proprio così. Alle scuole interessa prima di tutto non avere problemi. Se il pc donato, con 5 anni di età, si guasta, chi lo riparerà? Quasi sicuramente non ci sarà una garanzia su cui avvalersi e allora saranno costretti a pagarsi la riparazione. Con la garanzia, magari estesa, sei più tutelato ed eviti spese aggiuntive.cristian_c ha scritto: Alle scuole interessa che i pc siano funzionanti e facciano il minimo indispensabile che serva a una scuola di quel tipo.
Alcune scuole prendono tutto quello che assomiglia ad un pc. Pensa che in una con cui ho avuto a che fare si sono presi 12 (dico 12!) pc, con monitor, Win98, 40Gb di HD e 128MB di ram, donati da non mi ricordo chi. Il problema era che si erano dimenticati di donare i cavi per l'alimentazione dei case e dei monitorcristian_c ha scritto: Io per esempio ho donato un monitor crt ripulito e testato, e la scuola lo ha preso senza indugio, dietro dichiarazione scritta di donazione.
Credimi, alcune tirano tutto se è regalato, basta che assomigli ad un pc. Comunque, ora le scuole cercano i monitor LCD ,quelli piatti, perché anche loro ci tengono alla vista (sugli LCD si vede meglio e stancano meno gli occhi) e hanno problemi di spazio (i CRT sono ingombranti sulla scrivania e pesanti da trasportare).cristian_c ha scritto: Nessuno ha considerato quel monitor uno scarto, ma anzi è una risorsa preziosa che può avere anche diversi anni di vita davanti a sé. Sopratutto in questo periodo in cui le scuole non hanno neanche gli occhi per piangere.




