ribadisco: ma dai...
mi associo a DragonEyes. Non credo tanto la difficoltà stia nell'acquistare/farsi produrre componenti in cina -come fan tutti i marchi dai più economici alla sony, alla apple- da assemblarsi direttamente là o magari in europa. Questo riescono a farlo le anche le piccole aziende di cui si diceva prima; i lati che richiedono uno sforzo economico ed una certa dimensione aziendale penso siano principalmente:
a) l'economia di scala. Più in grande è la produzione più sui grandi numeri i riescono ad ammortizzare i costi offrendo quindi un
prezzo minore all'acquirente. Vedesi i vendor di cui prima che non si possono permettere grandi stock da rivendersi a prezzi
competitivi e, magari pur portando una grande perizia nell'assemblamento e qualità dei materiali come valore aggiunto,
cascano nel "a quei soldi piuttosto mi prendo un pc dal mediaword con win che costa meno a pari hw e poi ci metto ubuntu".
Una produzione un po più in grande ridurrebbe il gap di prezzo (a meno di non far schifezze in stile dell -.-) e renderebbe
l'eventuale sovrapprezzo residuo ben accettabile a patto ci sia...udite udite...
b) il brand. In pratica l'esempio è sotto gli occhi perché proprio ubuntu è visto proprio come il "brand" che sta tirando linux sul
desktop dell' "utonto" con lo sdoganamento del maketing e dell'appeal. Direi che è più che dimostrato quanto conti il marchio
ed il marketing anche nella vendita dei pc (apple?!, chi ha detto apple?...e sony/vaio etc.) ma crearsi una fama richiede
comunque un lavoro ed una spesa che aziende piccole piccole non possono permettersi. Una volta creata però se mantenuta
col pagare,in termini di vendite, più che non la qualità stessa dei propri prodotti -o perlomeno permettendo signori rincari che
gli acquirenti accettano senza troppe remore restando comunque fidelizzati-.
(ah,per inciso, odio i markettari e trovo tutto questo molto triste..tuttavia vero. Purtroppo non viviamo nel mondo teorico del
consumatore/critico che determina il rapporto domanda/offerta con le sue scelte mirate,consapevoli,scrupolose e magari
etiche)
Comunque io il discorso l'avevo inteso diversamente: distribuire pc con Ubuntu preinstallato, in modo da garantirne piena compatibilità. E questo dovrebbe farlo un'azienda in grado di dare un certo seguito di mercato all'operazione: quindi curando gli aspetti pubblicitari, di marketing, e dando un design accattivante e identificativo ai pc.
ecco. Penso qui stia il punto.
sempio: se Canonical vendesse un notebook, tutto bello nero opaco, con la scritta canoinical in lucido, e il logo bello arancione di Ubuntu, magari con qualche tastino touch solo per compiz, il tutto con compatibilità 100% Ubuntu, lo copmrerei lì, piuttosto che da Zareason e simili.
quotone galattico. Anche io sarei contento d'una iniziativa del genere, proprio per quanto detto sopra.
in aggiunta:
-La sicurezza di sovvenzionare appieno lo sviluppo di ubuntu comprando direttamente da canonical
-La certezza assoluta dell'ottimo connubio hw/sw non solo per la versione preinstallata ma per tutte le future
(sapere che l'aggiornamento in auto della realease andrà sempre perfettamente)
Lo ha fatto DELL.
Per un priodo ha dato la possibilità di scegliere come OS Win o Ubuntu.
Operazione fallita
a riguardo son dubbioso.
Dell ha fatto un lavoro -i maligni, fra cui me, sostengono a tratti volutamente- pessimo nel suor apporto con canonical e ubuntu.
Non ha organizzato un minimo di brand,anzi, pubblicizzazione non se ne è vista,anzi, se poi hai seguito le diatribe riguardo a quel po di timido marketing che ha fatto riguardo allo spiegare i punti forti di ubuntu per poi rimangiarselo in meno di una settimana che zio Ballmer già sventolava bastone e carota...
Direi, imho, che dell non è un buon esempio a riguardo e di quello di cui si parlava non solo a fatto poco ma pure male.