Stavo leggendo le pagine della discussione, molto interessante complimenti.
Se non fosse per quei 4 troll che cercano di screditarla, dicendo "questo post è la fiera dell'inutilità" come gianni, o cercando di trovare da dire come Luciché, ecc ecc.. Vi consiglio di non dare corda a queste persone altrimenti chiudono il topic, è quello che vogliono. Proprio appunto se mi risponderanno li risponderò per mp.
Detto questo, riporto un commento che a mio parere è molto interessante:
maegras ha scritto:
gusta ha scritto:
questo secondo me è un problemino, cioè se nel senso che se prendono e mettono cosi barbaramente ci possono essere dei rischi sul risultato finale...
secondo me quando si hanno in mano i pezzi da mettere nel proprio sistema una amalgamata generale andrebbe fatta... per integrare tutto al meglio...
altro problema per un ambito consumers allargat, e che i vari os si dovrebbero specializzare nei vari ambiti... adesso c'è una confusione nella marasma di distro, in cui alcune saranno molto simili, che divide programmatori e utenti, che per una nicchia di appasionati di informatica va bene, ma su larga scala ci sarà bisogno di creare nuove soluzioni...
poi vedo sempre rinfacciare il mac a chi non ha voglia di stare su window e muove delle piccole critiche a linux... bisogna capire che la gente non ha mille euro da spendere così sull'unghia per un computer con l'os che seguendo delle logiche commerciali più atroci di quelle di window dopo poco ha bisogno di ristallare l'os e i vari sw, quindi sarei grato se questi atteggiamenti fossero limitati...
in più sarebbe bello che in molti campi tenuti da mac come standard si imponesse gnu linux, ma un po per la difficoltà dei programmi open nell'ambitop multimediale e un po per l'idea della gente che mac e meglio sarà difficile.... anche se spezzando una lancia in favore di mac devo dire che è un sistema facile veloce e robusto
Ed invece è proprio questa la "forza" dell'open source. Ognuno prende il codice e vi aggiunge le sue idee e il suo modo di interpretare l'usabilità.
Io non credo che il software open potrà mai competere alla pari con il software proprietario, per il semplice fatto che nel primo caso lo sviluppo avviene per passione, nel secondo avviene come lavoro.
Ergo, nel primo caso sviluppo quando ho tempo, nel secondo sviluppo sempre, perchè mi pagano per quello. Il software open è utile (issimo) per tutto quel bacino d'utenza che fa dei programmi un passatempo e non una fonte di guadagno.
Uno studio di grafica sarebbe stupido a non spendere 3000 € in pc Apple. È il loro lavoro la grafica, e su quello guadagnano. Usare photoshop e simili assicura loro un livello di assistenza tecnica specialistica che il software open non è in grado di dare.
Diversamente, il nerd di turno che vuole crearsi il logo della squadra di calcetto, difficilmente avrà 1000 € da spendere per acquistare photoshop e allora potrebbe essere "acchiappato" da the gimp.
Il software open, per sua natura, non è volto all'uso industriale. Chi produce non può sprecare tempo a leggere manuali. Chi produce chiama la software house e si fa fare un corso. Novell è stata la prima azienda ad investire su linux in ambito industriale con ottimi risultati, tanto è vero che è stata acquistata da Microsoft.
Temo che se Canonical intraprenderà la stessa strada, farà la stessa fine.
Tanto per dire, ricordo a tutti quelli che vogliono il software open-source più utilizzabile, più integrato, meno frammentato, più coeso, più bello e accattivante, più stabile, più... più... più...
1. Libertà 0
Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
2. Libertà 1
Libertà di studiare il programma e modificarlo[3].
3. Libertà 2
Libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo.
4. Libertà 3
Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
Questo è il software libero.
Chapeau, la penso anch'io così. Tranne sul fatto che Canonical possa fare la fine di Novell. Nei piani di Shuttleworth non credo ci sia la volontà di vendere la sua creatura. Inoltre io trovo una situazione un po' diversa nel caso Canonical. Mi spiego meglio: Mentre Novell o RedHat hanno fatto una a versione "entreprise" e una libera, Canonical ha fatto soltanto una versione "free", utilizzata nel senso di "gratis". Il che, però, non significa che non sia una versione "entreprise". Infatti Ubuntu è una distro enterprise e non free.
Ci vuole un discorso che affronti
il senso di una comunità open. Quello che differenza OpenSuse da Suse è il fatto che per quanto riguarda la prima, esiste una comunità dietro di sviluppatori che in libertà possono prendere decisioni che si distacchino dalla Suse. Mentre in quest'ultima le decisioni le prendeva Novell. Certo sono legate, sono in simbiosi, ma RedHat e Novell si curano della loro "comunità" perché senza di essa affondano.
Canonical invece comanda al di sopra della sua comunità. Vediamo un esempio recente: [url=http://"http://www.webupd8.org/2011/04/ubuntu-1104-switching-back-to-classic.html"]Gli sviluppatori stanno pensando se rilasciare Ubuntu 11.04 senza unity di default[/url]. Sapete cosa credo? che sia una scelta sensata, perché unity non è pronta. Sapete come andrà a finire? che probabilmente non lo faranno, e voi utenti di ubuntu vi ritroverete con una shell che dipende da un programma come compiz, con tutte le beghe che ciò possa comportare.
Ora, perché? semplicemente perché quegli sviluppatori, che formano parte della comunità - e non so se siano pagati da canonical, nel peggiore dei casi no - non hanno molta voce in capitolo. Proprio perché a decidere sarà Shuttleworth, anzi, più che Shuttleworth, il reparto marketing e le persone pagate da Canonical. Siccome lavorano con una logica aziendale, che non ha niente a che fare con una logica comunitaria come quella di GNOME, ho ragione di credere che la faranno uscire uguale.
(E se così non è, sarò pronto a dire che mi sono sbagliato, tanto meglio, sai le risate che mi faccio se questi qua, dopo mesi di lavoro menandocela con tutta la loro pubblicità e con Shuttleworth che fa un post incazzato contro quelli di Gnome, all'improvviso si tirano indietro? FAIL.)
Torniamo a prima però, la trovata geniale di Canonical sta proprio nel fatto di non aver scisso le sue distro in una versione per la comunità e una "enterprise". Così facendo è riuscita ad attrarre tanti sviluppatori. Basandosi su Debian (La Distro con un senso di comunità molto vicino alla democrazia e al software libero) riesce ad ammortire i costi, e la pubblicità fa il resto. Ecco perché secondo me è diversa da Novell. Il problema è proprio appunto quello delle scelte, che mano a mano col tempo, la allontaneranno dalla sua stessa comunità. Lo stanno già facendo, attenzione. Vi sorprenderebbe sapere che Canonical da più permessi agli sviluppatori di Natty, ha un team chiuso apposta, e i "motu" della comunità non possono prenderne parte? a me no. Eppure sarebbe tutto il contrario di quel che professa la parola "ubuntu" ma abbiamo già constatato che il suo significato è soltanto puro marketing.