La fine di Unity

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Wilson
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Re: La fine di Unity

Messaggio da Wilson » giovedì 6 aprile 2017, 17:52

Il layer l'hanno escluso da subito "perché sennò poi non fanno le app per Ubuntu perché tanto c'è il layer".
D'altronde il layer c'è pure sui telefoni Android veri: il vantaggio di Ubuntu era avere app native senza emulatori o interpreti di sorta (ma comunque confinate in modo forte e senza limitarne l'usabilità; tutte cose fatte davvero)

Il che non è del tutto stupido, però è il modo sbagliato per affrontare il problema se non hai pronta una tecnologia rivoluzionaria (come sarebbe stato il desktop se non l'avessero rimandato anno dopo anno per seguire nuovi innamoramenti).

E anche in quel caso dovresti puntare alla nicchia: ho quei tifosi, penso che possano sborsare X, allora spendo Y (vicino a X) per fare una cosa che per loro ha un vantaggio decisivo e non devio da quel piano per nessun motivo. Poi se mi sono conquistato un flusso di cassa che mi da sicurezza vado con calma alla conquista di altre fette di mercato.
Invece loro hanno puntato dritti al pubblico generico, cosa che mi pare una battaglia persa, soprattutto se non ci puoi buttare dentro miliardi.

Sarebbe stato interessante anche se avessero avuto da subito tutti i principali programmi, per quanto sacrificati a stare su un cellulare. Però abbandonando X si son ritrovati ad avere come successo epocale il visualizzare il puntatore di un mouse...

ps: non è che si abbandoni per Unity (a meno che il nuovo SO non lo fornisca), si abbandona per la credibilità: questi prendono a pesci in faccia gli utenti da un giorno all'altro (tipo ATI coi drivers) e cambiare senza preavviso costa
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Re: La fine di Unity

Messaggio da jeremie2 » giovedì 6 aprile 2017, 18:19

Wilson [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971707#p4971707][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:E anche in quel caso dovresti puntare alla nicchia: ho quei tifosi, penso che possano sborsare X, allora spendo Y (vicino a X) per fare una cosa che per loro ha un vantaggio decisivo e non devio da quel piano per nessun motivo. Poi se mi sono conquistato un flusso di cassa che mi da sicurezza vado con calma alla conquista di altre fette di mercato.
Nella pratica in fondo è andata così. Il prodotto era essenzialmente per appassionati o per utenti (rari) non troppo dipendenti dalle piattaforme già esistenti.
Questo però ha poca attrattiva per le case hardware, infatti ne sono apparse 2 di numero. Hanno venduto i pezzi fabbricati, ma non hanno fiutato un business paragonabile ai telefoni con Android.
Wilson [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971707#p4971707][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Invece loro hanno puntato dritti al pubblico generico, cosa che mi pare una battaglia persa, soprattutto se non ci puoi buttare dentro miliardi.
..e questa era la pretesa sproporzionata.


Certo, erano mesi e mesi che non arrivavano notizie bomba.. non c'è che dire, i forum si possono ripopolare :D

Sarebbe bello (nell'open source non è mai detta l'ultima) che almeno parte del lavoro fatto fosse presa in consegna da qualcuno (Ubports e/o altri) per sviluppare un progetto anche ridimensionato, ma che sfrutti le potenzialità rimaste inutilizzate. Magari lasciando perdere il discorso "convergenza" e riutilizzare le interfacce grafiche, che in buona parte sono state fatte bene.
Sai come funziona? ...scrivilo tu stesso nella Documentazione WiKi di Ubuntu-it

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Re: La fine di Unity

Messaggio da woddy68 » giovedì 6 aprile 2017, 21:02

Il problema è che questa cosa ha fatto perdere fiducia sia in Canonical che in Ubuntu e quando viene a mancare la fiducia....
Ci sta che un'azienda si renda conto di un errore e procede come deve, non è Canonical la prima azienda a farlo e non sarà nemmeno l'ultima, ma è il modo in cui questo è successo che fa pensare e lo dice una che ha sempre difeso Ubuntu e Canonical, ma c'è modo e modo e sopratutto ci deve essere rispetto per gli utenti e sopratutto per chi a vario titolo e modo hanno contribuito, ma anche nei confronti dei loro partner commerciali, fossi un'azienda ci penserei su bene prima di collaborare ad un progetto con un'azienda simile.
Io credo che questa mossa creerà all'azienda un danno d'immagine non indifferente....
Per quel che mi riguarda, ho sempre scelto distribuzioni sostenute da aziende o da grandi comunità ed entrambe, non metterò mai sulle mie macchine una distro come ElementaryOs senza offesa a chi utilizza questa distro è solo un'esempio.
Alla fine credo di orientarmi su OpenSuse Kde che già ho utilizzato in passato e mi sembra molto ben fatta. Un saluto a tutti.
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Re: La fine di Unity

Messaggio da francesco 1982 » giovedì 6 aprile 2017, 21:40

Perdonatemi,mi sono appena affacciato al mondo ubuntu,con una discreta voglia di imparare,ma sempre all'inizio sono. Ho letto che questa notizia ha creato scompiglio,e vorrei capire in termini pratici di che si tratta.
Grazie.

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Re: La fine di Unity

Messaggio da gyanny » giovedì 6 aprile 2017, 21:51

a leggere certi commenti, sembra che qualcuno abbia sorpreso la moglie a letto col suo migliore amico, e adesso stia meditando se è meglio suicidarsi col gas, oppure lanciarsi nel vuoto dalla finestra di casa :lol:
vorrei capire, e sia ben inteso, lo chiedo senza senza nessuna vena polemica, cos'à di così diverso, nell'utilizzo, gnome-shell da unity, da risultare addirittura insopportabile.
a me non sembra che siano poi così diversi nelle funzioni, anzi.

p.s. Ciao Lazy, che piacere risentirti dopo tanto tempo. io sono passato da qualche mese da kubuntu a kde neon, ma non disdegno di usare, di tanto in tanto, ubuntu con gnome-shell, che ho incominciato ad apprezzare quando c'è stato il tribolato passaggio da kde 4 a plasma 5. ora il peggio sembra passato, da un paio di release plasma 5 ha, secondo me, trovato una buona stabilità.
un saluto :birra:

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Re: La fine di Unity

Messaggio da Darren » giovedì 6 aprile 2017, 22:20

come molti di voi ho seguito l'evoluzione di Ubuntu, dal Gnome 2 all'arrivo di Unity che ha creato non poco scompiglio agli inizi.
devo dire che personalmente Unity, almeno fino alla versione 7, era qualcosa di fatto molto bene, e se vogliamo, visto l'andazzo di avere display widescreen, una barra da un lato invece solo in basso era ben studiata, come anche il global menu.
insomma, una volta abituati a Unity ci si stava davvero bene.

ultimamente mi sono comunque allontanato dal mondo Ubuntu per passare a Fedora che ha sempre Gnome Shell aggiornato, e ho imparato ad apprezzarlo davvero.

devo dire che sono dispiaciuto per gli sforzi "buttati" via, ma forse da un lato c'è da sperare in un ulteriore miglioramento di Gnome Shell.

ormai uso al 90% del mio tempo un MacBook Pro, e il restante 10% è diviso tra Windows 10 e Fedora, e devo dire che 2-3 software di Gnome li vedrei proprio bene sul mio mac al posto di altri.
Why's life never easy, or do we make it hard for ourselves?

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Wilson
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Re: La fine di Unity

Messaggio da Wilson » giovedì 6 aprile 2017, 22:48

francesco 1982 [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971774#p4971774][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Perdonatemi,mi sono appena affacciato al mondo ubuntu,con una discreta voglia di imparare,ma sempre all'inizio sono. Ho letto che questa notizia ha creato scompiglio,e vorrei capire in termini pratici di che si tratta.
Grazie.
Storia lunga e complicata.
Per prima cosa: Ubuntu è fatta da una comunità di sviluppatori di varia provenienza che si occupano di mettere assieme programmi fatti da altri progetti (con i ritocchi del caso) e di svilupparne alcuni propri.

Una parte preponderante di questi sono dipendenti di un azienda che si chiama Canonical (fondata assieme a Ubuntu con l'idea di una simbiosi: Canonical dovrebbe guadagnare vendendo servizi vari grazie a Ubuntu e dovrebbe garantire il finanziamento del progetto), questo fa si che Canonical abbia di fatto il comando del progetto.

Nella sua storia Ubuntu ha sempre avuto una componente innovativa legata all'aspetto commerciale: è nata per fornire una versione di Debian pronta per l'uso e con aggiornamenti regolari e prevedibili in modo da essere più appetibile per aziende e professionisti (all'epoca non aveva nessun programma fatto in casa, solo assemblaggio di altri progetti, cosa che è la norma per una distro).

Poi hanno cominciato a nascere progetti interni che portavano un'innovazione rispetto alle altre distro (per lo più roba tecnica) e nel 2010 parte l'idea di creare in casa una nuova interfaccia grafica, chiamata Unity (che è tuttora l'interfaccia predefinita).

Unity prevedeva un risparmio dello spazio orizzontale (mettendo i menu dell'applicazione nella barra in alto, come i vecchi Mac e il launcer delle app sul fianco), una specie di Siri (o Cortana) testuale con cui lanciare i programmi, aprire i file, comprare cose su Amazon e altre amenità, una serie di combinazioni di tasti che permettono (e prima permettevano meglio) di gestire le finestre nello spazio dello schermo (e degli schermi multipli) e un sistema per richiamare sempre da tastiera le varie voci dei menu dei singoli programmi.
Inoltre l'aspetto grafico era fatto pensando alla possibilità di portarla un giorno su altri dispositivi.
Questa interfaccia è diventata il default, ma Ubuntu ha continuato a fornire la possibilità di installarne e usarne altre.

Qualche anno dopo è arrivata la decisione di puntare il grosso delle risorse di sviluppo nel produrre un sistema operativo che funzionasse sia sui normali pc che sui tablet e gli smartphone, cambiando solo l'interfaccia (quindi attaccando schermo e tastiera a un cellulare avresti un pc, magari solo un po' più lento).

Nel corso degli ultimi anni questo progetto è avanzato tra alti e bassi, arrivando ad avere dei cellulari effettivamente sul mercato (e molto belli, ma mancanti delle principali app commerciali: niente skype, niente wazzup, Instagram, snapchat... solo Twitter, Facebook, Gmail e Telegram). Però il sistema presente sui cellulari era molto diverso da quello per i pc (e nel frattempo avevano anche lanciato quello per i droni), nel corso degli anni hanno portato tantissime innovazioni (per lo più positive, ma quasi tutte incompiute) per far funzionare il sistema dei telefoni, al punto da renderlo molto diverso da un normale sistema linux e rendere difficile farci girare i normali programmi.

Comunque erano sulla buona strada per far "convergere" i due sistemi (e in effetti hanno venduto un tablet che si può usare anche come pc), ma la strada era ancora lunga: sui sistemi mobili girano pochissimi programmi per pc, il sistema in cui sono distribuiti è diverso (ma il sistema dei cellulari è adesso disponibile e funzionante per pc: puoi mettere le app dei cellulari sul pc), il modo in cui il sistema gestisce l'interazione tra i programmi è diverso (molto più sicuro quello dei cellulari, ma non facile da portare sul pc), il modo in cui i programmi disegnano le finestre è diverso, sui cellulari mancano la gestione di più di un utente, il supporto ai files system di linux, il supporto di alcuni hardware...

Fino a due giorni fa si pensava che questo enorme sforzo sarebbe prima o poi (tipo nel 2018) sfociato nel primo sistema davvero uguale sui due (anzi tre) fronti, terminando questa fase faticosa e liberando un sacco di risorse grazie a una base superiore a tutti gli altri: più sicura, facile da usare, uguale su tutti i dispositivi (quindi da imparare una volta sola, ma pure col vantaggio di non dover produrre versioni diverse di un app per cellulari e per pc), flessibile, con una gestione della grafica diretta, senza emulatori per far girare le app.

Ieri hanno detto di punto in bianco, dopo aver promesso nuovi telefoni (quelli in commercio sono andati esauriti in pochissimo tempo) ancora a gennaio (dando istruzioni su come fare app che si integrassero bene coi nuovi), che non se ne fa più nulla, il progetto del sistema unico su diversi dispositivi è chiuso, l'intero progetto Unity (che in fondo era nato per i pc) è chiuso e nelle prossime versioni non sarà più fornito (il default diventa Gnome Shell, del progetto Gnome), non ci saranno mai più telefoni o tablet con Ubuntu.

In pratica tutti i progetti sulle versioni future di Ubuntu sono cancellati, senza preavviso e senza una nuova visione del futuro.

Resta una generica promessa di continuare ad avere una versione per pc e l'impegno per il sistema per i droni (che si applica anche a router, frigoriferi e in genere all'"internet delle cose").
In pratica tutta l'identità del progetto è stata buttata a mare senza preavviso, assieme all'impegno di chi stava lavorando a programmi che funzionassero su tutti i sistemi (mi viene in mente l'ottimo navigatore satellitare) e dei non dipendenti di Canonical che contribuivano alle applicazioni del telefono (quelle per fare le foto, la rubrica, ascoltare musica, ricevere chiamate...) e assieme alle aspettative di chi lo usa (per lavoro o per la vita privata).

Spero di aver fatto un riassunto passabile ;)
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Re: La fine di Unity

Messaggio da GabroUbuntu15 » giovedì 6 aprile 2017, 22:50

A me mi dispiace solo che l'hanno abbandonato, in fondo ero abituato a questo DE...

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Re: La fine di Unity

Messaggio da woddy68 » giovedì 6 aprile 2017, 23:15

francesco 1982 [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971774#p4971774][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Perdonatemi,mi sono appena affacciato al mondo ubuntu,con una discreta voglia di imparare,ma sempre all'inizio sono. Ho letto che questa notizia ha creato scompiglio,e vorrei capire in termini pratici di che si tratta.
Grazie.
Non ti devi preoccupare di queste discussioni, sono abbastanza normali...., Ubuntu è ,e rimane una grande distribuzioni ed è fondamentale per utenti che si affacciano al mondo Linux. Usa Ubuntu e vedrai che imparerai molto, dopodiché se vorrai potrai provare anche altre distro che richiedono un po più di esperienza.
a leggere certi commenti, sembra che qualcuno abbia sorpreso la moglie a letto col suo migliore amico, e adesso stia meditando se è meglio suicidarsi col gas, oppure lanciarsi nel vuoto dalla finestra di casa :lol:
vorrei capire, e sia ben inteso, lo chiedo senza senza nessuna vena polemica, cos'à di così diverso, nell'utilizzo, gnome-shell da unity, da risultare addirittura insopportabile.
a me non sembra che siano poi così diversi nelle funzioni, anzi.
...per quel che mi riguarda, me ne sono fatto subito una ragione, su Gnu/Linux non è un problema trovare un'alternativa, ovviamente rimane la delusione di avere creduto in un progetto che di fatto non si è mai realizzato, dopodiché non mi strappo i capelli perché non ci sarà più Unity.
Ovviamente quando utilizzi un'interfaccia che ti piace e che trovi molto comoda se che viene abbandonata è normale cercare un'alternativa valida per le proprie esigenze. Plasma 5 mi conquistò fin dall'inizio, tanto che avevo installato Kde-Neon anche se non come distro principale, in quanto quella distro offre le ultime versioni di KDE ma non è una grande distribuzione, Kubuntu non mi ispira molto in fatto di stabilità dopo svariate esperienze, per questo ho deciso di optare per altri nidi. Ma se Ubuntu decidesse di utilizzare Kde-Palsma5 sarei lieto di tornare, malgrado tutto. Un saluto.
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Re: La fine di Unity

Messaggio da enziosavio » venerdì 7 aprile 2017, 0:01

Mha io invece consiglio agli utenti di Ubuntu , di rimanere fedeli , in fondo quella che si conosce meglio , è la scelta migliore , i DE ci son tutti , e poi c'è una grande comunità
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Re: La fine di Unity

Messaggio da superlex » venerdì 7 aprile 2017, 1:12

Lazy [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971545#p4971545][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Approfitto per fare un saluto agli amici @enziosavio @superlex e @gyanny
Che distro state usando adesso?
Io sempre su Chakra ma al momento per problemi vari la uso poco in favore di Win 10 aimhè!
Cmq sto pensando di provare e passare a Kde Neon
Tornando in topic
mhuaahahahaha
risata diabolica, in parte mi dispiace perchè cmq quando qualcosa muore non è mai buono, inoltre se si pensa al tempo ed allo sviluppo sprecato in questi anni...
Ma c'era chi lo aveva detto! ;)
Speriamo che la cosa porti maggiore unificazione e convergenza nello sviluppo di linux in generale, certo che è una bella svolta a 360!
P.S.
Se siete orfani di Unity passate a KDE
Ciao Lazy :D
Che piacere vederti qui :)
Io alla fine sto usando Ubuntu 16.04, trovo sia la distro più supportata e stabile (nel senso di affidabile). Certo è che ho sempre trovato Unity molto scomoda se usata in produttività con molte applicazioni o con applicazioni con più istanze.
Wilson [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971799#p4971799][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:
francesco 1982 [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971774#p4971774][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Perdonatemi,mi sono appena affacciato al mondo ubuntu,con una discreta voglia di imparare,ma sempre all'inizio sono. Ho letto che questa notizia ha creato scompiglio,e vorrei capire in termini pratici di che si tratta.
Grazie.
Storia lunga e complicata.
Per prima cosa: Ubuntu è fatta da una comunità di sviluppatori di varia provenienza che si occupano di mettere assieme programmi fatti da altri progetti (con i ritocchi del caso) e di svilupparne alcuni propri.

Una parte preponderante di questi sono dipendenti di un azienda che si chiama Canonical (fondata assieme a Ubuntu con l'idea di una simbiosi: Canonical dovrebbe guadagnare vendendo servizi vari grazie a Ubuntu e dovrebbe garantire il finanziamento del progetto), questo fa si che Canonical abbia di fatto il comando del progetto.

Nella sua storia Ubuntu ha sempre avuto una componente innovativa legata all'aspetto commerciale: è nata per fornire una versione di Debian pronta per l'uso e con aggiornamenti regolari e prevedibili in modo da essere più appetibile per aziende e professionisti (all'epoca non aveva nessun programma fatto in casa, solo assemblaggio di altri progetti, cosa che è la norma per una distro).

Poi hanno cominciato a nascere progetti interni che portavano un'innovazione rispetto alle altre distro (per lo più roba tecnica) e nel 2010 parte l'idea di creare in casa una nuova interfaccia grafica, chiamata Unity (che è tuttora l'interfaccia predefinita).

Unity prevedeva un risparmio dello spazio orizzontale (mettendo i menu dell'applicazione nella barra in alto, come i vecchi Mac e il launcer delle app sul fianco), una specie di Siri (o Cortana) testuale con cui lanciare i programmi, aprire i file, comprare cose su Amazon e altre amenità, una serie di combinazioni di tasti che permettono (e prima permettevano meglio) di gestire le finestre nello spazio dello schermo (e degli schermi multipli) e un sistema per richiamare sempre da tastiera le varie voci dei menu dei singoli programmi.
Inoltre l'aspetto grafico era fatto pensando alla possibilità di portarla un giorno su altri dispositivi.
Questa interfaccia è diventata il default, ma Ubuntu ha continuato a fornire la possibilità di installarne e usarne altre.

Qualche anno dopo è arrivata la decisione di puntare il grosso delle risorse di sviluppo nel produrre un sistema operativo che funzionasse sia sui normali pc che sui tablet e gli smartphone, cambiando solo l'interfaccia (quindi attaccando schermo e tastiera a un cellulare avresti un pc, magari solo un po' più lento).

Nel corso degli ultimi anni questo progetto è avanzato tra alti e bassi, arrivando ad avere dei cellulari effettivamente sul mercato (e molto belli, ma mancanti delle principali app commerciali: niente skype, niente wazzup, Instagram, snapchat... solo Twitter, Facebook, Gmail e Telegram). Però il sistema presente sui cellulari era molto diverso da quello per i pc (e nel frattempo avevano anche lanciato quello per i droni), nel corso degli anni hanno portato tantissime innovazioni (per lo più positive, ma quasi tutte incompiute) per far funzionare il sistema dei telefoni, al punto da renderlo molto diverso da un normale sistema linux e rendere difficile farci girare i normali programmi.

Comunque erano sulla buona strada per far "convergere" i due sistemi (e in effetti hanno venduto un tablet che si può usare anche come pc), ma la strada era ancora lunga: sui sistemi mobili girano pochissimi programmi per pc, il sistema in cui sono distribuiti è diverso (ma il sistema dei cellulari è adesso disponibile e funzionante per pc: puoi mettere le app dei cellulari sul pc), il modo in cui il sistema gestisce l'interazione tra i programmi è diverso (molto più sicuro quello dei cellulari, ma non facile da portare sul pc), il modo in cui i programmi disegnano le finestre è diverso, sui cellulari mancano la gestione di più di un utente, il supporto ai files system di linux, il supporto di alcuni hardware...

Fino a due giorni fa si pensava che questo enorme sforzo sarebbe prima o poi (tipo nel 2018) sfociato nel primo sistema davvero uguale sui due (anzi tre) fronti, terminando questa fase faticosa e liberando un sacco di risorse grazie a una base superiore a tutti gli altri: più sicura, facile da usare, uguale su tutti i dispositivi (quindi da imparare una volta sola, ma pure col vantaggio di non dover produrre versioni diverse di un app per cellulari e per pc), flessibile, con una gestione della grafica diretta, senza emulatori per far girare le app.

Ieri hanno detto di punto in bianco, dopo aver promesso nuovi telefoni (quelli in commercio sono andati esauriti in pochissimo tempo) ancora a gennaio (dando istruzioni su come fare app che si integrassero bene coi nuovi), che non se ne fa più nulla, il progetto del sistema unico su diversi dispositivi è chiuso, l'intero progetto Unity (che in fondo era nato per i pc) è chiuso e nelle prossime versioni non sarà più fornito (il default diventa Gnome Shell, del progetto Gnome), non ci saranno mai più telefoni o tablet con Ubuntu.

In pratica tutti i progetti sulle versioni future di Ubuntu sono cancellati, senza preavviso e senza una nuova visione del futuro.

Resta una generica promessa di continuare ad avere una versione per pc e l'impegno per il sistema per i droni (che si applica anche a router, frigoriferi e in genere all'"internet delle cose").
In pratica tutta l'identità del progetto è stata buttata a mare senza preavviso, assieme all'impegno di chi stava lavorando a programmi che funzionassero su tutti i sistemi (mi viene in mente l'ottimo navigatore satellitare) e dei non dipendenti di Canonical che contribuivano alle applicazioni del telefono (quelle per fare le foto, la rubrica, ascoltare musica, ricevere chiamate...) e assieme alle aspettative di chi lo usa (per lavoro o per la vita privata).

Spero di aver fatto un riassunto passabile
Ottimo riassunto, dettagliato ma scorrevole :)

A me dispiace che dopo Windows Mobile anche Ubuntu Phone corra in ritirata. Poca concorrenza non è mai cosa buona, adesso rimangono solo Android e iOS, il primo alla stregua di Windows per desktop ma gestito infinitamente peggio e il secondo chiuso come un riccio e disponibile solo a cari prezzi. Non ho contribuito a Ubuntu Phone né programmando né acquistando un dispositivo, fondamentalmente perché non volevo complicarmi la vita. Quando ho iniziato a prenderlo in considerazione era ancora troppo acerbo (e non ero l'unico a pensarla così) e bug gravi come root attivo ma con password di default mi hanno fatto rabbrividire. Speravo però che col tempo si evolvesse in positivo, invece nulla.

Non sono invece attratto da nessun progetto di convergenza desktop-mobile, preferisco che rimangono due sistemi ben separati ognuno ben ottimizzato per il proprio, differente, scopo. Invece, si dovrebbe puntare all'interazione tra essi, come sta facendo Apple con i suoi sistemi.
!!! NOTA !!!: non si accettano richieste d'aiuto in privato, sebbene si possa segnalare la discussione aperta per un eventuale intervento. Grazie.
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venti

Re: La fine di Unity

Messaggio da venti » venerdì 7 aprile 2017, 5:40

Ciao a tutti, anche se io non la usavo più, ed ero passato a kde, la ritenevo bella a vedersi, nel senso faceva la differenza.
Gnome, così come è fatto è un obbrobbrio.

Secondo me dovevano riprendere il codice di unity 2D, e ripartire da quello....

Peccato, un vero peccato. Mi dispiace, speriamo che non muore tutto il panorama delle ultime distro linux....

Per favore linus torvalds, pensaci tu....

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Re: La fine di Unity

Messaggio da Itlas » venerdì 7 aprile 2017, 7:18

A me non dispiacerebbe se si passasse a cinnamon,mi sembra fatto molto bene come ambiente Desktop.

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Re: La fine di Unity

Messaggio da ralf9000 » venerdì 7 aprile 2017, 9:55

Primo fork ufficiale di Unity 8
https://www.lffl.org/2017/04/unity8-pri ... ity-8.html
Però anch'io temo che sia un lavoro mastodontico, forse è meglio riprendere unity 7 e andare avanti da lì...
Ultima modifica di ralf9000 il venerdì 7 aprile 2017, 10:13, modificato 1 volta in totale.
Io sto con gli ippopotami

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Re: La fine di Unity

Messaggio da GreYOwL » venerdì 7 aprile 2017, 10:11

Unity 8 a me faceva venire l´acqualina alla bocca sopratutto per il passaggio alle QT . La delusione più grande è stato vedere il progetto praticamente alla porta, e alla fine nulla.. altra delusione, come diceva Wilson, ubuntu one... lo usavo, ci credevo ! e pure li.. Della convergenza e del telefono, tablet ecc me ne sarei fatta una ragione, se fosse riucita la cosa, bene, altrimenti ciccia, ma l´idea sopratutto di un server grafico nuovo e migliore, serve. Ora speriamo in wayland. Insomma, magari prima di fare annunci epocali, pensarci bene!
E comunque, il mio grazie a Canonical per ciò che ha fatto. Se il mondo si è accorto di GNU-Linux il merito È sopratutto suo. E questo non va dimenticato.
insomma, sono lacerato fra la delusione e la gratitudine.
staremo a vedere. una cosa è sicura, GNOME non lo userò mai.

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Re: La fine di Unity

Messaggio da axilot » venerdì 7 aprile 2017, 10:18

A me Unity piace, Gnome è il De che mi piace meno dopo KDE, vorrà dire che passerò definitivamente a Mate, però non avrò più il supporto a 5 anni
per le LTS.
Capisco però che sviluppare un DE proprietario ha dei costi quindi in un certo senso condivido la scelta di Canonical.
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Re: La fine di Unity

Messaggio da taxidriver » venerdì 7 aprile 2017, 11:01

Parere personale: chi utilizzava unity e adesso dice che non userà mai Gnome non sa cosa ha utilizzato fino adesso. Ok, forse non è esattamente così, ma unity differisce per lo più per la shell. Qua si fa il solito tifo calcistico, forse è umano che sia così. Secondo me che ubuntu ritorni a essere la miglior distributrice di una debian Gnome aggiornata e stabile, con le LTS, è solo un bene.
Oppure potrebbe scegliere di non avere un DE predefinito e lasciare la scelta all'installazione. Per quello che ho visto io ubuntu è un bel sistema per tutti i DE.
Gnome in questi anni ha lavorato bene.... secondo me finirà per mangiarsi anche Mate, anche se è un DE che adoro ed è la mia attuale scelta, perché ora che va in gtk3 non vedo cosa differisca dalla versione Gnome Classic. Lo stesso per budgie. A me le minime differenze di shell non interessano.

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Re: La fine di Unity

Messaggio da axilot » venerdì 7 aprile 2017, 11:07

Non dico che non mi posso abituare a gnome, ma attualmente proprio perché Unity si basa su Gnome secondo me non ha alcun senso attualmente usare gnome che ha un supporto a 3 anni ed è pesante come Unity. (parere personale ovviamente)
Chiaro che da quando Gnome diventerà il De ufficiale allora ci sarà convenienza ad usarlo.
A maggior ragione perché Gnome è il De di default di Debian e adottandolo Ubuntu si risparmia un sacco di magagne, e l'utente ne guadagnerà in stabilità.
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Re: La fine di Unity

Messaggio da Lazy » venerdì 7 aprile 2017, 11:15

Ciao ragazzi :) :)
Cmq io oltre all'usare Chakra e Plasma 5 ho spesso testato anche Gnome Shell soprattutto con Fedora, e su Gnome Shell posso dire che anche se non mi ci trovo bene al 100% è un progetto che in quanto tale mi piace molto e nel quale si vede che è fatto con un'idea ben precisa alle spalle, è tutto, dalla shell ai programmi è fatto in funzione ed intorno a quel concetto.
con Unity non mi sono mai trovato bene perchè la barra a sinistra e la shell di Unity non erano congeniali al mio modo di usare il pc, inoltre ultimamente con Unity 7 e l'attesa di Unity 8 le novità scarseggiavano;Mate Cinnamon e compagnia mi son sempre rifiutato di provarle, unica eccezione per Elementary che è pure un bel progetto ;)
Per quanto riguarda Plasma 5 per come la vedo io la situazione è che rispetto a Gnome KDE ha meno risorse e meno sviluppatori a tempo pieno, quindi piuttosto che reinventare come ha fatto Gnome hanno preferito o sono stati costretti a rimodernizzare KDE 4 mantenendo lo stesso concetto di base, ora la cosa sembra a buon punto, nel frattempo però il lato software che prima era una delle cose migliori di KDE ha iniziato a soffrire di mancanza di sviluppo su molte applicazioni storiche ma ora sembra che pian piano anche da quel lato le cose stiano migliorando!
Vedremo cosa ci riserverà il futuro
Ciao ;)

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Re: La fine di Unity

Messaggio da Janvitus » venerdì 7 aprile 2017, 12:40

Wilson [url=http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4971645#p4971645][img]http://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:
Purtroppo no: Ubuntu, nonostante la struttura di governance, è sostanzialmente diretto da Canonical e Canonical ha già dimostrato più volte di non avere alcun rispetto degli impegni presi nei confronti dei suoi utenti, clienti e sviluppatori e di trascinarsi dietro Ubuntu.

Onestamente cercherei alternative anche se fossi uno sviluppatore IoT: adesso è il settore di massima attenzione, ma lo stesso si poteva dire del mobile un anno fa e chi ci ha creduto sviluppando app adesso si trova ad aver sprecato tutte le risorse investite (tempo, fatica ed eventualmente soldi).

È successo con Wayland, è successo con UbuntuOne, ora succede coi telefoni e ci sono tutte le condizioni perché succeda presto col desktop (incluse la smentita del gran capo: l'annuncio di ieri è stato smentito appena tre mesi fa con grande enfasi: http://www.omgubuntu.co.uk/2017/01/ubun ... 15-ditched)

Ho usato Ubuntu per 11 anni, non ho il tempo e le risorse per cambiare spesso o rapidamente, andrò a cercare un progetto che abbia più possibilità di durare per i prossimi 11 (con nuove release, non solo il bug fix, quindi non mi bastano le promesse di supporto citate sopra: te ne fai poco di un software obsoleto, anche se viene aggiornato regolarmente a tappare i problemi di sicurezza).

Questo è molto seccante perché io avevo già programmato di comprare il primo device davvero convergente (cioè che abbia i software che uso adesso: remmina, libreoffice, i tools per i pdf e la cifratura di disco e cartelle) e devo cambiare i piani (lavoro in diversi uffici e mi porto dietro il portatile, contavo di usare dei monitor inutilizzati per portarmi solo il cellulare, adesso dovrò valutare se comprare un minipc e portarmi i dati su chiavetta o cosa). Meno male che sono stato prudente e ho aspettato a comprare il tablet, col senno di poi ho evitato una bella sola.

ps: Ogni innovazione spinta da Canonical (e di conseguenza Ubuntu) in questi anni mi è parsa eccezionalmente intelligente e migliore di quanto fatto da altri (anche quelli che ne sono stati stimolati, come System D), purtroppo i continui strappi hanno portato a una situazione molto cupa (Ubuntu dipende completamente da Canonical e questa non sembra tanto solida, a giudicare dalle scelte strategiche)

pps: sono spaesato pure io

La grande scelta sbagliata di Canonical, e della comunità di ubuntu, è stata sola una: volersi discostare per forza dalla comunità GNU/Linux. Discostarsi dai vari grossi progetti o dalle specifiche della comunità Linux ha di fatto reso Ubuntu isolata da tutto il resto, vedere l'incaponirsi dello sviluppo di upstart quando il resto del mondo passava a systemd, vedere wayland, vedere unity che è sviluppata solo per ubuntu e non è sta messa a disposizione di nessun altro, nemmeno l'introduzione delle specifiche freedesktop, il prendere e non donare (si può dire di tutto di Red Hat, ma di certo non ha mai impedito e nemmeno reso difficile l'uso di GNOME su altre distro, anzi...). Questo, cosa ha generato? Ha generato ingerenze e malumori negli sviluppatori degli altri desktop (vedere Riddel che ha deciso di mandare a a quel paese ubuntu e di farsi una sua distro), e mi dispiace dirlo, ma gli sviluppatori migliori non stanno assolutamente in canonical... Infatti KDE e GNOME vanno per la loro strada, hanno una pianta stabile e una comunità affezionata, e i loro desktop funzionano. Ubuntu che ha fatto? Ha preso GNOME e lo ha praticamente spolpato riempiendolo di patch, modifiche e altro senza alcun senso... E di conseguenza che hanno fatto quelli di GNOME? Sono andati avanti per la loro strada ignorando Unity consapevoli che dietro avevano una comunità che li sosteneva, e infatti alla fine hanno avuto ragione. Questo cosa significa? Che ogni volta che usciva una nuova versione di GNOME gli sviluppatori di Ubuntu dovevano correre ai ripari per aggiustare qui e la le modifiche che non erano compatibili con Unity, cosa che è evidente che ha peggiorato e reso difficile lo sviluppo e l'avanzamento di Unity8.
Per fortuna GNU/Linux è una comunità collaborativa, se dai, ricevi, se non dai ti va contro e prima o poi sconti, come è successo.

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