Software per velocizzare hdd
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davidedavide
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Software per velocizzare hdd
Ho trovato questa recensione su Amazon:
generale gli SSD non mi sono mai piaciuti a livello di prestazioni. Questi sono estremamente veloci nelle letture sequenziali (difatti il boot del sistema è molto più rapido di quello fatto con gli hard disk magnetomeccanici) ma rallentano vistosamente con le letture/scritture multiple miste, fino a toccare delle velocità da chiavetta USB. Questo hard disk (PNY cs900 120 GB) non ha deluso le mie aspettative: ha gli stessi pregi e difetti degli altri SSD.
Apparentemente veloce per un utilizzo da ufficio, è poco performante per trasferire video o altri file incomprimibili in parallelo (in multithread). Questa però non è una pecca di PNY. E' proprio la tecnologia SSD che, essendo basata sulle memorie flash (tecnologia pre anni '90) non possono fare meglio di così. Tutti questi SSD hanno una memoria RAM interna e 1 o 2 coprocessori matematici che servono per comprimere e decomprimere i dati al volo. Il segreto della loro velocità è tutta lì, la compressione in hardware. I dati vengono compressi in RAM (che va a 4 GB/s) e piano piano vengo scritti. Siccome vengono scritti compressi, quando si andranno a leggere saranno apparentemente più rapidi.
Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Inoltre i dischi SSD TLC prevedono una possibilità di riscrittura delle celle di memoria da 300 a 1000 volte. Questo significa che un SSD non è virtualmente eterno come i magnetomeccanici. Il magnetomeccanico, avendo una testina che rimane staccata dal disco (di qualche micron) le parti meccaniche non si graffiano e non si consumano. Difatti sono arrivato a buttare via dei vecchi IDE da 5 GB e 10 GB (di più di 15 anni fa) ancora perfettamente funzionanti, ma che oramai erano dei pezzi da museo con una capacità troppo ridicola per gli standard di oggi.
Siccome però qui mi si chiede di recensire il singolo prodotto specifico, ho voluto dare 5 stelle perchè pur non essendo il migliore disco in assoluto (a detta dei vari benchmark che si trovano online) è comunque reattivo, piccolo ed economico: l'ho pagato poco più di una ventina di euro. Per precauzione l'ho voluto alloggiare (su un pc fisso) nello slot da 3.5", dove gli viene buttata aria in continuazione dalla ventola di ingresso. Un'altra leggenda metropolitana sugli SSD è che scaldano meno. Non è vero: i piatti rotanti dei magnetomeccanici permettono di spostare l'aria calda verso l'esterno, dissipando il calore. I dischi SSD, essendo fatti di soli chip e non avendo un sistema di ventilazione, accumulano il calore e se questo non viene dissipato da qualche ventola esterna rischiano di bruciarsi. Cosa che è già successa a un mio amico col suo pc nuovo, dove gli avevano montato un SSD ma non una ventola di ingresso che lo tenesse fresco.
È vero? Se sì sapreste consigliarmi un software per ubuntu 22.04 per fare quel che si dice qua?
generale gli SSD non mi sono mai piaciuti a livello di prestazioni. Questi sono estremamente veloci nelle letture sequenziali (difatti il boot del sistema è molto più rapido di quello fatto con gli hard disk magnetomeccanici) ma rallentano vistosamente con le letture/scritture multiple miste, fino a toccare delle velocità da chiavetta USB. Questo hard disk (PNY cs900 120 GB) non ha deluso le mie aspettative: ha gli stessi pregi e difetti degli altri SSD.
Apparentemente veloce per un utilizzo da ufficio, è poco performante per trasferire video o altri file incomprimibili in parallelo (in multithread). Questa però non è una pecca di PNY. E' proprio la tecnologia SSD che, essendo basata sulle memorie flash (tecnologia pre anni '90) non possono fare meglio di così. Tutti questi SSD hanno una memoria RAM interna e 1 o 2 coprocessori matematici che servono per comprimere e decomprimere i dati al volo. Il segreto della loro velocità è tutta lì, la compressione in hardware. I dati vengono compressi in RAM (che va a 4 GB/s) e piano piano vengo scritti. Siccome vengono scritti compressi, quando si andranno a leggere saranno apparentemente più rapidi.
Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Inoltre i dischi SSD TLC prevedono una possibilità di riscrittura delle celle di memoria da 300 a 1000 volte. Questo significa che un SSD non è virtualmente eterno come i magnetomeccanici. Il magnetomeccanico, avendo una testina che rimane staccata dal disco (di qualche micron) le parti meccaniche non si graffiano e non si consumano. Difatti sono arrivato a buttare via dei vecchi IDE da 5 GB e 10 GB (di più di 15 anni fa) ancora perfettamente funzionanti, ma che oramai erano dei pezzi da museo con una capacità troppo ridicola per gli standard di oggi.
Siccome però qui mi si chiede di recensire il singolo prodotto specifico, ho voluto dare 5 stelle perchè pur non essendo il migliore disco in assoluto (a detta dei vari benchmark che si trovano online) è comunque reattivo, piccolo ed economico: l'ho pagato poco più di una ventina di euro. Per precauzione l'ho voluto alloggiare (su un pc fisso) nello slot da 3.5", dove gli viene buttata aria in continuazione dalla ventola di ingresso. Un'altra leggenda metropolitana sugli SSD è che scaldano meno. Non è vero: i piatti rotanti dei magnetomeccanici permettono di spostare l'aria calda verso l'esterno, dissipando il calore. I dischi SSD, essendo fatti di soli chip e non avendo un sistema di ventilazione, accumulano il calore e se questo non viene dissipato da qualche ventola esterna rischiano di bruciarsi. Cosa che è già successa a un mio amico col suo pc nuovo, dove gli avevano montato un SSD ma non una ventola di ingresso che lo tenesse fresco.
È vero? Se sì sapreste consigliarmi un software per ubuntu 22.04 per fare quel che si dice qua?
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Re: Software per velocizzare hdd
In tutta questa confusione non si parla affatto di software ma di hardware.
Nello specifico la recensione cita i pessimi SSD marca PNY che altro non sono che pendrive mascherate da hard disk.
Se vuoi un disco veloce ed affidabile punta a marche di un certo prego come Samsung, Crucial.
Se vuoi risparmiare qualche euro sono ottimi anche gli Intenso che si trovano su Ebay, ma lascia stare le cineserie.
Nello specifico la recensione cita i pessimi SSD marca PNY che altro non sono che pendrive mascherate da hard disk.
Se vuoi un disco veloce ed affidabile punta a marche di un certo prego come Samsung, Crucial.
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MacBook Pro - Intel i5-3210 - 16 Gbyte Ram DDR3 - SSD 500 Gbyte x 2
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davidedavide
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Re: Software per velocizzare hdd
Mi riferivo a questa parte :
Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Mi interesserebbe sapere se tali software esistono e nel caso se potreste consigliarmene uno
Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Mi interesserebbe sapere se tali software esistono e nel caso se potreste consigliarmene uno
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Re: Software per velocizzare hdd
Il software viene, genericamente, citato qui:
Tutta la recensione abbastanza confusa e fuorviante, senza tenere conto della velocità di trasferimento dati, soprattutto quando parla di dischi IDE.
discutibile, secondo me, poi le performance dipendono dalla cpu che deve comprimere i dati e dalla quantità di ram.Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Tutta la recensione abbastanza confusa e fuorviante, senza tenere conto della velocità di trasferimento dati, soprattutto quando parla di dischi IDE.
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davidedavide
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Re: Software per velocizzare hdd
Grazie della risposta
Re: Software per velocizzare hdd
Sinceramente non credo che la compressione dei dati su un disco ne possa velocizzare la resa, perché se è vero che verrà scritta (e letta) meno roba, sarà necessaria una operazione di compressione all'andata e di decompressione al ritorno, entrambe a carico di CPU e RAM, non certo a costo zero come tempo.
La velocità di un buon disco meccanico montato interno su una interfaccia SATA e, a maggior ragione quella di un buon SSD sempre interno su NVMe, sono più che sufficienti al 99% degli usi.
Attualmente sul computer principale uso 2 SSD interni, uno più piccolo per i sistemi operativi ed uno più grande per i dati, mentre il materiale archiviato lo tengo su un nas con dei buoni dischi meccanici.
Dati i prezzi attuali, se non si va su roba al top come capienza, specie nel caso degli SSD, la spesa è limitata, quasi sempre nell'ordine delle poche decine di €.
Eviterei di comprimere i dati archiviati via software, perché, in caso di guasto, il recupero potrebbe essere più difficoltoso o addirittura impossibile.
Bisogna anche vedere quanto si guadagna, perché alcuni tipi di file, tipo certi formati di filmati o alcuni file RAW compressi di macchine fotografiche, non sono ulteriormente comprimibili.
La compressione massiva per fare spazio era una tecnica praticata in passato quando i dischi dei computer erano molto piccoli di capienza.
Parecchi anni fa, visto che in ufficio non mi fornivano un disco più grande e neanche un masterizzatore, fui costretto ad archiviare tutti i disegni del patrimonio immobiliare di un ente pubblico su floppy disk usando Pkzip. Pacchi e pacchi di dischetti, in più copie, perché il supporto non era affatto affidabile, ma erano decisamente altri tempi.
Quando mi fornirono il masterizzatore salvai tutto su cd (sempre in più copie) e buttai i floppy, e quando finalmente misero a disposizione di tutti un bel server capiente, scaricai tutto lì, tirando un bel sospiro di sollievo.
Sinceramente, con la situazione attuale dei supporti disponibili, non vedo motivi validi per comprimere in maniera massiccia i dati.
L'unica cosa che comprimo sono i file RAW delle mie macchine fotografiche, che pesano parecchio e probabilmente non userò mai più, così, una volta sistemato un gruppo di foto, copio tutto sul nas, sia i jpg selezionati che l'intera serie dei RAW, previa compressione per questi ultimi, e cancello la copia di lavoro locale su SSD.
La velocità di un buon disco meccanico montato interno su una interfaccia SATA e, a maggior ragione quella di un buon SSD sempre interno su NVMe, sono più che sufficienti al 99% degli usi.
Attualmente sul computer principale uso 2 SSD interni, uno più piccolo per i sistemi operativi ed uno più grande per i dati, mentre il materiale archiviato lo tengo su un nas con dei buoni dischi meccanici.
Dati i prezzi attuali, se non si va su roba al top come capienza, specie nel caso degli SSD, la spesa è limitata, quasi sempre nell'ordine delle poche decine di €.
Eviterei di comprimere i dati archiviati via software, perché, in caso di guasto, il recupero potrebbe essere più difficoltoso o addirittura impossibile.
Bisogna anche vedere quanto si guadagna, perché alcuni tipi di file, tipo certi formati di filmati o alcuni file RAW compressi di macchine fotografiche, non sono ulteriormente comprimibili.
La compressione massiva per fare spazio era una tecnica praticata in passato quando i dischi dei computer erano molto piccoli di capienza.
Parecchi anni fa, visto che in ufficio non mi fornivano un disco più grande e neanche un masterizzatore, fui costretto ad archiviare tutti i disegni del patrimonio immobiliare di un ente pubblico su floppy disk usando Pkzip. Pacchi e pacchi di dischetti, in più copie, perché il supporto non era affatto affidabile, ma erano decisamente altri tempi.
Quando mi fornirono il masterizzatore salvai tutto su cd (sempre in più copie) e buttai i floppy, e quando finalmente misero a disposizione di tutti un bel server capiente, scaricai tutto lì, tirando un bel sospiro di sollievo.
Sinceramente, con la situazione attuale dei supporti disponibili, non vedo motivi validi per comprimere in maniera massiccia i dati.
L'unica cosa che comprimo sono i file RAW delle mie macchine fotografiche, che pesano parecchio e probabilmente non userò mai più, così, una volta sistemato un gruppo di foto, copio tutto sul nas, sia i jpg selezionati che l'intera serie dei RAW, previa compressione per questi ultimi, e cancello la copia di lavoro locale su SSD.
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emanuc
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Re: Software per velocizzare hdd
Come applichi la compressione software sull'intero filesystem? Come leggi i file se li comprimi? Devi ogni volta ricomprimerli?Difatti io continuo a usare, per i miei computer principali, dei dischi magnetomeccanici a cui applico una compressione a livello software (su linux). Col compressore software riesco ad avere delle performance allineate a quelle dei moderni SSD anche su vecchi dischi IDE.
Per ottenere i benefici della compressione in termini di velocità di I/O e risparmio di spazio, è necessario utilizzare un filesystem che supporti la compressione trasparente, ossia invisibile all'utente perché i dati rimangono sempre accessibili.
I filesystem che supportano la compressione trasparente su Linux sono: Btrfs e Bcachefs (Sperimentale su Linux). C'è anche F2FS ma so che lo fa in modo meno efficiente, ma non conosco i dettagli tecnici per approfondire.
Un approfondimento In questo articolo: https://fedoramagazine.org/working-with ... mpression/
Devi considerare che, per ottenere i benefici della compressione, è necessario disporre di una CPU recente e sufficientemente potente da non creare un "collo di bottiglia".
Un utente ha ottenuto dei benefici utilizzando la compressione Zstd al livello 10, su un hard disk meccanico e con una buona CPU.
Poi tutto dipende dal carico di lavoro che uno ha durante l'uso del PC.
Comunque, la differenza dei dischi a stato solido è che non hanno parti meccaniche, non per la questione della compressione, non sono minimamente paragonabili.
- https://aws.amazon.com/it/compare/the-d ... di%20volte.
- https://it.crucial.com/articles/about-ssd/ssd-vs-hdd
Chi c’è in linea
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