[Proposta] Proposta Ubuntu al Governo, in contrapposizione all'accordo Microsoft (7 maggio)
Inviato: sabato 12 maggio 2007, 8:45
Ciao a tutti,
negli ultimi giorni ho ragionato su un possibile accordo Canonical - Governo Italiano, sulla scia dell'accordo Microsoft del 7 maggio, ma ovviamente impostato su principi di "Open Source" e di libertà.
Sintesi dell'accordo Microsoft: l'azienda si impegna a versare 1.000.000 di dollari nell'arco di tre anni, sotto forma di varie cose (training, licenze, personale), e il Governo, tramite le Regioni Piemonte, Toscana e Campania, si impegna a costituire tre Innovation Center di Microsoft, di fatto pagandoli con le tasse dei cittadini, in contrasto con il programma elettorale di governo, il quale avrebbe dovuto favorire l'Open Source.
Sono in contatto con Mark Shuttleworth per cercare di portare alla trattativa Canonical e Governo, possibilmente riuscendo a stringere un accordo che preveda la migrazione della Pubblica Amministrazione verso Ubuntu.
Lo so, è un sogno difficilmente realizzabile, ma... perchè non provare?
Ho scritto un testo immaginando di essere Mark, e vorrei che commentaste e cercaste di aggiungere elementi importanti per renderlo valido.
Potete seguire il discorso anche sul mio blog, http://www.ubuntista.it
Ecco il testo (ripeto, è una mia speculazione):
Spettabile Governo Italiano,
sono Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical Ltd., che a sua volta ha fondato Linux Ubuntu (una “distribuzione”, o versione) nel 2004.
Attualmente Ubuntu è la distribuzione Linux più diffusa al mondo, ed è utilizzata sia in ambito domestico, che in ambito professionale ed Enterprise.
Ho appreso con tristezza che il Governo Italiano ha siglato un accordo con Microsoft, riguardante la creazione di tre Innovation Center, finanziati soprattutto con le tasse dei cittadini, i quali hanno votato l’attuale Governo anche in considerazione del programma elettorale che prevedeva ampio spazio all’Open Source e ai formati aperti.
Vorrei innanzitutto chiarire una cosa importante: Microsoft è una azienda e, come tutte le altre, persegue il proprio profitto in maniera legale, salvo diversamente dimostrato.
Questo significa che non accetto la “demonizzazione” di Microsoft per due motivi: primo, le azioni di Microsoft sono di solito legittime e legali; secondo, in tale maniera perde di credibilità chiunque proponga alternative valide a quelle di Microsoft.
L’accordo in oggetto stona con il programma elettorale della maggioranza di Governo, per vari motivi.
Dapprima nelle premesse si azzarda a dichiarare qualcosa di ben lontano dal vero:
“Le società del gruppo Microsoft sono a favore di una politica di neutralità tecnologica dove tutti possano ugualmente avere la possibilità di accedere al mercato e che il gruppo è parte attiva a livello internazionale per promuovere iniziative rivolte alla interoperabilità dei sistemi, indipendentemente dalle tecnologie usate.”
Questa affermazione è facilmente criticabile: il sistema operativo Microsoft, il noto Windows, è a codice chiuso e proprietario. I formati usati da Office sono chiusi e proprietari. L’unico settore in cui Microsoft ha iniziato ad “aprire i codici” è quello licenziato in “shared source“, che è ancora lontano da un modello realmente aperto, quale ad esempio quello delle licenze GPL o BSD. Vogliamo poi ricordarci di Internet Explorer? Di Windows Media Player?
Nel seguito, poi, il Governo sostiene un accordo in cui Microsoft impegna una cifra ridicola di denaro (circa 245.000 euro annui, per tre anni) da corrispondere in maniera non precisata:
“erogazione di fondi e la messa a disposizione, anche tramite terze parti, sulla base delle necessità specifiche di prodotti hardware, software, servizi di supporto tecnico, attività formative, materiale didattico nonché il coinvolgimento di personale”
Molto tristemente, accadrà che questi tre centri per l’innovazione avranno sicuramente bisogno di licenze software Microsoft, per un importo che si avvicinerà molto, o supererà, questa soglia di 245.000 euro annui, rendendo di fatto tutta l’operazione economicamente profittevole per Microsoft, senza poi considerare gli ulteriori vantaggi in termini di immagine, effetto sul mercato, ricaduta sulle abitudini degli utenti e sui legami commerciali con i partner locali.
La prima critica, quindi, è che il Governo abbia siglato un accordo sospettosamente favorevole per Microsoft, regalando di fatto tante cose.
La seconda critica è che questa iniziativa non fa nulla per diffondere l’Open Source, i formati aperti o gli altri bei paroloni sbandierati in campagna elettorale. Purtroppo la stessa opposizione di Governo tace al riguardo, invece di difendere il voto dei cittadini.
A questo punto mi sento di mettere sul piatto della bilancia una controproposta, che spero verrà attentamente vagliata dal Governo, ed eventualmente messa in pratica.
Proposta di Canonical Ltd. al Governo Italiano
Canonical Ltd. ha rilasciato Ubuntu con una licenza estremamente aperta e democratica, la licenza GPL. Questa licenza permette a chiunque di modificare il software e di utilizzarlo gratuitamente, a patto che tutte le modifiche vengano rilasciate sotto la stessa licenza.
Si tratta, pertanto, di una Piattaforma Comune sulla quale chiunque può costruire un prodotto, un servizio, un software, un applicativo, senza mai temere aumenti di royalties, divieti di sviluppo, o qualsiasi altro vezzo da parte di una azienda estranea.
Ubuntu fornisce di base degli applicativi che si basano su formati di documenti aperti, come la suite per ufficio OpenOffice, paragonabile a Microsoft Office ma con costi di licenza nulli.
Ubuntu, inoltre, è praticamente immune da virus e malware, rendendo di fatto l’utilizzo del computer molto più sicuro e indolore.
Un altro enorme vantaggio di Ubuntu è la sua comunità di utenti, sempre disposta ad aiutare e sostenere gli utenti che desiderino apprendere l’utilizzo di questo sistema.
Questa premessa serve per focalizzare l’attenzione sul fatto che Ubuntu rappresenta lo strumento ideale per le Pubbliche Amministrazioni italiane.
Non è una semplice alternativa a basso costo di Windows: si tratta invece di uno strumento simile, ma migliore. E’ come una nuova auto fiammante e gratuita, paragonata ad una vecchia e inquinante.
Canonical Ltd. si rende disponibile per incontrare il Governo Italiano al fine di pianificare, in un arco ragionevole di tempo che potrebbe essere di 36 mesi, una completa migrazione di TUTTI gli apparati informatici verso la piattaforma Ubuntu.
Canonical è a disposizione per la formazione del personale tecnico, l’eventuale assistenza per risolvere problemi di natura tecnica, e mette a disposizione anche tutto il tessuto di imprese italiane che già lavorano con Ubuntu nel settore privato, e che hanno competenze in grado di fornire nel territorio servizi di assistenza e di implementazione.
Di più: in caso di accordo positivo, Canonical si impegna anche a istituire una certificazione ufficiale per quelle aziende che desiderino lavorare con il settore pubblico.
Per quanto riguarda l’hardware, Canonical si impegna a stringere accordi con i principali venditori di hardware per offrire alle Pubbliche Amministrazioni italiane dei computer già certificati per l’uso, e perfettamente funzionanti.
Voglio sottolineare che per tutte le applicazioni utilizzate nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni, Ubuntu è in grado di offrire una soluzione valida e funzionante.
In questo modo l’Italia sarebbe in grado di risparmiare centinaia di milioni di euro ogni anno, offrendo al contempo ai cittadini italiani la trasparenza dei dati, non più legati a formati proprietari, ed educandoli al tempo stesso ad un corretto uso del mezzo informatico, privo delle restrizioni di una logica “proprietaria” ormai in declino.
Certo di ricevere un vostro commento al riguardo, porgo i miei più cordiali saluti.
Mark
Cosa ne pensate?
negli ultimi giorni ho ragionato su un possibile accordo Canonical - Governo Italiano, sulla scia dell'accordo Microsoft del 7 maggio, ma ovviamente impostato su principi di "Open Source" e di libertà.
Sintesi dell'accordo Microsoft: l'azienda si impegna a versare 1.000.000 di dollari nell'arco di tre anni, sotto forma di varie cose (training, licenze, personale), e il Governo, tramite le Regioni Piemonte, Toscana e Campania, si impegna a costituire tre Innovation Center di Microsoft, di fatto pagandoli con le tasse dei cittadini, in contrasto con il programma elettorale di governo, il quale avrebbe dovuto favorire l'Open Source.
Sono in contatto con Mark Shuttleworth per cercare di portare alla trattativa Canonical e Governo, possibilmente riuscendo a stringere un accordo che preveda la migrazione della Pubblica Amministrazione verso Ubuntu.
Lo so, è un sogno difficilmente realizzabile, ma... perchè non provare?
Ho scritto un testo immaginando di essere Mark, e vorrei che commentaste e cercaste di aggiungere elementi importanti per renderlo valido.
Potete seguire il discorso anche sul mio blog, http://www.ubuntista.it
Ecco il testo (ripeto, è una mia speculazione):
Spettabile Governo Italiano,
sono Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical Ltd., che a sua volta ha fondato Linux Ubuntu (una “distribuzione”, o versione) nel 2004.
Attualmente Ubuntu è la distribuzione Linux più diffusa al mondo, ed è utilizzata sia in ambito domestico, che in ambito professionale ed Enterprise.
Ho appreso con tristezza che il Governo Italiano ha siglato un accordo con Microsoft, riguardante la creazione di tre Innovation Center, finanziati soprattutto con le tasse dei cittadini, i quali hanno votato l’attuale Governo anche in considerazione del programma elettorale che prevedeva ampio spazio all’Open Source e ai formati aperti.
Vorrei innanzitutto chiarire una cosa importante: Microsoft è una azienda e, come tutte le altre, persegue il proprio profitto in maniera legale, salvo diversamente dimostrato.
Questo significa che non accetto la “demonizzazione” di Microsoft per due motivi: primo, le azioni di Microsoft sono di solito legittime e legali; secondo, in tale maniera perde di credibilità chiunque proponga alternative valide a quelle di Microsoft.
L’accordo in oggetto stona con il programma elettorale della maggioranza di Governo, per vari motivi.
Dapprima nelle premesse si azzarda a dichiarare qualcosa di ben lontano dal vero:
“Le società del gruppo Microsoft sono a favore di una politica di neutralità tecnologica dove tutti possano ugualmente avere la possibilità di accedere al mercato e che il gruppo è parte attiva a livello internazionale per promuovere iniziative rivolte alla interoperabilità dei sistemi, indipendentemente dalle tecnologie usate.”
Questa affermazione è facilmente criticabile: il sistema operativo Microsoft, il noto Windows, è a codice chiuso e proprietario. I formati usati da Office sono chiusi e proprietari. L’unico settore in cui Microsoft ha iniziato ad “aprire i codici” è quello licenziato in “shared source“, che è ancora lontano da un modello realmente aperto, quale ad esempio quello delle licenze GPL o BSD. Vogliamo poi ricordarci di Internet Explorer? Di Windows Media Player?
Nel seguito, poi, il Governo sostiene un accordo in cui Microsoft impegna una cifra ridicola di denaro (circa 245.000 euro annui, per tre anni) da corrispondere in maniera non precisata:
“erogazione di fondi e la messa a disposizione, anche tramite terze parti, sulla base delle necessità specifiche di prodotti hardware, software, servizi di supporto tecnico, attività formative, materiale didattico nonché il coinvolgimento di personale”
Molto tristemente, accadrà che questi tre centri per l’innovazione avranno sicuramente bisogno di licenze software Microsoft, per un importo che si avvicinerà molto, o supererà, questa soglia di 245.000 euro annui, rendendo di fatto tutta l’operazione economicamente profittevole per Microsoft, senza poi considerare gli ulteriori vantaggi in termini di immagine, effetto sul mercato, ricaduta sulle abitudini degli utenti e sui legami commerciali con i partner locali.
La prima critica, quindi, è che il Governo abbia siglato un accordo sospettosamente favorevole per Microsoft, regalando di fatto tante cose.
La seconda critica è che questa iniziativa non fa nulla per diffondere l’Open Source, i formati aperti o gli altri bei paroloni sbandierati in campagna elettorale. Purtroppo la stessa opposizione di Governo tace al riguardo, invece di difendere il voto dei cittadini.
A questo punto mi sento di mettere sul piatto della bilancia una controproposta, che spero verrà attentamente vagliata dal Governo, ed eventualmente messa in pratica.
Proposta di Canonical Ltd. al Governo Italiano
Canonical Ltd. ha rilasciato Ubuntu con una licenza estremamente aperta e democratica, la licenza GPL. Questa licenza permette a chiunque di modificare il software e di utilizzarlo gratuitamente, a patto che tutte le modifiche vengano rilasciate sotto la stessa licenza.
Si tratta, pertanto, di una Piattaforma Comune sulla quale chiunque può costruire un prodotto, un servizio, un software, un applicativo, senza mai temere aumenti di royalties, divieti di sviluppo, o qualsiasi altro vezzo da parte di una azienda estranea.
Ubuntu fornisce di base degli applicativi che si basano su formati di documenti aperti, come la suite per ufficio OpenOffice, paragonabile a Microsoft Office ma con costi di licenza nulli.
Ubuntu, inoltre, è praticamente immune da virus e malware, rendendo di fatto l’utilizzo del computer molto più sicuro e indolore.
Un altro enorme vantaggio di Ubuntu è la sua comunità di utenti, sempre disposta ad aiutare e sostenere gli utenti che desiderino apprendere l’utilizzo di questo sistema.
Questa premessa serve per focalizzare l’attenzione sul fatto che Ubuntu rappresenta lo strumento ideale per le Pubbliche Amministrazioni italiane.
Non è una semplice alternativa a basso costo di Windows: si tratta invece di uno strumento simile, ma migliore. E’ come una nuova auto fiammante e gratuita, paragonata ad una vecchia e inquinante.
Canonical Ltd. si rende disponibile per incontrare il Governo Italiano al fine di pianificare, in un arco ragionevole di tempo che potrebbe essere di 36 mesi, una completa migrazione di TUTTI gli apparati informatici verso la piattaforma Ubuntu.
Canonical è a disposizione per la formazione del personale tecnico, l’eventuale assistenza per risolvere problemi di natura tecnica, e mette a disposizione anche tutto il tessuto di imprese italiane che già lavorano con Ubuntu nel settore privato, e che hanno competenze in grado di fornire nel territorio servizi di assistenza e di implementazione.
Di più: in caso di accordo positivo, Canonical si impegna anche a istituire una certificazione ufficiale per quelle aziende che desiderino lavorare con il settore pubblico.
Per quanto riguarda l’hardware, Canonical si impegna a stringere accordi con i principali venditori di hardware per offrire alle Pubbliche Amministrazioni italiane dei computer già certificati per l’uso, e perfettamente funzionanti.
Voglio sottolineare che per tutte le applicazioni utilizzate nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni, Ubuntu è in grado di offrire una soluzione valida e funzionante.
In questo modo l’Italia sarebbe in grado di risparmiare centinaia di milioni di euro ogni anno, offrendo al contempo ai cittadini italiani la trasparenza dei dati, non più legati a formati proprietari, ed educandoli al tempo stesso ad un corretto uso del mezzo informatico, privo delle restrizioni di una logica “proprietaria” ormai in declino.
Certo di ricevere un vostro commento al riguardo, porgo i miei più cordiali saluti.
Mark
Cosa ne pensate?