[Guida] Raspberry, Arduino e domotica

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[Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » martedì 16 maggio 2017, 23:49

Ciao a tutti,

sono decisamente un vulcano scatenato ed a riprova di questo chiedo il vostro aiuto perché vorrei realizzare un impianto domotico (a casa mia) scrivendo qui la relativa guida.

Premessa : conosco poco il tema, ho letto e guardato mille o più articoli in materia ed alla fine ho più dubbi che altro.

Chi ha voglia di aiutarmi ?

Grazie
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Mdfalcubo » mercoledì 17 maggio 2017, 8:09

Tu stesso dici di non conoscere l'argomento...quindi di fatto stai proponendo ad altri di farlo per te ;)
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda harpefalcata » mercoledì 17 maggio 2017, 8:26

Io ho realizzato il mio impianto di domotica usando Java Struts e, come application server JBoss, con la grafica di Star Trek :D

Tutto deployato su raspberry e funziona abbastanza bene.

Tu come la vorresti realizzare?
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » mercoledì 17 maggio 2017, 10:45

Dunque, dalle varie letture (non sapendo programmare la ragiono più da hardware) mi sono fatto questa idea :
- centrale basata su Raspberry (anche se ho visto altre schede che dovrebbero essere l'unione di Raspberry con Arduino come funzionalità ed avere più potenza di calcolo)
- protocollo di comunicazione con sensori ed attuatori di tipo Z-Wave perché nel mio caso devo superare più piani oltre che una parete in cemento armato (pieno di acciaio) e mi pare d'aver capito che i device Z-Wave sono anche come dei ripetitori
- scheda per il controllo di una serie di relé su Arduino
- distro su Raspberry la Raspbian
e poi inizia la nebbia totale!..... :)

I primi dubbi vengono dalla centrale :
1) ho intenzione di implementare un passo alla volta molte funzioni e quindi mi chiedo se basta un solo Raspberry o devo metterne 2, 3, 4, etc. in cascata
2) devo trovare il modo di avere una batteria tampone che me lo tenga attivo anche se va via la corrente, che tipo di soluzione adotto ?

Un pezzo alla volta potrei crearmi l'esperienza facendo svariate prove, ma alla fine mi costerebbe di più che comprare una centralina tipo quella della Somfy ed il gioco non varrebbe più la candela (comunque le centrali già pronte hanno delle limitazioni più o meno forti ed anche la Somfy che è già una delle più complete non mi soddisfa veramente).
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » mercoledì 17 maggio 2017, 11:11

Poi, in realtà, c'è una domanda a monte di tutto : l'affidabilità di un hardware basato su Raspberry quale è ? La mia esperienza è già tragica perché alcuni anni or sono avevo acquistato ed installato una centrale antifurto che veniva utilizzata anche per gli sportelli bancari e mi ha sempre fatto cristonare (non passa mese che non abbia qualche problema). Vorrei evitare di moltiplicare queste problematiche, anzi, vorrei ridurle a zero.......
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Danny90 » mercoledì 17 maggio 2017, 11:51

Interessa molto anche a me, ma non so se questa sia la sezione più adatta.

Si potrebbe spostare in un posto più consono, lavorare insieme per costruire qualcosa e quando il progetto è in piedi e funziona fare una bella guida da inserire tra i progetti della comunità.
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » mercoledì 17 maggio 2017, 13:46

Si, concordo con l'idea della guida perché era già da subito nella mia mente, purtroppo non l'ho espressa bene.

Il punto è che qui servirebbe qualcuno che ne capisce e conosce almeno benino l'argomento ed io non sono quella persona (altrimenti scrivevo subito la guida :D )
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Danny90 » mercoledì 17 maggio 2017, 13:49

Beh nemmeno io conosco bene l'argomento ma grazie all'aiuto della comunità e di internet ce la si può fare secondo me.

Ho zero competenza ma girando dieci minuti su internet già ho più o meno capito a grandi linee come funziona il tutto. Bisogna solo approfondire e fare delle prove.

EDIT:
Documentandomi comunque in modo più approfondito ho capito anche che di certo non è una passeggiata. Pensare di mettere un raspberry Pi in comunicazione con qualche relè e scrivere due righe di codice è da ingenui.

Direi che bisognerebbe mettere in piedi un team dove ognuno porta le proprie competenze. Altrimenti in modo disorganizzato e un po' a spizzichi e bocconi non si riesce di certo a mettere in piedi qualcosa di serio. Ma nemmeno qualcosa che funziona secondo me.
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » mercoledì 17 maggio 2017, 16:49

Esistono diversi framework che nascono per la domotica, quindi è molto più un lavoro da sistemisti che non programmatori; se fosse stato diverso non ci avrei neanche pensato a lanciare una discussione come questa !

Certo che esistono dei problemi da risolvere, o meglio delle domande a cui dare risposta senza passare dalla via del test pratico (proviamo così, no, non funziona, torniamo indietro e magari buttiamo via 600 euro di hardware).
La prima domanda appunto è : quanto è affidabile una scheda Raspberry ? Se la fai lavorare 24 ore al giorno 7 giorni su 7 quanto dura ? 2 settimane, 3 mesi o 10 anni ?
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda VitoDoc » domenica 21 maggio 2017, 10:21

Il Raspberry è abbastanza affidabile e può restare acceso quanto ti pare....con il rasp ci fanno i ponti ripetitori radioamatoriali per le comunicazioni in digitale e sono accesi h24 365 giorni l'anno. Dico questo perché sono radioamatore e so che é così in quanto uso quei ponti.
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Claudio_F » domenica 21 maggio 2017, 15:38

Aggiungo... che mettere mano all'impianto elettrico di casa è normativamente vietato, per assurdo anche all'ingegnere con una solida preparazione ed esperienza in ambito elettrotecnico, ma che non ha l' "abilitazione legale" ad operare (e vale anche per la banale sostituzione di un lampadario o di una presa). All'impianto inoltre possono essere collegati esclusivamente componenti omologati (le varie serie civili e industriali) escludendo ogni modifica/componente/circuito fai da te.

Detto questo ciascuno si assume totalmente la responsabilità di quello che fa (sapendo che di fronte alla violazione di una norma/legge nessuna assicurazione pagherà eventuali danni, compresi i risvolti penali che possono derivare, e che il giudice terrà certo molto in considerazione i vari "ma io non lo sapevo" :asd: ).

Che poi il 90% degli impianti sia per un motivo o per l'altro "fuori legge" anche se sicuro (mentre tanti certificati non siano neppure lontanamente allo stato dell'arte), che chi ha qualche conoscenza tecnica si fa regolarmente manutenzione da se, e che per assurdo uno può essere in grado di costruire apparecchi/impianti molto più sicuri ma "illegali" in quanto manca omologazione / certificazione / abilitazione ecc ecc, non cambia l'eventuale sorte di un giudizio.

Quindi le cose fondamentali secondo me, prima di sapere quanto può stare acceso un Raspi (se l'estensione domotica crolla il resto dell'impianto *deve* sempre mantenere il normale funzionamento di base), è sapere esattamente cosa fare/non fare per non creare neppure lontanamente potenziali condizioni di rischio (isolamento, surriscaldamento, sovraccarichi ecc).

Ad esempio in ogni prodotto commerciale a norma la parte 230Vca deve avere, oltre ad adeguato doppio isolamento, anche un' adeguata separazione fisica dalla parte a bassa tensione, e dovrebbe garantire almeno 4kV di isolamento tra le due. Questo ad esempio è un comune alimentatore modem, si nota l'asola di due millimetri scavata sotto un optoisolatore (i 7 millimetri di distanza tra i piedini dei due lati, anche senza piste in mezzo, non sono sufficienti):
Immagine

Questo è un altro prodotto commerciale per Arduino, qui ci sono le asole, segno, almeno in apparenza, di un progetto più curato e adatto ai 230Vca: robotstore.cz/obchod/arduino/rele-stit-pro-wemos-d1-mini-wifi-esp8266-nodemcu-arduino/... in apparenza, poi bisognerebbe vedere esattamente tutti gli altri punti in cui è presente la tensione di rete.

Le normali schedine relè a 5V per Arduino non hanno nessuna garanzia di non dare problemi a 230Vca, non ci sono asole di separazione, le piste dello stampato sono ravvicinate, e i relè stessi, nonostante vengano "spacciati" per 10A (che fanno pensare a poter comandare 2300W), in realtà reggono con sicurezza solo un centinaio di watt. Ok, per le luci a basso consumo di oggi bastano e avanzano, ma inseriti in un impianto elettrico normato e progettato secondo certe specifiche di isolamento/sovraccarico, quali potenziali rischi creano?

A me sembra che in un impianto domotico "far da se" la cosa più difficile da gestire dal punto di vista normativo sia il comando di utenze elettriche fisse (tipicamente i punti luce, ma anche tapparelle, cancelli, condizionatori) e leggerne lo stato. Invece una rete di sensori a bassa tensione (che passi in canale dedicate e non nei tubi dell'impianto preesistente) potrebbe ancora rientrare nell' "innocuo" hobby (anche se qui, visto che in italia è normato anche il verso in cui strappare la cartaigenica, in caso di problemi qualche perito/avvocato potrebbe accanirsi a cavillare sulla differenza tra impianti fissi che richiedono un progetto e mobili).

Le "soluzioni" (per modo di dire) che leggo qua e la implicano tutte l'uso di componenti omologati installati da un elettricista autorizzato, in particolar modo relé passo passo per il comando dei punti luce, interfacciati in modo isolato con qualsiasi elemento "creativo" personale (in sostanza non ci si deve "collegare" all'impianto, ma bisogna limitarsi a "comandarlo").

Non ho ancora certezza se normativamente sia possibile lasciare in mano all'utente un quadretto con le terminazioni elettriche di contatti puliti e bobine a bassa tensione di sicurezza. Ma in ogni caso sarebbe comunque un grosso passo avanti nella sicurezza e nel sonno tranquillo rispetto al collegarsi "caserecciamente" ai fili dell'impianto esistente (dove tutto va bene finché va bene... e ho visto cose che voi umani...)

Ridetto tutto ciò, che è solo per puntualizzare la possibile insorgenza di casini, credo che parlare di una "guida accademica a banco" sperimentale, a livello delle possibili soluzioni tecniche, o delle predisposizioni che un elettricista potrebbe attuare, e non di "come modificare l'impianto di casa", non dovrebbe comportare problemi ed è molto interessante (ricordando comunque che per mettere le mani su tensioni maggiori della bassissima tensione di sicurezza si deve essere perfettamente consapevoli di quello che si sta facendo, conoscere l'elettrotecnica di base e i rischi elettrici da contatto diretto e indiretto).
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Re: [Guida] Raspberry, Arduino e domotica

Messaggioda Bergoglio » martedì 23 maggio 2017, 20:10

Grazie per la precisazione.

Infatti nelle varie ricerche ho rinvenuto una serie di prodotti interessanti da questo punto di vista.
L'idea mia è quella di acquistare un Raspberry già montato ed omologato in un case per rail din (lo vendono per chi produce macchinari a controllo numerico o comunque automazione industriale) www.sferalabs.cc , alimentarlo con tensione a 12 v tramite un trasformatore regolarmente in commercio e far passare tutti i comandi tramite vari relé in cui il circuito di comando viaggia a 12 volt.
Ovviamente anche i sensori e gli attuatori vado a comprarli già fatti ed omologati, mica voglio andare a fuoco o diventare fosforescente :D Per questo pensavo al protocollo z-vawe, anche se sto pensando di implementare dei sensori filari dato il costo dei componenti radio......
In sintesi (idea che avevo già in partenza) non voglio creare tutto da zero, voglio solo avere una o più centrali di controllo come dico io che mi permettano di lavorare sul lato software e poi ottimizzare dal lato economico la scelta dei componenti.
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