per quanto riguarda la creative commons, da quello che io ho capito è un modo per avere un tipo di licenza personalizzata con cui rilasciare un software o in generale un opera intellettuale come un libro o una canzone (come ti hanno suggerito nel tuo caso sarebbe del tipo "non commerciale / non opere derivate").
la sua utilità (sempre da quello che ho capito io, non ci metterei la mano sul fuoco) consiste nel fatto che con un paio di clic sul sito di creative commons puoi avere delle clausole di licenza "corrette" e "scritte bene" (perche si presume che non sei un esperto di diritto d'autore) e che in un eventuale processo davanti ad un giudice per violazione della licenza, plagio, ecc., sono in grado di tutelarti.
ovvio che se ritieni che qualcuno ti ha "fregato", devi essere tu a sporgere denuncia e ad accollarti tutti i rischi del caso (ed è in questo che si differenziano dalla registrazione dell'opera alla siae, ed è questo che molti non hanno ancora capito).
la loro differenza rispetto al copyright (all rights reserved, tutti i diritti riservati) sta nel concetto di "some rights reserved, alcuni diritti riservati": e sei tu a decidere quali diritti riservarti.
conta che ancora non c'è una giurisprudenza preparata sul tema, perché da quello che ne so i precedenti sono davvero pochi o nulli.
comunque hai un idea un po distorta di "software libero".

in base a quello che pensi affermi che non ti piace l'idea stessa di software libero. il fatto di poter creare "fork" sta alla base stessa del potenziale in termini di sviluppo che permette di avere tale forma di licenza.
è ovvio poi che anche secondo me non tutti gli applicativi possono essere rilasciati sotto forma di software libero. pensa ad un innovativo software da applicare in campo scientifico o della medicina e che per essere realizzato richiede degli sforzi finanziari e di ricerca notevoli che solo una grande multinazionale può permettersi. in questo caso io ritengo giusta perfino l'idea di brevetto: ovvero rendere il produttore del software, per un certo periodo limitato di tempo, monopolista in quel campo specifico.
molti prima di scagliarsi "alla cieca" contro i brevetti dovrebbero ricordare che sono i fini a giustificare i mezzi: se io effettuo ingenti investimenti è normale che mi aspetto di poter non solo reintegrare le spese ma guadagnarci il più possibile. può sembrare anti-etico, ma in fondo è la cosa più naturale di questo mondo.
vabbè, sono andato off-topic nella seconda parte del post ::)