(ot) Esatto. Anche io sono del parere che le "opere dell'ingegno", come le chiamano, se il creatore vuole, meritino una adeguata ricompensa. Ma i DRM non servono affatto a tutelarla. Sono facilmente aggirabili dal più niubbo dei cracker, e sono una grossa seccatura per l'utente onesto (che si vede penalizzato dalla sua stessa onestà).shaitan ha scritto:però i Digital Restrictions Management non hanno nulla a che vedere con il copyright né con i soldi che giustamente si devono pagare, laddove sia un bene in vendita...Onef ha scritto: ovvero se hai il copyright su una tua creazione - canzone, poesia, ecc..- è giusto che per usufruire del bene sotto copyright debba dare un equo corrispettivo
Non so se le lobby discografiche insistono tanto comunque sui DRM perchè non l'hanno ancora capito, o piuttosto perchè mantenere negli utenti quel "senso di colpa latente" e la sensazione di essere continuamente sotto controllo giova ai loro scopi. Un'idea ce l'avrei ma :-X
In ogni caso, recentemente EMI ha messo in vendita online il proprio repertorio senza DRM. E pare che venda pure bene.


