il free software distrugge il mercato
Re: il free software distrugge il mercato
Giusto per chiarire: per me Stallman non è un tabù, nè mi sta antipatico, nè niente di simile, ok? Semplicemente ritengo che il suo modo di fare rasenti il fanatismo: free è "il bene", tutto il resto è "il male" è, a mio avviso, una categorizzazione estrema e improduttiva.
Stallman e i suoi dovrebbero accettare che open e closed possono coesistere, con ottimi vantaggi per tutti: l'utenza, le software house, le amministrazioni pubbliche e tutto quel che vi viene in mente.
Non è necessario cancellare il software proprietario per arrivare a questo, ma è sufficiente trovare un modo di coesistere.
Stallman e i suoi dovrebbero accettare che open e closed possono coesistere, con ottimi vantaggi per tutti: l'utenza, le software house, le amministrazioni pubbliche e tutto quel che vi viene in mente.
Non è necessario cancellare il software proprietario per arrivare a questo, ma è sufficiente trovare un modo di coesistere.
Rajen
Re: il free software distrugge il mercato
No, se i programmi sono fatti per la ricerca. Io lavoro su programmi di simulazione si sistemi reali complessi. Ti posso dire che se veramente si vuole che la scienza vada avanti il codice dev'essere aperto, in modo che se uno voglia possa vedere cosa fa il programma e contribuirci. Perchè la ricerca scientifica ormai è questa e uno non può chiuderla.bite ha scritto:Questo è un punto molto interessante e molto valido.punkadiddle ha scritto: la conoscenza scientifica è condivisa apposta per questi motivi, perchè per il software non dovrebbe valere altrettanto?
La condivisione della conoscenza scientifica, nata già nel Medioevo con le Università, e in contrapposizione con la concezione "misterica" antica (vedi la "regola del silenzio" dei Pitagorici), è stata assolutamente fondamentale per lo sviluppo della scienza.
Sarebbe una vera catastrofe se venisse a mancare. Nelle epoche più recenti gli episodi di secretazione di conoscenza scientifica sono soprattutto legati a interessi militari, ma si è trattato più di conoscenza tecnologica che scientifica (i dettagli della costruzione della bomba atomica, non l'equazione E=mc^2).
C'è da auspicarsi, nell'interesse dell'umanità, che la conoscenza scientifica continui a venire condivisa, anche se a mio parere si arriverà, in un prossimo futuro, a scontrarsi con una concezione diversa le cui prime avvisaglie cominciano a vedersi già oggi (nella biotecnologia).
Sta tramontando l'epoca in cui lo scienziato si sedeva a tavolino con un pezzo di carta e una matita e sfornava le sue formule innovative. Adesso la ricerca richede investimenti cospicui. Se a sostenerli sono dei privati, è logico e inevitabile (badate non mi sono sbilanciato a dire giusto o sbagliato) che vogliano averne dei ritorni. Inevitabile perché, senza ritorni, non potrebbero continuare ad investire.
Questo è un problema di cui purtroppo al momento non vedo soluzione.
Ma adesso veniamo al software. Il software non è di per sé conoscenza scientifica, anche se può aiutare a svilupparla. E' uno strumento. Quando si mette in piedi un laboratorio, è scandaloso dover pagare, che so, uno spettrometro di massa? No, perché chi l'ha costruito ha investito in ricerca per sapere come costruirlo e ha speso per realizzarlo, e in più è giusto che il suo lavoro non gli copra solo le spese ma gli procuri anche un guadagno (lavoriamo tutti per guadagnare). Ma allora perché dovrebbe essere scandaloso pagare per il software che gestisce lo spettrometro?
Se gli studenti hanno bisogno di software per prepararsi, questa necessità dovrebbe venire gestita analogamente. Gli studenti hanno anche bisogno degli strumenti di laboratorio, ma non gli si chiede mica di pagarli (a parte la retta universitaria). Si faccia allo stesso modo: sia l'università a provvedere.
Secondo: gli strumenti che compri devono essere adattabili alle esigenze. Proprio l'esempio dello spettrometro è buono. Se tu vieni nella mia facoltà, trovi una stanza che sembra un sala del meccanico. Perché gli strumenti possono essere presi e riadattati, riaggiustati, i pezzi possono venir cambiati da chiunque. E allora c'è un prof e un tecnico (non dell'azienda fornitrice, ma un perito industriale qualunque) che sono diventati specializzati! Ormai mettono le mani in qualsiasi strumento. Sono riusciti, cambiando pezzi e aggiustandosi qua e là, a far rinascere uno difrattometro a raggi x ormai obsoleto di cui non facevano più i pezzi di ricambio.
Perchè per il software non deve essere lasciata la stessa possibilià? Che aprano il codice in modo che, se sono in grado, io possa metterci le mani e rendere disponibile le mie modifiche a tutti i colleghi della mia facoltà che hanno i miei stessi problemi. Questo aiuta la scienza, non sperare che l'università italiana paghi 100 licenze da 8000 euro ogni anno per avere in cambio un unico prodotto che negli anni non cambia se non in dettagli che nessuno conosce (perchè il codice è chiuso). Questo è uccidere la ricerca.
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Re: il free software distrugge il mercato
purtroppo non è possibile. come hai detto bisognerebbe innanzi tutto rendere note le specifiche complete di tutti i protocolli, formati ecc.., ma questo credo proprio non accadrà mai. le software house perderebbero tutto l'immenso potere che deriva dal tener segrete queste informazioni, tanto vale a questo punto rilasciare direttamente il proprio software come software libero.Rajen ha scritto: Stallman e i suoi dovrebbero accettare che open e closed possono coesistere, con ottimi vantaggi per tutti: l'utenza, le software house, le amministrazioni pubbliche e tutto quel che vi viene in mente.
Non è necessario cancellare il software proprietario per arrivare a questo, ma è sufficiente trovare un modo di coesistere.
l'unico modo per uscirne è che l'open si diffonda sempre di più, e io ringrazio immensamente tutti i vantaggi pratici che l'open comporta, perchè è solo grazie a questi se si diffonderà.
Re: il free software distrugge il mercato
Posso capire che sia utile metterci le mani dentro per vedere che cosa fa davvero il codice e adattarlo alle proprie esigenze, ma a questo punto l'università o istituto di ricerca credo sia anche in grado di scriverselo. E infatti così è, perché ad esempio il famoso scilab che ho citato prima è nato in ambito di ricerca, e così tantissimi altri applicativi open, alcuni validissimi.Zet ha scritto: No, se i programmi sono fatti per la ricerca. Io lavoro su programmi di simulazione si sistemi reali complessi. Ti posso dire che se veramente si vuole che la scienza vada avanti il codice dev'essere aperto, in modo che se uno voglia possa vedere cosa fa il programma e contribuirci. Perchè la ricerca scientifica ormai è questa e uno non può chiuderla.
Nel post precedente scrivevi:Secondo: gli strumenti che compri devono essere adattabili alle esigenze. Proprio l'esempio dello spettrometro è buono. Se tu vieni nella mia facoltà, trovi una stanza che sembra un sala del meccanico. Perché gli strumenti possono essere presi e riadattati, riaggiustati, i pezzi possono venir cambiati da chiunque. E allora c'è un prof e un tecnico (non dell'azienda fornitrice, ma un perito industriale qualunque) che sono diventati specializzati! Ormai mettono le mani in qualsiasi strumento. Sono riusciti, cambiando pezzi e aggiustandosi qua e là, a far rinascere uno difrattometro a raggi x ormai obsoleto di cui non facevano più i pezzi di ricambio.
Perchè per il software non deve essere lasciata la stessa possibilià? Che aprano il codice in modo che, se sono in grado, io possa metterci le mani e rendere disponibile le mie modifiche a tutti i colleghi della mia facoltà che hanno i miei stessi problemi. Questo aiuta la scienza, non sperare che l'università italiana paghi 100 licenze da 8000 euro ogni anno per avere in cambio un unico prodotto che negli anni non cambia se non in dettagli che nessuno conosce (perchè il codice è chiuso). Questo è uccidere la ricerca.
ma questo vale anche per te. Hai esposto il tuo punto di vista, adesso prova a metterti nei panni di chi ha speso tempo e soldi per sviluppare un'applicazione che ti serve... e poi te la deve regalare? (E checché se ne possa dire, aprire i sorgenti equivale a regalarla).Prima di parlare certa gente dovrebbe pensare a tutti i punti di vista
Certo la prossima volta destinerà diversamente le proprie risorse (rotfl), sviluppare software non è mica un obbligo di legge.
Se invece mi dici che Office o Mathematica o qualsivoglia altra applicazione a pagamento ti venga in mente sono troppo cari, posso essere d'accordo (a parte che per gli studenti ci sono in genere sconti rilevanti). Ottima funzione del software libero, in questo caso, è mitigarli. Ad esempio Mathematica, per cui non esistono ancora validi sostituti free, può permettersi di prezzare a circa 3000 Euro, se non ricordo male (licenza studente con sconto circa del 90%, però). Lascia che Yacas o chi per lui venga a maturità e vedrai che calerà molto. Ma dietro Mathematica c'è uno staff di ricercatori che percepiscono uno stipendio e il buon Wolfram, che glielo deve pagare, ha indubbiamente i suoi motivi per tenere alto il prezzo finché può.
Re: il free software distrugge il mercato
Le risorse (tempo, denaro) necessarie per scrivere un programma ex novo sono molto maggiori.bite ha scritto: Posso capire che sia utile metterci le mani dentro per vedere che cosa fa davvero il codice e adattarlo alle proprie esigenze, ma a questo punto l'università o istituto di ricerca credo sia anche in grado di scriverselo
Continui a non capire che open source e gratuito sono due cose diverse.ma questo vale anche per te. Hai esposto il tuo punto di vista, adesso prova a metterti nei panni di chi ha speso tempo e soldi per sviluppare un'applicazione che ti serve... e poi te la deve regalare? (E checché se ne possa dire, aprire i sorgenti equivale a regalarla).
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Rajen
Re: il free software distrugge il mercato
Ti posso assicurare che so bene quali sono le risorse necessarie.Rajen ha scritto:Le risorse (tempo, denaro) necessarie per scrivere un programma ex novo sono molto maggiori.bite ha scritto: Posso capire che sia utile metterci le mani dentro per vedere che cosa fa davvero il codice e adattarlo alle proprie esigenze, ma a questo punto l'università o istituto di ricerca credo sia anche in grado di scriverselo
Le università e similari hanno a disposizione una forza lavoro a costo zero o quasi - studenti, tesisti, specializzandi etc - e talvolta anche di qualità.
Se tu avessi letto solo la riga dopo, avresti potuto notare un esempio, e posso portarne molti altri se necessario.
Ci sono tante cose che anche tu continui a non capire, una ad esempio è come ci si rivolge al prossimo.Continui a non capire che open source e gratuito sono due cose diverse.ma questo vale anche per te. Hai esposto il tuo punto di vista, adesso prova a metterti nei panni di chi ha speso tempo e soldi per sviluppare un'applicazione che ti serve... e poi te la deve regalare? (E checché se ne possa dire, aprire i sorgenti equivale a regalarla).
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PS Quella che tu citi è una cosa che io ho capito e tu no. (rotfl)
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Re: il free software distrugge il mercato
Facciamo un elenco delle grandi innovazioni prodotte nell'ambito informatico negli ultimi 20 anni? Parlo di grandi innovazioni non di roba tipo Windows Vista 
1) l'email
2) il web
3) il web 2.0, da wikipedia ai feed, ai blog, a youtube
4) Google
5) il voip
6) il p2p
7) il wireless
Prossime venture:
il desktop distribuito
9) il desktop semantico
10) il multitouch
Allora: 1, 2, 3, 4, 6 sono strettamente legate all'open source. La 5 no perché il boom del voip è stato dato da skype, la 7 è "neutra".
Nella 8 e nella 9 l'open source è molto più avanti rispetto alla controparte proprietaria.
Nella 10 per ora è avanti Apple ma xorg è già lì mentre surface di MS ci metterà un bel po'.
Insomma siamo 7 a 2. L'open source è oggi, non solo il futuro.
1) l'email
2) il web
3) il web 2.0, da wikipedia ai feed, ai blog, a youtube
4) Google
5) il voip
6) il p2p
7) il wireless
Prossime venture:
9) il desktop semantico
10) il multitouch
Allora: 1, 2, 3, 4, 6 sono strettamente legate all'open source. La 5 no perché il boom del voip è stato dato da skype, la 7 è "neutra".
Nella 8 e nella 9 l'open source è molto più avanti rispetto alla controparte proprietaria.
Nella 10 per ora è avanti Apple ma xorg è già lì mentre surface di MS ci metterà un bel po'.
Insomma siamo 7 a 2. L'open source è oggi, non solo il futuro.
Re: il free software distrugge il mercato
E' una bella rottura di palle che non si possa scrivere il numero otto seguito dalla parentesi chiusa. (rotfl)
Ma a parte questo, senza polemica ma solo per sapere, perché consideri Google così legata all'open source? A parte un articoletto in cui Brin e Page ancora bambini (rotfl) delineavano il loro algoritmo di ricerca senza scendere in troppi dettagli, e a parte gOS...?
Del 7) sinceramente non so, perché la dici neutra?
10) il multitouch a naso Apple l'ha ciulato a Synaptics (closed tutt'e due, comunque).
Puoi anche aver ragione su tutto, e probabilmente ce l'hai, ma ciò non inficia una legge di natura: per programmare bisogna mangiare. Berners-Lee quando ha inventato il web mangiava alla mensa del CERN; se per dispetto non ti ci lasciano entrare, sarai costretto a vendere i tuoi programmi.
Ma a parte questo, senza polemica ma solo per sapere, perché consideri Google così legata all'open source? A parte un articoletto in cui Brin e Page ancora bambini (rotfl) delineavano il loro algoritmo di ricerca senza scendere in troppi dettagli, e a parte gOS...?
Del 7) sinceramente non so, perché la dici neutra?
10) il multitouch a naso Apple l'ha ciulato a Synaptics (closed tutt'e due, comunque).
Puoi anche aver ragione su tutto, e probabilmente ce l'hai, ma ciò non inficia una legge di natura: per programmare bisogna mangiare. Berners-Lee quando ha inventato il web mangiava alla mensa del CERN; se per dispetto non ti ci lasciano entrare, sarai costretto a vendere i tuoi programmi.
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Re: il free software distrugge il mercato
Verobite ha scritto: E' una bella rottura di palle che non si possa scrivere il numero otto seguito dalla parentesi chiusa. (rotfl)
A parte il fatto che google usa linux? a parte il fatto che il maggiore sponsor della Mozilla Foundation? A parte il fatto che sta costruendo Android? A parte il Google Summer of Code? A parte il motore Google code specializzato per trovare pezzi di codice? ecceteraMa a parte questo, senza polemica ma solo per sapere, perché consideri Google così legata all'open source? A parte un articoletto in cui Brin e Page ancora bambini (rotfl) delineavano il loro algoritmo di ricerca senza scendere in troppi dettagli, e a parte gOS...?
Perché non è legata né all'open source né al sw proprietario.Del 7) sinceramente non so, perché la dici neutra?
Infatti per ora l'ho collocato in quell'ambito.10) il multitouch a naso Apple l'ha ciulato a Synaptics (closed tutt'e due, comunque).
E chi ha detto che software libero vuol dire niente soldi?Puoi anche aver ragione su tutto, e probabilmente ce l'hai, ma ciò non inficia una legge di natura: per programmare bisogna mangiare. Berners-Lee quando ha inventato il web mangiava alla mensa del CERN; se per dispetto non ti ci lasciano entrare, sarai costretto a vendere i tuoi programmi.
Re: il free software distrugge il mercato
@bite: tu dici di aver capito che gratis e open sono due cose diverse, però a me sembra che continui a ripetere che con l'open source non si mangia. Eppure la Sun non mi sembra che stia fallendo a causa di Java, anzi...
Rajen
Re: il free software distrugge il mercato
Off topic io sto appena scrivendo nella bibliografia della mia tesi il caro wolfram!bite ha scritto: Lascia che Yacas o chi per lui venga a maturità e vedrai che calerà molto. Ma dietro Mathematica c'è uno staff di ricercatori che percepiscono uno stipendio e il buon Wolfram, che glielo deve pagare, ha indubbiamente i suoi motivi per tenere alto il prezzo finché può.
secondo me il problema è proprio nella natura del software. In ambiente di ricerca in genere serve un sistema operativo open, dove la gente possa metterci mano e scambiare le proprie innovazioni col mondo.
Per infiniti motivi: poterlo adattare alle + svariate macchine, alle esigenze di ricerca ecc.
Per questo è fondamentale che GNU/Linux continui ad esistere e rimanga open, compreso i vari DE e i loro applicativi.
Poi per il resto mi spiace che programmatori ci rimettano, ma se Amarok è meglio di iTunes ed è pure gratis... i programmatori closed si diano da fare.
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Re: il free software distrugge il mercato
davvero c'e' chi ancora pensa che con l'open source e il software liberonon ci puo' guadagnare?
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Re: il free software distrugge il mercato
Qui c'è un breve comunicato di Sun sui risultati più recenti, positivi. Tra i motivi del successo, secondo Schwartz, nell'ordine:Rajen ha scritto: @bite: tu dici di aver capito che gratis e open sono due cose diverse, però a me sembra che continui a ripetere che con l'open source non si mangia. Eppure la Sun non mi sembra che stia fallendo a causa di Java, anzi...
- miglioramento dei margini (cioé soprattutto riduzione dei costi)
- crescita dei mercati emergenti (Cina, India, Europa dell'Est, America del Sud)
- accordo con Dell per fornire Solaris sui loro server (Solaris, non OpenSolaris, su cui Sun non dà assistenza)
- e, ultimo, xVM (opensource).
Re: il free software distrugge il mercato
Sì, davvero c'è chi ancora pensa.B.Soul ha scritto: davvero c'e' chi ancora pensa che con l'open source e il software liberonon ci puo' guadagnare?
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Re: il free software distrugge il mercato
Sì, ma il progetto Google è nato in ambito opensource? Distribuiscono i sorgenti del loro attuale motore di ricerca?Guiodic ha scritto:A parte il fatto che google usa linux? a parte il fatto che il maggiore sponsor della Mozilla Foundation? A parte il fatto che sta costruendo Android? A parte il Google Summer of Code? A parte il motore Google code specializzato per trovare pezzi di codice? ecceteraMa a parte questo, senza polemica ma solo per sapere, perché consideri Google così legata all'open source? A parte un articoletto in cui Brin e Page ancora bambini (rotfl) delineavano il loro algoritmo di ricerca senza scendere in troppi dettagli, e a parte gOS...?
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Re: il free software distrugge il mercato
No, io ho solo detto che Google si basa su Linux, non che Google è open source.bite ha scritto: Sì, ma il progetto Google è nato in ambito opensource? Distribuiscono i sorgenti del loro attuale motore di ricerca?
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Re: il free software distrugge il mercato
se è così come mai l'open sta prendendo sempre più piede? tutti si senton più buoni ed hanno una voglia irresistibile di aiutare il prossimo anche senza ritorni economici? di soldi nel mondo open ne girano decisamente di più di quanto potrebbe sembrare, vender licenze d'uso non è l'unico modo di far soldi col software, anzi è quello di gran lunga meno diffuso.bite ha scritto:Sì, davvero c'è chi ancora pensa.B.Soul ha scritto: davvero c'e' chi ancora pensa che con l'open source e il software liberonon ci puo' guadagnare?
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Re: il free software distrugge il mercato
io sono uno di quelli che lo pensa e lo pensavo anche prima di leggere questo post, credevo che i programmatori "open source" facessero magari un secondo lavoro per guadagnare soldi.... :-[bite ha scritto:Sì, davvero c'è chi ancora pensa.B.Soul ha scritto: davvero c'e' chi ancora pensa che con l'open source e il software liberonon ci puo' guadagnare?
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ma come fanno a guadagnare soldi, se non vendono i loro software, da chi vengono pagati ??
ciao
Re: il free software distrugge il mercato
Vendono tutto il resto...iacopo ha scritto:[...]bite ha scritto:Sì, davvero c'è chi ancora pensa.B.Soul ha scritto: davvero c'e' chi ancora pensa che con l'open source e il software liberonon ci puo' guadagnare?
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ma come fanno a guadagnare soldi, se non vendono i loro software, da chi vengono pagati ??
Sarebbe interessante un'indagine per capire quanto incide questa famigerata mera vendita di licenze sulle entrate delle SH, settore per settore. In base alle mie informazioni, non organiche, le licenze sono una quota anche significativa ma mai prioritaria. Ma, ripeto, servirebbe un'indagine piu` approfondita a partire dai bilanci.
Re: il free software distrugge il mercato
semplicemente si costruisce un mercato in modo diverso da quello classico.
non vendi il prodotto , vendi la tua competenza....
ti fai pagare la consulenza ,eventuali specializzazioni sul software, gadget, ecc....
....ci sono molti modi per guadagnarci...anche piu' onestamente che col mercato software classico...
basta un po' di apertura mentale e inventiva
non vendi il prodotto , vendi la tua competenza....
ti fai pagare la consulenza ,eventuali specializzazioni sul software, gadget, ecc....
....ci sono molti modi per guadagnarci...anche piu' onestamente che col mercato software classico...
basta un po' di apertura mentale e inventiva
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